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Istituto A. Fantoni

Il microcredito: un piccolo prestito per un grande sviluppo IGEA

5 a

Cortinovis Mara

1

Sommario

Mappa concettuale.................................p.3

Introduzione........................................p.4

Il microcredito.....................................p.5

Diffusione del microcredito........................p.15

La finanza etica....................................p.16

Dalla decolonizzazione alla nascita del Terzo mondo........................p.21

I programmi per uno sviluppo equilibrato...................................p.29

Il welfare state e il diritto internazionale...............................p.33

Il sistema finanziario e le banche.........................................p.41

Bibliografia..........................................p.47

2

Mappa concettuale

Finanze

Finanza

Etica diritto

Storia

Decolonizzazione stato sociale

Il Terzo mondo, il diritto, “non allineamento” e il sottosviluppo

Microcredito

Economia aziendale matematica

Diffusione aziende no profit, banca del microcredito

Etica geografia

Programmi per lo sviluppo

Locale 3

Introduzione

Le differenze tra Nord e Sud del mondo ormai sono note a tutti.

Ma ciò che forse meno conosciamo sono la miriade di progetti e di organizzazioni diffusi in tutto il mondo che lavorano al fine di ridurre queste differenze.

Microcredito

All’interno di questi progetti si inserisce il uno strumento poco conosciuto, anche se negli ultimi anni ha subito un’importante crescita e diffusione nei Paesi industrializzati. Finanza etica,

Il microcredito che si inserisce nella sfera della è nato al fine di migliore le condizioni di vita di gran parte della popolazione del Terzo Mondo che vive in condizioni di estrema povertà.

L’uguaglianza delle condizioni di vita dovrebbe essere un diritto di tutti che però non viene rispettato, non solo nei Paesi più poveri ma anche nei Paesi industrializzati.

Questa tesi vuole, appunto mettere in evidenza le principali caratteristiche e sfumature di questo strumento finanziario utilizzato soprattutto nei Paesi in via di sviluppo al fine di promuovere lo sviluppo locale.

Un progetto nato in seguito agli iniziali esperimenti effettuati da Muhammad Yunus, che nel 1976 in Bangladesh, diede vita alla Grameen Bank; promotrice di questo esperimento che si diffuse in altri Paesi e portò alla nascita di altre organizzazioni.

Enti che concedono piccoli prestiti ai microimprenditori che con queste piccole somme possono sviluppare al meglio le loro microattività.

Qui di seguito vengono riportati alcuni dati che evidenziano la diffusione del microcredito:

  • La Banca Mondiale stima che ci sono oltre 7.000 istituzioni di microfinanza che servono 16 milioni di poveri nei Paesi in via di sviluppo.
  • Il giro di denaro globale è di circa 2,5 miliardi di dollari e il potenziale per un’ulteriore crescita è notevole.
  • Circa il 90% dei lavoratori autonomi non ha accesso a programmi di microcredito. La domanda inevasa riguarda circa 270 milioni di persone.
  • In Africa le donne rappresentano circa il 60% della forza lavoro agricola e contribuiscono fino all’80% della produzione alimentare, tuttavia ricevono meno del 10% dei crediti elargiti ai contadini.
  • Il 94% dei prestiti elargiti dalla Grameen Bank in Bangladesh va a donne. La percentuale di restituzione è del 98%. La banca concede prestiti per 30 milioni di dollari al mese a circa 1,8 milioni di persone.
  • Si stima che a livello mondiale ci siano 13 milioni di persone che chiedono un Microcredito, per un giro di 7 miliardi di dollari di prestiti e una restituzione del 97%.

Il tasso di crescita annuale delle richieste è del 30%. 4

Il microcredito

Lo studio presentato in queste pagine si propone di introdurre, descrivere e analizzare il progetto di microcredito che in questi anni si sta diffondendo in molte aree del globo, in seguito anche al grande interesse sollevato dai risultati degli esperimenti condotti.

Cenni storici

Il microcredito nasce nel 1976 attraverso un esperimento ad opera di Muhammad Yunus, che consisteva nel mettere a disposizione parte delle proprie risorse economiche per consentire ad alcuni poveri di poter uscire dalla morsa degli usurai ripagando i debiti contratti, visto che le banche non intendevano concedere prestiti ai più bisognosi senza garanzie.

In seguito, si accorse che con soli 27 dollari riuscì a salvare 42 vittime dell’usura.

Dopo i risultati incoraggianti, Yunus decise di proporre alla banca del campus di Chittagong, in Bangladesh, di avviare un programma di prestiti ai poveri della zona, ma ricevette una risposta negativa.

Fallite varie richieste ad istituti finanziari della zona, lancia un progetto pilota mettendo i propri soldi a garanzia delle somme prestate.

Durante questo primo progetto si accorge che i tassi di restituzione dei prestiti effettuati alle donne sono sensibilmente più elevati; in quanto per le donne essere titolari di un prestito è motivo di emancipazione.

Tra il 1976 e il 1979 il piano di Yunus si rivela un successo, tuttavia i dirigenti delle principali banche della zona sono ancora molto scettici.

Muhammad risponde diffondendo il suo progetto su una zona più ampia, in Tangail, dove ha incontrato non pochi ostacoli, ma comunque risultò un successo.

A questo punto nel 1983, arrivò il sostegno delle istituzioni finanziarie e nacque così la Grameen Bank, una vera e propria banca indipendente.

Il successo di questo nuovo progetto sta soprattutto nella rigida disciplina impartita dalla banca, sintetizzata nelle 16 raccomandazioni rivolte a tutti i clienti, ma formalizzate solo nel 2002.

  1. Dobbiamo aderire e diffondere i quattro principi della Grameen Bank: Disciplina, Unità, Coraggio e Laboriosità, in tutte le circostanze della nostra vita;
  2. Dobbiamo portare la prosperità alle nostre famiglie;
  3. Non dobbiamo vivere in condizioni abitative miserevoli. Dobbiamo ristrutturare le nostre abitazioni e cercare appena possibile di costruirne di nuove;
  4. Dobbiamo coltivare ortaggi durante tutto l’anno. Dobbiamo utilizzarne gran parte per l’autoconsumo e venderne quanto avanza; 5
  5. Durante la stagione della semina dobbiamo piantare quanti più semi possibili;
  6. Dobbiamo adottare criteri di procreazione responsabile. Dobbiamo gestire in maniera parsimoniosa le spese. Dobbiamo prenderci cura della nostra salute;
  7. Dobbiamo dare un’istruzione ai nostri figli e assicurarci che possano guadagnare il necessario per pagare i loro studi;
  8. Dobbiamo preoccuparci della pulizia dei nostri figli e di quella dell’ambiente in cui viviamo.
  9. Dobbiamo costruire e utilizzare servizi sanitari;
  10. Dobbiamo bere dell’acqua che proviene dai pozzi. Se questa non è disponibile dobbiamo bollire l’acqua o disinfettarla;
  11. Non dobbiamo accettare nessuna dote ai matrimoni dei nostri figli, né dobbiamo dare alcuna dote ai matrimoni per il matrimonio delle nostre figlie. Dobbiamo liberare il nostro centro dalla maledizione della dote. Non dobbiamo acconsentire a matrimoni di bambini;
  12. Non dobbiamo far torto a nessuno né consentirlo ad alcuno di farlo a noi;
  13. Dobbiamo intraprendere maggiori investimenti per aumentare i nostri redditi;
  14. Dobbiamo essere sempre pronti ad aiutarci l’un l’altro. Se qualcuno si trova in difficoltà dobbiamo tutti aiutarlo;
  15. Se veniamo a conoscenza di una violazione delle regole in qualcuno dei nostri centri dobbiamo intervenire e ristabilire la disciplina;
  16. Dobbiamo tutti prendere parte alle attività sociali.

Il percorso di questo progetto non è sempre stato dei migliori a causa di un’eccessiva pressione psicologica esercitata dai funzionari della banca sui clienti insolventi, con conseguenze spesso drammatiche.

Una crisi nacque in seguito all’alluvione del 1988 che portò allo sciopero dei clienti e alla genesi di un nuovo modello di Grameen (Grameen II), il cui obiettivo fu proprio quello di allentare le tensioni con i debitori.

Oggi la Grameen Bank conta 7 milioni di clienti, di cui il 97% donne.

Cos’è il microcredito

Il microcredito è uno strumento di sviluppo economico che permette l’accesso ai servizi finanziari alle persone in condizioni di povertà ed emarginazione. Un’attività finanziaria volta alla concessione di piccoli prestiti a clienti che non sono in grado di offrire garanzie.

Esistono differenti forme di microcredito:

  • Microcredito tradizionale informale;
  • Microcredito di gruppi informali;
  • Piccoli prestiti di banche di settore;
  • Microcredito cooperativo;
  • Microcredito moderno; 6

Microcredito tradizionale informale

In questa categoria possiamo comprendere i prestatori di denaro di villaggio (local moneylenders), i Monti di pegni, i prestiti di amici e familiari e il prestito al consumo in mercati informali.

Questo sistema esiste da molto tempo, e come ogni cosa ha i suoi pregi e i suoi difetti.

Tra i pregi c’è senz’altro l’eliminazione della distanza informativa tra prestatore e prestatario, in quanto il creditore conosce direttamente i suoi clienti.

Inoltre il local moneylenders può avere più di un rapporto economico con i propri clienti (es. trasportatore locale, datore di lavoro,…), in questo modo il prestatore in caso di insolvibilità può rivalersi sull’altra relazione economica.

È evidente che questo sistema non consente alcuna emancipazione del destinatario di prestito, che rischia di pagare tassi d’interesse talvolta molto elevati.

Per quanto riguarda il Monte dei pegni, ha caratteristiche ben diverse dal microcredito moderno, a causa di un orientamento rivolto soprattutto verso i prestiti al consumo necessari a fronteggiare crisi di liquidità.

Inoltre a differenza dei destinatari del microcredito i clienti del Monte dei pegni hanno una garanzia patrimoniale personale.

Microcredito di gruppi informali

Sviluppatosi soprattutto nei Paesi del Sud del mondo (tontine, Rosca,…).

Le tontine sono il corrispondente delle assicurazioni sulla vita nei mercati del credito informale. Rappresentano fondi creati volontariamente da un gruppo di partecipanti i quali ricevono da essi un rendimento e che prevedono, alla morte di uno degli iscritti, che le sue risorse vadano ad incrementare i rendimenti dei rimanenti.

Le Rosca, invece, sono associazioni volontarie di risparmiatori che istituiscono tra loro particolari forme di credito rotativo per finanziare il credito al consumo del tutto peculiari.

Tutti i partecipanti versano ad intervalli periodici una somma prefissata per formare il fondo rotativo e a turno uno di loro viene sorteggiato e ottiene un prestito al consumo finanziato dalle risorse del fondo.

Piccoli prestiti di banche di settore

Prestiti di piccole dimensioni erogati da banche tradizionali, specializzate e non, in alcuni settori specifici di investimento (credito all’agricoltura, all’allevamento, alla pesca,…). 7

Microcredito cooperativo

Comprende quelle istituzioni creditizie (credito cooperativo, banche popolari, casse di risparmio,…), ampiamente diffuse anche nei nostri Paesi.

La caratteristica fondamentale è la particolare struttura proprietaria della banca (quella cooperativa contrapposta alla forma di società per azioni), che implica una gestione particolare degli utili d’impresa (accumulati sotto forma di riserva unitaria).

I prestiti hanno caratteristiche tradizionali e il classico sistema delle garanzie patrimoniali personali.

Microcredito moderno

All’interno di questa categoria possiamo distinguere:

  • Il modello della Grameen Bank;
  • Il microcredito al consumo;
  • Forme di microcredito fondate sulle patnership tra banche e Ong che prevedono o meno l’utilizzo della garanzia personale.

Per microcredito moderno si intende: “piccoli prestiti, finalizzati prevalentemente per l’investimento piuttosto che per il consumo, a individui o microimprese, prevalentemente prive di garanzie patrimoniali verso le quali le istituzioni di microcredito si cautelano con forme di garanzia alternative”.

Possiamo distinguere tre forme di soggetti che erogano i prestiti:

  • Ong;
  • Banca vera e propria;
  • Ong che lavorano per conto o in stretta relazione con una banca di riferimento;

Il modello della Grameen Bank ha caratteristiche ancora più definite:

  • Un target di clientela rappresentato prevalentemente, o quasi esclusivamente, da donne povere che ricevono prestiti all’investimento e non al consumo;
  • L’assenza di qualunque tipo di garanzie collaterali e di strumenti giuridico-legali dello stesso tipo. Le garanzie tradizionali sono sostituite da patti fiduciari e dalla funzione implicita di non essere ammessi alle tranche successive di credito in un finanziamento che viene erogato a scadenze regolari;
  • L’intervallo piuttosto breve dei periodi di pagamento;
  • L’obbligo da parte del debitore di formare un gruppo con altri clienti della banca ma l’assenza di una forma di responsabilità congiunta (obbligo di ripagare le somme non restituite da altri membri insolventi) tra i componenti del gruppo;
  • Forme di deposito forzoso che accompagnano la concessione del prestito da parte dei clienti; 8
  • Decentramento di parte delle attività di monitoraggio dei prestiti a organizzazioni nonprofit, alcune delle quali formate dai debitori stessi.

Al di là della capacità di far leva su risorse intangibili come l’elemento fiduciario e il controllo sociale, che penalizza i debitori insolventi, esistono altre reti di protezione invisibili attraverso le quali la banca che fa microcredito può ottenere performance lusinghiere e tassi di sofferenza sui prestiti molti bassi.

A questo proposito, bisogna ricordare che il prestito è suddiviso in tante piccole tranche erogate a scadenze ravvicinate. Dunque un comportamento di insolvenza sarebbe subito identificato e ripreso con la mancata concessione della tranche successiva.

Per poter risolvere i conflitti d’interesse tra clienti e banca o tra clienti e depositanti, sono state introdotte anche sistemi come il deposito forzoso e il tentativo di coinvolgere i debitori nelle attività operative della banca stessa.

Un’altra caratteristica fondamentale del modello Grameen Bank è quella della delega di parte delle attività di gestione ad organizzazioni nonprofit.

Stratagemma fondamentale al fine di ridurre i costi di gestione dell’attività di microcredito stessa.

Tra le principali organizzazioni che lavorano nel campo del microcredito moderno possiamo ricordare:

  • Grameen Bank e Bank Rakyat (Indonesia);
  • Finca International;
  • Banco Sol (Bolivia);
  • ActionAid (Stati Uniti).
Grameen bank Banco Sol Bank Rakyat Finca International ActionAid
Anno di inizio 1983 1992 1985 1984 1991
Numero di clienti 3.123.802 56.707 3.100.358 211.423 4.355
% di donne clienti 96 54,9 17 80,44 35
Target dei clienti Piccoli imprenditori rurali Piccoli imprenditori urbani e rurali Piccoli imprenditori Rurali Piccoli imprenditori
Credito medio per prestatario 92,85 1.607 555 297 5.491
Tipo di credito Di gruppo Individuale e di gruppo Individuale Di gruppo Individuale (raramente di gruppo)
Grandezza del gruppo 5 4-6 - 10-50 - 9
Risparmio richiesto opzionale opzionale richiesto opzionale

Nei Paesi in Via di Sviluppo milioni di famiglie vivono con i proventi delle loro piccole imprese agricole e delle cooperative nell’ambito di quella che è stata definita economia informale. La difficoltà di accedere al prestito bancario a causa dell’inadeguatezza o della mancanza di garanzie reali e delle microdimensioni imprenditoriali, ritenute troppo piccole dalle banche tradizionali, non consente a queste attività produttive di avviarsi e svilupparsi libere dall’usura. I programmi di microcredito propongono soluzioni alternative per queste microimprese e in un certo senso sono paragonabili ai prestiti d’onore.

La microfinanza si propone di diventare un efficace e potente strumento per ridurre la larga condizione di povertà che non permette l’esistenza di entrate crescenti, l’accumulazione di attività finanziarie e genera vulnerabilità per lo stress economico cui sono sottoposte le numerose famiglie in questione.

L’obiettivo è dunque quello di interrompere, ed anzi invertire, il circolo vizioso di cui sono vittime tutte le famiglie che, per la sventurata condizione economica presentata, non potrebbero accedere ad alcun servizio finanziario atto a migliorare la propria situazione.

povero

L’idea di base è che, attraverso il credito, il possa sviluppare una “microattività”, che gli permetta di incrementare le proprie entrate e migliorare l’attuale condizione economica propria e sociale.

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Sintesi

Tesina - Premio maturità 2008

Titolo: Microcredito, piccolo prestito per grande sviluppo

Autore: Mara Cortinovis

Descrizione: tratta gli aspetti tecnici e umanistici di questo strumento finanziario che consente l'accesso al credito per le persone più povere prive di garanzie.

Materie trattate: geografia economica, matematica, economia aziendale, diritto, finanze, storia

Area: umanistica

Sommario

Le differenze tra Nord e Sud del mondo ormai sono note a tutti. Ma ciò che forse meno conosciamo sono la miriade di progetti e di organizzazioni diffusi in tutto il mondo che lavorano al fine di ridurre queste differenze. All'interno di questi progetti si inserisce il MICROCREDITO, uno strumento poco conosciuto, anche se negli ultimi anni ha subito un'importante crescita e diffusione nei Paesi industrializzati. Il microcredito che si inserisce nella sfera della Finanza etica, è nato al fine di migliorare le condizioni di vita di gran parte della popolazione del Terzo Mondo che vive in condizioni di estrema povertà. L'uguaglianza delle condizioni di vita dovrebbe essere un diritto di tutti che però non viene rispettato, non solo nei Paesi più poveri ma anche nei Paesi industrializzati. Questa tesi vuole, appunto mettere in evidenza le principali caratteristiche e sfumature di questo strumento finanziario utilizzato soprattutto nei Paesi in via di sviluppo al fine di promuovere lo sviluppo locale. Un progetto nato in seguito agli iniziali esperimenti effettuati da Muhammad Yunus, che nel 1976 in Bangladesh, diede vita alla Grameen bank; promotrice di questo esperimento che si diffuse in altri Paesi e portò alla nascita di altre organizzazioni. Enti che concedono piccoli prestiti ai microimprenditori che con queste piccole somme possono sviluppare al meglio le loro microattività.

Qui di seguito vengono riportati alcuni dati che evidenziano la diffusione del microcredito:

  • La Banca Mondiale stima che ci sono oltre 7.000 istituzioni di microfinanza che servono 16 milioni di poveri nei Paesi in via di sviluppo. Il giro di denaro globale è di circa 2,5 miliardi di dollari e il potenziale per un'ulteriore crescita è notevole.
  • Circa il 90% dei lavoratori autonomi non ha accesso a programmi di microcredito. La domanda inevasa riguarda circa 270 milioni di persone.
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