Le basi fisiche dell'ereditarietà
- Freud, il suo pensiero sull'omosessualità.
- Allport, il pregiudizio.
- Pier Vittorio Tondelli, Camere separate.
- Les Poètes maudits: Rimbaud e Verlaine.
- I triangoli rosa del nazismo.
Le ipotesi sull'origine dell'omosessualità
La domanda sulla causa dell'omosessualità ha suscitato, e non solo in tempi recenti, innumerevoli ipotesi e spiegazioni. Le ipotesi proposte si dividono grosso modo in tre categorie:
- Spiegazione innatistica, “omosessuali si nasce”;
- Spiegazione psicologica, “omosessuali si diventa”;
- Spiegazione volontaristica, “non esistono persone omosessuali, ma solo atti omosessuali”.
Tra le spiegazioni innatistiche vi è quella scientifica. Infatti, sempre più spesso si sente parlare di una probabile origine “biologica” dell'omosessualità. Una delle cause per la quale si può definire una persona omosessuale, sta in un'anomalia dei cromosomi sessuali.
Alcuni aspetti dell'ereditarietà cromosomica dipendono da interi cromosomi, piuttosto che da specifici geni. Il fatto che un individuo sia maschio o femmina, dipende da quale dei due cromosomi sessuali gli viene trasmesso dal padre. Lo sviluppo degli organi riproduttori maschili o femminili è controllato da una particolare coppia di cromosomi: quella dei cromosomi sessuali. Ogni cellula somatica del nostro corpo contiene 22 coppie di cromosomi omologhi chiamati autosomi, più una coppia di cromosomi, chiamati cromosomi sessuali. I maschi possiedono due cromosomi sessuali diversi, uno X e uno Y e quindi non omologhi. Nelle femmine, invece, i due cromosomi sessuali sono uguali e sono due cromosomi X. La maggior parte dei geni presenti nel cromosoma X, porta informazioni per caratteri che non hanno niente a che fare con la “femminilità” in quanto il cromosoma X è presente anche nei maschi. Alla luce delle attuali conoscenze, sembra che nell'uomo il cromosoma Y contenga solo pochi geni, il più importante dei quali, scoperto nel 1991, controlla la formazione dei testicoli, regolando tutti gli altri aspetti dello sviluppo sessuale maschile.
La segregazione dei cromosomi sessuali
In un uomo, la meiosi, cioè quella forma di divisione sessuale in cui, a partire da una cellula diploide, si formano 4 cellule aploidi, avviene nelle cellule dei testicoli. Essa ha inizio con appunto una cellula diploide che possiede i cromosomi sessuali X e Y, oltre alle 22 coppie di autosomi. Durante la meiosi, i due cromosomi sessuali si separano e si spostano nelle cellule figlie. Queste nuove cellule, ognuna contenente 22 autosomi e un cromosoma sessuale, diventano gameti maschili, metà dei quali conterrà il cromosoma X e l'altra metà il cromosoma Y.
In una donna, la meiosi avviene nelle ovaie e ha inizio con una cellula che possiede 22 coppie di autosomi e due cromosomi X. Ognuna delle cellule figlie ottenute dalla meiosi, contiene quindi 22 autosomi e uno dei cromosomi X. Delle 4 cellule che si formano, solo una diventa una cellula uovo matura; le altre 3, i globuli polari, sono molto più piccole e, non ricevendo nutrimento, degenerano in breve tempo. [fig pag 150]
La combinazione dei cromosomi sessuali nella fecondazione
Una cellula uovo, che contiene sempre un cromosoma X, può essere fecondata da uno spermatozoo che reca il cromosoma X oppure Y. Se lo spermatozoo che feconda la cellula uovo possiede il cromosoma X, lo zigote conterrà due cromosomi X e darà origine a una femmina (XX), se possiede un cromosoma Y, lo zigote conterrà un cromosoma X e uno Y e darà origine a un maschio (XY). [fig pag 151] Il sesso della prole è quindi determinato dal tipo di cromosoma sessuale contenuto nello spermatozoo.
Anomalie numeriche nei cromosomi
Negli esseri umani, l'equilibrio determinato dalla presenza delle 22 coppie di autosomi e dell'unica coppia di cromosomi sessuali, è fondamentale per lo sviluppo embrionale corretto. La presenza di un cromosoma in più o in meno in una coppia di omologhi, è di solito la conseguenza di una non-disgiunzione dei cromosomi durante la meiosi. Questo evento può verificarsi quando i due cromosomi di una coppia di omologhi non si separano durante la meiosi I oppure quando i due cromatidi di un cromosoma non si separano durante la meiosi II. Nel primo caso, dopo la meiosi, due dei gameti presentano un cromosoma in più, mentre gli altri due difettano di quello stesso cromosoma; nel secondo caso, un gamete possiede un cromosoma in più e uno è del tutto privo di quel cromosoma, mentre i due restanti sono del tutto normali. [fig pag 152] Quando uno di questi gameti anomali prende parte alla fecondazione, nello zigote vengono a trovarsi cromosomi in più o in meno rispetto al numero normale.
Anomalie numeriche nei cromosomi sessuali
Un numero errato di cromosomi sessuali in un essere umano, è causa di anomalie mentali e sessuali. Quando la non-disgiunzione avviene in un maschio, si possono ottenere quattro tipi di spermatozoi: XX, XY, YY e spermatozoi senza alcun cromosoma sessuale. Quando la non-disgiunzione avviene in una femmina, si possono sviluppare cellule uovo anormali di due tipi: XX e cellule senza cromosomi sessuali. Quando uno di questi gameti anormali si combina con un gamete normale, lo zigote si troverà ad avere uno solo oppure tre cromosomi sessuali, anziché i due previsti. Lo sviluppo degli individui in maschi o femmine dipende dalla presenza o dall'assenza del cromosoma Y, piuttosto che dal numero dei cromosomi X. Inoltre, le persone che possiedono un solo cromosoma sessuale, possono sopravvivere solo se si tratta del cromosoma X che, a differenza del cromosoma Y, porta geni essenziali per la sopravvivenza.
Tabelle varie […]
Le spiegazioni psicologiche
Se l'omosessualità non trova le sue origini nella tesi biologica o genetica, si deve comunque scavare sul versante della psicologia. Questa idea si inserisce in una logica più ampia che postula una origine acquisita, e non innata, per l'omosessualità. In tale prospettiva, la madre sembra essere la vittima ideale per spiegare l'omosessualità del bambino. Dopo tutto, se l'omosessuale si identifica in una donna, la madre non è forse la prima figura femminile che incontra?
Queste teorie psicoanalitiche sono sempre basate sull'idea di un “inversione”, che si tratti di identificazione o di una scelta dell'oggetto, mescolando a priori il sesso e la tendenza omosessuale. O l'omosessuale si identifica in una donna, e quindi rivolge il suo desiderio su degli uomini; o egli si identifica in un uomo, ma rivolge il suo desiderio su se stesso o sugli altri uomini per odio verso il sesso opposto.
Certe teorie si basano su una fissazione del bambino nello stadio anale con una identificazione ano/vagina, e quindi una inversione del sesso, o su una fissazione in uno stadio auto-erotico, accompagnato dallo sviluppo di un narcisismo smisurato.
Altre teorie utilizzano il Complesso di Edipo. Il maschietto così detto “normale”, verso i quattro anni, è innamorato di sua madre e detesta il padre, che considera come un rivale. Per paura del tabù dell'incesto, egli sarà portato a superare questo stadio identificandosi nel padre e sviluppando una scelta d'oggetto eterosessuale. Il maschietto pre-omosessuale resterebbe fissato in questo stadio, fermo nel suo sviluppo psico-sessuale, sia perché la madre dominatrice toglierebbe al padre la sua funzione di rivale, sia perché essa ispirerebbe al bambino un amore smisurato. L'odio per il padre, anch'esso smisurato, diverrebbe amore per gli altri uomini per un processo di “formazione reattiva”, trasformando un oggetto nel suo contrario.
Ma, di queste teorie non va fatto un universale certo. Infatti i vari studi che da anni hanno tentato di spiegare la tendenza sessuale con i traumi della prima infanzia o con uno schema famigliare tipico, sono falliti di fronte alla diversità dei risultati e alle interpretazioni contraddittorie. Uno studioso, Michael Dorais, che ha studiato le varie teorie sull'origine dell'omosessualità in un suo libro “La peur de l'autre en soi”, conclude questo dicendo: la presenza del trio costituito da padre debole, minaccioso o assente, madre seduttrice o dominatrice, e bambino timoroso, anche se si ritrova nella storia di alcuni soggetti, non è affatto predittiva di una tendenza omosessuale. Un numero enorme di uomini eterosessuali hanno vissuto questa dinamica senza le presunte conseguenze, mentre molte persone omosessuali o bisessuali, non hanno conosciuto affatto cose del genere. Ciò dovrebbe bastare a provare che le relazioni genitori-figli tormentate o invertite, non sono né necessarie né sufficienti per provocare l'omosessualità.
Sigmund Freud e la psicoanalisi
Sigmund Freud, medico austriaco di origine ebrea, ha realizzato attraverso la psicoanalisi da lui fondata, una delle più radicali svolte, non solo della psicologia, ma dell'intera concezione dell'uomo, fra quelle espresse nel nostro secolo.
Nato in Moravia nel 1856, ma ben presto trasferitosi con la famiglia a Vienna, Freud indirizzò la sua formazione medica verso la neurologia, completando la sua preparazione con viaggi in Francia dove poté approfondire lo studio dell'isteria e delle tecniche ipnotiche.
Proprio a partire dallo studio delle nevrosi e del loro trattamento si affacciò in lui l'idea che una nuova parte rilevante e attiva della nostra vita psichica giaccia al di fuori della coscienza, nell'inconscio. L'analisi dei sogni e dei piccoli incidenti di tutti i giorni, come amnesie, lapsus, lo convinsero che tale componente inconscia non caratterizza uno stato patologico, ma riguarda la struttura stessa della personalità.
Alla sua base vi sono le complesse e spesso drammatiche vicende che accompagnano i primi anni di vita dell'individuo e, in particolare, la dimensione sessuale che Freud riconobbe come tratto caratteristico anche dell'infanzia. Tali esperienze emotive vengono progressivamente poste fuori dalla coscienza e mantenute in tale stato, ad opera di quella componente della personalità, il Super-Io, che incarna le norme morali acquisite durante la crescita attraverso le influenze famigliari e sociali. Costretto ad allontanarsi, in quanto ebreo, da Vienna, dopo l'annessione nel 1938 dell'Austria da parte della Germania nazista, Freud morì l'anno dopo a Londra all'età di 83 anni.
La pulsione sessuale
I bisogni sessuali dell'uomo e dell'animale, sono un fatto che la biologia esprime con l'ipotesi di una “pulsione sessuale”. Nell'opinione comune si hanno delle idee ben precise sulla natura e sulle proprietà di questa pulsione sessuale: non la si trova nell'infanzia, si insidia nel periodo di processo della maturazione della pubertà, si esplicita nelle varie forme che assume l'irresistibile attrazione che un sesso esercita sull'altro, e il suo scopo è l'unione dei sessi o almeno quegli atti che a essa conducono. Ma ci sono tutte le ragioni per vedere in questa indicazione una rappresentazione della realtà molto poco attendibile; a scrutarle con più cura, si mostrano piene di errori e conclusioni frettolose. Se chiamiamo oggetto sessuale la persona da cui proviene l'attrazione sessuale, e obiettivo sessuale l'atto cui spinge la pulsione, l'esperienza presenta numerose deviazioni relative ad entrambi, all'oggetto e all'obiettivo; il loro rapporto con la norma stabilita esige una indagine approfondita.
Deviazioni relative all'oggetto sessuale
La teoria comune della pulsione sessuale, corrisponde alla leggenda poetica della divisione dell'uomo in due metà, maschio e femmina, che nell'amore aspirano a riunirsi.
È per questo che fa sempre scalpore sentire parlare di uomini per i quali l'oggetto sessuale è rappresentato non dalla donna ma dall'uomo, e di donne per le quali l'oggetto sessuale è rappresentato dalla donna e non dall'uomo. A queste persone si dà il nome di omosessuali o di invertiti.
L'inversione
Comportamento degli invertiti. Le persone in questione presentano comportamenti che sono completamente differenti e che si distinguono secondo diversi criteri. Possiamo trovare:
- Invertiti assoluti, cioè coloro che hanno come oggetto sessuale solo persone dello stesso sesso.
- Invertiti ambivalenti, cioè coloro il cui oggetto sessuale può appartenere allo stesso sesso o all'altro; all'inversione, in questo caso, manca il carattere dell'esclusività.
- Invertiti occasionali, cioè in base a certe condizioni esterne, in primis l'inaccessibilità dell'oggetto sessuale normale.
Gli invertiti hanno inoltre comportamenti disparati quando giudicano la natura particolare della propria pulsione sessuale. Alcuni considerano l'inversione ovvia, quanto lo è per un individuo normale la direzione della propria libido e ne sostengono con rigore la pari legittimità rispetto alla tendenza normale. Altri, invece, non accettano il dato di fatto della propria inversione e la sentono come una coazione morbosa.
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Omosessualità
La tesina affronta lo scottante, e a volte scomodo, tema dell'omosessualità. Si cerca attraverso queste pagine di descrivere dal lato psicologico e scientifico le eventuali cause o fattori scatenanti dell'omosessualità.
Materie trattate: Storia, Italiano, Scienze, Scienze sociali, Filosofia, Francese