Musica
Dalle influenze filosofiche nella crisi di fine Ottocento all'avvento dell'era informatica.
Luca Atzori
5 A Liceo Scientifico Tecnologico
I.T.C.G. Einaudi Senorbì
Indice
Premessa 3
1 Fine Ottocento 4
La ricerca di nuove forme sonore e la crisi del sistema tonale 4
1.1 La prima fase del pensiero di Nietzsche e La nascita della tragedia 5
Richard Wagner 7
1.2 Il suono come parola: il fonosimbolismo di Pascoli 8
2 Il Novecento 10
2.1 Matematica e musica: la sezione aurea 10
2.2 Musica e totalitarismi: il fascismo e i canti di propaganda 12
La musica popolare 13
3 Il nuovo millennio 14
3.1 La digitalizzazione del suono 14
3.2 La diffusione della musica tramite le reti di file sharing 16
3.3 Musica e genetica: il talento nel DNA 18
Riferimenti bibliografici 20
Premessa
La musica è sempre esistita, da prima ancora che ne rimanesse traccia storica.
Sin dai primordi l'uomo l'ha usata come un vero e proprio linguaggio per comunicare con i propri simili, dapprima con funzione pratica ed in seguito anche con intelligente e cosciente funzione estetica, traducendo sentimenti e sensazioni in suoni efficaci ed espressivi.
Come ogni forma d'arte, si è evoluta nel tempo, perfezionandosi sempre più, fino a divenire oggi un elemento essenziale della nostra vita: si pensi all'insistenza delle trasmissioni radio e televisive, alla diffusione capillare di tecnologie quali Compact Disc e iPod, e soprattutto al frastuono del mondo circostante, che è fatto più di rumori che di suoni, ma che spesso ci spinge ad un'attenzione selettiva, affine a quella dell'ascolto musicale.
In questa breve tesina si prenderanno in considerazione alcuni aspetti dell'arte della musica, in relazione ad altre discipline, focalizzandosi su un periodo storico che va dall'età tardo-romantica di fine Ottocento, con la crisi dei valori razionali e del positivismo, ai nostri giorni, con l'avvento delle nuove tecnologie ed in particolare della rete Internet.
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1 Fine Ottocento
La ricerca di nuove forme sonore e la crisi del sistema tonale
La musica dell'Ottocento si svolge quasi completamente sotto il segno del Romanticismo.
Precursore di questo fenomeno è Ludwig van Beethoven (1770-1827), la cui figura giganteggia all'inizio del secolo, ed a cui si deve la nascita della figura di compositore-musicista, contrapposta a quella precedentemente prevalente di musicista-artigiano, e l'innalzamento della sinfonia a regina delle forme musicali, data la risonanza che le nove sinfonie del compositore tedesco ebbero sui successivi autori.
Emerge in questo periodo anche la figura del musicista virtuoso, tendenza che si contrapporrà alla corrente intimistica del romanticismo musicale, che ha tra i suoi maggiori esponenti nomi quali Franz Liszt (1811-1886) e Frédéric Chopin (1810-1849) per il pianoforte e Niccolò Paganini (1782-1840) per il violino.
L'Ottocento è anche il secolo della grande stagione operistica italiana, tra i cui protagonisti si annoverano Gioachino Rossini (1792-1868), Giuseppe Verdi (1813-1901) e, successivamente, Giacomo Puccini (1858-1924).
Sul finire del secolo la ricerca di nuove forme e di nuove sonorità porta alla crisi della musica tonale, impostasi fin dal Seicento. Va detto comunque che la musica popolare, nonché un gran numero di compositori neoclassici novecenteschi, continueranno ad utilizzare ampiamente procedimenti compositivi totalmente tonali.
Da un punto di vista prettamente sonoro, la crisi fu causata dall'uso sempre più frequente di modulazioni e cadenze evitate, ossia una successione di alcuni accordi su una scala maggiore o minore, che hanno portato ad un affievolimento del senso della tonalità dei brani. Se, infatti, in un brano breve una ripetizione del tema iniziale può essere percepita come un tornare a casa, in uno molto più lungo l'effetto prodotto è molto differente.
Paradossalmente dunque, proprio il massimo sviluppo del sistema tonale ha coinciso con l'inizio della sua crisi, emblematicamente espressa nel famoso preludio del Tristan und Isolde (Tristano e Isotta) di Richard Wagner, autore di cui si parlerà in seguito.
Un superamento di questa fase si avrà ad opera del compositore austriaco Arnold Schönberg (1874-1951), ideatore del sistema dodecafonico, che sarà sì discendente dal sistema tonale, ma anche ad esso contrapposto.
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1.1 La prima fase del pensiero di Nietzsche e la nascita della tragedia
La vita senza musica sarebbe un errore.
(Friedrich Nietzsche, Il crepuscolo degli idoli)
Friedrich Wilhelm Nietzsche (Röcken, 15 ottobre 1844 - Weimar, 25 agosto 1900) è stato un filosofo, filologo e scrittore tedesco.
Tra i maggiori filosofi occidentali di tutti i tempi, è accomunato a Freud per aver smantellato in profondità, seppur in modi differenti, le certezze del mondo ottocentesco e della sua fiducia razionalistica, già peraltro fatte scricchiolare da Schopenhauer e da Kierkegaard.
Nietzsche fu inoltre compositore di musica, ed improntò la prima fase della sua filosofia nell'opera La nascita della tragedia (1872), la quale, come molta della parte iniziale del suo pensiero, fu enormemente influenzata dalla figura di Richard Wagner, famosissimo compositore e teorico del tempo.
In quest'opera l'autore afferma che arte e civiltà nascono dal connubio e dalla combinazione di due fondamentali spiriti: dionisiaco e apollineo. Egli riprende le figure di queste due divinità, rappresentanti le arti e la musica nella mitologia greca, perché sostiene che questa terminologia sia più chiara ed incisiva di tanti altri concetti astratti, che avrebbe potuto usare per esprimersi al meglio.
Il dionisiaco è l'elemento dell'affermazione della vita e raffigura l'ebbrezza, la spontaneità dell'istinto umano, la giocosità, e trova la sua manifestazione più compiuta nella musica.
Lo spirito apollineo invece rappresenta la serenità e l'armonia delle cose, sottolinea un rapporto ordinato fra i vari elementi, perciò è l'impulso umano che fugge di fronte al caos, che è capace di concepire l'essenza del mondo come ordine e che spinge l'uomo a produrre forme armoniose, rassicuranti e razionali. L'apollineo si presenta quindi nelle arti plastiche, quali scultura ed architettura.
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Originariamente questi due spiriti convivevano separati e opposti in un antagonismo che generava arte, seppur l'uno indipendentemente dall'altro, ma finirono per essere congiunti e armonizzati dando origine ad una nuova forma d'arte: la tragedia greca. Quest'ultima, per Nietzsche, è la forma artistica che meglio rappresenta il connubio tra i due spiriti, e seppur riprenda temi classici che furono cari soprattutto nel secolo precedente, egli si distacca da questi, offrendo una visione non convenzionale dell'arte e della classicità in quanto anche la forma e l'equilibrio nascondono un'irrazionalità ed un pessimismo di fondo.
Con l'opera Umano, troppo umano (1878), Nietzsche chiude la prima fase del suo pensiero distaccandosi da Wagner, rinnegando la stima che aveva del compositore e l'amicizia che li legava, accusandolo di essere un tipico decadente e di arrecare danno alla cultura tedesca, arrivando a definirlo una vera e propria malattia1.
Un ruolo rilevante assunsero in questa diatriba il forte spirito religioso ed i sempre più forti ideali nazionalisti espressi da Wagner, anche nelle sue composizioni musicali, che lo portarono successivamente a punte di vero e proprio antisemitismo, manifestazioni condannate entrambe da Nietzsche, fatto che mette in luce tra l'altro l'errata interpretazione nazista del pensiero nietzscheano che, indebitamente, lo ha sempre fatto passare per antisemita.
1 Nietzsche dirà: Wagner non è un sillogismo, ma una malattia.
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Richard Wagner
Wilhelm Richard Wagner (Lipsia, 22 maggio 1813 - Venezia, 13 febbraio 1883) è stato un compositore, librettista, direttore d'orchestra e saggista tedesco, nonché massimo esponente del melodramma romantico.
Le sue composizioni, ed in particolare quelle del suo ultimo periodo, sono rilevanti per la loro tessitura contrappuntista, il ricco cromatismo, le armonie, l'orchestrazione ed in particolare per l'uso della tecnica del leitmotiv, tema musicale ricorrente associato ad un personaggio, un sentimento, un luogo.
Wagner inoltre fu precursore di sviluppi del linguaggio musicale: tra questi un estremo cromatismo e l'atonalità influenzarono lo sviluppo della musica classica. Egli trasformò il pensiero musicale attraverso la sua idea di Gesamtkunstwerk, opera totale, sintesi delle arti poetiche, visuali, musicali e drammatiche. Questo concetto è compendiato nella monumentale quadrilogia Der Ring des Nibelungen (L'Anello del Nibelungo).
Wagner si spinse al punto di costruire un proprio teatro d'opera, il Festspielhaus di Bayreuth per cercare di rappresentare le proprie opere così come lui le aveva immaginate.
Da non dimenticare il già citato rapporto con il filosofo Nietzsche che si interruppe a causa dei forti ideali nazionalisti che il compositore aveva e non esitava a mostrare nelle sue opere, ad esempio Tristan und Isolde e Parsifal, le quali si rifacevano ai temi della mitologia nordica e che successivamente diverranno la vera e propria colonna sonora del nazionalsocialismo tedesco.
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1.2 Il suono come parola: il fonosimbolismo di Pascoli
Musica e letteratura sono notoriamente riconosciute come due forme d'espressione che da sempre sono in simbiosi, tanto che, potremmo dire, la distinzione dei generi artistici è sentita maggiormente solo da noi moderni, mentre secoli fa spesso non si pensava ad alcuni generi letterari senza richiamarsi automaticamente alla musica.
Molta parte della letteratura nasce, infatti, come supporto a melodie, e viceversa molte melodie sono state composte appositamente per accompagnare racconti. Si pensi a titolo d'esempio alla musica a programma, che unendo musica e poesia crea una nuova forma d'arte, che proprio per il tramite del programma conserva in sé l'aspetto universale e quello particolare della musica.
Tralasciando queste brevi riflessioni, di certo insignificanti di fronte alla vastità e complessità dei rapporti tra i due generi artistici, è possibile focalizzare il discorso su un particolare aspetto che lega la musica, o meglio il suono, e la letteratura: il fonosimbolismo. Il fonosimbolismo non è altro che un procedimento linguistico che consiste nella ricerca di effetti sonori interni ad una determinata sequenza di parole, il cui scopo è quello di trasmettere significati aggiuntivi mediante la valenza evocativa e suggestiva dei suoni stessi.
Uno dei poeti che più ha utilizzato questa tecnica al fine di conferire musicalità ai suoi componimenti è senza dubbio Giovanni Pascoli (San Mauro di Romagna2, 31 dicembre 1855 - Bologna, 6 aprile 1912).
La poesia di Pascoli è caratterizzata da una metrica formale con versi endecasillabi, sonetti e terzine coordinati con grande semplicità. Nonostante la classicità della forma esterna, provata dal gusto per le letture scientifiche, alle quali si ricollega la precisione del lessico botanico e zoologico, Pascoli ha saputo rinnovare la poesia nei suoi contenuti, toccando temi fino ad allora trascurati dai grandi poeti. Grazie alla sua poetica è stato capace di trasmettere il piacere delle cose più semplici, viste con la sensibilità infantile che ogni uomo porta dentro di sé, concetto espresso nel famoso saggio del 1897 Il fanciullino.
Pascoli usa un linguaggio poetico lirico, con echi e risonanze melodiche ottenute talvolta con ripetizioni di parole e di espressioni cantilenanti, arricchite di frasi spesso ridotte all'essenziale, che si situano al di sotto del livello strutturato della lingua e non rimandano ad un significato concettuale, ma imitano direttamente l'oggetto.
In questo senso uno degli esempi più evidenti del fonosimbolismo pascoliano è l'onomatopea, che riproduce suoni esistenti in natura. Ne è una dimostrazione questo frammento della poesia Notte di vento, dove risuonano suggestivi la sferza e l'ululato del vento:
La tenebra vidi più nera,
più lugubre udii la bufera...
uuuh... uuuh... uuuh...
dove l'onomatopea esplicita è esaltata dal vocalismo in «u».
Tra i suoni usati da Pascoli si crea una trama sotterranea di echi e rimandi, come avviene nella poesia Il gelsomino notturno, dove i fonemi «l» e «a» sono ripresi continuamente, e sono proprio i fonemi dell'avverbio «là», quello che indica la lontananza della casa dove si svolge il rito di fecondazione da cui il poeta è escluso.
2 Dal 1932 il paese si chiama San Mauro Pascoli in onore del poeta.
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2 Il Novecento
2.1 Matematica e musica: la sezione aurea
Fin dall'antichità l'uomo è riuscito a cogliere i legami che intercorrono tra la matematica e la musica: ne sono un esempio le intuizioni di Pitagora, o la formalizzazione effettuata da Guido D'Arezzo, ideatore della moderna notazione musicale, da cui scaturirà il pentagramma.
Una delle più celebri correlazioni presenti tra l'arte dei numeri e la scienza delle note è senza dubbio quella che riguarda la cosiddetta sezione aurea. Con sezione aurea si indica un numero irrazionale approssimabile al valore 1,618 che consiste nel rapporto fra due grandezze disuguali di cui la maggiore è medio proporzionale tra la minore e la loro somma, ossia (a + b) : a = a : b.
Algebricamente, il numero aureo corrisponde a una delle due possibili soluzioni dell'equazione quadratica x2 − x − 1 = 0, le cui radici sono:
(1 ± √5) / 2 = 1,618... e −0,618...
La sezione aurea viene indicata generalmente dalla lettera greca φ (phi) minuscola, notazione introdotta dal matematico Mark Barr attorno al 1909, in quanto iniziale dello scultore greco Fidia (Φειδίας), che avrebbe usato il rapporto aureo per le sue opere.
La sezione aurea inoltre, può essere approssimata, con crescente precisione, mediante il rapporto fra due termini successivi della celebre successione di Fibonacci3, a cui è intrinsecamente legata.
Le peculiarità di questo numero, che vanno dalle frequenti riproposizioni in contesti naturali, si pensi alla spirale aurea presente in diversi tipi di conchiglie, ad un'apparente presenza in moltissime delle più grandi opere d'arte dell'umanità, hanno impressionato nei secoli la mente dell'uomo, che vi ha colto un canone di bellezza e armonia. In tal senso, gli studi sulla percezione musicale portano a ipotizzare delle strutture basate su un principio di diseguaglianza, governate da un modello che pare tendere alla proporzione aurea. Si può ammettere dunque un ruolo rilevante di questo numero magico per ciò che concerne la percezione di bellezza, a livello inconscio, di un dato componimento, e perché no anche l'ipotesi di una possibile formulazione inconscia da parte di un compositore.
Non a caso, dunque, in questa tesina la parte riguardante la sezione aurea è stata collocata nella sezione riguardante il Novecento.
3 La successione di Fibonacci è una sequenza di numeri interi naturali in cui ogni termine è dato dalla somma dei due che lo precedono.
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Tesina - Premio maturità 2008
Titolo: Musica
Autore: Luca Atzori
Descrizione: alcuni aspetti della musica dalle influenze filosofiche nella crisi di fine Ottocento all'avvento dell'era informatica.
Materie trattate: musica, filosofia, italiano, matematica, storia, informatica, biologia
Area: scientifica
Sommario: La musica è sempre esistita, da prima ancora che ne rimanesse traccia storica. Sin dai primordi l'uomo l'ha usata come un vero e proprio linguaggio per comunicare con i propri simili, dapprima con funzione pratica ed in seguito anche con intelligente e cosciente funzione estetica, traducendo sentimenti e sensazioni in suoni efficaci ed espressivi. Come ogni forma d'arte, si è evoluta nel tempo, perfezionandosi sempre più, fino a divenire oggi un elemento essenziale della nostra vita: si pensi all'insistenza delle trasmissioni radio e televisive, alla diffusione capillare di tecnologie quali Compact Disc e iPod, e soprattutto al frastuono del mondo circostante, che è fatto più di rumori che di suoni, ma che spesso ci spinge ad un'attenzione selettiva, affine a quella dell'ascolto musicale.