Influssi culturali, scientifici e meta-scientifici nella serie televisiva più famosa di sempre
Letteratura
Letteratura I
Italiana
Italiana
- Il romanzo d’appendice
- Il topos dell’isola nella letteratura
Filosofia
Filosofia
- Heidegger
- Derrida
- Deleuze
Fisica
Fisica
- Fenomeni elettromagnetici
- Energia del vuoto o ZPE
- Casimir
- Effetto
- Effetto
L’aggettivo
L’aggettivo più scontato e inflazionato, è anche il più adatto a
Wormholes
- Wormholes
Lost: “di definire Lost: un prodotto culto”, un vero e proprio successo globale.
Nata sulla ABC e girata più nel 2004 per lo sull’isola di Oahu, nelle Hawaii, serie stata la è creata da J.J. Abrams (autore di Alias nonché regista di Mission: Impossible III e del recente film tratto da Star Trek), Jeffrey Lieber e Damon Lindelof, a partire da un’idea piuttosto semplice; in seguito a un incidente aereo, un gruppo di quarantotto persone si ritrova sulla spiaggia di un’isola tropicale, disperando per l’arrivo dei soccorsi.
Non mostrano problemi di adattamento, né riportano gravi conseguenze psicologiche. Eppure l’isola, fra messaggi di soccorso che si ripetono inascoltati da anni, entità guardiane invisibili e sequenze di numeri misteriosi, nasconde molti enigmi, e seguire Lost significa (per l’appunto) perdersi con i suoi protagonisti in un intreccio complesso e contorto, all’apparenza insolubile.
Alessandro Alessandro Ranalli Ranalli
Liceo Liceo Scientifico Scientifico M. M. L. L. K. King King - Genova Genova
Classe Classe V C P
P.N.I. P. N. I - A
A.S. A. S. 2008/2009 2008/2009
“ ”
Non c’è mondo, ci sono solo isole.
Jacques Derrida
Indice
- 7 Premessa
- 9 Che cos’è Lost?
- 10 Una rivisitazione moderna del romanzo d’appendice?
- 12 Il topos dell’isola nella letteratura e nelle arti visive
- 14 Lost: compendio di filosofia o “philosophycal fiction”?
- 16 L’immagine della radura nella serie e nella concezione heideggeriana
- 16 L’isola come analisi dello statuto ontologico della realtà in J. Derrida e G. Deleuze
- 18 L’impatto della scienza in Lost tra fisica, biologia e “fringe science”
- 20 Gli studi sull’elettromagnetismo del dottor Chang
- 20 Quanta energia serve per…
- 22 Fonti energetiche “alternative”: l’effetto Casimir e l’energia del vuoto
- 25 Wormholes: le corsie preferenziali per gli spostamenti nello spazio-tempo
- 27 Bibliografia - Sitografia - Filmografia
Premessa
La scelta di Lost come fulcro di questa relazione è motivata essenzialmente dal gusto personale: io stesso sono un fan accanito di questa serie e per hobby collaboro alla traduzione dei sottotitoli dall’inglese all’italiano, permettendo anche a chi non ha un buon orecchio per l’inglese di apprezzare gli episodi in lingua originale, e magari di goderseli un anno prima dell’uscita in Italia.
In Lost si fondono elementi legati al mondo scientifico, all’oltrescienza, a tematiche etico-filosofiche o religiose. Il tutto confezionato in un prodotto che riesce a creare “dipendenza” nello spettatore, che si trova direttamente coinvolto ad indagare anche solo superficialmente sugli aspetti un po’ meno banali della storia e degli eventi narrati, grazie ad una sceneggiatura e ad un intreccio narrativo considerati dalla critica come rivoluzionari, e sicuramente avvincenti.
L’argomento potrà sembrare ostico o del tutto campato in aria per chi non ha mai visto un episodio della serie e forse nemmeno ne ha sentito parlare. Tuttavia ho cercato di intraprendere un percorso che permettesse di esaminare argomenti legati al programma svolto durante l’anno scolastico, o in anni precedenti, o comunque affine alle materie studiate, senza richiedere una specifica conoscenza della trama o di avvenimenti particolari.
Se, al contrario, siete fan di questa serie, spero troverete di vostro gradimento questa piccola ricerca intorno a quello che reputo il miglior prodotto televisivo degli ultimi vent’anni. 7
Che cos’è Lost?
Lost è una serie televisiva americana partorita dalla mente geniale di J.J. Abrams, considerato uno dei migliori sceneggiatori degli ultimi 10 anni, già produttore di serie di successo come Alias, Felicity, Fringe, e di alcuni film (M:I 3, Armageddon, Star Trek 2009).
Come ogni serie di culto che si rispetti Lost ha dato vita a una delle più grandi comunità internazionali di fan, attorno a cui ruotano club, portali web dedicati, e vere e proprie convention organizzate ad-hoc.
La vicenda prende avvio da un disastro aereo: il volo 815 della Oceanic Airlines si schianta su un’isola (apparentemente) deserta. Un gruppo di persone sconosciute (ma come si vedrà in seguito, legate tra di loro da elementi dei rispettivi passati), si trova a dover sopravvivere su quest’isola in attesa dei soccorsi.
La loro sorte è però minacciata da entità misteriose che popolano l’isola: orsi polari, una sorta di “mostro” di fumo che domina la giungla, e da un gruppo di persone native (o no?) dell’isola, denominati semplicemente “gli Altri”.
I sopravvissuti incontrano inoltre una donna francese, Danielle Rousseau, naufragata sull’isola 16 anni prima, e iniziano a capire che non sono così soli come pensano, scoprendo edifici costruiti in precedenza, un altro aeroplano già schiantato sull’isola, e una misteriosa “botola”, in mezzo alla giungla, che verrà aperta solo all’inizio della seconda stagione televisiva.
Nelle quattro serie seguenti i Losties incontreranno altri gruppi di sopravvissuti del volo, che erano caduti in un’altra parte dell’Isola, verranno a contatto con un nucleo di “indigeni” che si trovano lì per studiare le “proprietà” dell’Isola, e ciò che vedranno si avvicinerà sempre di più al confine tra scienza e fantascienza. 9
J.J. Abrams (1966-)
Produttore, sceneggiatore, regista, attore e compositore statunitense: dopo alcuni film minori, collabora nel 1998 alla scrittura di Armageddon quindi inizia a lavorare nei telefilm scrivendo e dirigendo Felicity, ma raggiungerà l’apice del successo con Alias e Lost.
Una rivisitazione moderna del romanzo d’appendice?
Lost è una di quelle serie che, pur affondando le proprie radici all’interno di un sistema dai meccanismi e dagli automatismi consolidati come quello della serialità televisiva statunitense, ne ha saputo in qualche modo stravolgere la produzione e la sintassi.
È un prodotto dunque spesso riconosciuto come rivoluzionario, capace di apportare elementi di innovazione ad una forma di narrazione, quella del racconto episodico, che vanta celebri predecessori, dalle comic strips del giornalismo statunitense ai radiodrammi partendo prima di tutto dal feuilleton ottocentesco.
La rivoluzione sta soprattutto nella capacità degli autori nel rendere una forma di racconto così fortemente serializzata alla portata di un pubblico vastissimo, senza però spezzare la continuità tra le vicende, eventualità che avrebbe ridotto ogni episodio alla riproposizione degli stessi personaggi e situazioni, facendo diventare la serie niente più di una sit-com dal budget troppo elevato.
Lost appare una serie rivoluzionaria anche e forse prima di tutto, per la costruzione dei personaggi. Figure sapientemente caratterizzate, etnicamente, culturalmente e caratterialmente variegate e, soprattutto, umane, terribilmente umane, con un’inspiegabile attrazione per il fallimento e per il peccato (capitale?).
Vedremo anche in seguito come questa caratterizzazione non sia slegata da influssi scientifico-filosofici, senza però cadere nella stereotipizzazione di un personaggio precostruito a tavolino.
Una serie capace inoltre di superare quello che può costituire il primo grande problema di un racconto episodico, cioè quello dei confini narrativi che tendono ad erigersi attorno alla vicenda stessa.
Per confini si intendono, all’interno di Lost ma allo stesso tempo di tutta la serialità televisiva, quegli elementi diegetici ed eterodiegetici al racconto che generano chiusura e staticità allo sviluppo di una narrazione.
Per confini si intendono ad esempio l’ambientazione, i personaggi oppure le stesse tematiche del racconto. Una delle chiavi per la buona riuscita di un prodotto seriale è da attribuire alla capacità dei propri sceneggiatori di riuscire ad abbattere quei confini.
Lost ha saputo valicare con successo confini narrativi apparentemente inamovibili (basti pensare alla sola staticità ed austerità dell’Isola) e c’è riuscito in tre diversi modi: attraverso l’adozione e la reinvenzione della tecnica del flashback, per mezzo di un utilizzo strumentale del mistero e sfruttando quelli che sono i nuovi media, non semplicemente con un fine di promozione pubblicitaria, ma anche e soprattutto con finalità narrative.
Lost contraddistingue la propria narrazione all’insegna della conflittualità tra elementi apparentemente opposti. Personaggio contro personaggio, personaggio contro l’isola, bianco contro nero, scienza contro fede, fato contro destino, buono contro un presunto cattivo.
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E la più volte citata rivoluzionarietà di Lost ha una sua controparte? Esiste un opposto a tale sua riconosciuta caratteristica? Forse sì. Forse può essere considerato un’involuzione, una sorta di ritorno al passato, che rende la serie più simile a un romanzo di Dickens piuttosto che a C.S.I.
Può essere ritenuta tale prima di tutto per la propria serializzazione di lunga durata che genera diversi archi narrativi, nella stessa maniera in cui Oliver Twist sapeva conquistare migliaia di lettori inglesi attraverso la propria pubblicazione sui quotidiani, eliminando in questo modo il problema dell’autoconclusività che tende a dominare le produzioni episodiche.
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Tesina - Premio maturità 2009
Titolo: Lost: influssi culturali, scientifici e [...]
Autore: Ranalli Alessandro
Descrizione: analisi degli influssi culturali, scientifici e meta-scientifici nella serie televisiva più famosa di sempre
Materie trattate: Fisica, Filosofia, Letteratura Italiana
Area: scientifica
Sommario: Filosofia: Heidegger (concetto di lichtung), Derrida e Deleuze, l'isola come analisi dello statuto ontologico della realtà . Fisica: Cenni sull'elettromagnetismo, ZPE, Effetto Casimir, Wormholes. Lett. italiana: Romanzo d'appendice, Topos dell'isola in letteratura.