L’archivio dell’anima
- Guidarelli Lucrezia -
- Liceo Classico G. Perticari di Senigallia, anno scolastico 2008/2009 -
“La letteratura è come un archivio, ancora in gran parte inesplorato, della psiche umana e della realtà che in essa si riflette.”
Bibliografia
- I luoghi dell’arte, storia opere percorsi, Electa Mondadori, Milano 2003 a cura di Bocca, Ficcadori, Negri, Nova. Vol. n°6
- La letteratura greca, storia e testi, Dario del Corno, Principato Milano 2003. Vol. n°2
- Grandi classici, Marsilio Editori 2007, Euripide, Le tragedie vol. II
- Protagonisti e testi della filosofia, a cura di Giovanni Fornero, Paravia. Vol. D tomo 1
- Antologia Armellini – Colombo, La letteratura italiana, vol. B, Zanichelli 1999.
- Guida storica – Manuale per lo studente, Armellini – Colombo, La letteratura italiana, Zanichelli 2
L’archivio dell’anima
- La “seconda rivoluzione copernicana”: psicoanalisi e scoperta dell’inconscio (interpretazione delle forme artistiche precedenti e influenza sulle successive).
- Vita di Freud: persecuzione e censura da parte dei nazisti.
- Concetto di riproduzione dei processi psichici nell’opera d’arte (“Il poeta e la fantasia”).
Giacomo Leopardi
- Prima intuizione della natura desiderativa dell’animo umano: la “teoria del piacere” e la “poetica dell’indefinito”.
- Parallelo con Freud: ruolo della letteratura come sublimazione dei desideri illimitati.
Tragedia greca
Tragedia greca: l’evento collettivo come prototipo di gruppo terapeutico.
- Baccanti: Dioniso e la teoria del desiderio represso.
Pittura del primo ’900
- I romantici come primi esploratori dell’animo umano.
- Cézanne: il recupero di situazioni psicologiche simili attraverso la memoria.
- De Chirico e gli accostamenti casuali: anticipazione del surrealismo.
- I surrealisti e l’“automatismo psichico”. Due esempi:
- Magritte: dal trauma infantile allo stravolgimento delle relazioni ordinarie;
- Dalì e l’influenza della memoria.
3
Introduzione
La scelta dell’argomento per la mia tesina deriva da una commistione organica fra un mio particolare interesse ed il percorso di studi che ho compiuto e che è ormai giunto al termine, almeno di una delle tante sezioni di cui è costituito. Ho scelto di concentrare la mia attenzione sul rapporto fra la psicoanalisi (e quindi la figura più rappresentativa di tale disciplina, il filosofo Sigmund Freud) e la letteratura, in particolare quella greca, che costituisce, a mio parere, uno dei pilastri più specifici ed affascinanti del percorso di studi classici.
Più nello specifico la mia argomentazione sarà articolata su pochi concetti fondamentali che tenterò di spiegare nel modo più esauriente possibile: è quindi la scelta di una conoscenza di tipo intensivo, come l’avrebbe definita Galileo Galilei, anziché estensivo.
Mi sembra opportuno presentare in primo luogo a grandi linee il percorso personale del padre della psicoanalisi, in modo da capire quali circostanze abbia sviluppato una scoperta di tale portata.
Vita di Freud
Nasce a Freiberg, in Moravia, nel 1856, da genitori ebrei, che si trasferiscono a Vienna nel 1860. Laureatosi in medicina, intraprende studi di anatomia del sistema nervoso, lavorando nel laboratorio neurofisiologico di Brucke. Nel 1822 per ragioni economiche è costretto ad abbandonare la ricerca scientifica e ad intraprendere la professione medica, dedicandosi alla psichiatria. Nel 1855, grazie ad una borsa di studio, si reca a Parigi, dove Jean Martin Charcot stava studiando i fenomeni isterici. Nel 1889 passa un breve periodo a Nancy, dove i procedimenti dell’ipnosi venivano praticati e studiati da un’altra scuola, quella di Ambroise Lièbeault e dal suo discepolo Hippolyte Bernheim, allora in aspra contrapposizione a Charcot. Tornato a Vienna in virtù di successive ricerche sull’isteria, condotte in collaborazione con Joseph Breuer, perviene alla scoperta dell’inconscio e quindi alla fondazione della teoria psicoanalitica. Il sia pur lento e contrastato successo delle sue teorie fa sì che nel 1910 nasca, a Norimberga, la Società internazionale di Psicoanalisi. Nel 1933 i nazisti, a Berlino, bruciano le opere dell’ebreo Freud. Nel 1938 lascia Vienna e si reca come esule a Londra, ove muore nel 1939.
Persecuzione: la censura nazista
A proposito di questi ultimi episodi che segnarono profondamente la vita del filosofo, è interessante analizzare i motivi per i quali nell’ideologia nazista, un’opera come quella di un importante psicoanalista non potesse essere accettata in nessun modo dal regime.
Il 25 aprile 1935 Goebbels assunse la suprema autorità di censura. Tenere segreti i nomi degli autori e dei libri vietati rispondeva a precisi disegni politici e culturali. I singoli librai e bibliotecari, ma anche i privati cittadini, erano obbligati ad esercitare in prima persona la censura. Molti di loro esclusero dai propri cataloghi alcuni autori secondo il proprio arbitrio per paura di ripercussioni.
L’8 maggio 1933 fu pubblicato sul Volkischer Beobachter, famoso giornale nazista, un elenco delle motivazioni per le quali venivano bruciati i libri. Secondo il giornale bisognava respingere le opere:
- Dei teorici del marxismo;
- Di coloro che esaltavano la Repubblica di Weimar;
- Di coloro che attaccavano i fondamenti della morale e della religione;
- Di autori pacifisti, in particolare degli scrittori critici nei confronti della Prima Guerra Mondiale o nei confronti del valore militare tedesco;
- Di autori che erano espressione dell’espansione della società urbana.
5
A queste categorie molto ampie si aggiungevano poi i romanzieri di sinistra che criticavano la società borghese, gli autori comunisti, gli autori di satira contro la borghesia, giornalisti oppositori del regime, scienziati antinazisti, fra cui Albert Einstein.
I motivi della persecuzione delle opere del padre della psicoanalisi non si limitano al fatto che Freud era di origine ebraica: la condanna delle sue opere si riferisce alla “sopravvalutazione della vita sessuale”. La sessualità viene percepita come un pericolo in quanto aspetto irrazionale del comportamento umano. Il sesso era considerato dai nazisti solo nella dimensione fisica, come mezzo per dar vita ad individui puri. Infatti una delle prime misure antisemite prese in Germania e anche in Italia fu vietare i matrimoni e i rapporti tra “ariani” e componenti di razze “inferiori”.
I nazisti sciolsero la società viennese della psicoanalisi, la casa di Freud fu più volte perquisita dai soldati nazisti. Gli amici e i conoscenti insistettero affinché Freud lasciasse Vienna per l’Inghilterra. Fu Mussolini a persuadere Hitler a non attaccare direttamente e lasciar fuggire un personaggio così famoso in tutto il mondo.
Per ottenere il permesso per lasciare l’Austria Freud fu costretto a firmare una dichiarazione in cui affermava di essere stato trattato con grande rispetto dalle autorità tedesche. Ironicamente Freud aggiunse la frase: “Posso vivamente raccomandare la Gestapo a chicchessia!”.
Il 4 giugno 1938 Freud, con la moglie e i figli partì per Londra anche se, vecchio e malato, avrebbe preferito rimanere a Vienna e trascorrervi gli ultimi anni di vita. I familiari che rimasero, le quattro anziane sorelle, furono deportate nei campi di concentramento di Auschwitz e Theresienstadt.
Il 10 novembre 1938 Freud annotò nel proprio diario: “Pogrom in Germania: vandalismo e brutalità segnano l’inizio della persecuzione con la Notte dei Cristalli”. Lo scienziato morì meno di un anno più tardi senza conoscere il destino del suo popolo.
6
Il concetto di riproduzione dei processi psichici nell’opera d’arte
La tesi che Freud sviluppa è piuttosto semplice: l’uomo è portato naturalmente a seguire la ricerca del piacere ed il soddisfacimento delle sue pulsioni libidiche, ma essendo un animale sociale, e dovendo vivere all’interno di una comunità, non può manifestare e concretizzare queste pulsioni. Vivere in società vuol dire accettare delle regole che consentano una convivenza appunto civile, e dei comportamenti che essendo propedeutici alla serenità della vita collettiva, non prevedono il soddisfacimento delle pulsioni primarie dell’uomo.
Freud chiarisce questo concetto ne “Il poeta e la fantasia” (1907) quando classifica le fantasie degli adulti in due tipi fondamentali di desiderio: i desideri ambiziosi e quelli erotici. I primi tipicamente maschili, i secondi femminili. Ma spesso essi sono intrecciati: fantasie di compiere azioni grandiose ed eroiche per ottenere l’amore della dama. Si tratta di desideri che vanno nascosti in quanto “alla donna ben educata viene riconosciuta in genere solo una minima parte dei suoi bisogni sessuali, e il giovane uomo deve imparare a reprimere l’eccesso di quella presunzione che è retaggio dei vezzeggiamenti infantili, se vuole inserirsi nella società tanto ricca di individui similmente presuntuosi”.
Sostanzialmente l’uomo deve autodisciplinarsi, la ricerca spasmodica del piacere è continuamente repressa e lo sfogo di questa repressione è strettamente legato all’espressione artistica, in particolare alla letteratura, di cui Freud era un grande appassionato: sentiva un’affinità tra sé e gli scrittori e intuiva la facilità con cui questi raggiungevano “quelle percezioni che a lui personalmente erano costate tanto”.
Tesina - Premio maturità 2009
Titolo: Lo specchio dell'anima
Autore: Guidarelli Lucrezia
Descrizione: psicoanalisi letteratura ed arte
Materie trattate: Letteratura Arte Storia Letteratura Greca
Area: umanistica
Sommario: Italiano Leoparti Arte Magritte Di chirico Letteratura greca Euripide Le baccanti Psicoanalisi Freud