Introduzione
Il silenzio può risultare un tema ed un fenomeno banale se non vi si è mai prestata grande attenzione.
Potrebbe sembrare un’impresa impossibile e contraddittoria, ma io vorrei trasmettere, attraverso le parole, la vera essenza del silenzio.
Ho trovato conforto ed aiuto grazie ad esso, in una qualsiasi giornata invernale in cui mi trovavo a casa da sola a meditare su quale sarebbe potuto essere il tema della mia tesina e ho così avuto un’illuminazione “ascoltando” il silenzio stesso.
Decisa, mi sono documentata e ho scoperto che esiste un’intera pagina sul vocabolario italiano riguardo il significato della parola “Silenzio” e che ve ne sono di vari tipi. Mi sono però chiesta: “Perché esiste una sola parola nella nostra lingua italiana per esprimerlo nelle sue più svariate forme?”
Per esempio, in ebraico, ci sono quattro diverse parole per esprimere lo stesso concetto di silenzio con sfumature però differenti: sheqet (silenzio della quiete), lishtok (silenzio imperativo), dom (silenzio abissale) e demamah (silenzio di stupore).
Mi sono risposta pensando che il motivo più ovvio fosse che ormai viviamo nella società dei consumi, in cui le prime cose ad essere consumate sono le parole: le persone non dialogano più, si chiudono vivendo nel loro mondo supertecnologico oppure hanno troppe occupazioni per prendersi un momento e stare in silenzio con se stessi.
Ho accennato al concetto di “parola” perché credo che nella vita si debba procedere per antitesi per giungere poi al significato più profondo di ciò che stavamo cercando di comprendere; il silenzio, infatti, non potrebbe esistere se non ci fosse la parola e viceversa ed esso è indispensabile perché permette di ascoltare.
È ormai impossibile percepire il silenzio assoluto, in quanto l’inquinamento acustico è onnipresente; ma, essendomi appassionata allo yoga e agli esercizi di rilassamento per la mente, ho potuto comprendere che il silenzio è raggiungibile eliminando i pensieri e facendo spazio nella nostra interiorità.
Il tema del silenzio mi ha dunque appassionata molto e ho potuto collegarlo ad alcune materie studiate quest’anno, in cui assume caratteri differenti.
Italiano
“Mi domando se veramente tutto questo fragoroso e vertiginoso meccanismo della vita, che di giorno in giorno sempre più si complica e si accelera, non abbia ridotto l’umanità in tale stato di follia, che presto proromperà frenetica a corrompere e a distruggere tutto.”
Serafino Gubbio, il protagonista de “I quaderni di Serafino Gubbio operatore”, trasmette, attraverso queste parole poste all’inizio del romanzo, il pensiero di Pirandello; egli infatti non condivide la mitologia tecnologica dei suoi contemporanei e pone al centro della sua opera la polemica incentrata sul contrasto civiltà tecnologica e umanistica.
Pirandello studia il mutamento prospettico indotto dalla macchina nell’uomo moderno e si sofferma in maniera particolare sulla sostituzione della parola da parte della macchina cinematografica.
Introduzione Silenzio - Tesina
Il silenzio può risultare un tema ed un fenomeno banale se non vi si è mai prestata grande attenzione, ma nella mia tesina di maturità ho deciso di affrontare questo argomento.
Potrebbe sembrare un’impresa impossibile e contraddittoria, ma io vorrei trasmettere, attraverso le parole, la vera essenza del silenzio. Ho trovato conforto ed aiuto grazie ad esso, in una qualsiasi giornata invernale in cui mi trovavo a casa da sola a meditare su quale sarebbe potuto essere il tema della mia tesina e ho così avuto un’illuminazione “ascoltando” il silenzio stesso.
Decisa, mi sono documentata e ho scoperto che esiste un’intera pagina sul vocabolario italiano riguardo il significato della parola “Silenzio” e che ve ne sono di vari tipi. Mi sono però chiesta: “Perché esiste una sola parola nella nostra lingua italiana per esprimerlo nelle sue più svariate forme?”
Per esempio, in ebraico, ci sono quattro diverse parole per esprimere lo stesso concetto di silenzio con sfumature però differenti: sheqet (silenzio della quiete), lishtok (silenzio imperativo), dom (silenzio abissale) e demamah (silenzio di stupore).
Mi sono data una risposta, pensando che il motivo più ovvio fosse che ormai viviamo nella società dei consumi, in cui le prime cose ad essere consumate sono le parole: le persone non dialogano più, si chiudono vivendo nel loro mondo supertecnologico oppure hanno troppe occupazioni per prendersi un momento e stare in silenzio con se stessi.
Ho accennato al termine “parola”, perché credo che nella vita si debba procedere per antitesi per giungere poi al significato più profondo di ciò che stavamo cercando di comprendere; il silenzio, infatti, non potrebbe esistere se non ci fosse la parola e viceversa ed esso è indispensabile perché permette di ascoltare.
È ormai impossibile percepire il silenzio assoluto, in quanto l’inquinamento acustico è onnipresente; ma, essendomi appassionata allo yoga e agli esercizi di rilassamento per la mente, ho potuto comprendere che il silenzio è raggiungibile eliminando i pensieri e facendo spazio nella nostra interiorità.
Il tema del silenzio mi ha dunque appassionata molto e nella mia tesina ho potuto collegarlo ad alcune materie studiate quest’anno, in cui assume caratteri differenti.
Collegamenti
Silenzio - Tesina
- Italiano - "I quaderni di Serafino Gubbio operatore" di Pirandello.
- Storia dell'arte - Il silenzio di disorientamento di fronte alla pittura metafisica di Giorgio De Chirico.
- Filosofia - La gerarchia del silenzio di Nietzsche
- Inglese - "Waiting for Godot", Beckett.