Nihil: ad augusta per angusta, tesina

Tesina per Istituto Professionale Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera sul nulla. Argomenti tesina maturità: Schopenhauer e Nietzsche, il superuomo secondo Gabriele D'Annunzio.

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Introduzione Nihil: ad augusta per angusta, tesina


Quanto per mezzo di questa esposizione della tesina multidisciplinare mi sono proposto di argomentare consta d’un argomento che per sua natura - da intendersi nell’accezione più assolutistica del termine – esulerebbe oltreché da ogni possibile dissertazione, anche e soprattutto da qualsiasi facoltà di matrice umana, benché essa sovente si presti alle intuizioni degne del più sommo grado della ratio. Ciononostante, il prelibato trancio del tema del nulla che ho deciso di mettere per iscritto attraverso le pagine che seguiranno – nonché le parole che avrete modo di udire a suo tempo -, per me è sempre stato un allettante punto di riflessione su cui erigere la mia personale consapevolezza del tutto; e dovendo, seppur in maniera succinta, adempiere alle direttive promulgate circa la redazione della presente tesina di maturità, mi si perdoni in partenza l’esiguità della trattazione in confronto alla ben più vasta ed esaustiva dissertazione che invero meriterebbe un tema così delicato ed ampliamento controverso.
Quantunque il mio impegno sia stato rivolto nell’unica direzione di intessere un discorso monolitico, a causa della naturale diversità insita nella pluralità delle discipline che in questo percorso s’articolano, non m’è stato possibile, se non per vie traverse, far sì che il tutto risultasse perfettamente omogeneo. I lettori più avveduti avranno modo di appurare quanto è stato mia premura avvisar loro sin da principio. Ad ogni modo, la ponderata divisione in capitoli che guidano lo sviluppo della tesi è da intendersi come parte di quell’indefesso sforzo verso la più inscindibile forma d’integrità. Ciò che, invero, ha fatto sì che decidessi di esporre il tema in questione è scaturito dalla lettura del capolavoro per antonomasia di Michael Ende: La Storia Infinita, narrazione fantastica in cui il tema del nulla riveste un ruolo preponderante, e lascia al lettore il piacere della scoperta delle infinite interpretazioni esperibili, le quali, a buon titolo, rendono possibile lo sviluppo di una storia senza fine. Lungi dall’essere adocchiato quale astrusa speculazione teoretica intorno ad un tema prescelto della filosofia, quel ch’è mia intenzione trasmettere a coloro i quali avranno l’accortezza - nonché la tolleranza – di prestar ascolto a quanto avrò a dire, afferisce a quell’intrepido sentiero tracciato dal filosofo tedesco Friedrich Nietzsche attraverso cui il sistema di credenze occidentali – il quale affonda le radici nell’antica cultura greca, in particolar modo nel platonismo -, dapprima disincantato e smantellato, viene ricreato sulla base di nuovi e più duraturi ideali, determinando così il passaggio dal nichilismo passivo a quello attivo. Infatti, il fatto che «Dio è morto» apre la strada alla venuta d’un nuovo tipo di uomo, il quale, dopo aver accettato con serenità l’insensatezza del mondo non decide di riporre le sue speranze a favore di entità trascendenti, non fonda la sua morale su aspetti prettamente metafisici, non rifiuta la vita: al contrario, accettandola per quel che è, egli supera la penuria ideale che gl’è calata innanzi travalicandola con la forza del suo spirito, e con l’affermazione di se stesso, giungendo, dunque, ad essere un altro tipo d’uomo: un Übermensch. 6 Il movimento del superomismo teorizzato in Germania, in Italia, trova il suo massimo esponente in Gabriele D’Annunzio, che mutuando il concetto originale di Übermensch diviene un vate, facendo della propria vita un opera d’arte degna di contemplazione. La profonda ricerca estetica del D’Annunzio, seguita dal suo gusto per l’arte e la vita, nonché le eroiche vicende belliche (l’impresa di Fiume, il volo su Vienna, l’impegno politico antecedente e posteriore alla Prima Guerra Mondiale), rendono la narrazione del poeta abbruzzese un’epopea in cui traspare chiaramente l’influsso del movimento del superuomo che, tuttavia, in D’Annunzio accende il carattere d’un uomo d’élite che rifiuta la mediocrità borghese e vive nel lusso più sfarzoso ponendosi al di sopra di ogni cosa e divenendo modello di riferimento per l’intera umanità. Tanto Nietzsche quanto D’Annunzio si trovano a vivere nell’epoca segnata dalla profonda crisi intellettuale preannunciata dal francese Charles Baudelaire nei suoi scritti. La decadenza in cui riversa il panorama storico-culturale a partire dalla seconda metà dell’Ottocento prende, a buon diritto, il nome di Decadentismo, il quale si propone come una crisi del Positivismo e determina un ritorno allo spiritualismo e all’irrazionalismo, identificabile oltreché in Nietzsche anche nel suo predecessore ideale, Arthur Schopenhauer. Un ulteriore contributo al progresso della civiltà umana fu concesso dai francesi Nicolas Appert e Louis Pasteur durante la Belle Époque, grazie alla scoperta di nuovi metodi di conservazione che migliorarono la qualità dei generi alimentari e, conseguentemente, favorirono lo sviluppo dell’industria. I considerevoli cambiamenti avvenuti negli ultimi decenni dell’800 ed i primi del ‘900 vedono, inoltre, una cospicua diffusione del cioccolato anche fra i ceti meno abbienti, fra i quali iniziò a diffondersi l’impiego di una certa impostazione a tavola caratterizzata dall’uso delle posate e dei piatti piani, e dalla diffusione di alcune regole di buona educazione come il divieto di toccare con mano le vivande in comune. In questo periodo di relativo benessere si collocano le rivoluzioni nel campo turistico segnate dall’imprenditore svizzero César Ritz, fondatore dell’omonima catena alberghiera le cui principali strutture sono quelle ubicate a Londra, Parigi e Roma. Grazie alle sue spiccate intuizioni, Ritz venne insignito della nomina di “King of hoteliers and hotelier to kings”, da cui ne derivò il termine inglese ritzy, sinonimo di eleganza e fasto. Ch’ora s’intenda appieno il significato del titolo della mia tesina non è ciò a cui auspico. E in verità, se la presente introduzione fosse sufficiente a rivelarne il senso, non avrei ragioni a sufficienza per proseguire oltre. E’ solo contando sull’insufficienza ch’essa manifesta che confido nella bontà della vostra predisposizione all’ascolto, acciocché siate abbastanza motivati per seguitare assieme questo affascinante sentiero, “reo” del sommovimento costruttivamente destabilizzante che in me ha favorito il nascere dell’inclinazione filosofica.

Collegamenti

Nihil: ad augusta per angusta, tesina


Filosofia: da Schopenhauer a Nietzsche, ovvero da Socrate ai giorni nostri;
Letteratura italiana: Il superuomo secondo Gabriele D'Annunzio;
Scienza dell'alimentazione: I cambiamenti alimentari tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento;
Laboratorio di servizi accoglienza turistica: Cèsar Ritz;
Lingua inglese: L'hotel Ritz di Londra;
Diritto e tecniche amministrative della struttura ricettiva: L'hotel Ritz-Carlton e le sue politiche di marketing.
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