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Cecilia Vitiello, 5BS.
Liceo Scientifico Leonardo da Vinci, Casalecchio di Reno – BO –.
Percorso tematico per l’esame di Stato.
Anno scolastico 07/08
I’m alone (I never wanna be alone),
now I (now I) turn to face the cold
I’m alone (I never wanna be alone),
now I (now I) turn to travel home
Alice in Chains Pearl Jam]
[Alone, ft. 2
Indice
1. Prefazione pag. 2
1a Introduzione tematica e metodologica. 2
1b Riflessione su modernità e postmodernità. 4
7
2. Trattazione
2a 7
Scienze sociali
2a.1 Sociologia: le trasformazioni sociali, economiche e culturali dalla 7 modernità alla postmodernità.
Daniele Ungaro,
Testo di riferimento: Capire la società
Carocci editore, 2001.
contemporanea;
2a.2 Psicologia: gli effetti delle trasformazioni sulla psiche umana; 11 differenze fra modernità e postmodernità.
Zygmunt Bauman,
Testo di riferimento: Il
La società dell’incertezza,
Mulino, 1999.
2b 16
Filosofia
2b.1 Analisi del passo dedicato al mito di Odisseo all’interno del saggio 16
La
Horkheimer Adorno,
di e esponenti della
dialettica dell’Illuminismo
Scuola di Francoforte. heideggeriana,
2b.2 L’esistenzialismo e la prospettiva nell’analisi delle 18 possibilità che si danno all’uomo moderno (e postmoderno): l’esistenza autentica e l’esistenza inautentica.
2c 21
Approfondimento tematico: droga e solitudine.
Documentazione sulle nuove tossicodipendenze: la Ketamina. 21
Miguel Benasayag, Gérard Schmit,
Testo di riferimento: L’epoca
Feltrinelli, 2004.
delle passioni tristi;
2d 24
Letteratura
2d.1 La crisi del ruolo dell’intellettuale nella società moderna il conflitto 24 con l’autorità paterna. Charles Baudelaire;
2d.2 Analyse de la poétique de lecture intégrale de 25 réflexions sur l’angoisse, l’ennui, la mélancolie, le
Les fleurs du mal: bohémienne
rapport avec les drogues et sa vie « ».
Charles Baudelaire;
[Analisi della poetica di lettura integrale de I
riflessione sull’angoscia, la noia, il rapporto con le
fiori del male; bohémien.]
droghe e la sua vita da
Franz Kafka:
2d.3 vita, temi, tecniche narrative, bibliografia e commento 29 personale su La metamorfosi. 34
3. Sitografia e bibliografia 3
Prefazione
La solitudine di massa è un fenomeno che tocca la nostra società e vita quotidiana più di quanto si pensi.
A una prima impressione unire e sembra un ossimoro, solitudine massa un’incongruenza: com’è possibile provare un senso di solitudine mentre siamo circondati da altre persone e inseriti in un contesto sociale?
Eppure la solitudine di massa agisce proprio in questo senso, come “paradosso moderno e postmoderno”.
Ho scelto, per cominciare, di esaminare e descrivere questa nuova manifestazione della vita umana in chiave sociologica e psicologica.
Ho iniziato – seguendo il saggio di Daniele Ungaro – da un inquadramento storico-sociale delle trasformazioni sociali, economiche e culturali, realizzatesi a partire della società moderna fino alla società postmoderna all’interno di un processo di modernizzazione.
Successivamente ho focalizzato la mia analisi sugli effetti che tali trasformazioni sociali, economiche e culturali hanno avuto e hanno sulla psiche degli individui, sottolineando le differenti modalità in cui essi si manifestano nella modernità e nella postmodernità. Mi sono quindi approcciata a Zygmunt Bauman per quanto concerne la dettagliata descrizione del senso di paura e dell’incertezza con il suo saggio La società dell’incertezza e delle sue molteplici declinazioni.
Per quanto riguarda la filosofia ho voluto parlare, prima, di due fondamentali esponenti della Scuola di Francoforte, Horkheimer Adorno, e per la rilettura del mito di Odisseo all’interno del saggio La dialettica dell’Illuminismo, nel quale riflettono sul destino dell’uomo occidentale che porta a termine il progetto di asservimento della natura soltanto rinunciando a se stesso; infine della corrente esistenzialista heideggeriana, e, soprattutto, della prospettiva nell’analisi delle possibilità che si danno all’uomo moderno (e postmoderno): l’esistenza autentica e l’esistenza inautentica.
Ho poi approfondito l’argomento della solitudine di massa con una documentazione sulle nuove tossicodipendenze, seguendo una mia ipotesi – in riferimento alla crescita del commercio di una nuova droga, la Ketamina, sostanza dispercettiva il cui effetto è quello di dissociare il corpo dalla mente – per cui, chi usufruisce di questo nuovo tipo di droga, riducendosi alla sola dimensione del corpo scisso dalla mente, si isola e si allontana sempre di più dalla società.
Spazio Giovani
Ho svolto la ricerca allo del Poliambulatorio Roncati con operatori sociali del Ser.T (Servizio TossicoAlcoldipendenze) di Bologna, appoggiandomi al testo di Miguel Benasayag Gérard Schmit, L’epoca delle passioni tristi.
Infine ho voluto verificare come il fenomeno della solitudine di massa si esprime nella letteratura europea, concentrandomi sulla crisi, nel mondo moderno, del ruolo dell’intellettuale in conflitto con la classe borghese, i cui valori si basano sul guadagno e sulla produttività.
Ho scelto due autori molto diversi fra loro e non contemporanei, Charles Baudelaire e Franz Kafka, e entrambi scrittori innovatori e personaggi tormentati in perenne contrasto la società.
Ho condotto l’analisi della poetica di Charles Baudelaire, uno dei più grandi autori francesi di tutti i tempi, basandomi sulla lettura integrale de I fiori del male, il suo capolavoro e la sua opera più significativa, riflettendo sull’angoscia, la noia, il rapporto con le droghe e la sua vita da bohémien.
[Analyse de la poétique de Charles Baudelaire, reconnu comme l’un des écrivains les plus importants de l’histoire de la poésie française, par la lecture intégrale de Les fleurs du mal, son chef-d’oeuvre: réflexions sur l’angoisse, l’ennui, la mélancolie, le rapport avec les drogues et sa vie « bohémienne ».]
La lettura de La metamorfosi, testo per me incredibilmente significativo, e di altri racconti di Franz Kafka, mi ha permesso di comprendere le tecniche narrative e i temi cari all’autore, riguardanti soprattutto i conflitti che animano la sua personalità, i disagi che derivano dall’autoritarismo del padre, la sua impossibilità di realizzarsi nel matrimonio e negli affari, e la critica alla società borghese dell’epoca.
Infine all’interno del mio percorso tematico ho inserito alcuni “stacchi poetici”: poesie di diversi autori, da Ungaretti a Eliot, riguardanti la solitudine e un sentimento di malessere. Ho preferito non spiegarle, né contestualizzarle, per alleggerire la trattazione di un argomento così complesso e per dare un “respiro” meno didattico.
Nello stesso modo ho inserito alcuni testi scritti da me durante l’anno scolastico, con il corso di scrittura creativa, l’ultimo dei quali è una rielaborazione del racconto di Franz Kafka, Un sogno. 5
Riflessione su modernità e postmodernità
Dare una definizione della propria epoca e della propria società, a prima vista, non sembra un’operazione difficile. Basta affidarsi ad un pizzico di luoghi comuni e di stereotipi ed ecco subito pronta un’etichetta, un marchio, una classificazione.
E se ancora non si fosse soddisfatti basta un del telecomando: “I Cesaroni”, clic clic “I liceali”, “Mogli a pezzi”, “Uomini e donne”, clic clic clic clic clic clic.
Tutti mediamente felici, tutti mediamente borghesi, tutti mediamente belli, appagati, interessanti.
Lanciata nel 2000 la società occidentale di oggi, postmoderna e postindustriale, è figlia di quell’età dell’oro cominciata con la fine della seconda guerra mondiale, figlia di un lungo processo di modernizzazione, figlia di un benessere diffuso e generalizzato, di un mercato sempre più globalizzato, del terzo settore, dei beni di lusso, delle tecnologie e delle innovazioni.
La società postmoderna è una società globalizzata, soggetta alla sovversione dei territori per opera dello spazio mercantile e all’intensificazione delle relazioni sociali su scala mondiale.
In senso ottimistico, l’individuo vede decuplicate le proprie possibilità e capacità, anche grazie all’imponente sviluppo dei mezzi di comunicazione di massa e alla velocità di diffusione delle informazioni, che rende possibile il superamento delle distanze geografiche e temporali.
In quest’ottica, quindi, la solitudine dovrebbe essere ormai solo un vago sentimento di malinconia, un recesso di poeticismo romantico, un ricordo evanescente.
Tuttavia il nostro è un mondo ben lontano dall’essere perfetto, pieno di contraddizioni e di problemi che toccano la sfera sociale ed economica, ma anche quella psicologica, ideologica, politica ed ecologica.
E allora, se la nostra non è una realtà semplicistica così come vuole l’apparenza (soprattutto l’apparenza mediatica), classificarla non è più un’operazione tanto facile: Zygmunt Bauman, sociologo britannico di origini ebraico-polacche, definisce a ragione la società postmoderna una “società liquida”, per indicarne l’intrinseca tendenza alla costante auto-metamorfosi:
“[…] Ciò che è liquido non ha e non può avere la stessa forma per lungo tempo, ed è soltanto il passaggio da un recipiente all’altro che ne ridetermina la forma […]”. 6
Gran parte delle difficoltà che l’uomo postmoderno si trova ad affrontare derivano dal passato, da ciò che eravamo.
La società postmoderna, infatti, non è segnata solo da una predisposizione al cambiamento, ma anche da una ripresa e una radicalizzazione di alcune caratteristiche peculiari della moderna società di massa, tipica dei totalitarismi e del periodo bellico e post-bellico.
Modernità e postmodernità pongono come un nuovo “malato” umanesimo, l’uomo al centro dell’universo in ogni fase della sua vita, ma non come individuo sensibile, autonomo e pensante, bensì come consumatore spersonalizzato, schiavo della logica del mercato e dominato dalla paura di esserne escluso.
Miliardi di consumatori, di numeri, che vivono soli, gli uni accanto agli altri. 7
Il viaggio – Cecilia Vitiello
Ho sognato.
Credevo,
credevo che tutto fosse illuminato.
Camminavo in equilibrio su una corda
e ad occhi aperti bevevo il mondo.
Credevo di essere la più bella
e pensavo di esserlo per sempre.
Che bel viaggio magico
quello che ti porta a trovar le stelle,
là dove pensavo di essere.
Immersa nel fragore di un temporale
e nelle profondità del mare,
sulle praterie, sulle montagne,
pensavo di conoscere l’arrivo, la meta, la destinazione
del mio viaggio.
Credevo che le nuvole fossero morbide.
Non si può toccare la nuvola,
ma come puoi dire alla bambina
che è solo nebbia?
Camminavo su una corda.
La corda ha vibrato
come quella del pianoforte.
Suono greve è quello della caduta.
Rimarrà la cicatrice
solo un altro segno,
un sogno
fatto di spigoli
che di soffice non ha niente.
Ma tu non dire alla bambina
che in fondo
è solo nebbia.
Ben svegliata, ben tornata. 8
Inquadramento storico-sociale
Inquadramento storico-sociale dell’argomento a partire dal saggio di Daniele Ungaro, Capire la società contemporanea, Carocci editore, 2001.
Nel saggio di Daniele Ungaro viene chiarito in che modo la società, intesa come insieme organizzato di individui che condividono fini, comportamenti e norme sociali, non sia né statica, né immutabile.
Una lunga serie di cambiamenti storici, sociali, economici e politici, infatti, culminati con la rivoluzione francese, ha fatto sì che la cosiddetta società tradizionale, indicativamente nata a partire dal medioevo, diventasse una società moderna.
Il passaggio dalla modernità alla postmodernità, invece, e quindi la formazione dell’attuale società postmoderna occidentale, avviene, sempre indicativamente, negli anni ’70 del XX secolo, e dura fino ad oggi.
Fattori di modernizzazione sociale
Un ruolo fondamentale nella modernizzazione della società lo ha avuto il processo di differenziazione funzionale, quel processo di specializzazione settoriale di determinati ambiti della società.
La società moderna risulta molto più differenziata e specializzata rispetto a quella tradizionale e la competenza tecnica diventa progressivamente un fattore più importante dell’autorità tradizionale e religiosa.
In altre parole si cerca e si ottiene una tecnicizzazione del mondo, che si afferma quando la scienza diventa una fonte di verità anteposta alla religione, sintomo di quello che Weber, uno dei padri fondatori dello studio moderno della sociologia, chiama un progressivo disincanto del mondo.
La modernità è anche frutto dello sviluppo dei mezzi di comunicazione di massa, che rende incredibilmente veloce la diffusione delle informazioni e che garantisce una maggiore mobilità dei messaggi.
I mass media hanno la capacità di “superare le distanze” e consentono una bidirezionalità delle informazioni, cioè la possibilità, per chi ne usufruisce, di interagire con essi. 9
Espressione e conseguenza della differenziazione funzionale sono la rivoluzione e il capitalismo industriale, che muteranno profondamente il mondo del lavoro, sempre più soggetto al criterio economico dell’efficienza, della razionalità strumentale e della massimizzazione dell’utilità.
Vengono introdotte, infatti, le macchine nei processi di lavorazione e si accentua ancora di più la divisione del lavoro tra i proprietari dei mezzi di produzione e la forza lavoro salariata.
Anche lo sviluppo dello stato-nazione con le sue istituzioni tipiche, sorto indicativamente a partire della rivoluzione industriale, è sintomo ed espressione di un processo di modernizzazione.
Nasce lo stato-macchina, apparato amministrativo burocratico e impersonale che si realizza attraverso una coscienza razionale e che si protegge attraverso forme tecniche del controllo sociale, atte a contrastare (attraverso l’allontanamento e la segregazione) i comportamenti antisociali dei suoi membri: lo stato-nazione pretende un’adesione consapevole ad un progetto comune (da qui la necessità di alcune istituzioni/strutture finalizzate ad ottenere il consenso).
Il mondo moderno, inoltre, tecnicizzato e “disincantato”, porta con sé la fine delle grandi narrazioni, la fine delle grandi visioni complessive del mondo e quindi una sfiducia, oltre che nella religione, nel sapere scientifico stesso.
Viene a cadere la considerazione positivistica della scienza moderna, ormai incontrollabile, come strumento di emancipazione rispetto alla religione e alla tradizione.
Fattori di modernizzazione economica
Hanno subito profonde modifiche anche l’organizzazione del lavoro, che è espressione fondamentale del processo di differenziazione funzionale, e il relativo modello di produzione.
A partire dagli anni ’70 si afferma un nuovo modello di produzione snella, il toyotismo, che va a sostituire un modello di produzione di massa, il fordismo, apparso agli inizi del secolo.
Il fordismo si basava su una produzione rapida di un ampio numero di beni, di qualità media e a basso costo, una produzione detta “just in case” (pronti ad ogni evenienza), che producesse indipendentemente dalle richieste dei consumatori.
Si fondava, quindi, su una domanda di mercato rigida e costante nel tempo.
Il processo lavorativo stesso era rigido, standardizzato e diviso in fasi, e l’organizzazione dei lavoratori era stabilita da una gerarchia altamente specializzata.
10
Questo modello produttivo era strettamente legato all’utilizzo della catena di montaggio, per cui l’operaio svolgeva sempre le stesse elementari mansioni che doveva ripetere continuamente nel più breve tempo possibile per ogni giorno lavorativo.
Ciò favoriva l’alienazione e la spersonalizzazione dei lavoratori e del processo lavorativo (cfr. Marx: alienazione rispetto al prodotto, rispetto a se stessi, rispetto agli altri).
Proprio per la sua estrema rigidità il fordismo entra in crisi, non soddisfacendo le esigenze di un nuovo fenomeno, il consumo opulento.
Arricchendosi una fascia sempre più larga di popolazione, comincia a esserci una massiccia richiesta di beni di lusso e, quindi, la necessità di un nuovo modello di produzione che gestisca la variabilità della domanda di mercato.
L’introduzione della robotica e dell’informatica nel processo lavorativo sono anch’essi fattori che contribuiscono a mandare in crisi il fordismo e a far nascere il toyotismo.
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Tesina - Premio maturità 2008
Titolo: La solitudine di massa
Autore: Cecilia Vitiello
Descrizione: la solitudine di massa: ââ¬Åparadosso moderno e postmodernoââ¬Â, analisi di questo fenomeno, delle cause sociali e degli effetti sulla psiche umana, nella modernità e nella postmodernità.
Materie trattate: scienze sociali (psicologia e sociologia), filosofia, francese, italiano, scrittura creativa
Area: umanistica
Sommario
La solitudine di massa è un fenomeno che tocca la nostra società e vita quotidiana più di quanto si pensi. A una prima impressione unire solitudine e massa sembra un ossimoro, un'incongruenza: com'è possibile provare un senso di solitudine mentre siamo circondati da altre persone e inseriti in un contesto sociale? Eppure la solitudine di massa agisce proprio in questo senso, come "paradosso moderno e postmoderno".
Ho scelto, per cominciare, di esaminare e descrivere questa nuova manifestazione della vita umana in chiave sociologica e psicologica. Ho iniziato ââ¬" seguendo il saggio Capire la società contemporanea di Daniele Ungaro ââ¬" da un inquadramento storico-sociale delle trasformazioni sociali, economiche e culturali, realizzatesi a partire della società moderna fino alla società postmoderna all'interno di un processo di modernizzazione.
Successivamente ho focalizzato la mia analisi sugli effetti che tali trasformazioni sociali, economiche e culturali hanno avuto e hanno sulla psiche degli individui, sottolineando le differenti modalità in cui essi si manifestano nella modernità e nella postmodernità. Mi sono quindi approcciata a Zygmunt Bauman con il suo saggio La società dell'incertezza per quanto concerne la dettagliata descrizione del senso di paura e delle sue molteplici declinazioni.
Per quanto riguarda la filosofia ho voluto parlare, prima, di due fondamentali esponenti della Scuola di Francoforte, Horkheimer e Adorno, per la rilettura del mito di Odisseo all'interno del saggio La dialettica dell'Illuminismo, nel quale riflettono sul destino dell'uomo occidentale che porta a termine il progetto di asservimento della natura soltanto rinunciando a se stesso; infine della corrente esistenzialista e, soprattutto, della prospettiva heideggeriana, nell'analisi delle possibilità che si danno all'uomo moderno (e postmoderno): l'esistenza autentica e l'esistenza inautentica.