Estratto del documento

Introduzione

Ho scelto di portare questo argomento come tema della mia tesina, per prima cosa perché mi piacciono molto i bambini e poi perché durante l'anno scolastico, con la professoressa di religione abbiamo visto un filmato intitolato “Le frontiere dello Spirito” dove si parlava dei bambini, dei loro diritti e del premio Nobel per la pace 2014 assegnato a Kailash Satyarthi e Malala Yousafzay.

Questo video mi ha colpita e quindi sono andata a cercare ulteriori informazioni su Satyarthi e su organizzazioni che operano per salvaguardare i diritti dei bambini.

Ovviamente una delle principali è l'UNICEF, ma accanto a essa ce ne sono altre particolarmente attive.

Inoltre il discorso di Satyarthi mi ha fatto riflettere su questa realtà, purtroppo triste e drammatica, che continua ad esistere tutt'oggi e di cui nessuno parla, nonostante ci siano molti canali di comunicazione.

Il mio lavoro si è basato sulla trascrizione di alcuni discorsi e sulla ricerca in internet delle informazioni che mi interessavano. 1/11

Ascoltare i ragazzi

Il punto di vista del bambino o della bambina non è qualcosa di superfluo: il mondo appare diverso, visto con i loro occhi. La partecipazione dei ragazzi cambia il modo di pensare e modifica la definizione di progetti e programmi. I messaggi dei bambini possono essere scomodi e imbarazzanti, ma la verità può emergere soltanto consultando in prima persona i diretti interessati. Come nel caso di maltrattamenti o abusi sessuali, che sono un tema ricorrente nei sondaggi tra i bambini. Tuttavia, l'analisi delle opinioni di bambini e adolescenti è ancora poco diffusa. Dare ascolto alle voci dei bambini contribuisce a individuare i cambiamenti necessari affinché siano rispettati i loro diritti fondamentali.

L'altra faccia della medaglia è che la mancanza di interesse nei confronti delle loro opinioni li ha resi pressoché invisibili agli occhi di quanti determinano le politiche a tutti i livelli della società; come ha dichiarato il presidente del Parlamento Europeo, Nicole Fontaine, l'invisibilità dei bambini ha "un effetto profondamente discriminatorio". La discriminazione nei confronti dei bambini è di solito meno diretta e palese di quella, ad esempio, nei confronti di gruppi etnici o razziali. Si parte dal presupposto che i bambini e i loro interessi vengano rappresentati e salvaguardati dagli adulti, siano essi i genitori, gli insegnanti o altre figure autorevoli. Ma i bambini non hanno diritto al voto, né a essere rappresentati sul piano politico. Le loro opinioni sono raramente richieste o rese note attraverso i mezzi di informazione.

Sfruttamento minorile

180 milioni in tutto il mondo, tanti sono i bambini costretti a lavorare a volte fin dalla più tenera età.

Per loro attività pericolose, faticose e spesso dietro al lavoro si nasconde lo sfruttamento nel mercato del sesso o dell'accattonaggio.

Bambini come Agostin, 13 anni, che da 2 lavora in una delle miniere più pericolose del mondo in Libia. Bambine come Sahima che vive raccogliendo vestiti e plastica in una discarica di Dhaka in Bangladesh per rivenderle e sopravvivere insieme alla sua famiglia.

Due storie tra le tante, tantissime di minori che lavorano spesso in condizioni malsane e pericolose quando non sono vittime di vero e proprio sfruttamento nel mercato del sesso e del mondo dell'accattonaggio. Per loro niente scuola, niente giochi, niente salute, niente diritti e guadagni miseri.

Ancora oggi nel mondo i minori che lavorano, a volte davvero piccolissimi, sono tanti, troppi, 168 milioni secondo le stime dell'organizzazione internazionale del lavoro. Un numero da capogiro che è difficile afferrare.

Succede in tutto il mondo, anche nei paesi ricchi, la maggior parte nell'area dell'Asia e del Pacifico, segue l'Africa sub sahariana con la più alta incidenza sulla popolazione, poi l'America Latina e i Caraibi, quindi il Medio Oriente e il Nord Africa. Lavorano soprattutto nell'agricoltura, ad esempio nelle piantagioni di tabacco degli Stati Uniti, ma anche nel settore del servizio e dell'industria, come la piccola Perty che lavora in una fabbrica di mattoni, sotto il sole con una temperatura che raggiunge i 35 gradi.

Vorrebbe studiare, ma da quando è morto il padre deve lavorare per mangiare.

Svolgono attività pesanti, dannose per la salute, sono sottomessi, obbedienti, sottopagati, ricattabili. Le loro mani sono usate per fare tappeti, con nodi molto piccoli e quindi molto pregiati, ma qualsiasi lavoro va bene, anche quelli più pesanti, soprattutto quelli più pericolosi. Tanto se si fanno male o se muoiono nessuno si preoccuperà di loro. Le loro vite non valgono niente.

E poi c'è il capitolo dello sfruttamento: i loro corpi ancora acerbi sono messi in vendita sulle strade, bambine e bambini, tenuti in schiavitù fino alla morte spesso per AIDS, complici dei loro padroni sono i turisti del sesso, un'industria che non conosce crisi. 2/11

Altri sono immessi nel mondo dell'accattonaggio, i bambini inteneriscono di più e raccolgono più soldi che naturalmente non resteranno a loro. Piccole vite per piccoli guadagni, ma grandi affari.

Inoltre c'è il fenomeno del traffico di organi, le cui vittime preferite sono i bambini, di età compresa fra i 4 e i 10 anni, che vengono usati come "pezzi di ricambio" e poi gettati morti per strada o nei fossati.

Bambini come Rhuma, che aveva 4 anni, che dopo essere andata in strada per giocare con altri bambini è stata rapita. Due giorni dopo i genitori trovarono davanti a casa un sacco, che conteneva il corpo sventrato e senza vita della bambina, alla quale avevano portato via gli organi.

Storia dei diritti dell'infanzia

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I membri dell'ONU erano concordi nel ritenere che in molti paesi le esigenze dei bambini non erano sufficientemente considerate. Il 1979 venne così proclamato l'Anno del bambino. Già l'anno precedente, era stato proposto di mettere in forma scritta i diritti dell'infanzia in una Convenzione che tutti i membri delle Nazioni Unite avrebbero dovuto firmare. La proposta venne accettata e si incominciò a elaborare quella che sarebbe

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diventata la «Convenzione sui Diritti dell'Infanzia». Per l'occasione, l'UNICEF mise a disposizione la sua pluriennale esperienza nel campo delle esigenze dei bambini.

Ci sono voluti dieci anni per arrivare al testo finale enunciante i diritti dell'infanzia. Se da un lato si era d'accordo nell'affermare che i bambini dovevano ottenere determinati diritti per essere considerati dagli adulti, dall'altro ci furono lunghe discussioni sulla formulazione di tali diritti. Per certi Stati, alcuni diritti, come l'istruzione per tutti, erano troppo cari.

Il 20 novembre 1989 la «Convenzione sui Diritti dell'Infanzia» venne approvata.

È dovuto passare ancora del tempo prima che tutti gli Stati membri la ratificassero. Oggi, la «Convenzione sui Diritti dell'Infanzia» è stata ratificata da tutti gli Stati del mondo, tranne la Somalia e gli Stati Uniti. Ratificando la Convenzione, gli Stati si impegnano a rispettare e a proteggere i bambini come persone indipendenti. Purtroppo, in molti paesi la strada è ancora lunga, ma per fortuna ci sono delle organizzazioni che intervengono per garantire ai bambini i loro diritti.

La Convenzione prevede anche un meccanismo di controllo sull'operato degli Stati, che devono presentare a un Comitato indipendente un rapporto periodico sull'attuazione dei diritti dei bambini sul proprio territorio.

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Sintesi

La mia tesina non si collega alle materie fatte durante l'anno scolastico.

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