Liceo ginnasio statale
Jacopo Sannazaro
Anno scolastico 2011-2012
“I sapori della modernità e dell’antichità”
Candidata: Marcella Contieri
Classe: III B 1
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Se è vero che alla base di un intero filone del romanzo, inteso come genere letterario moderno e borghese, sta la finzione della rappresentazione della realtà, è altrettanto vero che di questa realtà una parte fondamentale è costituita dal cibo, dal nutrimento, dai pasti, dai vari rituali che circondano e accompagnano il soddisfacimento di un bisogno elementare, biologico, come la fame.
Perciò il romanzo, fin dalle sue origini, non ha potuto fare a meno di occuparsi di tale realtà […] La dimensione antropologica del nutrimento e poi quella sociologica delle classi, quella politica del potere e quella culturale dei valori, interagiscono fin dall’inizio con la dimensione letteraria.
I sapori della modernità - Gian
{I Paolo Biasin}
Il segno culinario rappresenterà, a suo modo, la trasformazione economica di una cosa in un prodotto, la trasformazione erotica di un oggetto in un corpo, e la trasformazione linguistica di un’entità in un segno.
Parole mangée et autres essais théologico-politiques - Louis
{La Marin}
Occorre poi riflettere sul fatto che i referenti culinari (le materie prime della cucina, i riti, i gesti) sono segni reali e culturali che si trasformano in segni verbali nei vari trattati di gastronomia e d’igiene alimentare che dall’antichità a oggi hanno accompagnato e sistematizzato le esperienze e le scoperte umane nell’ambito nutritivo.
I sapori della modernità - G. P. Biasin}
{I
Non vi è dubbio che il romanzo sia uno strumento conoscitivo straordinario, che permette di capire le strutture antropologiche, sociali, culturali e psichiche che circondano e condizionano i fenomeni alimentari: il discorso sul cibo diventa inevitabilmente discorso sul piacere e sul potere, sull’individuo più segreto come sulle classi più vistose, diventa insomma un discorso sul mondo.
I sapori della modernità - G. P. Biasin}
{I
Perciò ancora una volta la letteratura obbliga a riflettere sulla sua duplice natura: coinvolta nel mondo e nella vita, odorosa di salse e di sughi, fragrante di pane appena sformato; e autonoma, autoreferenziale, nutrimento dello spirito e della mente.
{I sapori della modernità - G. P. Biasin} 4
Latino
Già a livello linguistico, codificato o no nella letteratura, la dimensione alimentare costituisce
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un’area ricchissima, che risale al greco antico simposio e al latino convivio (in cui i due prefissi sottolineano la natura sociale, comunitaria dell’atto di bere e di mangiare, traslando in campo filosofico).
{I sapori della modernità - G. P. Biasin}
“Satyricon” – Petronio
Cena Trimalchionis
Cena Trimalchionis
La celebra il trionfo del cibo, che domina incontrastato facendosi materia di spettacolo e di conversazione.
Nella tradizione “alta” della letteratura conviviale (il Simposio filosofico di Platone o di Senofonte), il cibo di norma non compare: il simposio ha inizio quando il banchetto è giunto al termine (e con opportune precauzioni per non gravare la mente di vino o di cibo).
Nel convito di Trimalchione la prospettiva è completamente rovesciata: il cibo domina la parola.
La pacchiana ostentazione delle ricchezze di Trimalchione abbaglia gli ospiti con il luccichio dell’argenteria massiccia.
Quando il discorso non si riferisce a ciò che si mangia, esso facilmente scivola sul tema del denaro.
Cibo e denaro sono parametri sufficienti a descrivere l’orizzonte culturale del mondo dei liberti.
Fu servito comunque un antipasto di gran classe, che tutti ormai erano a tavola, all’infuori di lui, Trimalcione, al quale in nuova usanza era riservato il primo posto.
Quanto al vassoio, vi campeggiava un asinello in corinzio con bisaccia, che aveva olive bianche in una tasca, nere nell’altra.
Ricoprivano l’asinello due piatti, su cui in margine stava scritto il nome di Trimalcione e il peso dell’argento.
E vi avevano saldato ancora dei ponticelli, che sostenevano ghiri cosparsi di miele e papavero.
E c’erano dei salsicciotti a sfrigolare su una graticola d’argento, e sotto la graticola susine di Siria con chicchi di melagrana.
Si era alle prese con tali delizie, quando lui, Trimalcione, giunse lì trasportato a suon di musica, e come lo ebbero deposto, tra guanciali minuscoli, chi fu colto alla sprovvista non si tenne dal ridere.
Da un mantello scarlatto lasciava infatti sbucare la testa rapata, e intorno al collo, rinfagottato dall’abito, si era messo un tovagliolo con liste di porpora e frange spenzolanti qua e là.
Aveva poi nel dito mignolo della mano sinistra un grosso anello placcato d’oro, e nell’ultima falange del dito seguente un anello più piccolo, d’oro massiccio, avrei detto, ma certo con sopra saldate come delle stelle in ferro.
E, per non far mostra di quei preziosi soltanto, mise a nudo il braccio destro, che era adorno di un’armilla d’oro e di un cerchio d’avorio con una lamina luccicante all’intorno.
(Satyricon, 31-3-33,8; traduzione di V. Ciaffi) 5
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Greco: Plutarco
Nel panorama letterario dell’età imperiale Plutarco occupa una posizione di rilievo per l’ampiezza dei suoi interessi e la vastità della sua opera scritta, come pure per l’importante funzione da lui svolta quale erede, testimone e interprete del grande patrimonio della cultura classica, nel trapasso dall’età antica a quella bizantino-medievale ed europea moderna.
Plutarco nacque in Beozia, intorno al 50 o poco prima.
Studiò ad Atene e compì numerosissimi viaggi per la Grecia, in Asia, ad Alessandria e in Italia.
Fu a Roma almeno due volte.
Morì nei primi anni del regno di Adriano, intorno al 120.
L’opera scritta di Plutarco a noi pervenuta è tra le più estese della letteratura greca.
La sua enorme produzione letteraria può essere suddivisa in due grandi sezioni: le Vite parallele e i Moralia.
cosiddetti
Del mangiar carne
In questa opera Plutarco esprime la sua completa avversione nei confronti dell’alimentazione carnea.
Il pensiero fondamentale intorno a cui tutta l’opera ruota, è che gli esseri viventi sono tutti legati tra loro da una sostanziale affinità, essi infatti partecipano, anche se in maniera diversa, a una qualche forma di ragione.
Italiano
"I promessi sposi", A. Manzoni; "I Malavoglia", G. Verga; "Il piacere", G. D'Annunzio
Filosofia
Feuerbach; Hegel
Storia
Prima e seconda guerra mondiale; Industrie alimentari
Latino
"Satyricon", Petronio
Greco
Plutarco