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La propaganda

Elena Graziani

Liceo Linguistico “Lambruschini”

Tesi per l'esame di maturità

Anno scolastico 2010-2011

Indice

  • Introduzione..........................................................................................................................................3
  • Cos'è la propaganda.........................................................................................................................3
  • Brevi cenni storici............................................................................................................................3
  • Caratteristiche della propaganda......................................................................................................3
  • Uso della propaganda durante la Prima Guerra Mondiale ..................................................................5
  • Alcuni esempi di manifesti propagandistici.....................................................................................6
  • Il “Tradimento dei Chierici”............................................................................................................8
  • Gabriele D'Annunzio (1863-1938)..................................................................................................8
  • Il Futurismo....................................................................................................................................11
  • Antitradition futuriste ...................................................................................................................14
  • La propaganda nei regimi totalitari....................................................................................................16
  • G. Orwell - “1984”..........................................................................................................................16
  • Die Ausstellung Entartete Kunst....................................................................................................19
  • Bibliografia e fonti ............................................................................................................................21

La propaganda

Introduzione

Cos'è la propaganda

“La propaganda è un'attività volta a far conoscere e apprezzare determinate idee e dottrine. È un tentativo deliberato e sistematico di plasmare percezioni, manipolare cognizioni e dirigere il comportamento al fine di ottenere una risposta che favorisca gli intenti di chi la mette in atto”.

La propaganda promuove una particolare idea o dottrina e tende a far sorgere intorno a essa il più vasto consenso possibile, servendosi di tecniche provenienti dalla sociologia e dalla psicologia e facendo un uso organizzato e deliberato di varie forme di comunicazione, dei mass media ben coordinate tra di loro, con lo scopo di influenzare l'opinione pubblica a favore del propagandista o del gruppo di interesse.

Rientrano nella propaganda alcune forme di comunicazione pubblica istituzionalizzata come l'attività di pubbliche relazioni di organi governativi, grandi imprese e altre istituzioni, le campagne politiche e le campagne di pubblica informazione.

Brevi cenni storici

La propaganda ha origini antichissime. Sembra infatti che già nel Paleolitico (circa 1,5 milioni di anni fa) furono utilizzati per la prima volta simboli visivi quali maschere e gestualità minacciose con precisi scopi persuasivi, ovvero spaventare il nemico e convincerlo della superiorità e della forza di quel gruppo.

Una delle prime testimonianze scritte di propaganda si ritrova nella Bibbia, nell'Antico Testamento, in occasione dell'assedio di Gerusalemme da parte degli Assiri. Nel secondo libro dei Re si narra di quando, nel 701 a.C., Sennacherib tentò di sottomettere la popolazione giudea di Gerusalemme utilizzando propaganda intimidatoria.

Il termine nasce in contesto religioso quando la Chiesa Cattolica nel XVI secolo organizza, come contrattacco alla diffusione del Protestantesimo, la “Congregatio de propaganda fide”, un dipartimento cioè preposto alla propagazione della fede cattolica. Originariamente quindi il termine non intendeva riferirsi a informazioni fuorvianti e non aveva l'accezione negativa che ha assunto oggi. Il moderno significato di propaganda risale infatti alla Prima Guerra Mondiale.

Caratteristiche della propaganda

  • La propaganda è una realtà estremamente mutevole. Ciò deriva sia dalla precarietà degli effetti (quando una tecnica ha ottenuto un certo numero di risultati, viene ovviamente sottoposta a un'analisi critica che la rende progressivamente inefficace: infatti, nel momento in cui la si può spiegare, si mettono anche in guardia quanti la subiscono); sia dall'esigenza di attualità che essa possiede. La propaganda è legata all'ambiente e alle circostanze in cui la si usa.
  • Importanza del gruppo. C'è un “effetto di gruppo”, una suggestione reciproca, un'azione della massa. Alcune esperienze propagandistiche svolte su piccoli gruppi sperimentali (da dodici a quindici persone) sono risultate essere prive di significato. La propaganda si rivolge quindi a grandi masse di popolazioni puntando al raggiungimento del cosiddetto “Effetto gregge”.
  • Ricorso alla paura. La paura di un nemico (talvolta immaginario) che minaccia la libertà di un popolo, ricorrendo a terribili atrocità, fa molta leva sulla coscienza popolare. L'opinione pubblica, di fronte a tali minacce, si infiamma, vuole difendersi e si fa portavoce di odio e violenze.
  • Ricorso a valori tradizionali. La propaganda fa leva su sentimenti forti come l'amore per la Patria, la casa, il desiderio di pace, la libertà, la gloria, l'onore, ecc. Valori ritenuti talmente fondamentali e inviolabili dai diversi popoli, da far suscitare rabbia e violenza non appena ci possa essere il pericolo che essi vengano violati.
  • Slogan contenenti parole virtuose. Sono parole appartenenti al sistema di valori tradizionali e condivise da tutta la popolazione. Sono parole virtuose: pace, felicità, sicurezza, libertà, Patria, vittoria.
  • Uomo comune. L'approccio dell'“uomo comune” tenta di convincere l'opinione pubblica che le posizioni del propagandista riflettano il pensiero comune della gente. I propagandisti usano quindi un linguaggio e un modo di fare tipico della persona media. Il popolo deve essere indotto a pensare che il propagandista agisce negli interessi di tutti e per il bene collettivo.
  • Transfer. Questa è una tecnica di proiezione di qualità positive o negative (lodare o condannare) di una persona, di un gruppo o di un'entità a un altro soggetto per rendere quest'ultimo più accettabile o per screditarlo. Questa tecnica viene generalmente usata per trasferire il biasimo da un attore del conflitto all'altro. Evoca una risposta emozionale che stimola il popolo a identificarsi con l'autorità riconosciuta.
  • Testimonianze. Le testimonianze sono citazioni dette specificamente per supportare o rigettare una data politica, azione, personalità o programma. La reputazione e il ruolo dell'individuo che rilascia la dichiarazione vengono sfruttati per far sì che il pubblico si identifichi con l'autorità o che accetti le opinioni e le convinzioni dell'autorità come se fossero sue.
  • Stereotipizzazione o etichettatura. Questa tecnica tenta di far sorgere pregiudizi nel pubblico etichettando l'oggetto della campagna propagandistica come qualcosa che la gente teme, odia, evita o trova indesiderabile.
  • Individuare il capro espiatorio. Colpevolizzare un individuo o un gruppo che non è realmente responsabile, alleviando quindi i sentimenti di colpa delle parti responsabili o distraendo l'attenzione dal bisogno di risolvere il problema per il quale la colpa è stata assegnata.

Uso della propaganda durante la Prima Guerra Mondiale

La guerra che scoppiò nel 1914 fu un avvenimento nuovo nella storia dell'umanità per due ragioni cruciali: innanzitutto per la prima volta fu una guerra generale “mondiale”, che vide lo scontro di tutti i grandi Stati (Italia, Inghilterra, Francia, Stati Uniti, Russia, Germania, Austria, Giappone, Turchia). Fu una guerra “totale”, ovvero un conflitto che interessò uomini, donne, bambini e popolazione civile. Fu una guerra di massa combattuta per terra, per mare e nell'aria con impiego di armi mai usate prima (carri armati, aerei, sommergibili).

Accanto ai nuovi mezzi tecnologici di lotta ci fu la comparsa massiccia della propaganda, tanto che il concetto e le caratteristiche della propaganda moderna fondano le loro origini proprio nella Prima Guerra Mondiale. Si parla infatti in questo periodo di “Salto Quantico” della propaganda. Essa assunse un'importanza fondamentale in una guerra di carattere totale, poiché ormai essa non impegnava più solo gli eserciti ma l'intera compagine delle nazioni. Nascono in ogni nazione belligerante uffici, sezioni e persino ministeri il cui compito è quello di diffondere le immagini dei propri nemici ricorrendo a stereotipi e parole d'ordine nazionalistiche per sottolineare le “barbarie” degli avversari. La guerra viene quindi presentata dalle opposte propagande come un conflitto di idee e di culture, viene vissuta non solo come lotta e confronto di sistemi politici, ma addirittura come scontro fra diverse concezioni del mondo e come insanabile contrasto di razze.

Una delle tecniche di propaganda che si rivelò particolarmente efficace fu l'utilizzo della demonizzazione del nemico. La guerra apparve quindi come un conflitto di difesa contro un aggressore “rude, crudele, minaccioso, pericoloso e assassino”. La demonizzazione del nemico tedesco, ad esempio, fu così efficace che 14 stati americani eliminarono l'insegnamento della lingua tedesca nelle scuole pubbliche.

Lo strumento propagandistico per eccellenza fu il manifesto. Esso aveva dimensioni gigantesche (in Italia poteva raggiungere sino a m 30x20). Il messaggio (composto da slogan contenenti parole virtuose e/o messaggi forti e violenti), grazie anche all'aiuto di immagini allegoriche (generalmente il nemico brutale, malvagio e violento stereotipato al quale si contrappone l'immagine dolce e pura della patria, della vittoria o della libertà), entrava così con forza ossessiva nell'immaginario collettivo dei popoli.

Alcuni esempi di manifesti propagandistici

Si tratta di un manifesto propagandistico americano in cui il nemico tedesco, soprannominato “questo matto bruto”, viene raffigurato come un gorilla gigante, selvaggio e violento con in testa l'elmetto dell'esercito tedesco mentre, saccheggiando e devastando, riesce a catturare selvaggiamente una figura femminile, rappresentante la libertà e la civiltà.

Il tedesco è un mostro primitivo, privo di civiltà e cultura. Questi aspetti sono evidenziati dalla clava, strumento primitivo, con la quale compie i propri atti osceni, e dalla parola “Kultur” che un po' alla volta si sta ricoprendo di sangue e di fumo a simboleggiare che presto la violenza del mostro distruggerà definitivamente i valori della civiltà.

Sullo sfondo si può notare Londra distrutta e violata dal nemico che ora sta minacciando l'America, il cui nome è scritto su quella che sembra essere sabbia mentre viene calpestata dalle brutte zampe del tedesco.

I cittadini americani, se non vogliono essere vittime delle orrende barbarie del gorilla, devono “enlist U.S. Army” and “destroy this mad brute”, cioè arruolarsi nell'esercito americano e “distruggere questo matto brutto”. Bisogna inoltre notare come in pochissime parole questo manifesto esprima la paura, l'odio, la violenza e la necessità dell'arruolamento. Non a caso la parola “destroy” è più grande rispetto alle altre, richiamando così subito l'attenzione dell'osservatore.

Se il tema fondamentale della propaganda alleata era la lotta contro il militarismo prussiano e le barbarie tedesche dimostrate nell'ingiusta occupazione del Belgio, i Tedeschi puntavano invece a presentarsi come campioni di libertà in lotta contro l'autocrazia zarista e contro i privilegi della nobiltà russa. Inoltre volevano attribuire la responsabilità della guerra a coloro che avevano voluto accerchiare la Germania.

Si tratta di un manifesto propagandistico tedesco contro il bolscevismo. Anche in questo caso il nemico è interpretato come un mostro orribile, rozzo ed irrazionale. L'enorme primitivo russo tiene nella mano destra un coltello mentre nella sinistra una bomba. La minaccia è grandissima proprio perché potenti armi sono nelle mani di un bruto privo di razionalità.

Anche in questo caso le parole sono poche ma molto efficaci. Sopra la testa del mostro si legge: “Bolschewismus bringt Krieg, Arbeitslosigkeit und Hungersnot”, cioè “Il Bolscevismo porta guerra, disoccupazione e carestia”. Con pochissime parole si suscita nel popolo la paura di una guerra, della perdita di lavoro e quindi della miseria. La propaganda fa leva su quelle paure e su quei temi verso i quali la popolazione è più sensibile e quindi più facilmente infiammabile. Infatti, se non si vuole che tutto ciò accada, il popolo tedesco deve arruolarsi nella lotta contro il bolscevismo.

Un'altra tecnica molto usata dalla propaganda di guerra per spingere i cittadini al fronte e quindi all'arruolamento è stata quella di scegliere un uomo famoso, un soldato che abbia compiuto gesta eroiche e elevarlo al rango di mito. È pratica comune, in entrambi i fronti, di rappresentare l'eroe con il “dito puntato” verso lo spettatore incitandolo a prendere parte nella difesa della propria patria.

Gran Bretagna (1915). Lord Kitchener, capo di Stato Maggiore Generale, dichiara che “la Patria ha bisogno di voi”.

Italia (1917): il soldato esorta tutto il popolo italiano a sostenere lo sforzo bellico. Il soldato ritratto è un fante perché proprio il fante è il combattente.

Il manifesto dello Zio Sam di J. M. Flagg fu stampato in 4 milioni di copie nel 1917, per l'arruolamento nell'esercito statunitense.

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Sintesi
  • Italiano: Gabriele D'Annunzio
  • Storia dell'arte: il Futurismo
  • Francese: antitradition futuriste
  • Inglese: George Orwell (1984)
  • Tedesco: Die Ausstellung Entartete Kunst
  • Storia: la prima guerra mondiale
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