Estratto del documento

Liceo Scientifico “A. Volta” Caltanissetta

Anno Scolastico 2006/2007

Riccardo Vasapolli 5° A

Introduzione

Sono giunto ormai alla fine di questo percorso formativo che è durato cinque lunghi anni.

Ricordo benissimo come ero all’inizio, quando per la prima volta sono entrato in una classe del liceo. Il liceo… mi sentivo già “grande”, superiore a tutti i ragazzini che erano ancora alla scuola media ed ero già entrato in quel mondo di adolescenti che fino a pochi mesi prima mi sembrava così distante, così diverso dal mio. Eppure notavo tantissimo la differenza tra me, ancora piccolo e i ragazzi del quinto anno. Non che la mia altezza sia aumentata tantissimo! A distanza di tanto tempo mi rendo conto della grande crescita interiore che ho avuto vivendo in questo ambiente.

I professori all’inizio ci avevano detto: “nel momento in cui uscirete da questa scuola non vi riconoscerete più”. In effetti è così. Sono cresciuto e adesso sono io il ragazzo di quinto anno che “snobbo” la persona che ero alcuni anni fa.

Adesso guardo avanti con gli occhi proiettati al futuro, verso un altro mondo che chissà cosa mi riserverà. Sicuro che questo periodo della mia vita rimarrà sempre impresso nella mia mente vado verso l’“ostacolo” finale: gli esami di maturità.

È tempo di bilanci quindi, la mia formazione liceale è giunta al termine.

Questa trattazione ha come argomento la ginnastica artistica, la mia più grande passione, che purtroppo ho scoperto di avere soltanto tre anni fa. Certo il paese in cui vivo e anche la provincia, se vogliamo, non offrono grandi possibilità per praticare questo sport. Sono sicuro che un gran numero di persone neanche sanno che cosa sia questa disciplina. Tutto questo grazie al “dio calcio” unico sport universalmente conosciuto, non per le abilità sportive presentate ma per il mondo lucroso e corrotto che lo circonda. Questo colosso sportivo proietta la sua ombra su tutte le altre discipline, ginnastica artistica compresa, che non vengono prese in considerazione fino a quando qualche campionessa riesce a vincere due o tre ori ai mondiali, o alle olimpiadi. Allora sì che se ne parla per qualche tempo. Viene fuori che il nostro Paese ha una grande tradizione in questa disciplina e che molti atleti si impegnano costantemente per vincere e mantenere alto l’onore della nostra squadra nazionale, conosciuta soltanto da pochi appassionati. Sono queste le occasioni buone che hanno gli atleti per denunciare la mancanza di attenzione che ha questo sport di “serie B”, per informare tutti che per anni si sono allenati con qualche materassino, senza l’attrezzatura adatta facendo chilometri di strada ogni giorno per andare in qualche palestra decente. Tutto ciò avviene nelle grandi società di ginnastica, in cui si allenano i grandi campioni. Figuriamoci quindi qui, nella provincia di Caltanissetta! Ebbene anche io, “pseudo-ginnasta” che vorrebbe essere capace di fare il 10% di quello che riesce a fare Jury Chechi, mi alleno in una palestra per due o tre ore alla settimana, con pochi materassini, vecchi decine di anni e buoni soltanto per farsi male! Ma almeno c’è un vantaggio in tutto questo. Saltare a terra permette di avere una maggiore elevazione… Il problema è l’atterraggio! Anche io mi associo alla denuncia di tutti i ginnasti, e già mi sono impegnato per chiedere a più personalità illustri un aiuto per migliorare qualche palestra della provincia. Ovviamente non mi ha risposto nessuno ma almeno mi sono allenato nello scrivere… in vista del compito di giorno 20! Nonostante queste difficoltà mi ritengo fortunato, per vari motivi.

Ho avuto un ottimo allenatore che, grazie alla sua esperienza da ex-ginnasta, mi ha saputo dare degli ottimi consigli, mi ha seguito sempre anche se qualche volta sanguinava per i colpi che riceveva cercando di farmi assistenza! Da non dimenticare l’aiuto indispensabile dei miei genitori che, mi hanno sempre sopportato e sono stati disponibili ad accompagnarmi in palestra nonostante i loro problemi.

Adesso ho la possibilità di conciliare quanto ho appreso durante questi anni a scuola con la mia passione. In questa tesina, che definirei “sperimentale”, analizzo lo sport della ginnastica sotto vari punti di vista. La ginnastica è diventata un modello reale in cui è stato possibile riconoscere, applicare e verificare sperimentalmente quanto ho studiato leggendo i libri. Non sarebbero bastati, ad esempio, tutti i libri di questo mondo per farmi capire cosa è realmente il momento di inerzia, ma grazie alla esperienza diretta molti dei miei dubbi sono svaniti. La teoria applicata alla realtà, soprattutto a qualcosa che piace, diventa anch’essa piacevole. Per questo mi ritengo soddisfatto di questa analisi, aldilà del fatto che sia o meno scritta bene.

Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito nel formarmi sia fisicamente che psicologicamente. Riccardo Vasapolli

Indice

  • La Ginnastica Artistica............................................................ pag. 1
  • Giovenale: “Mens sana in corpore sano”........................................ pag. 4
  • Il benessere fisico e mentale secondo Seneca................................... pag. 5
  • Leopardi risponde alle critiche: “Il mio pessimismo non deriva dalle mie condizioni fisiche” ................................................................. pag. 6
  • Oscar Wilde never takes exercises.................................................. pag. 8
  • Ginnasti superuomini? ............................................................... pag. 9
  • La politica sportiva del regime fascista........................................... pag. 10
  • Il dinamismo nella corrente futurista............................................... pag. 12
  • Analisi di due movimenti della ginnastica artistica............................. pag. 14
  • Leggi fisiche nei salti raccolto e teso................................................ pag. 19
  • Integrali per la dimostrazione del momento di inerzia.......................... pag. 20
  • Integrali per la dimostrazione del Teorema di Steiner.......................... pag. 22
  • Conservazione del momento della quantità di moto nei due salti.............. pag. 23
  • La percezione dell’equilibrio e della posizione del corpo nello spazio: l’orecchio ................................................................................ pag. 29
  • Bibliografia e Sitografia............................................................... pag. 31

“L'esercizio fisico, anche quando è imposto, non fa male al corpo, anzi lo migliora; invece, le nozioni acquisite per forza non giovano per niente alla mente…”

(Platone)

La ginnastica artistica

La ginnastica artistica è una disciplina della ginnastica ed uno sport olimpico.

Nella ginnastica artistica gli atleti eseguono dei brevi esercizi, che durano approssimativamente dai 10 ai 90 secondi, a seconda dell'attrezzo, al termine dei quali una giuria assegna un punteggio che va da 0 ad un massimo variabile a seconda delle difficoltà dei singoli elementi eseguiti. Il punteggio viene stabilito in base a criteri come la presenza di alcuni movimenti obbligatori, la difficoltà dei movimenti eseguiti, e il grado di perfezione con cui sono stati eseguiti (ampiezza, altezza, fluidità del movimento...). Il Codice dei punteggi classifica i singoli elementi di ogni attrezzo con le prime 6 lettere dell'alfabeto, in ordine crescente di difficoltà (le difficoltà A sono elementi semplici, le F le più complicate); vengono classificati anche i falli di esecuzione, attribuendo loro le penalità da applicare durante la votazione.

Nelle competizioni principali (Olimpiadi, Mondiali), ogni atleta esegue un esercizio per ogni attrezzo nel Concorso Generale, i diversi punteggi vengono registrati e sommati tra loro. Le medaglie vengono assegnate in base al più alto punteggio individuale o di squadra. Il giorno seguente i migliori atleti di ogni attrezzo gareggiano per l'assegnazione di medaglie specifiche dell'attrezzo per il quale si sono classificati (Concorso di specialità).

Gli attrezzi usati nella ginnastica artistica, maschile e femminile, sono diversificati, con gli attrezzi maschili che enfatizzano le doti di forza fisica, mentre quelli femminili mettono in evidenza le doti di agilità ed equilibrio.

Nella ginnastica femminile le migliori atlete sono generalmente adolescenti sotto la media di peso e altezza, perché i loro corpi esili permettono loro di effettuare movimenti di grande difficoltà senza eccessivi sforzi. I ginnasti, raggiungono il vertice appena passati i vent'anni, ed hanno corporature più sviluppate e muscolose in seguito al tipo di esercizi che svolgono: gli anelli per esempio richiedono grandi capacità di forza e potenza.

I migliori ginnasti del mondo provengono tradizionalmente dall' Europa orientale, Russia, Romania e Cina, ma in questo periodo l'Italia sta diventando sempre più forte. Tra i migliori ginnasti italiani ricordiamo la neo-campionessa del mondo Vanessa Ferrari, il grande Jury Chechi definito "il signore degli anelli", e lo sbarrista Igor Cassina, oro alle olimpiadi di Atene 2004.

Le specialità della ginnastica femminile sono: Volteggio, Parallele asimmetriche, Trave di equilibrio, Corpo Libero. Il corpo libero femminile, a differenza di quello maschile, viene eseguito con l'aggiunta di musica.

Generalmente l'attrezzo femminile più difficoltoso è la trave perché il campo su cui si deve muovere l'atleta è largo soltanto 10 centimetri!

Le specialità della ginnastica maschile sono: Cavallo con maniglie, Anelli, Volteggio, Parallele simmetriche, Sbarra, Corpo libero.

Giovenale: “Mens sana in corpore sano”

La locuzione latina "Mens sana in corpore sano" è contenuta nella satira X di Giovenale, in cui il poeta evidenzia la vanità della continua ricerca dell'uomo di beni e ricchezze. Solo il sapiente vero si rende conto che tutto ciò è effimero e, talvolta, anche dannoso. Secondo il poeta, l'uomo non dovrebbe aspirare che a due beni soltanto, la sanità dell'anima e la salute del corpo: queste dovrebbero essere le uniche richieste da rivolgere alla divinità. Soltanto una mente saggia e un corpo forte e sano renderebbero l’uomo capace di affrontare e di superare gli ostacoli della vita. Giovenale Satira X (vv. 354-366)

Ut tamen et poscas aliquid voveasque sacellis

exta et candiduli divina tomacula porci, “Allora, se qualcosa vuoi chiedere ai numi, offrendo nei sacrari viscere e carni sacre di un candido porco”

orandum est ut sit mens sana in corpore sano. “devi pregarli che ti diano mente sana in un corpo sano.”

Fortem posce animum mortis terrore carentem, “Chiedi un animo forte, che non tema la morte,”

qui spatium vitae extremum inter munera ponat “che ponga la lunghezza della vita come l'ultimo dono di natura,”

naturae, qui ferre queat quoscumque labores, “che sappia tollerare qualunque fatica,”

nesciat irasci, cupiat nihil et potiores “che ignori collera, non abbia desideri,

Herculis aerumnas credat saevosque labores e preferisca le dure fatiche di Ercole, i

et venere et cenis et pluma Sardanapalli. suoi travagli, agli amori lascivi, alle cene e alle piume di Sardanapalo.”

Monstro quod ipse tibi possis dare; semita certe

tranquillae per virtutem patet unica vitae. “Ti ho indicato quei beni che tu stesso puoi procurarti; un sentiero soltanto si apre a una vita tranquilla: quello della virtú.”

Nullum numen habes, si sit prudentia: nos te,

nos facimus, Fortuna, deam caeloque locamus. “Se vige la saggezza, non avrai altro nume. Noi, solo noi, Fortuna, t'abbiamo resa dea, e collocata in cielo.”

Il benessere fisico e mentale secondo Seneca

L'importanza del collegamento tra benessere fisico e mentale fu anche espressa da Seneca, soprattutto nelle "Epistulae Morales ad Lucilium".

Le sue lettere sono uno strumento di riflessione e di crescita morale; nella raccolta infatti è espressa tutta la filosofia stoica in cui crede lo scrittore. Pur non condividendo la filosofia epicurea Seneca prende come modello l’epistolario di Epicuro, caratterizzato da un rapporto amichevole tra l’educatore e il destinatario. Lo scambio epistolare, permette di stabilire un intimo colloquium con l'amico Lucilio e ogni lettera, partendo da episodi della realtà quotidiana, diviene occasione per riflettere e fare considerazioni di carattere morale. Molte epistulae si concludono con una sententia, un aforisma, che rappresenta un frammento di saggezza su cui meditare. L’epistolario filosofico diventa quindi uno strumento utile per il raggiungimento della sapientia.

Ecco alcuni consigli di carattere filosofico che Seneca dà all’amico Lucilio, tratti dalle “Epistulae Morales ad Lucilium”, riguardo al rapporto tra salute fisica e benessere mentale:

“È contro natura tormentare il proprio corpo, trascurare una normale igiene, ricercare il sudiciume e nutrirsi di cibi non solo poveri, ma addirittura disgustosi”

“Seguite questa sana e salutare regola di vita: concedete al corpo solo quanto basta a mantenerlo in salute.

Bisogna trattarlo con una certa durezza perché non disobbedisca alla mente: il cibo deve estinguere la fame, il bere la sete, le vesti devono proteggere dal freddo, la casa difendere dalle intemperie.”

“Riconosco che è innato in noi l'amore del nostro corpo e riconosco che ne abbiamo la tutela. Non dico che non bisogna averne riguardo, dico che non bisogna esserne schiavi: se uno è schiavo del proprio corpo e teme troppo per esso e fa tutto in sua funzione, sarà schiavo di molti. Comportiamoci non come se dovessimo vivere per il corpo, ma consci che non possiamo vivere senza. Se lo amiamo più del necessario, siamo tormentati dai timori, oppressi dalle preoccupazioni, esposti agli oltraggi. Colui al quale è troppo caro il proprio corpo, tiene in poco conto la virtù.

Abbiamone, dunque, la massima cura, tanto, però da essere pronti a gettarlo nel fuoco quando lo richiedano la ragione, la dignità, la lealtà.”

“Se ti dedichi alla filosofia, ne sono contento, poiché alla fin fine questo significa stare bene. Senza la filosofia l'anima è malata; e anche il corpo, se pure è in forze, è sano come può esserlo quello di un pazzo o di un forsennato. Se vuoi star bene, dunque, cura soprattutto la salute dello spirito, e poi quella del corpo, che non ti costerà molto.

È sciocco, mio caro Lucilio, e sconveniente per uno studioso esercitare i muscoli, sviluppare il collo e irrobustire i fianchi; quand'anche ti sarai ingrossato e avrai rinforzato i muscoli, non uguaglierai né il vigore, né il peso di un bue ben nutrito.

Inoltre, se il peso del corpo è eccessivo, lo spirito ne è schiacciato ed è meno agile.

Perciò riduci quanto più puoi la cura del corpo e lascia spazio allo spirito. Se uno si occupa troppo del fisico, ha molti fastidi: per prima cosa la fatica degli esercizi ginnici estenua lo spirito e lo rende incapace di concentrarsi e di dedicarsi agli studi più impegnativi”

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Sintesi

Tesina sull'analisi delle leggi fisiche che regolano i movimenti della ginnastica artistica

Verifica sperimentale del momento angolare nei salti mortali, analisi del dinamismo e della percezione dell'equilibrio. Relazione tra benessere fisico e benessere mentale; opinioni di Seneca, Giovenale, Leopardi, Oscar Wilde, Mussolini e Hitler riguardo allo sport e alla cura del corpo.

Materie interessate:

  • Fisica
  • Matematica
  • Biologia
  • Latino
  • Letteratura italiana
  • Letteratura inglese
  • Filosofia
  • Storia
  • Storia dell'arte

Sono giunto ormai alla fine di questo percorso formativo che è durato cinque lunghi anni. Ricordo benissimo come ero all'inizio, quando per la prima volta sono entrato in una classe del liceo. Il liceo… mi sentivo già “grande”, superiore a tutti i ragazzini che erano ancora alla scuola media ed ero già entrato in quel mondo di adolescenti che fino a pochi mesi prima mi sembrava così distante, così diverso dal mio. Eppure notavo tantissimo la differenza tra me, ancora piccolo e i ragazzi del quinto anno. Non che la mia altezza sia aumentata tantissimo!

A distanza di tanto tempo mi rendo conto della grande crescita interiore che ho avuto vivendo in questo ambiente. I professori all'inizio ci avevano detto: “nel momento in cui uscirete da questa scuola non vi riconoscerete più”. In effetti è così. Sono cresciuto e adesso sono io il ragazzo di quinto anno che “snobbo” la persona che ero alcuni anni fa. Adesso guardo avanti con gli occhi proiettati al futuro, verso un altro mondo che chissà cosa mi riserverà. Sicuro che questo periodo della mia vita rimarrà sempre impresso nella mia mente vado verso l'“ostacolo” finale: gli esami di maturità. È tempo di bilanci quindi, la mia formazione liceale è giunta al termine.

Questa trattazione ha come argomento la ginnastica artistica, la mia più grande passione, che purtroppo ho scoperto di avere soltanto tre anni fa. Certo il paese in cui vivo e anche la provincia, se vogliamo, non offrono grandi possibilità per praticare questo sport. Sono sicuro che un gran numero di persone neanche sanno che cosa sia questa disciplina. Tutto questo grazie al “dio calcio”, unico sport universalmente conosciuto, non per le abilità sportive presentate ma per il mondo lucroso e corrotto che lo circonda.

Questo colosso sportivo proietta la sua ombra su tutte le altre discipline, ginnastica artistica compresa, che non vengono prese in considerazione fino a quando qualche campionessa riesce a vincere due o tre ori ai mondiali, o alle olimpiadi. Allora sì che se ne parla per qualche tempo.

Viene fuori che il nostro Paese ha una grande tradizione in questa disciplina e che molti atleti si impegnano costantemente per vincere e mantenere alto l'onore della nostra squadra nazionale, conosciuta soltanto da pochi appassionati.

Sono queste le occasioni buone che hanno gli atleti per denunciare la mancanza di attenzione che ha questo sport di “serie B”, per informare tutti che per anni si sono allenati con qualche materassino, senza l'attrezzatura adatta facendo chilometri di strada ogni giorno per andare in qualche palestra decente.

Tutto ciò avviene nelle grandi società di ginnastica, in cui si allenano i grandi campioni. Figuriamoci quindi qui, nella provincia di Caltanissetta! Ebbene anche io, “pseudo-ginnasta” che vorrebbe essere capace di fare il 10% di quello che riesce a fare Jury Chechi, mi alleno in una palestra per due o tre ore alla settimana, con pochi materassini, vecchi decine di anni e buoni soltanto per farsi male!

Ma almeno c'è un vantaggio in tutto questo. Saltare a terra permette di avere una maggiore elevazione…. Il problema è l'atterraggio! Anche io mi associo alla denuncia di tutti i ginnasti, e già mi sono impegnato per chiedere a più personalità illustri un aiuto per migliorare qualche palestra della provincia.

Ovviamente non mi ha risposto nessuno ma almeno mi sono allenato nello scrivere… in vista del compito di giorno 20! Nonostante queste difficoltà mi ritengo fortunato, per vari motivi. Ho avuto un ottimo allenatore che, grazie alla sua esperienza da ex-ginnasta, mi ha saputo dare degli ottimi consigli, mi ha seguito sempre anche se qualche volta sanguinava per i colpi che riceveva cercando di farmi assistenza!

Da non dimenticare l'aiuto indispensabile dei miei genitori che mi hanno sempre sopportato e sono stati disponibili ad accompagnarmi in palestra nonostante i loro problemi. Adesso ho la possibilità di conciliare quanto ho appreso durante questi anni a scuola con la mia passione.

In questa tesina, che definirei “sperimentale”, analizzo lo sport della ginnastica sotto vari punti di vista. La ginnastica è diventata un modello reale in cui è stato possibile riconoscere, applicare e verificare sperimentalmente quanto ho studiato leggendo i libri. Non sarebbero bastati, ad esempio, tutti i libri di questo mondo per farmi capire cosa è realmente il momento di inerzia, ma grazie alla esperienza diretta molti dei miei dubbi sono svaniti. La teoria applicata alla realtà, soprattutto a qualcosa che piace, diventa anch'essa piacevole.

Per questo mi ritengo soddisfatto di questa analisi, aldilà del fatto che sia o meno scritta bene. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito nel formarmi sia fisicamente che psicologicamente.

La ginnastica artistica

  • Giovenale: “Mens sana in corpore sano”
  • Il benessere fisico e mentale secondo Seneca
  • Leopardi risponde alle critiche: “Il mio pessimismo non deriva dalle mie condizioni fisiche”
  • Oscar Wilde never takes exercises
  • Ginnasti superuomini?
  • La politica sportiva del regime fascista
  • Il dinamismo nella corrente futurista
  • Analisi di due movimenti della ginnastica artistica
  • Leggi fisiche nei salti raccolto e teso
  • Integrali per la dimostrazione del momento di inerzia
  • Integrali per la dimostrazione del Teorema di Steiner
  • Conservazione del momento della quantità di moto nei due salti
  • La percezione dell'equilibrio e della posizione del corpo nello spazio: l'orecchio

Bibliografia e sitografia

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