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Storia dell’arte

Chi non conosce Modì, il pittore dei lunghi colli a giraffa e degli occhi vuoti come quelli delle statue? Bohémien, dandy, eccentrico, raffinato, irrequieto, bello, seduttivo, antiborghese; affronta la vita e l’arte con ardore, ma muore poverissimo, dispiaciuto di non essere riuscito ad ottenere quella fama che era convinto gli spettasse.

Nato a Livorno alla fine dell’Ottocento, da famiglia israelita, sin da piccolo è di fragile salute, e la vita sregolata lo spezzerà alla giovane età di trentacinque anni. Come annota la madre: “…ha rinunciato agli studi e non fa più che della pittura, ma ne fa tutto il giorno e tutti i giorni con un ardore sostenuto che mi stupisce e mi incanta”. Studia i grandi maestri del Trecento e del Quattrocento nei musei di Napoli, Firenze, Venezia e Roma; città che lo incanta, tanto che all’amico scrive: “Roma…non è fuori ma dentro di me”. Con un bagaglio culturale notevole, donatogli dal proprio paese nativo, Modigliani va nel 1906 a Parigi, crogiuolo culturale dell’epoca. In questi anni scopre la scultura negra, la forza espressiva e quasi musicale della linea, e si dedica a scolpire la pietra, ma per colpa delle cagionevoli condizioni di salute e del costo dei materiali, tornò dal 1914 a concentrarsi sulla pittura.

I ritratti: lo sguardo interiore

“Sono Modigliani, ebreo, cinque franchi per un ritratto”, disegna per pochi franchi il ritratto dei vicini di tavolo, al bar e in mancanza di soldi si accontenta anche di un bicchiere di vino, restano così più di mille disegni. Egli disdegna dipingere quadri dove il soggetto è la natura, preferisce il ritratto delle persone che ama: la moglie (una giovane allieva fuggita di casa per seguirlo, sua compagna fedele fino alla fine, alla morte di lui si uccise incinta del loro secondo figlio), gli amici artisti, i bambini del suo quartiere. Trova alla fine il suo stile, i volti greci e negri confluiscono nei suoi quadri che diventano inconfondibili, perché le figure sono disegnate con il viso affilato ad uovo, un lungo collo e gli occhi vuoti come quelli delle statue antiche, rovesciati verso il proprio sé o diversi tra loro, scordando la simmetria, un occhio chiuso e l’altro aperto, uno di un colore e uno di un altro, come nel ritratto di Paul Guillam, il giovane mercante d’arte che ha fiducia in lui al punto che per mantenerlo vende i suoi mobili e manda la moglie a lavorare, a Paul, dipinto con un solo occhio quando gliene chiede spiegazioni dice: “Perché con uno tu guardi il mondo, con l’altro guardi in te stesso”. Non fu il primo a dipingere occhi senza pupilla, lo fece già Cézanne, Picasso, Matisse o Carrà, ma è con lui che diviene un modo d’essere.

I nudi

La prima personale di Modigliani del 1917 è uno scandalo, chiude prima di incominciare, perché la polizia e il pubblico si sentono oltraggiati da quei nudi sensuali. Corpi che hanno provocato i più contrastanti sentimenti, ora visti come icone sensuali, ora ieratici e distanti.

Modigliani muore senza riuscire ad ottenere quei successi ricevuti da altri pittori suoi amici, come Picasso, Cézanne, o Gauguin, ma già quando il carro funebre s’incamminava verso il cimitero le quotazioni delle sue tele erano balzate in alto!

Se si vale, nulla è perduto.

Fisica: la lente

Difetti del meccanismo di formazione delle immagini

I difetti più comuni sono: la presbiopia, lo strabismo, la miopia, l’ipermetropia e l’astigmatismo.

La lente è un sistema ottico costituito da una sostanza trasparente rifrangente limitata da due diottri di cui almeno uno è curvo. La lente è detta sferica se le sue superfici rifrangenti sono costituite da calotte sferiche. La lente è detta asferica nel caso in cui una o entrambe le facce non siano sferiche. In questa categoria rientrano le lenti cilindriche e le lenti toriche.

Presbiopia

Difetto visivo che si aggrava con l’età dovuto in gran parte all’irrigidimento del cristallino. Questo influisce sull’accomodazione che perde efficacia. Le conseguenze per il soggetto affetto sono la diminuzione del grado di cui può essere aumentata la curvatura della lente e quindi la mancata messa a fuoco di oggetti vicini. La presbiopia può esser corretta con delle lenti positive che aumentano il potere diottrico dell’occhio accorciando la distanza focale. Poiché viene usato un solo occhio, l’altro finisce per “impigrirsi” arrivando anche a causare l’ambliopia. Lo strabismo può essere congenito (manifestandosi cioè sin dalla nascita) oppure manifestarsi più tardi. A seconda della causa, dell’età in cui si manifesta e della posizione degli occhi si possono distinguere diverse forme di disturbo. Quella più diffusa è lo strabismo convergente. Le lenti sferiche positive sono usate per la correzione della presbiopia.

Strabismo

Esistono lenti denominate prismatiche il cui uso è limitato ad alcuni tipi di strabismo.

Lo strabismo è una deviazione di uno o entrambi gli occhi rispetto al punto di fissazione (gli assi visivi non sono, quindi, diretti verso lo stesso punto dello spazio) e viene distinto a seconda della direzione di tale deviazione: strabismo convergente (l’occhio è deviato verso l’interno), strabismo divergente (l’occhio è deviato verso l’esterno) e strabismo verticale (l’occhio è deviato verso l’alto o il basso).

Lo strabismo convergente congenito è la forma più difficile da curare perché spesso necessita di un intervento chirurgico. Tuttavia prima di intervenire chirurgicamente (intervento da eseguire solitamente entro i primi 3 anni di vita del bambino) ci sono diverse possibilità di cura:

  • La benda: l’occhio sano viene bendato per far sì che l’altro lavori di più e per stimolare le sue capacità visive.
  • I colliri: si possono instillare nell’occhio sano delle gocce di atropina. Con questa sostanza il piccolo non sarà in grado di mettere a fuoco le immagini, costringendo quindi l’altro occhio a lavorare.
  • La tossina botulinica.

Moltissimi neonati nascono con problemi di “occhi storti”: ma in questi casi non si può parlare di strabismo nel vero senso della parola. La deviazione degli occhi può infatti essere dovuta al fatto che i piccoli ancora non riescono a mettere a fuoco gli oggetti. Questo tipo di anomalia tende generalmente a scomparire dopo i primi 60 giorni; se l’anomalia dovesse però protrarsi nel tempo è il caso di portare il piccolo da uno specialista. Nel caso in cui lo strabismo dovesse manifestarsi intorno ai 2-3 anni o più si parla di strabismo tardivo.

Miopia

Le lenti sferiche negative sono usate per la correzione della miopia.

Difetto visivo dovuto ad una deformazione del globo oculare che è più lungo di quello di un occhio emmetrope. In una persona affetta da miopia l’immagine di un oggetto ‘posto all’infinito’ cade alla stessa distanza di quella di un occhio emmetrope, poiché il difetto è del globo e non del cristallino (raro), solo che, essendo il globo deformato, questa distanza non è sufficiente a raggiungere la retina. Una persona miope perciò ‘non vede bene da lontano’ visto che non riesce a focalizzare gli oggetti lontani; il suo punto lontano, che in un occhio normale è posto all’infinito e cioè oltre i 6 m come già spiegato, si troverà entro i 6 m. Un occhio miope perciò comincerà ad accomodare oggetti che si trovano entro la distanza del proprio punto lontano, cioè accomoderà più ‘tardi’: questo gli permette di focalizzare oggetti anche molto vicini e quindi di avere un punto prossimo più vicino all’occhio, sotto i 25 cm; ecco perché una persona miope vede meglio ‘da vicino’ rispetto a una persona normale.

Per correggere la miopia si usano lenti negative che diminuiscono il potere diottrico garantendo una distanza focale maggiore di modo che l’immagine di un oggetto all’infinito cada sulla retina.

Ipermetropia

Ipermetropia (lenti sferiche positive vedi presbiopia)

Difetto visivo dovuto ad una deformazione del globo oculare che è più corto di quello di un occhio emmetrope. In una persona affetta da ipermetropia l’immagine di un oggetto ‘posto all’infinito’ cade alla stessa distanza di quella di un occhio emmetrope, poiché il difetto è del globo e non del cristallino (raro), solo che, essendo il globo deformato, questa distanza è maggiore rispetto a quella della retina. In questo caso l’occhio sarà costretto ad accomodare per mettere a fuoco l’immagine. Dovendo accomodare prima, un occhio ipermetrope avrà dunque un punto prossimo più distante, sopra i 25 cm, sopraggiungendo prima il limite di deformazione. Ecco perché una persona ipermetrope ci ‘vede bene da lontano’ (meglio di una persona normale) e non ‘da vicino’. Per correggere l’ipermetropia si usano lenti positive che aumentano il potere diottrico dell’occhio accorciando la distanza focale: gli oggetti distanti verranno visti a fuoco, permettendo all’occhio di accomodare al momento giusto.

Astigmatismo

Difetto visivo dovuto alla mancata uniformità della curvatura della cornea che provoca una differenza di rifrangenza tra un meridiano e un altro: vi sono dunque due linee di focalizzazione sulla retina che causano una visione sfocata ad ogni distanza. Se i due meridiani sono ortogonali la correzione è semplice altrimenti risulta più complessa: si può ricorrere all’uso di lenti sfero-cilindriche o alla chirurgia laser.

Lenti

Si è visto come l’utilizzo di lenti positive o negative possa correggere i difetti visivi. Ma che cos’è una lente? Una lente è un sistema ottico consistente in due o più superfici rifrangenti almeno una delle quali è curva. Viene definita lente semplice quella composta da un solo elemento e cioè quella che ha solo due superfici rifrangenti; in caso contrario si chiama lente composta.

Una lente inoltre sarà sottile o spessa a seconda che il suo spessore sia trascurabile o meno.

È opportuno inoltre tenere a memoria la seguente convenzione:

  • La luce viaggia da sinistra a destra;
  • Altezze sopra l’asse ottico sono positive e sotto di esso sono negative;
  • Distanze a destra di un punto di riferimento (di solito il centro ottico) sono positive, a sinistra sono negative;
  • Un raggio di curvatura è positivo se il centro della curvatura si trova a destra della superficie;
  • Gli angoli sono positivi se si ruota in senso orario.

Dalla teoria dei diottri sferici si può ricavare, applicando semplicemente le leggi dell’ottica geometrica e seguendo la convenzione sopra citata, una formula che mette in relazione un oggetto con la sua immagine attraverso la lente.

Arthur Schnitzler (1862-1931)

Arthur Schnitzler war ein österreichischer Erzähler und Dramatiker. Er gilt als einer der bedeutendsten Vertreter der Wiener Moderne. Von 1871 bis 1879 besuchte er das Akademische Gymnasium und legte am 8. Juli 1879 die Matura mit Auszeichnung ab. Danach studierte er an der Universität Wien Medizin und wurde am 30. Mai 1885 zum Dr. med. promoviert. Nach dem Tod seines Vaters 1893 verließ er die Klinik und eröffnete seine eigene Praxis. Ab 1890 war Schnitzler gemeinsam mit seinen Freunden Hugo von Hofmannsthal und Richard Beer-Hofmann einer der Hauptvertreter des Jungen Wien, der literarischen Wiener Moderne, deren bevorzugter Treffpunkt das Café Griensteidl war. In seinen letzten Lebensjahren schrieb er vor allem Erzählungen, in denen er Einzelschicksale um die Jahrhundertwende aus psychologischer Sicht darstellt. Der Freitod seiner Tochter im Jahr 1928 erschütterte ihn sehr.

Am 21. Oktober 1931 starb Schnitzler als einer der einflussreichsten deutschsprachigen Autoren des frühen 20. Jahrhunderts im Alter von 69 Jahren an einer Hirnblutung. Am 23. Oktober wurde er schließlich im Rahmen einer einfachen Zeremonie zu Grabe getragen.[3] Sein Ehrengrab befindet sich auf dem Wiener Zentralfriedhof. Schnitzler schrieb Dramen und Prosa (hauptsächlich Erzählungen), in denen er das Augenmerk vor allem auf die psychischen Vorgänge seiner Figuren lenkt. Gleichzeitig mit dem Einblick in das Innenleben der Schnitzlerschen Figuren bekommt der Leser auch ein Bild von der Gesellschaft, die diese Gestalten und ihr Seelenleben prägt. Ihre handelnden Personen sind typische Gestalten der damaligen Wiener Gesellschaft: Offiziere und Ärzte, Künstler und Journalisten, Schauspieler und leichtlebige Dandys. Es geht Schnitzler meist nicht um die Darstellung krankhafter seelischer Zustände, sondern um die Vorgänge im Inneren gewöhnlicher, durchschnittlicher Menschen mit ihren gewöhnlichen Lebenslügen, zu denen eine Gesellschaft voll von ungeschriebenen Verboten und Vorschriften, sexuellen Tabus und Ehrenkodices besonders die schwächeren unter ihren Bürgern herausfordert. Wie Sigmund Freud in der Psychoanalyse bringt Arthur Schnitzler etwa zur gleichen Zeit jene Tabus (Sexualität, Tod) zur Sprache, welche die damalige bürgerliche Gesellschaft und ihre Moral unterschlagen. Im Gegensatz zu Freud offenbart sich das Wesen dieser Gesellschaft und ihrer Teilnehmer bei Schnitzler nicht als (vorher) Unbewusstes, sondern als Halb-Bewusstes etwa im inneren Monolog eines Protagonisten.

Die “Traumnovelle” ist eine Novelle von Arthur Schnitzler. Schnitzler beschreibt in dieser Novelle die scheinbar harmonische Ehe des Arztes Fridolin und seiner Frau Albertine. Unter der Oberfläche werden beide von ungestillten erotischen Begierden und Träumen heimgesucht, die sich durch wechselseitige Entfremdung zu einer Ehekrise auswachsen.

La visione nello sport

Il successo di una buona performance sportiva dipende anche da una buona visione!

Noi tutti vogliamo fare bene le cose che ci piacciono. Perfezionare le proprie capacità visive è un modo per migliorare il proprio gioco e ottenere un avversari.

Durante la pratica sportiva i vostri occhi compiono diverse azioni che devono risultare coordinate fra loro per ottenere una buona performance. Non sempre una visione chiara e nitida è sufficiente.

È essenziale imparare a coordinare gli occhi e il corpo per poter giudicare in modo rapido e preciso la distanza e la velocità di oggetti e/o giocatori e valutare la presenza di eventuali ostacoli.

Anche le differenti condizioni ambientali siano esse metrologiche o di illuminazione influenzano direttamente la vostra capacità visiva. Pioggia, nebbia, neve, luce intensa ed altre condizioni sottopongono l’occhio a richieste differenti. È importante dunque, proteggersi con ausili specifici tecnicamente studiati per le differenti discipline sportive.

The Hollow Men (Gli uomini vuoti)

The Hollow Men (Gli uomini vuoti) è una poesia che Thomas Stearns Eliot scrive nel 1925 durante un periodo di assenza dal lavoro a causa di un esaurimento nervoso.

The Hollow Men può essere letto come un’estensione dello stesso modello di ricerca e sconfitta de La terra desolata. Questa poesia è introdotta da due epigrafi: la prima, Un penny per il vecchio Guy, fa riferimento al fantoccio di paglia bruciato ogni 5 novembre, anniversario della morte di Guy Fawkes, organizzatore del complotto delle polveri contro Giacomo I d’Inghilterra (1605). La seconda, Mistah Kurtz... he dead, proferita da un servitore nero in Cuore di tenebra di Joseph Conrad, enfatizza una connessione tra un rituale selvaggio e gli uomini vuoti. La storia di Kurtz è stata rianalizzata come studio dei rituali primitivi di successione, iniziazione e fertilità (sulla linea dei saggi di James Frazer). Kurtz è stato iniziato nella tribù diventando il loro "rain and fine weather maker", il simbolo della discesa nelle tenebre.

Il principale legame tra Cuore di tenebra e questa poesia consiste nel tema di degradazione attraverso il rigetto del bene, di disperazione attraverso la conseguente colpa. Inoltre Kurtz viene descritto like an hollow sham, hollow at the core. Eliot rivendica di aver costruito il titolo combinando The Hollow Land di William Morris e The Broken Men di Rudyard Kipling. Inoltre la parola hollow (cavo, vuoto) viene pronunciata da Bruto rivolgendosi ai cospiratori nella scena seconda del quarto atto del Giulio Cesare di William Shakespeare.

Analisi

Gli uomini vuoti si presentano direttamente attraverso un monologo drammatico: essi non hanno identità, personalità, non riescono a stare in piedi da soli e sussurrano parole vuote As wind in dry grass Or rats’ feet over broken glass (“come il vento nell’erba secca o i piedi dei topi sul vetro rotto”). Questi sono il correlativo oggettivo dell’uomo moderno, quegli stessi viventi moribondi che affollavano la terra desolata, figure senza forma, ombra senza colore, forza paralizzata, gesto privo di moto. Non sono come Kurtz o i dannati danteschi anime violente, ma solo uomini cavi e di paglia. Essi non riescono a sostenere lo sguardo degli occhi degli uomini virtuosi poiché questi per loro sono come Sunlight on a broken column (“luce solare su una colonna rotta”), sottolineando una morte prematura.

Gli uomini vuoti vivono in deserto, una terra morta, arida come loro sia psicologicamente che religiosamente a causa della mancanza di acqua. In questa terra vivono solo cactus, un altro correlativo oggettivo per indicare la sterilità visto che i cactus non danno frutti, le spine del mondo moderno.

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Sintesi

Sintesi Occhi, specchio dell'anima tesina

Questa tesina di maturità mira a descrivere come gli occhi siano lo specchio dell'anima. In merito a ciò Luigi Pirandello, nell'opera Uno, nessuno e centomila, sostiene come l'uomo abbia tanti volti, per cui abbia tante maschere. Il tema relativo agli occhi è ricorrente anche in altre discipline: per esempio esso è descritto in ambito biologico, nel Paradiso dantesco, negli Occhi della Vergine, Dante Alighieri parla di questo tema.

Altri collegamenti che possono essere effettuati esistono in Latino, con le Confessiones di Sant'Agostino, in Filosofia molto importante è il riferimento alle opere di Schopenhauer (Il mondo come volontà e rappresentazione, Il velo di Maya); in Storia invece viene presa in considerazione la Costituzione e come essa viene vista dagli italiani.

In Storia dell'arte viene descritto il modo di operare dell'artista Amedeo Modigliani; in Inglese viene preso come punto di riferimento The hollow men di Eliot. Infine la tesina prende in analisi in Spagnolo Miguel de Unamuno, in Tedesco Arthur Schnitzler, in Fisica vengono analizzati i difetti del meccanismo di formazione delle immagini e in Educazione fisica viene descritta la visione nello sport.

Collegamenti

Occhi, specchio dell'anima tesina

  • Italiano - Pirandello, Uno, nessuno e centomila).
  • Divina commedia - 33° canto del Paradiso (Gli occhi della Vergine).
  • Latino - Sant'Agostino (Confessiones II, 1, 1).
  • Filosofia - Schopenhauer (Il mondo come volontà e rappresentazione, Il velo di Maya).
  • Storia - La Costituzione, Calamandrei (La Costituzione agli occhi degli italiani).
  • Storia dell'arte - Amedeo Modigliani.
  • Inglese - T. S. Eliot (The hollow men).
  • Spagnolo - Miguel de Unamuno (Niebla).
  • Tedesco - Arthur Schnitzler (die Traumnovelle und Eyes wide shut);
  • Fisica - Difetti del meccanismo di formazione delle immagini.
  • Biologia - L'occhio.
  • Educazione fisica - La visione nello sport.
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