Sincronizzazione dei calori bovini, tesina

Tesina di maturità che comprende anche tutti i riassunti introduttivi su ciclo ovarico, ormoni della gravidanza. comprende anche una parte di italiano (carducci e pascoli) e storia (agricoltura e fascismo)

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sincronizzazione calori bovini

1. INTRODUZIONE
La stesura di questa tesina è incentrata principalmente sulla riproduzione bovina, e in particolare sulla sincronizzazione dei calori e sul metodo Ovsynch. Questo perché sono molto interessata personalmente all’argomento, soprattutto perché ho scelto l’indirizzo tecnico agrario in previsione di un corso di laurea in medicina veterinaria.
Ho voluto mettere alla prova le mie capacità, creando una relazione che avesse bisogno di un impegno costante e di un’attenzione non indifferente a molti dettagli, nonché al lavoro svolto durante il progetto di alternanza scuola-lavoro nell’annata scolastica 2014-2015, affiancando il dottor Paolo Gambetti.

1.1 GENERALITA’ SU ALLEVAMENTI ZOOTECNICI ITALIANI
I bovini sono i principali animali da reddito in Italia per la produzione di latte e carne, mentre nel nord Italia e più precisamente nelle zone di Parma, Reggio, Modena, Bologna sinistra Reno e Mantova destra Po, sono allevate soprattutto per la produzione di latte per il Parmigiano Reggiano DOP. Per produrre latte l’animale deve rimanere gravido circa una volta all’anno, dato che appena dopo il parto si ha un picco di lattazione (a 40 giorni) e un calo nei mesi successivi. Dopo il parto infatti viene rilasciato nel sangue un grande quantitativo di prolattina, ovvero un ormone prodotto dall’ipofisi anteriore che permette la sintesi di latte da parte delle ghiandole mammarie, perché durante la gravidanza veniva inibito dal progesterone, ovvero l’ormone della gravidanza. Infatti è molto importante che entro i tre-quattro mesi dopo il parto l’animale rimanga gravido per evitare un intervallo parto-concepimento troppo lungo e soprattutto una perdita di produzione dovuta al livello di prolattina nel sangue in diminuzione graduale.
Oggi giorno vediamo la scomparsa della maggior parte delle stalle di piccole dimensioni, ovvero con un numero ridotto di capi, perché essendo piccole hanno costi troppo elevati per sopravvivere con la poca produzione. Dall’altra parte si ha un aumento di stalle di medio-grandi dimensioni per avere un numero sempre maggiore di capi. In queste grandi aziende l’obiettivo principale e raggiungere la massima produzione di latte ma perché questo avvenga è essenziale controllare costantemente i cicli delle bovine e i momenti dei calori, come già spiegato in precedenza.


1.2 PARAMETRI DI EFFICIENZA RIPRODUTTIVA
ETA’ AL PRIMO PARTO 22-30 mesi
INTERPARTO (intervallo tra un parto e l’altro) 12-13 mesi
INTERVALLO PARTO – PRIMA INSEMINAZIONE 50-60 giorni
INTERVALLO PARTO - CONCEPIMENTO 90-100 giorni
INTERSERVIZIO (intervallo tra un’inseminazione e l’altra) 20-22 giorni
NUMRO DI INSEMINAZIONE PER GRAVIDANZA 1.2-1.4 manze
1.5-1.8 vacche


2. IL BOVINO NELLA LETTERATURA
In passato la politica economica di tutti i paesi era fondata sull’agricoltura, perciò molti autori vivevano a contatto con una realtà molto diversa dalla nostra, che era la campagna, nello specifico col lavoro nei campi e con gli animali da allevare. Spesso nelle loro poesie gli stessi sono riconoscenti della generosità della terra e malinconici nel ricordare il bellissimo paesaggio coltivato e la tranquillità di quei posti in cui spesso si riusciva a far emergere questi sentimenti che in una città caotica non sarebbero venuti alla luce.
Alcuni autori hanno dedicato la loro attenzione ai bovini, in particolare Giosuè Carducci e Giovanni Pascoli.
I due poeti sono accomunati dall’esperienza degli studi classici: entrambi hanno frequentato prima il liceo a Firenze presso i Padri Scolopi, hanno prova di una straordinaria conoscenza della lingua latina con traduzioni o partecipazione a concorsi nel caso di Pascoli, hanno insegnato presso l’Università di Bologna rispettivamente Letteratura italiana e Grammatica greca e latina. La vita di entrambi è stata segnata da dolorosi lutti famigliari e da difficoltà economiche oltre che dalla vicinanza, nel periodo della giovinezza, a ideali rivoluzionari: Carducci in quanto mazziniano ha subito diversi provvedimenti punitivi da parte del governo, mentre Pascoli è entrato in contatto con movimenti socialisti che lo porteranno in carcere. È stato assolto grazie alla testimonianza di Carducci che alcuni anni prima lo aveva esaminato per l’assegnazione di una borsa di studio.

2.1 IL BOVE DI CARDUCCI


T’amo o pio bove; e mite un sentimento
Di vigore e di pace al cor m’infondi.
O che solenne come un monumento
Tu guardi i campi liberi e fecondi;

O che al giogo inchinandoti contento
L’agil opra de l’uom grave secondi:
ei t’esorta e ti punge, e tu co ‘l lento
giro de’ pazienti occhi rispondi.

Da la larga narice umida e nera
Fuma il tuo spirito, e come un inno lieto
Il mugghio nel sereno aer si perde;

E del grave occhio glauco entro l’austera
Dolcezza si rispecchia ampio e quieto
Il divino del pian silenzio verde.

Parafrasi: “ Ti amo, o pio bove (tranquillo bue); mi infondi cautamente nel cuore un sentimento di forza e di pace, sia quando guardi i campi vasti e fertili, maestoso come un monumento, sia quando, ponendoti volentieri sotto il giogo, possente aiuti il lavoro rapido dell’uomo: egli ti incita e ti percuote e tu gli rispondi girando lentamente gli occhi pazienti. Dalla tua narice umida e nera esce il tuo fiato fumando e come un canto felice il tuo muggito si perde nell’aria serena; e nella dolcezza severa del tuo occhio azzurro e intenso si rispecchia, grande e tranquillo, il divino silenzio della verde pianura”.
Questa poesia è stata pubblicata nel secondo libro della raccolta Rime Nuove nel 1872. È un sonetto in endecasillabi con uno schema di rime alternata nelle prime due strofe e ripetuta nelle ultime due; qui si nota che il componimento ha una metrica classica, evidenziando così l’ideologia dell’autore che rimanda agli autori italiani classici e che respinge l’innovazione dei romantici. I termini utilizzati infatti sono spesso aulici e latineggianti (pio, agil opra, occhio gluco).
Il paesaggio è quello della maremma toscana, ovvero quello nel quale lui ha passato la sua infanzia, paesaggio a lui molto caro che però fa da sfondo all’animale, il bove, il quale è stato lodato soprattutto per i valori che lo stesso incarna, come la paziente laboriosità, reso quasi sacro dall’aggettivo “pio”. Questo animale è simbolo di tranquillità d’animo, di calma, di serenità, e di compostezza, contrapposto alla velocità e all’indaffaratezza dell’uomo (agil opra). Diverse le sensazioni visive e uditive che culminano delle sinestesia finale “silenzio verde”.

Giovanni Fattori, Buoi al carro, 1870. Olio su tela, 40x104 cm. Firenze, Galleria d'Arte Moderna.

Per sottolineare ed evidenziare questo paesaggio vorrei fare riferimento a quest’opera, dipinta da Giovanni Fattori, che fa parte di una serie di dipinti aventi come soggetto scene agresti e pastorali in Maremma. Tutti i dipinti hanno in comune una luce viva, che mette in risalto i valori cromatici della natura.
Le macchie che contraddistinguono lo stile dell'artista sono larghe e contrastate; in questo modo vengono eliminati i dettagli superflui, mentre si delinea con chiarezza l'impianto compositivo della tela. In questo modo le forme appaiono solide e sintetiche, sotto l'effetto della piena luce; la luce sembra provenire dall’alto come si può notare dall'ombra proietta¬ta a terra dal carro con i buoi.
I colori sono distesi per ampie zone contrapposte; il contrasto tra toni caldi e freddi accentua la lumi¬nosità del paesaggio; infatti il blu del mare si confronta con un cielo percorso da nubi rosate, il verde del prato è accostato alla fascia quasi rossa della terra battuta, il rosso del carro ri¬salta contro il colore dell'acqua.
L'osservatore vede il carro in leggero controluce, e ciò determina un effetto di sem-plificazione delle forme. Il dipinto inoltre presenta un taglio compositivo orizzontale, anche se l’inclinazione e la direzione del carro danno un’idea di dinamicità, che sembra proseguire oltre il limite della tela.


2.2 IL BOVE DI PASCOLI
Al rio sottile, di tra vaghe brume,
guarda il bove, coi grandi occhi; nel piano
che fugge a un mare sempre più lontano
migrano l’acque d’un ceruleo fiume;

ingigantisce agli occhi suoi, nel lume
pulverulento, il salice e l’ontano;
svaria su l’erbe un gregge a mano a mano,
e par la mandra dell’antico nume:

ampie ali aprono imagini grifagne
nell’aria; vanno tacite chimere,
simili a nubi, per il ciel profondo;

Il sole immenso, dietro le montagne
cala, altissime: crescono già, nere,
l’ombre più grandi d’un più grande mondo.

Parafrasi: “Il bue, con i suoi grandi occhi, guarda al piccolo ruscello tra i vapori che rendono sfumate le linee del paesaggio: nella pianura, che per l’animale si estende fino all’orizzonte. Le acque di un azzurro fiume scorrono verso un mare sempre più lontano. Alla sua vista si ingrandiscono, nella luce piena di pulviscolo, il salice e l’ontano. Spicca, per il diverso colore, sul verde dell’erba un gregge che, a poco a poco entra nella visuale del bue, e ricorda la mandria del dio Pan. Immagini di rapaci aprono ampie ali nell’aria; silenziose chimere, volano, simili a nubi, per il cielo profondo. Il sole immenso tramonta dietro le montagne altissime; crescono le ombre di una realtà più vasta e misteriosa”.
Questa poesia è stata pubblicata nel 1890 sulla “Vita Nuova” per poi entrare nella raccolta “Myricae” nel 1892 nella sezione “In campagna”. Come il testo di Carducci, anche questo è un sonetto in endecasillabi con rime alternata nelle prime due strofe e ripetuta nelle ultime due. Ci sono però sostanziali differenze tra le due liriche; infatti, se in Carducci il bove è una figura possente in un paesaggio soleggiato e caldo, in Pascoli vediamo un animale molto malinconico in un paesaggio che provoca tristezza, inquietudine e mistero (provocato dalla nebbia che deforma la realtà).
In Pascoli vediamo una grande influenza da parte del simbolismo francese. Infatti il poeta decide di guardare il mondo attraverso gli occhi del bove alla ricerca di una realtà più profonda oltre l’apparenza fenomenica. Inoltre vediamo la tecnica impressionistica nella restituzione del paesaggio come provano le scelte spaziali e coloristiche, come il sole che cala o le montagne alte e nere. Vi è anche la sensazione di vastità e infinitezza dello spazio che rende la concezione della vita piena di misteri e segreti che il poeta deve conoscere attraverso la poesia ma che non riusciranno mai ad essere tutti svelati.
Nella poesia vi è accentuata la visione distorta della realtà e il punto di vista adottato (gli occhi del bove che vedono le cose più grandi di quello che paiono a noi) che si dimostra deformante, sottolineato dall’uso delle analogie, in Pascoli molto frequente; vediamo infatti uccelli che sembrano grifoni, vediamo la comparsa di chimere ovvero animali mitologici con testa di leone, corpo di capra e coda di drago, vediamo, tutto questo ovviamente frutto dell’immagine distorta degli occhi del bue che tende ad ingrandire la realtà.
Sono presenti nel sonetto una forma metrica classica, termini aulici e ricercati, tipici della poetica dell’autore, come nomi mitologici (chimere, grifoni, antico nume riferito al dio Pan) o nomi di piante (salice e ontano) o aggettivi ricercati (ceruleo), parole più ambigue e sfumate che suggeriscono un’esperienza misteriosa al contrario di quelle privilegiate da Carducci che comunicano un senso di pace.
La poesia è ricca di aggettivi usati in funzione predicativa e ha un ritmo lento. Frequenti gli enjambement.

2.3 L’AGRICOLTURA E IL REGIME FACISTA
Esiste un collegamento molto stretto tra gli interventi del regime fascista in agricoltura e il loro significato ideologico e propagandistico. Infatti l’Italia era un paese arretrato e quindi prevalentemente agricolo, dove quais la metà della popolazione era impegnata nel lavoro dei campi; per i fascisti era dunque importantissimo conquistare i voti di questa arte di popolazione.
Questi agricoltori erano per lo più maschi reduci di guerra, e per questo il Duce e il regime usava metafore belliche come la “battaglia del grano” e slogan come “è l’aratro che traccia il solco, ma è la spada che difende”; inoltre lo stesso duce sempre a scopo propagandistico amava farsi fotografare e rendere pubbliche le sue foto mentre era intento nel lavoro dei campi come la raccolta del grano.
Un altro obiettivo del regime fascista erano le bonifiche poiché avrebbero conquistato molti consensi data l’utilità di queste ai contadini. Tra queste la bonifica dell’Agro Pontino assunse un ruolo di fondamentale importanza nonché di impresa epica, nella quale decine di migliaia di cittadini contribuirono alla realizzazione della stessa.
Data l’importanza che il duce attribuiva alla realtà rurale, le città che sorsero dalla bonifica dell’Agro Pontino (Littoria, Pontinia e Sabaudia) dovevano simboleggiare la forza creatrice e innovatrice del fascismo.
Inoltre, a scopo di aumento della produzione per soddisfare i fabbisogni italiani, il duce aveva costituito dei premi dati a chi superava la produzione media e ne andava oltre; questo concetto fu applicato ad esempio sull’agricoltura (soprattutto sul grano), sulla zootecnia (ovvero sulla produzione di latte) e sulle famiglie, ovvero sulle donne più prolifiche.


3. IL CICLO SESSUALE DI UNA BOVINA
Una manza dopo essere stata allevata per circa 8-10 mesi (razze da latte es Frisona) (12-16 per le razze da carne), raggiunge la pubertà ovvero la fase fisiologica nella quale c’è un rapido sviluppo dell’apparato riproduttore e quest’ultimo raggiunge le sue piene funzionalità, consentendo all’animale di riprodursi.
L’animale, una volta che ha raggiunto la pubertà, vedrà manifestarsi il suo primo calore ovvero la sua prima ovulazione. Questo è dovuto al fatto che l’apparato riproduttore ormai maturo inizia a produrre ovuli fertili che ogni 21 giorni si rinnovano se non fecondati; inoltre da questo momento inizia la produzione di ormoni che prima erano inibiti e che adesso serviranno per la creazione dei cicli successivi e per la gravidanza. Ovviamente i primi cicli non sono regolari, dovuti appunto ad una fase di stabilizzazione della produzione di questi ormoni e all’adattarsi del corpo a questi cambiamenti. Infatti la prima fecondazione non verrà fatta al primo calore ma a 15-16 mesi d’età.

3.1 FASI DEL CICLO ESTRALE
Il ciclo estrale è diviso in 4 fasi principali, ognuna delle quali dipende dall’influenza di diversi ormoni in base alla loro funzione (paragrafo ormoni del ciclo sessuale):
- Proestro: dura 3-4 giorni. Qui avviene la maturazione di un follicolo (dominante) e inizia la produzione di estrogeni.
- Estro: dura solitamente 24 ore ma varia in funzione dell’attività endocrina dell’animale e da altri fattori (…………..). Questa fase ha luogo grazie all’azione degli estrogeni e più precisamente dell’estradiolo. È caratterizzata da una modificazione dei genitali esterni e interni e modificazioni comportamentali (paragrafo rilevamento dell’estro). Questi sintomi hanno la funzione di attrazione del toro in natura o di essere riconoscibile dall’allevatore in stalla per l’imminente ovulazione.
- Metaestro: dura 2-3 giorni ed è caratterizzato dall’ovulazione, dalla discesa quindi dell’ovulo nell’ovidotto dove potrebbe venire fecondato, e dalla formazione del corpo luteo. In questa fase si ha la produzione di “latte uterino” prodotto dall’utero stesso che è un fluido denso e vischioso che serve per lo sviluppo embrionale.
- Diestro: dura 14-15 giorni. Qui c’è la dominanza del corpo luteo con alti livelli di progesterone nel sangue se l’animale è gravido. Nel caso di gravidanza non avvenuta, nella fase finale del diestro si ha la regressione del corpo luteo.


3.2 ORMONI DEL CICLO SESSUALE
Nel ciclo sessuale ovviamente tutto avviene grazie alla decrescita o all’incremento della concentrazione di ormoni nel sangue. Questi ormoni vengono prodotti e secreti o da parti proprie dell’animale, come l’ipofisi o da strutture create durante il ciclo sessuale, come il corpo luteo. Grazie a questi noi vediamo attuarsi il processo di maturazione di una cellula germinale (ovulo) accompagnato da una serie di modificazioni dell’apparato riproduttore. In ordine di attività gli ormoni sono:
- FSH: follicolo-stimolante -> è prodotto dall’ipofisi anteriore su stimolazione dell’ipotalamo. Permette la maturazione del follicolo presente nell’ovaia e quindi di conseguenza la secrezione di estrogeni e progestinici.
- Estrogeni: (più precisamente l’estradiolo) prodotti dal follicolo maturo e dai follicoli secondari in reazione all’FSH. Provocano le manifestazioni estrali e stimolano la produzione da parte dell’ipotalamo di un neuro ormone (LH-RH) che stimola a sua volta il rilascio dell’LH. Aumentano nel periodo che precede il picco di LH.
- LH: luteinizzante -> prodotto dall’ipofisi anteriore su stimolazione dell’LH-RH. Consente lo scoppio del follicolo con la conseguente uscita dell’ovulo e formazione del corpo luteo ciclico.
- Progesterone: prodotto dal corpo luteo. Ha la funzione di inibire a livello ipotalamico la formazione neuro ormoni (GnRH) che stimolano la produzione di FSH e LH, inoltre deve preparare l’utero (essenziale quindi anche per la produzione di prostaglandine) per l’attecchimento dell’ovulo fecondato. Il corpo luteo, se l’ovulo è stato fecondato, diventa corpo luteo gravidico che continua a secernere progesterone.
- Prostaglandine: (non sono veri ormoni ma hanno funzioni analoghe, sono idrossiacidi insaturi a 20 atomi di carbonio sintetizzati a partire da AA essenziali), prodotte dall’utero nel caso di non avvenuta gravidanza. La loro funzione è quella di provocare la regressione del corpo luteo, permettendo la ripresa del ciclo sessuale.


3.3 L’ONDATA FOLLICOLARE
Con il termine ondata follicolare si intende la sincrona crescita di un certo numero di follicoli a cui fa seguito la selezione di un follicolo che si svilupperà maggiormente e diventerà il così detto “follicolo dominante”, e la regressione dei follicoli subordinati. Le ondate follicolari sono 2 o 3 in base all’attività endocrina dell’animale, in base a caratteristiche genetiche, a fattori ambientali e anche in base all’età (una manza solitamente ha 3 ondate follicolari mentre un vacca di oltre 4 anni ne ha 2; in casi particolari se ne possono avere 4 o solo un’ondata).
Nella prima ondata follicolare vediamo un insieme di follicoli di 2-4 mm (fase di emergenza). Il follicolo principale inizia a differenziarsi al 2°-3° giorno del ciclo e diventa dominate il 4°-5° (fase di deviazione). Il 6°-7° giorno raggiunge una dimensione di 13-16 mm (fase di ovulazione), rimanendo pressoché uguale fino al 10° giorno. Da qui inizia a diminuire di dimensione fino a non essere più distinguibile dagli altri al 15° giorno.
Infatti il follicolo della prima ondata (e a volte anche quello della seconda) non può ovulare perché si sviluppa in presenza di un corpo luteo attivo della precedente ovulazione, questo lo porta a un regressione dovuta alla secrezione di progestinici da parte del corpo luteo che inibiscono la secrezione di estrogeni che avrebbero dovuto stimolare il picco pre ovulatorio di LH e quindi l’ovulazione. Di conseguenza manca il luteinizzante, lo stesso non può inibire l’FSH che aumenta nel sangue provocando la formazione di una nuova ondata follicolare.
Il secondo follicolo dominante reclutato al 10° giorno sarà il follicolo ovulatorio che ovulerà 11 giorni dopo grazie alla diminuzione del progesterone perché è arrivato a maturazione e quindi ha esaurito la sua funzione; se non avviene la luteosi anche questo secondo follicolo dominante regredirà. Il follicolo dominante della terza ondata follicolare invece emerge al 14°-16° giorno ovulando 7 giorni più tardi.
Per qui il ciclo con due ondate follicolari sembra essere più corto di un paio di giorni del ciclo con tre ondate follicolari.
Il follicolo dominante solitamente causa la regressione dei follicoli subordinati e blocca l’inizio del nuovo ciclo.



4. CALORE

4.1 MANIFESTAZIONE DEL CALORE E METODICHE DI RILEVAMENTO
Il rilevamento dell’estro è importate soprattutto per la durata i questa fase che varia da 24 a 30 ore, per questo e molto difficile intercettare il momento giusto per l’inseminazione.
- Rilevamento visivo: è necessaria una continua sorveglianza degli animali da parte dell’allevatore. I sintomi sono il riflesso di immobilità nel momento in cui viene cavalcata, l’irrequietezza, la trattenuta del latte, il forte appetito cioè che mangia più del solito, il cavalcare le altre bovine e il muggire spesso, ma solitamente si guardano le perdite di un muco filante trasparente e le labbra della vulva, arrossate e tumide. Molto spesso però questi rilevamenti sono difficili da individuare perché molti capi non esternano o comunque in modo non così evidente questi sintomi.
- Podometri: facendo riferimento all’irrequietezza degli animali in estro, si utilizzano dei podometri, che sono rilevatori di movimento legati alle zampe o al collo, dato che l’animale si muove mediamente tre-quatto volte in più rispetto al solito, e che quindi ne contano i passi. Questi apparecchi sono facilmente leggibili, monitorati solitamente in mungitura.

4.2 PROBLEMATICHE NELLA MANIFESTAIZONE DEL CALORE
Come già detto in precedenza, molto spesso non avviene la manifestazione del calore. Vi sono infatti delle problematiche legate al calore, all’ovulazione o alla diretta manifestazione dell’estro, infatti si possono avere calori silenti, calori brevi, lunghi o calori mancati, che possono essere dovuti a:
- Prima e seconda ovulazione post parto sono esenti da manifestazioni estrali (calore silente)
- Manifestazioni estrali non accompagnate da ovulazione o formazione del corpo luteo (frequente nelle manze)
- Vicinanza con vacche non nello stesso stadio del ciclo estrale
- Alimentazione carente o insufficiente
- Stress dovuto a: malattie o traumi, dolore, suoni elevati o improvvisi, sovraffollamento, elevata umidità

5. INSEMINAZIONE E FECONDAZIONE

5.1 INSEMINATION AND FECUNDATION METHODS
There are many methods to make an animal pregnant. This is made in cowshelds.
- Natural fecundation: it is made by the bull mount when the cow is in heat. This method is no longer used, because it may cause several problems such as sexually trasmitted diseases, the possibility to inseminate an inferior number of animals with the same bull, low hygiene and health and less production and selection.
- Artificial fecundation: it is mainly used and it is better than the natural one thanks to its intensity of selection, health and better and higher production. The sperm of a selected bull is previously controlled in specialized centers then frozen with liquid nitrogen. The breeder chooses the sperm with the right standard for its herd and then a technician, but mainly a vet, makes the fecundation using a cannula and the sperm of the selected bull to improve productive and morphological standars of the calves.

5.1 METODICHE DI INSEMINAZIONE E FECONDAZIONE
Per rendere gravido un’animale bisogna fecondarlo, di solito in stalla, con diversi metodi.
- Fecondazione naturale: attuata tramite monta naturale di un toro durante in calore di una vacca. Questa metodica non è più effettuata perché comporta molti problemi, quali la trasmissione di malattie sessualmente trasmissibili, la fecondazione di un minor numero di animali con lo stesso toro, la poco igiene e sanità, minor produzione e selezione.
- Fecondazione artificiale: usata maggiormente e preferibile alla fecondazione naturale per intensità di selezione, sanità, produzioni maggiori e migliori. Il seme di un toro selezionato viene controllato preventivamente in centri specializzati, diluito (circa 200 paillette per toro) e poi congelato in azoto liquido. L’allevatore sceglie il seme con i parametri adatti alla sua mandria e successivamente o un tecnico o spesso il veterinario eseguono la fecondazione, immettendo tramite una canula una paillette col seme del un toro selezionato per migliorare i parametri produttivi e morfologici delle figlie.



5.2 INSEMINAZIONE STRUMENTALE SENZA CONCEPIMENTO
Il successo dei trattamenti di induzione e sincronizzazione dei calori varia notevolmente da un allevamento all’altro. Alcuni di questi fattori sono noti e dovrebbero essere gestiti adeguatamente per migliorare la fertilità delle bovine.
a. Fattori legati all’animale:
- Stadio fisiologico all’inizio del trattamento: l’inizio del trattamento a fine fase luteale causa una fase progesteronica troppo lunga e porta quindi alla diminuzione della fertilità.
- Età e numero di lattazioni: le manze la fertilità è più elevata, mentre più aumenta l’età dell’animale, più la fertilità diminuisce.
- Svolgimento del parto: le infezioni uterine portano ad un ritardo della ripresa ciclica, mentre estrazioni forzate o parti cesarei portano ad una diminuzione della fertilità dal 50 % al 33%.
- Stress: può portare a periodi di anestro inaspettati
- Scarsa o mal nutrizione: problemi di attecchimento embrionale o concepimento
- Infezioni o traumi e stress da malattia: Con stress da malattia ci si riferisce alle conseguenze metaboliche delle malattie con particolare riguardo agli effetti sulla risposta immunitaria, indipendentemente dall’agente che lo scatena. Inoltre lesioni podali, mastiti ecc... provocano calori silenti o anestri
- Cisti ovariche: che possono portare ad anomalie del ciclo come falsi calori che si ripetono spesso durante il ciclo. La formazione della cisti è legata ad una secrezione pulsatile di LH insufficiente per far scoppiare il follicolo ma sufficiente per farlo crescere; se il follicolo dominante non ovula ma continua a crescere diventa follicolo cistico grande circa 25-45 mm. Questi follicoli cistici impediscono l’inizio dell’ondata follicolare successiva e quindi non ci sarà un’attività ciclica regolare; nel 60 % delle bovine che sviluppano cisti dal 40° al 60° giorno dopo il parto solitamente le cisti regrediscono da sola e la ripresa del ciclo regolare è spontanea.
- Ripresa attività ovarica: dopo il parto la ripresa è prevista in 17-35 giorni; ne caso aumentasse questo tempo è segno di anomalie.
- Grado di involuzione uterina


b. Fattori legati alla gestione aziendale
- Stadio del post partum: l’intervallo parto-prima inseminazione solitamente è di 60 giorni, ma aumentando fino a 80-90 giorni può aumentare il tasso di concepimento, soprattutto sugli animali con forte deficit energetico appena dopo il parto.
- Stagione della messa in riproduzione e heat stress: è dimostrato che la percentuale di attecchimento aumenta nelle vacche inseminate in inverno piuttosto che in estate (81 % piuttosto che 56%)
- Alimentazione e BCS: con bilancio energetico positivo la fertilità aumenta, indipendentemente dal BCS. Inoltre la carenza di fertilità può essere causata dal cambiamento eventuale della razioni col cambio di stagione


6. SINCRONIZZAZIONE DEI CALORI
La sincronizzazione dei calori consiste nel manipolare la fisiologia ovarica per indurre l’ovulazione in un gruppo di femmine in un determinato momento, allo scopo di migliorare la gestione riproduttiva e avere una produzione di latte più regolare durante l’anno.
Nei bovini gli strumenti zootecnici risultano limitati, a differenza per esempio dai suini con l’effetto verro; l’effetto gruppo sembra dare risultati leggermente migliori rispetto agli altri, mentre effetto maschio e fotoperiodismo sembrano poco efficienti se non nulli.

6.1 BASI FISIOLOGICHE
L’ipotalamo riceve informazioni dalla corteccia cerebrale e dalle ovaie, inducendo la liberazione di FSH tramite GnRH (gonadoliberina ovvero ormane che stimola il rilascio di gonadotropine, ovvero ulteriori ormoni che stimolano le gonadi, ovvero le ovaie). Questo FSH stimola la maturazione di uno o più follicoli ovarici.
I follicoli producono estrogeni, che arrivati al loro massimo creano un’azione di feedback positivo, permettendo il rilascio di ormone LH. Quest’ultimo al suo massimo provoca la maturazione del follicolo, l’ovulazione e la formazione del corpo luteo.
Il corpo luteo produce progesterone che provoca un feedback negativo sull’ipotalamo impedendo la maturazione di altri follicoli.
A fine ciclo la prostaglandina (PGF2 alfa) prodotta dall’utero provoca la regressione del corpo luteo non gravidico e la caduta del tasso di progesterone.
Il progesterone inibisce alla prima ondata follicolare l’LH e quindi il follicolo dominante non può maturare totalmente e scoppiare, quindi regredisce, il progesterone cala a picco e l’FSH viene rilasciato iniziando la nuova ondata follicolare.

Profilo ormonale nel corso del ciclo sessuale.


6.2 UTILITA’ E MOTIVAZIONE DELLA SCELTA DELLA SINCRONIZZAZIONE
La sincronizzazione dei calori ha moltissimi vantaggi che permettono all’allevatore il raggiungimento della massima e migliore produzione, diminuire i periodi improduttivi, oltre che al mantenimento del benessere animale e spesso ad un incremento del bilancio aziendale per la qualità del prodotto in vendita.
I vantaggi principali sono:
- Fecondazione programmata per vacche con calori assenti o silenti o deboli, per mancati o scorretti rilevamenti degli estri
- Per ovviare il problema di rilevamento calori per problemi manageriali o mancata rilevazione visiva per l’assenza dell’allevatore nell’azienda
- Trattamenti di particolari disturbi ovarici
- Permettere di adattare la produzione alla domanda del mercato e alle disponibilità foraggere
- Programmazione per parti: spesso gli allevatori cercano di programmare i parti di modo che non succedano tutti in estate o in festività di modo da avere tempo libero e comunque programmare la giornata lavorativa e privata
- Riduzione dei tempi necessari per la fecondazione artificiale
- Organizzazione di gruppi omogenei di animali che affrontano le stesse fasi di allevamento in periodi di tempo pressoché uguali, in modo da aumentare l’espressione dell’estro
- Sincronizzare i calori delle femmine donatrici e riceventi dell’embryo transfer
- Migliore controllo e gestione tecnico-veterinaria della funzionalità produttiva


6.3 ORMONI E SOSTANZE USATI IN SINCRO
Per sincronizzare i calori, in modo da avere tutte le bovine di quel gruppo nella stessa fase del ciclo sessuale e quindi inseminarle nello stesso momento, bisogna sfruttare le conoscenze sulla fisiologia ormonale del ciclo sessuale, di modo da scegliere e usare gli ormoni o sostanze che comunque sarebbero prodotte naturalmente dall’animale di modo da indurre reazioni in momenti diversi dal ciclo naturale e forzarlo negli stessi tempi delle altre.
Gli ormoni utilizzati infatti sono gli stessi de ciclo sessuale, ma vengono iniettati intra muscolarmente in tempi specifici seguendo protocolli di sincronizzazione.
- Estradiolo: la somministrazione di questo ormone induce l’estro per il suo effetto luteolitico e la regressione dei follicoli della nuova ondata follicolare che così non può aver luogo; requisito fondamentale è il livello ematico basso di progesterone. Quantità maggiori non influenzano ulteriormente le manifestazioni del calore. Solitamente 0.5 mg di estradiolo induce l’estro nelle bovine di 450-820 kg. L’uso dell’estradiolo è però vietato dalla legge in Europa a partire dal 2006.
- Cortisolo: può causare un blocco della secrezione di luteinizzante, e quindi l’ovulazione. Non sembra interferire con le manifestazioni estrali.
- GnRH: può essere somministrato in qualsiasi giorno del ciclo; induce il rilascio di LH causando l’ovulazione del follicolo dominante e lo sviluppo di una nuova ondata follicolare 1-2 giorni dopo. A questo segue lo sviluppo di una nuova ondata follicolare dalla quale emergerà un nuovo follicolo dominante.
- Prostaglandine (PGF2alfa): somministrate 6-7 giorni dopo il GnRH perché causa luteosi di tutte le strutture luteiniche presenti, permettendo così l’accrescimento del follicolo dominante grazie alla caduta di progesterone e all’aumento dell’LH. Requisito fondamentale per l’iniezione di prostaglandine è la presenza di un corpo luteo sensibile cioè coi ricettori per le prostaglandine che iniziano ad essere presenti solo dal 2° giorno di ovulazione; quindi si dimostra efficace se somministrata tra il 5° e il 16° giorno del ciclo estrale Somministrando 48-50 ore più tardi ancora il GnRH si provoca l’ovulazione (quindi lo scoppio) del follicolo dominante.
- Progesterone: utilizzato per la sua azione di blocco su estro e ovulazione, simulando l’azione di un vero e proprio corpo luteo secernente, bloccando gli ormoni gonadotropi tramite feedback negativo su ipotalamo-ipofisi; di conseguenza finita l’azione di questa somministrazione si ha una caduta del livello di progesterone nel sangue con un conseguente picco di LH che precede l’ovulazione.
- eCG (gonadotropina corionica equina): è un ormone gonadotropico prodotto nel corion delle equine in gravidanza. Viene comunemente usato per l’azione di FSH, perché stimola la crescita follicolare, soprattutto nelle femmine in anaestro.


7. OVSYNCH
È il metodo più completo ed efficace, presentato e brevettato molti anni fa da Wiltbank e Pursely; è usata per i numerosi vantaggi, tra i quali la fertilità e il tasso di gravidanza più elevati, la possibilità di inseminare in modo programmato senza rilevazione dell’estro, oltre che la possibilità di usarlo in qualsiasi fase del ciclo sessuale della bovina; questo perché crea una nuova ondata follicolare solo nel caso di un follicolo dominante (85% delle volte), ma non ha nessun effetto se l’animale non presenta un FD.
Le limitazioni del protocollo ovsynch sono dovuti allo stadio del ciclo di inizio trattamento: se il protocollo inizia tra il 13° e il 17° giorno del ciclo, si ha una spontanea regressione del corpo luteo, per questo le prostaglandine e la luteosi naturali avvengono prima della somministrazione artificiale, per questo l'ovulazione sarà anticipata e a fine protocollo gli animali non saranno sincronizzati. Se invece l’inizio del protocollo è nelle fasi iniziali del ciclo naturale (2°-4° giorno) il FD che ovulerà alla seconda somministrazione di GnRH sarà vecchio (dominante ormai da 5 giorni) e sarà quindi meno fertile.
Detto questo la fase ideale di inizio sincronizzazione è tra il 5° e il 12° giorno del ciclo estrale, in presenza di un FD.
Inizialmente è stato creato per manipolare i cicli estrali in modo che gli animali potessero essere inseminati in un momento prestabilito senza rilevamento dell’estro. Oltretutto era il modo migliore di controllare la crescita delle cisti ovariche e la continuità del ciclo in caso di disfunzioni dovute alle stesse cisti.


7.1 PROTOCOLLO OVSYNCH E METODICA
Il protocollo si basa sulla somministrazione di GnRH 7 giorni prima della luteosi indotta dalla PGF2alfa e una seconda somministrazione di GnRH 36-48 ore dopo la PGF2alfa.
La prima iniezione di GnRH stimola la secrezione di LH e FSH, indipendentemente dallo stadio del ciclo sessuale, dal progesterone e dallo stadio dell’ondata follicolare, ma dipende dalla presenza del follicolo dominante; il GnRH provoca l’ovulazione del FD (nel 65% degli animali) e la crescita di una nuova ondata follicolare (100% dei capi).
La PGF2alfa determina regressione del corpo luteo permettendo all’FD di accrescersi e di diventare pre-ovulatorio.
Al secondo trattamento col GnRH l’85% delle bovine presentano un FD che ovula in risposta al picco di LH provocato dalla somministrazione del GnRH. L’ovulazione avviene entro 24-32 ore.


Esiste anche la possibilità di attuare un doppia ovsynch. Double ovsynch è una doppia sincronizzazione atta ad aumentare la fertilità, più lunga dell’ovsynch normale ma sembra dar risultati di poco migliori.

7.2 VALUTAZIONE DELL’EFFICIENZA DELLA METODICA OVSYNCH
Nei grafici sottostanti è stata analizzata l’efficienza dell’Ovsynch su tre gruppi di bovine nell’azienda ad indirizzo zootecnico Passerini a Casoni di Luzzara, ricavando dalla scheda Ferguson i dati necessari per effettuare da ricerca.
Il tasso di inseminazione è la percentuale sul totale di bovine nel gruppo di sincronizzazione che sono state inseminate, indipendentemente dal concepimento. Questo tasso alla prima finestra estrale dovrebbe essere del 70% o più per essere ottimale; in realtà non è sempre così perché la ripresa del ciclo sessuale dopo la gravidanza è molto variabile di vacca in vacca, e comunque potrebbero esserci delle problematiche quali le cisti ovariche spiegate in precedenza o ritenzioni placentari che hanno provocato un’infezione. Oltretutto se l’animale è in terapia farmacologica non può essere fecondato per evitare problemi ulteriori all’animale o al feto. Di conseguenza la percentuale reale del 50 % risulta essere comunque un buon risultato.
Il tasso di concepimento è la percentuale di vacche gravide su quelle inseminate nella stessa finestra estrale. Il tasso ottimale dovrebbe essere almeno il 50%, ed è principalmente il tasso di nostro interesse per valutare l’efficienza dell’ovsynch.
Il tasso di gravidanza è il prodotto dei due tassi precedenti, ovvero inseminazione e concepimento. Il valore ottimale è il 35%, solitamente è meno perché questo valore è già soddisfacente.

Grafico 1. Analisi prima inseminazione - gruppo A Grafico 2. % parametri riproduttivi - gruppo A

Nel primo istogramma notiamo che su un numero di vacche fecondate la prima volta dopo il parto (48), più della metà sono rimaste gravide (25). Infatti il tasso di concepimento risulta essere del 52%, valore ottimale. Alla seconda inseminazione, su 24 fecondate sono rimaste gravide in 9, quindi il tasso di concepimento è 38%.
Quindi, su un totale di 78 capi nel gruppo A, 36 sono rimaste gravide, ovvero quasi il 50 % del gruppo.


Grafico 3. Analisi prima inseminazione - gruppo B Grafico 4. % parametri riproduttivi - gruppo B

Nel secondo istogramma notiamo che su un numero di vacche fecondate la prima volta dopo il parto (49), più della metà sono rimaste gravide (26). Infatti il tasso di concepimento risulta essere del 53%, valore ottimale. Alla seconda inseminazione, su 25 fecondate sono rimaste gravide in 9, quindi il tasso di concepimento è 36%.
Quindi, su un totale di 79 capi nel gruppo B, 37 sono rimaste gravide, ovvero quasi il 50 % delle bovine sono rimaste gravide.


Grafico 5. Analisi prima inseminazione - gruppo C Grafico 6. % parametri riproduttivi - gruppo C

Nel terzo istogramma notiamo che su un numero di vacche fecondate la prima volta dopo il parto (74), quasi la metà di loro è rimaste gravide (35). Infatti il tasso di concepimento risulta essere del 47%, valore di poco sotto al 50, che sarebbe il valore ottimale. Alla seconda inseminazione, su 3 fecondate solo 1 è rimasta gravida, quindi il tasso di concepimento è 33%.
Quindi, su un totale di 79 capi nel gruppo A, 37 sono rimaste gravide, ovvero quasi il 50 % del gruppo.

Possiamo quindi affermare che, in tutti e tre i gruppi, il tasso di inseminazione alla prima finestra estrale il 50 %. Inoltre dobbiamo prestare particolarmente attenzione al totale di gravidanze su tutto il gruppo durante una lattazione intera, ovvero la metà delle bovine del gruppo stesso.
Con il rilevamento dei calori naturali non sarebbe possibile ottenere una percentuale così alta di gravidanze, soprattutto per la difficoltà del rilevamento degli estri. Contando che questo metodo si basa sulla riduzione del tempo del lavoratore in stalla, ma soprattutto su una sincronizzazione programmata e un’inseminazione fatta in tutte le bovine nello stesso momento, il risultato è più che soddisfacente. Questo è l’unico metodo che unisce i vantaggi di comodità, risparmio di tempo, di denaro e aumento della produzione. Altri metodi invece come la pre sincronizzazione sono più efficienti di circa un 5-10 %, ma comportano più tempo per inseminazione, infatti non sono più 21 giorni per protocollo ma diventano di cinque o sei settimane, e più dispendio di soldi per gli ormoni delle somministrazioni supplementari.

7.3 METODICHE ALTERNATIVE DI SINCRONIZZAZIONE
Dato la quantità di ormoni che influiscono sul ciclo e la quantità di analoghi creati sinteticamente in laboratorio, sono stati messi a punto numerose metodiche di sincronizzazione, soprattutto perché questi sono stati creati in modo da raggiungere la fertilità più elevata e un tasso di concepimento alla prima inseminazione sempre maggiore, riducendo così il numero di inseminazioni per gravidanza.
Bisogna comunque fare questa scelta in base anche al numero di capi della propria stalla, ma soprattutto in base al loro ciclo sessuale e alle problematiche relative allo stesso. In fatti i metodi consigliabili sono diversi per vacche cicliche e non cicliche, perché le prime hanno comunque un loro ciclo sessuale e una produzione di ormoni propria e regolare, mentre le seconde hanno cicli sessuali anormali e spesso mancano di produrre alcuni ormoni essenziali per la ciclicità; infatti nelle femmine non cicliche possono essere utilizzati solo trattamenti a base di progestinici associati all’eCG che stimola la crescita follicolare. Inoltre anche lo stadio del ciclo durante il quale di inizia il trattamento influisce sulla fertilità al momento dell’estro indotto.
Le metodiche sotto descritte sono quelle utilizzate più di frequente e che danno risultati soddisfacenti riguardo fertilità e tassi di concepimento.


7.3.1 TRATTAMENTI CON PGF2alfa
Ampiamente utilizzate per indurre l’estro per il suo effetto luteolitico che induce il picco di LH provocando la caduta a livello ematico di progestinici. È attuato principalmente in due protocolli:
- Singolo trattamento: solo sulle bovine che in visita ginecologica presentano un corpo luteo sensibile, viene somministrata una singola dose di PGF2alfa. L’estro compare tra le 48 e le 92 ore dalla somministrazione.
- Doppio trattamento: metodo obsoleto, scarsamente efficiente per l’aumento di fertilità ma usato solamente come pre sincronizzazione. Consiste della somministrazione di due dosi di PGF2alfa a distanza di 11-14 giorni l’una dall’altra; il calore avverrà 3-5 giorni dopo l’ultima somministrazione, anche se a volte può avvenire tra 2 e 7 giorni
Il trattamento è effettuato indipendentemente dalla fase del ciclo estrale in cui si trovano le bovine; infatti negli animali in fase luteinica, alla prima somministrazione si vedrà la lisi del corpo luteo e il conseguente inizio di una nuova ondata follicolare, mentre nella seconda somministrazione si troveranno in una nuova fase luteinica che però risponderà alla PGF2alfa. Negli animali in fase follicolare, alla prima somministrazione non subiscono effetti, mentre alla seconda somministrazione ci sarà il corpo luteo attivo che risponderà alla prostaglandina. In questo modo tutte le bovine saranno nella stessa fase del ciclo sessuale.
I limiti principali all’utilizzo di questa metodica sono che per effettuare una sola inseminazione si deve rilevare il calore, mentre se ne devono effettuare due (3° e 4° giorno) nel caso non ci fosse la possibilità di rilevare il calore; inoltre l’intervallo ultimo trattamento-estro è molto variabile.


7.3.2 PRE-SYNCH
È una metodica che unisce il protocollo ovsynch e il trattamento con PGF2alfa; il protocollo ovsynch ha inizio 10-12 giorni dopo l’ultima somministrazione di prostaglandina. Le bovine cicliche sottoposte a questo protocollo hanno un tasso di gravidanza maggiore rispetto a quelle trattate con solo ovsynch (43-49% contro 25-37%). Ma la problematica principale è che questo protocollo è attuabile solo su femmine cicliche e comunque richiede un dispendio di tempo maggiore dato l’uso di due protocolli insieme.
Questo metodo si basa sul fatto che la fertilità aumenta se l’ovsynch ha inizio tra il 5° e il 12° giorno del ciclo, soprattutto perché dopo la pre sincronizzazione le bovine si trovano nella fase del ciclo ideale, alla prima iniezione di GnRH, e quindi il ciclo indotto sarà il più efficiente possibile.


7.3.3. CO-SYNCH
Nella metodica co-synch vediamo un trattamento con GnRH, infatti è sempre una modificazione dell’ovsynch ma le bovine vengono inseminate alla seconda somministrazione di GnRH.

7.3.4 HEAT-SYNCH
Questo protocollo è basato sull’abilità dell’estradiolo di indurre il picco di LH (tramite GnRH); questo picco dura circa 10 ore, periodo di tempo più lungo rispetto all’LH indotto dal GnRH e non dall’estradiolo. Consiste in una modificazione dell’Ovsynch con l’aggiunta di estradiolo cipionato (ECP) al posto del GnRH.
Ha numero di vantaggi, tra i quali maggior tono uterino, maggior facilità di inseminazione artificiale, manifestazioni estrali più evidenti, e la possibilità di sostituire il GnRH con l’eCG (minor costo).


7.3.5 PRID-SYNCH
Prid-synch è un ottimo protocollo per la resincronizzazione delle bovine negative alla diagnosi di gravidanza. La PRID è una spirale intravaginale ricoperta di silicone, inserita dal veterinario, che rilascia progestinici ed estratta dopo 5 o 7 giorni in base al protocollo. Questa spirale rilascia lentamente progestinici, simulando il corpo luteo, così da bloccare la secrezione ciclica di FSH e LH da parte dell'ipofisi e quindi di impedire la comparsa del calore e, conseguentemente, l'ovulazione.
In questa metodica vengono fatte 2 iniezioni successive al Prid per aumentare la fertilità.
Unico accorgimento da prendere è uno scolo vaginale all’estrazione della spirale, una reazione naturale e spontanea al corpo estraneo, che non influisce in nessun modo sul tasso di gravidanza.
La scelta del protocollo di 5 o 7 giorni è fatta in base all’età dell’animale perché la fertilità è maggiore nelle manze che nelle vacche; infatti quella di 5 giorni è indicata per le manze, quella da 7 per le bovine adulte.


8. CONCLUSIONI
In questa tesina ho voluto evidenziare l’importanza della sincronizzazione dei calori per le aziende e soprattutto per la produzione regolare di latte che il mercato richiede; per attuarla è essenziale conoscere il ciclo sessuale delle bovine e gli ormoni impiegati, perché tutto è basato sulla recezione di questi ormoni da parte delle strutture formate, su momenti ben precisi nei quali le somministrazioni possono incidere sul ciclo e quando invece non avrebbero alcun effetto.
Molto importante è anche conoscere le varie problematiche e fattori che potrebbero incidere sulla fertilità, obiettivo principale dei protocolli. Inoltre, soffermarsi su questi ultimi, sulle varie metodologie e capire in che modo agiscono sull’animale, è fondamentale per scegliere la giusta metodica adatta alla propria stalla e alla gestione della stessa e delle bovine.
Ovsynch è la migliore metodologia di sincronizzazione dei calori, poiché aumenta la fertilità dal 26 al 46 %, non c’è bisogno di un eccessivo controllo da parte dell’allevatore, e come già detto porta numerosi vantaggi già esaminati in precedenza.

9. BIBLIOGRAFIA
- “Large Animals Review”, Anno 4, n, 1, Marzo 1998 -> rivista bimestrale specializzata pubblicata da SIVAR (società italiana veterinari per animali da reddito) indirizzato ai medici veterinari per aggiornamenti
- “Large Animals Review”, Anno 5, n. 2, Giugno 1999
- Lezioni effettuate durante l’anno scolastico 2014-2015.
- Consultazione con medici veterinari
- “Buiatra”, 2006 -> rivista specializzata
- “Summa, animali da reddito” -> rivista specializzata
- Giosuè Carducci 1872, il bove, Rime Nuove, Bologna
- Giovanni Pascoli 1891, il bove, in campagna, Myricae
- www.****.org
- www.partners-in-reproduction.com
- www.cimanet.it
- www.paginesanitarie.com
- www.vetjournal.it

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