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Sintesi
Introduzione Metropoli, modernità e mutamento tesina


Osservando l’epoca in cui viviamo e la storia che l’ha caratterizzata, ho deciso di soffermarmi ad analizzare, nella mia tesina di maturità, i mutamenti che hanno contraddistinto la metropoli, dando spazio ed importanza all’affermarsi dell’uomo. Tutti i mutamenti che ancora ci influenzano nascono con l’origine dell’era moderna; in particolare ho deciso di soffermarmi sui decenni a cavallo tra il XIX e XX secolo, suddividendoli per comodità di analisi in due periodi:
a)la fine dell’Ottocento con l’avvento della Seconda Rivoluzione Industriale: infatti, questo fenomeno ha profondamente cambiato e rinnovato lo stile di vita dei cittadini, creando nuove forme di insediamenti (le città/metropoli) e una nuova classe sociale, il proletariato urbano; porterà anche alla nascita di nuove correnti di pensiero, la principale delle quali sarà il Positivismo, creatosi a seguito della seconda rivoluzione industriale e del metodo scientifico applicato a tutti gli ambiti della vita, e costellato da una fiducia dell’uomo nei confronti della ragione, con la quale raggiungere la felicità individuale e il benessere sociale.
b) Il Novecento, caratterizzato da sentimenti contrastanti nei confronti della modernità e del progresso e da una crescente sfiducia e senso di crisi nella modernità, nell’uomo e nella sua identità. Si afferma il decadentismo che ha influenzato non solo la letteratura e la storia, ma anche il pensiero e l’agire umano;
In questi periodi la vita dell’uomo e le modalità di associazione e vita comune e così i luoghi in cui esse si manifestano, subiscono un improvviso mutamento. L’essere umano si rende conto che possiede delle aspirazioni, concepisce un “ideale” di sé: libertà, indipendenza, autonomia nel direzionare il proprio destino, fiducia incondizionata nella propria ragione.
Da queste concezioni, nucleo dell’illuminismo, si origineranno le tre importanti rivoluzioni del XVIII secolo, quella americana e quella francese dal punto di vista politico, e in Inghilterra la prima rivoluzione industriale dal punto di vista economico; è ora che l’uomo inizia a rivendicare i propri diritti, ed esse rappresentano i primi tre mutamenti che segnano l’avvento della modernità, e le cause prime dei mutamenti successivi che qui verranno presi in analisi.
Dopo la Rivoluzione Francese ci sarà un periodo di Restaurazione, breve: la scintilla degli indipendentismi aveva acceso la miccia, segnando così la fine dei regimi monarchici in Europa. Già da qui appare evidente la principale caratteristica della modernità, il costante mutamento. L’avvento del pensiero illuminista renderà impossibile una duratura restaurazione, renderà impossibile il tornare indietro, l’unica via sarà quella del continuo progresso attraverso il mutamento radicale degli ideali caratterizzanti l’uomo. Il mutamento diventa caratteristica congenita dell’epoca moderna e lo rimarrà ancora oggi in epoca contemporanea, sarà anzi l’unica costante.
Il secondo mutamento, quello delle forme di insediamento umano, sarà causato dalla Seconda rivoluzione industriale (anni Settanta del XIX secolo)e porterà alla nascita delle grandi metropoli europee. Proprio qui inizia la mia analisi.
Dal punto di vista storico ci occuperemo della seconda rivoluzione industriale e del suo sviluppo; analizzeremo le conseguenti modificazioni culturali: in ambito letterario e artistico, prenderemo in considerazione sia i sentimenti di fiducia nel progresso, in particolare con le correnti del Positivismo e del Futurismo, sia il pensiero decadente con le sue contraddizioni e con la conseguente crisi dei valori, che si nota in particolare nell’opera di Pirandello; come raccordo tra le due sfrutteremo l’analisi operata dal sociologo Georg Simmel, il cui lavoro sottolinea in modo esemplare le modificazioni che la modernità causa nella vita, in particolare nella metropoli, altro elemento cardine di cui cercherò di evidenziare la trasversalità nei vari ambiti che toccherò. Descriverò poi nella tesina alcune dinamiche del mercato nel settore turistico che hanno origine proprio con la rivoluzione industriale e la società di massa; infine proporrò degli itinerari attraversoalcune metropoli mondiali, la cui fortuna sorge nell’epoca oggetto di questa analisi

Collegamenti

Metropoli, modernità e mutamento tesina


Storia: Seconda rivoluzione industriale.
Italiano: Il positivismo e le Avanguardie storiche, il futurismo, il manifesto futurista; il decadentismo, Pirandello.
Storia dell'arte: Il futurismo nell’arte (Boccioni), l’espressionismo tedesco (Kirchner), Georg Simmel.
Discipline turistiche: Il turismo.
Geografia: Il turismo sostenibile.
Spagnolo: Vitoria-Gasteiz.
Inglese: Itinerario su Londra.
Estratto del documento

Dopo la Rivoluzione Francese ci sarà un periodo di Restaurazione, breve: la

scintilla degli Indipendentismi aveva acceso la miccia, segnando così la fine dei

regimi monarchici in Europa. Già da qui appare evidente la principale

caratteristica della modernità, il costante mutamento. L’avvento del pensiero

illuminista renderà impossibile una duratura restaurazione, renderà impossibile

il tornare indietro, l’unica via sarà quella del continuo progresso attraverso il

mutamento radicale degli ideali caratterizzanti l’uomo. Il mutamento diventa

caratteristica congenita dell’epoca moderna e lo rimarrà ancora oggi in epoca

contemporanea, sarà anzi l’unica costante.

Il secondo mutamento, quello delle forme di insediamento umano, sarà causato

dalla seconda rivoluzione industriale (anni Settanta del XIX secolo)e porterà

alla nascita delle grandi metropoli europee. Proprio qui inizia la mia analisi.

Dal punto di vista storico ci occuperemo della seconda rivoluzione industriale e

del suo sviluppo;analizzeremo le conseguenti modificazioni culturali: in ambito

letterario e artistico, prenderemo in considerazione sia i sentimenti di fiducia

nel progresso, in particolare con le correnti del Positivismo e del Futurismo, sia

il pensiero decadente con le sue contraddizioni e con la conseguente crisi dei

valori, che si nota in particolare nell’opera di Pirandello; come raccordo tra le

due sfrutteremo l’analisi operata dal sociologoGeorg Simmel, il cui lavoro

sottolinea in modo esemplare le modificazioni che la modernità causa nella

vita, in particolare nella metropoli, altro elemento cardine di cui cercheremo di

evidenziare la trasversalità nei vari ambiti che toccheremo. Descriveremo poi

alcune dinamiche del mercato nel settore turistico che hanno origine proprio

con la rivoluzione industriale e la società di massa; infine proporremo degli

itinerari attraversoalcune metropoli mondiali, la cui fortuna sorge nell’epoca

oggetto di questa analisi.

LA FIDUCIA NEL MUTAMENTO

Seconda rivoluzione industriale

La seconda rivoluzione industriale influenzerà e rafforzerà le correnti di

pensiero illuministe, sostenendo la fiducia nella forza della ragione grazie alle

immense innovazioni tecnologiche, il netto miglioramento delle condizioni di

vita ad esse conseguente, e una disponibilità di ricchezza fino ad allora

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inconcepibile; ne uscirà un ideale di uomo ancora più lanciato verso il

progresso, ancora più fiducioso in sé e nella scienza, più libero e indipendente

che mai dai retaggi del passato.

L’avvento dell’industria causerà, oltre a ciò che è stato detto sopra in ambito

culturale, delle modificazioni sociali profonde: la necessità di manodopera nelle

industrie sempre crescente, oltre che il desiderio delle persone per condizioni di

vita migliori garantite dalla ricchezza che l’industria prometteva, causa un

fenomeno mai visto prima, ennesimo mutamento caratteristico della

modernità, cioè l’urbanizzazione di massa. Enormi fasce di popolazione agricola

si trasferiscono nelle città industriali attratte dalle possibilità promesse (ma

spesso non mantenute) dalle fabbriche: sorgono le grandi metropoli, vera e

propria forma di vita caratteristica della modernità, sua espressione concreta.

Analisi storica della seconda rivoluzione industriale

A cavallo tra Ottocento e Novecento la seconda rivoluzione industriale provocò

profondi mutamenti nell’economia, nella società e nella vita quotidiana. La

nuova fase dello sviluppo fu caratterizzata da importanti scoperte scientifiche e

da nuove invenzioni tecnologiche.

Nei decenni centrali dell’ Ottocento, l’Europa aveva conosciuto una prima fase

di industrializzazione, nel 1870, che aveva coinvolto il settore tessile e quello

dei trasporti ferroviari, con il predominio dell’Inghilterra. Con la seconda ondata

rivoluzionaria si avverte la crescita delle fabbriche; l’industrializzazione

coinvolse nuove potenze, come: Stati Uniti e Giappone.

Oltre che per le grandi innovazioni tecnologiche e scientifiche come: l’acciaio,

l’industria chimica, l’elettricità e il petrolio, la seconda rivoluzione industriale si

caratterizza in modo incisivo rispetto alla prima perché furono più rapidi i suoi

effetti e più prodigiosi i risultati che determinarono una trasformazione

rivoluzionaria nella vita e nelle prospettive dell'uomo.

Avvenimenti di rilievo prima dilatati nello spazio e nel tempo ora si concentrano

in uno spazio temporale ristretto che rende più veloce e concitata la vita

dell'uomo. Storici e sociologi hanno osservato come la rivoluzione dei mezzi di

trasporto abbia modificato non solo la geografia fisica delle zone dove essa si è

verificata ma anche la "geografia mentale" degli uomini, il loro modo di

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percepire lo spazio e il tempo. Inizia quel fenomeno che porterà, per effetto

della contrazione dello spazio e del tempo, conseguenza dei nuovi più veloci

mezzi di trasporto e comunicazione, alla globalizzazione dei mercati, delle

tecnologie e dei linguaggi, e in definitiva all'accelerazione della storia

dell'uomo.

ANALISI DELLA CULTURA

Il Positivismo e le Avanguardie Storiche

Lo sviluppo industriale e tecnologico degli ultimi decenni dell’Ottocento

alimentò una cultura fortemente razionalistica, il Positivismo. Tale cultura si

fondava sulla convinzione che la realtà del mondo fosse qualcosa di “oggettivo”

e quindi di misurabile. Si trattava di una ripresa e di uno sviluppo della cultura

illuministica del Settecento, che aveva già messo in primo piano i valori della

realtà pratica e concreta e sottolineato l’utilità delle scienze esatte, delle

discipline pratiche (l’economia, l’amministrazione dello stato) della tecnica. Il

positivismo esaltò le scienze sperimentali e le relazioni tra scienza, tecnologia,

produzione industriale e benessere collettivo. Secondo il positivismo bisogna

spiegare i fatti, cioè i fenomeni osservabili. I fenomeni si spiegano attraverso

l’individuazione di leggi, ossia di costanti, di comportamenti regolari, e queste

leggi si possono indagare e sottoporre a verifica soltanto con metodi scientifici.

Era perciò necessario estendere il metodo delle scienze sperimentali a

qualunque tipo di sapere, comprese le nuove scienze umane che si stavano

definendo in quegli anni (come la sociologia e la psicologia).

Al centro dell’attenzione vi era l’idea del progresso, e l’ottimismo che ne deriva

dalla stessa; gli uomini erano convinti di potersi costruire un mondo migliore

risolvendo difficoltà e problemi. Quando il progresso mostrerà i suoi tratti più

complessi e problematici, quando emergeranno conflitti sempre più aspri nella

politica e nella società, culminati nella catastrofe della guerra mondiale, allora

sorgerà una reazione al razionalismo , incarnata da correnti spiritualistiche e

irrazionalistiche. Man mano che si avvicinava la fine del secolo, si tracciavano

bilanci che rimettevano in discussione le basi della precedente cultura. Il

progresso sociale appariva largamente minacciato dai conflitti sociali e dagli

antagonismi fra gli stati. La vecchia Europa, con la sua prestigiosa e millenaria

cultura, appariva sull’orlo del disfacimento. Numerosi intellettuali iniziarono a

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parlare apertamente di “tramonto”, di “crepuscolo”, di “fine della società”.

Scienza e ragione poco o nulla potevano contro un ciclo degenerativo a cui non

esiste rimedio. Sembrava di essere giunti alla fine non di una civiltà, ma della

civiltà in generale. Saliva così alla ribalta il tema della decadenza che colpisce

gli uomini, le loro culture e tutto ciò che esiste; “decadente” viene chiamata,

non a caso, la tendenza letteraria più tipica dell’età di passaggio tra Otto e

Novecento.Nell’ambito del decadentismo, sorgono come gruppi di

contestazione ancor più radicale,(rispetto alle novità di simbolismo ed

estetismo), le avanguardie di primo Novecento.

In alcuni casi l’elaborazione delle singole avanguardie interessa tutte le arti

(pittura, letteratura, musica e teatro): è il caso di Futurismo, Surrealismo,

Espressionismo. Alla loro base c’è infatti una visione complessiva, una

“filosofia” del mondo, che dà vita poi a modi e linguaggi diversi di

sperimentazione. Comune a tutte queste avanguardie è il lavoro collettivo, per

gruppi, spesso in senso organizzato ed omogeneo; ciò implica il focalizzarsi di

uomini e tendenze in alcuni centri (Parigi, Vienna, Zurigo, Monaco, San

Pietroburgo, Berlino, Milano), le capitali europee dell’avanguardia. Alle origini

del movimento c’è di solito un piccolo gruppo o anche un solo intellettuale che

manifesto,

promuove un in cui viene delineato un programma attorno al quale

si coagulano gli altri artisti.

Il Futurismo

Il Futurismo fu l’unico movimento di avanguardia nato in Italia a ottenere

diffusione internazionale. Il Futurismo nasce all'inizio del Novecento in un

periodo di notevole fase evolutiva dove tutto il mondo dell'arte e della cultura

era stimolato da numerosi fattori determinanti: le guerre, la trasformazione

sociale dei popoli, i grandi cambiamenti politici e le nuove scoperte

tecnologiche e di comunicazione, come il telegrafo senza fili, la radio, aeroplani

e le prime cineprese; tutti fattori che arrivarono a cambiare completamente la

percezione delle distanze e del tempo, "avvicinando" fra loro i continenti.

Il XX secolo era quindi invaso da un nuovo vento, che portava all'interno

dell'essere umano una nuova realtà: la velocità. I futuristi intendevano

idealmente "bruciare i musei e le biblioteche" in modo da non avere più

rapporti con il passato e concentrarsi così sul dinamico presente; tutto questo,

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come è ovvio, in senso ideologico. Le catene di montaggio abbattevano i tempi

di produzione, le automobili aumentavano ogni giorno, le strade iniziarono a

riempirsi di luce artificiale, si avvertiva questa nuova sensazione di futuro e

velocità sia nel tempo impiegato per produrre o arrivare ad una destinazione,

sia nei nuovi spazi che potevano essere percorsi, sia nelle nuove possibilità di

comunicazione.

Il Futurismo nacque nel 1909 con il Manifesto di Filippo Tommaso Marinetti,

pubblicato sul quotidiano parigino “Le Figaro”. La poetica futurista si fondava

sull’accettazione entusiastica del nuovo, del futuro; i temi della modernità

trovarono incarnazione nell’automobile, nell’aeroplano, nella velocità,

nell’elettricità, nelle fabbriche. Le opere futuriste utilizzavano i canoni di

dinamicità, simultaneità, disordine formale e celebravano temi di lotta e

aggressione. Gli slogan più conosciuti sono “l’immaginazione senza fili” (si

intende la libertà assoluta delle immagini o analogie, espresse con parole

slegate e senza fili conduttori sintattici e senza alcuna punteggiatura) e “le

parole in libertà” (egli comincerà col distruggere brutalmente la sintassi nel

parlare, non perderà tempo a costruire i periodi, la sua unica preoccupazione

sarà rendere tutte le vibrazioni del suo “io”), al di fuori di ogni schema, così da

esprimere gli istinti nella maniera più diretta. Il Futurismo italiano diede gli esiti

migliori nell’ambito della pittura, grazie all’apporto di artisti come Giacomo

Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrà.Ecco qui, il manifesto futurista stilato da

Filippo Tommaso Marinetti.

Manifesto del Futurismo

Le Figaro - 22 febbraio 1909

1. Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla

temerità.

2. Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della

nostra poesia.

3. La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità pensosa, l'estasi ed il

sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile,

il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.

4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una

bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo

cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo... un

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automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della

Vittoria di Samotracia.

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