Estratto del documento

Liceo Scientifico Statale

“Leon Battista Alberti”

Cagliari

Anno Scolastico 2008/2009

Lne

La natura tra evoluzione

Tesina su

E umana saggezza

L’evoluzione di mondo, uomo e natura dai greci ai giorni nostri

Giovanni Casula Classe V - Sezione C - Corso P.N.I.

Indice

  • Prefazione ................................................................................................. 3
  • La Natura dopo Darwin.............................................................................. 4
  • Introduzione all’opera ............................................................................ 4
  • I. Il concetto di natura nel mondo greco ................................................. 6
  • II. Dalla “Creatio ex Vetere” alla “Creatio ex Nihilo” cristiana ................... 7
  • III. Modernità e disegno della creazione .................................................. 8
  • IV. La rinaturalizzazione di uomo e mondo: Spinoza e Hume ................ 10
  • V. Le teorie Darwiniane ........................................................................ 11
  • VI. Evoluzione stellare e neuroscienze .................................................. 11
  • VII. Plausibilità della natura e sgomento della fede ............................... 13
  • VIII. Natura e saggezza ......................................................................... 15
  • Il concetto di “natura” in Leopardi............................................................ 17
  • La Natura della Ginestra ....................................................................... 20
  • La visione scientifica della natura in Seneca............................................. 23
  • Le Naturales Quaestiones ..................................................................... 23
  • L’evoluzione stellare................................................................................ 25
  • Schema dell’Evoluzione Stellare ......................................................... 27
  • Fase iniziale ...................................................................................... 27
  • Fase Finale ........................................................................................ 28
  • Il rispetto per la natura: l’architettura organica di Wright......................... 29
  • Opere citate ............................................................................................ 31

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Prefazione

L’evoluzionismo darwiniano, di cui quest’anno festeggiamo il 150° anniversario, ha portato ad un vero e proprio “disinganno” dalle tradizionali visioni di universo, uomo e natura.

tradizione filosofica e scientifica hanno avuto modo di insegnarci, la

Come modernità appare vincolata ad un’emancipazione dal soprannaturalismo, ad un rapporto “diretto” con la natura, ad una presa di coscienza della opportunità che quest’ultima può offrirci e dei pericoli che, di fatto, si celano dietro tale visione naturalistica “emancipata”. Il pericolo di sostituire al Dio creator, ormai superfluo nella visione moderna, l’egoistica volontà di potenza dell’uomo. Un uomo che è semplicemente particula naturae e che occupa l’apice dell’albero della vita solo temporaneamente, e senza alcun motivo per vantarsene.

L’analisi in queste pagine intende presentare, con l’ausilio di un testo che ho avuto modo di leggere durante il corrente anno scolastico (“La Natura dopo Darwin” di Orlando Franceschelli, edizioni Donzelli 2007), la cronologia filosofica che precede l’approdo al naturalismo darwiniano, fino ad arrivare a quest’ultimo, delineando quella che potrebbe essere un’eventuale proposta verso un “naturalismo moderno” e rintracciandone i fondamenti nella grande opera del Leopardi e nell’impegno verso la ricerca

Seneca.

scientifica dimostratoci dal mondo latino, con neuroscienze nel

Alcuni approfondimenti vertono infine sul compito delle

fornire prove in difesa del naturalismo darwiniano (nell’ambito del tentativo di rinaturalizzazione della mente), sull’evoluzione cosmica delle stelle, sul rispetto della natura nell’architettura del ‘900, con Frank Lloyd Wright. Giugno 2009

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La Natura dopo Darwin

La Natura dopo Darwin: Evoluzione e Umana Saggezza – Orlando Franceschelli

Introduzione all’opera

Con la pubblicazione de “L’Origine della Specie”, di Charles Darwin, abbiamo finalmente raggiunto, sostiene l’Autore, anche se con fatica, il compimento del cosiddetto

Disincanto Moderno

“ ”: quella progressiva cessione di sovranità patita dal creatore onnipotente in favore di leggi puramente meccaniche e naturali; l’uomo, in questo contesto, da creatura dallo status “ontologicamente privilegiato” (come da prospettiva biblico-cristiana) diviene così un mero prodotto di tali leggi, puramente fisiche.

Un naturalismo moderno dunque, quello moderno, che concepisce il processo evolutivo come una realtà indipendente dal creatore, ontologicamente autarchica, puramente fisica e auto-poietica. Il passaggio critico, spesso richiamato nel testo, è quello dal trinomio “Dio-uomo-mondo” al semplice binomio “mondo-uomo”, con tutte le conseguenze del caso che ne derivano e che vedremo, nello specifico, più avanti.

Gli attacchi principali che spesso vengono rivolti al naturalismo moderno si muovono, nella maggior parte dei casi, sulla questione antropocentrica: infatti, secondo questi ultimi, una concezione naturalistica non sarebbe affatto in grado di cogliere la vera natura e dignità dell’uomo; eppure un’antropologia naturalizzata, sostiene l’Autore, risulta avere pari dignità di una “teologicamente ispirata”, in quanto pone le sue radici sull’evoluzione cosmica e biologica che ha dato vita alla complessa realtà, fisica e mentale, di Homo Sapiens.

In particolare, sulla complessità mentale dell’uomo, l’Autore focalizza l’attenzione sulla “naturalizzazione della mente”: ossia quell’impegnativo compito, egregiamente svolto dalle neuroscienze, di ricollocare la mente nel corpo.

La proposta finale dell’autore è quella di concepire un naturalismo critico, ma non mancato, ossia che non smarrisca le sue premesse o risulti minato da residui metafisici. Un naturalismo, quello moderno, vincolato a un’emancipazione dal

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soprannaturalismo, liberalizzato e quindi capace di evitare ogni riduzionismo scientista della complessa dimensione umana e ogni ricaduta in obsolete forme metafisiche antiscientifiche, plurale poiché non considera la scienza sperimentale come l’unico possibile veicolo della conoscenza, capace di portare avanti un alto confronto sia con le scoperte della scienza che con le teorie metafisiche, ma che appare ben lontano dal confutare la plausibilità di un naturalismo emancipato da ogni “intelligenza divina”, e infine metodologico, in difesa dunque della ricerca

asilo dell’ignoranza

scientifica contro ogni rifugio nello spinoziano.

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I. Il concetto di natura nel mondo greco

Physis

Già con i presocratici abbiamo una prima definizione di natura: il termine indica infatti la totalità di tutto ciò che esiste, richiama l’idea sia dell’origine dalla quale le cose vengono alla luce, sia del processo stesso della generazione e dell’evoluzione

crescita- . A fondamento di ciò ritroviamo sempre un principio fisico:

, gli atomi per Democrito. Proprio gli atomi

l’acqua per Talete, il fuoco per Eraclito 1

consentono di reintrodurre “casualità e necessità di tutto ciò che esiste” all’interno della natura: infatti, con i processi spontanei di aggregazione degli atomi (essendo questi ultimi alla base della generazione di tutto ciò che esiste), Democrito riesce a conciliare la necessità e la casualità di tutto ciò che si produce naturalmente. Una

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natura intesa, fra i naturalisti greci, come totalità bio-cosmica, che non è creata da nessun uomo e nessun Dio.

Differente, invece, è la concezione platonica: la realtà diviene parte fenomenica di un mondo intellegibile/soprasensibile: chi crea altri non è se non il Demiurgo, padre dell’universo e supremo principio di tutta la realtà, che imprime la forma delle idee nella

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materia caotica, informe e preesistente (vedremo, a questo proposito, più avanti, il cruciale passaggio dalla

creatio ex-vetere creatio ex-nihilo

alla biblica).

I fenomeni naturali risultano dunque essere “posteriori” e prodotti dall’arte e dall’intelligenza del Demiurgo. La natura, di per sé, non può darsi alcun ordine se non riceverlo dal Demiurgo.

Essa dipende, così, dalle idee presenti nell’iperuranio, dal disegno benevolo e dall’azione modellatrice del Demiurgo.

Una natura quindi denaturalizzata, in quanto le sono negate quella prerogativa auto-poietica e quella sua peculiare autarchia ontologica che le competerà, invece, col naturalismo moderno. Inoltre non possiamo dimenticare che la natura di concezione platonica dipende da un disegno esterno: questo potrebbe anche essere interpretato come una sorta di preminenza di ciò che è prodotto dalla

kosmos

“Quest’ordine universale ( ), che è lo stesso per tutti, non lo fece alcuno

1 aeizoon

fra gli Dei o tra gli uomini, ma sempre era e sarà fuoco sempre vivente ( ),

Framm. 30

che si accende e si spegne secondo giusta misura”, Eraclito,

automaton

L’, il movimento casuale degli atomi, citato da Democrito

2 Timeo

Platone,

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soggettività (dal Demiurgo, per l’appunto) rispetto a ciò che è invece prodotto dalla natura.

Quella di Aristotele (che l’Autore definisce come “terza via”) è una natura artigiana, auto-poietica, che ha in sé

telos ) che agisce in vista di un fine.

un principio interno (

Egli, contro i presocratici, li accusa di aver indagato solo sulla causa materiale, dimenticando di fatto quella formale-finale-efficiente; contro Platone, invece, egli sottrae al mondo intellegibile sia la formalità che la finalità degli enti. La causa formale-finale-efficiente in Aristotele si riduce ad una sola: quella finale.

La Natura di Aristotele è una natura artigiana che genera senza deliberare (poiché il finalismo che opera in essa non è quello della deliberazione cosciente, bensì quello della superiorità della causa finale-formale-efficiente in quanto causa stessa dei fenomeni naturali). Una natura che se produce senza deliberare, non può che risultare denaturalizzata in quanto, ancora una volta, le è negata la sua prerogativa auto-organizzatrice.

II. Dalla “Creatio ex Vetere” alla “Creatio ex Nihilo” cristiana

creatio ex-vetere

Passaggio cruciale è dunque quello già accennato dalla alla

creatio ex-nihilo di tradizione biblica: Dio, secondo quest’ultima, crea dal nulla il

. Quest’ultimo rappresenta il vertice della creazione, ma non lo

cosmo e l’uomo 4

scopo, poiché il fine della creazione rimane pur sempre la gloria di Dio. Un uomo che ha la funzione di amministrare, anzi tutelare, il creato, ed è peraltro vincolato

restituito in integrum

dalla dello stesso.

Agostino a Tommaso, risulta evidentemente in

Tutta la tradizione cristiana, da 5

linea con tale concezione creazionistica del cosmo, che consegna l’origine del cosmo –chi più, chi meno- all’intervento divino. La natura non può risultare autonoma in tale concezione, o meglio, se lo è, deve la sua autonomia alla volontà di Dio e il suo fine è comunque dato da un’intrinseca predisposizione della stessa esercitata dal creatore onnipotente.

Genesi 1,1

Bibbia,

4 Tu eras et aliud nihil, unde fecisti caelum et terram, duo quaedam, unum prope

“

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te […] ” (C’eri tu e null’altro. Da questo nulla creasti il cielo e la terra, due creature,

Confessiones, XII, 8

una prossima a te […]), Agostino, 7

III. Modernità e disegno della creazione

Con il graduale abbandono delle cause finali, conseguente all’affermazione del metodo galileiano, si delinea definitivamente l’approdo sperimentale degli studi sui fenomeni naturali.

Da ciò il passaggio dalla concezione del Dio-persona alla concezione del Dio-orologiaio, che concepisce il mondo come una grandiosa macchina messa in moto grazie all’intervento divino. Le più grandi espressioni di tale pensiero le possiamo ricercare in Cartesio (e Leibeniz) da una parte, e in Newton, dall’altra. Il primo

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consegnava all’intervento divino soltanto la “prima mossa”, con cui il cosmo acquisisce il movimento e continua indefinitamente il suo corso. Newton, al contrario, assegna a Dio una presenza ben maggiore nel governo del mondo: una natura che non solo è creata da Dio (e quindi ontologicamente non-autarchica), ma è anche una realtà ben lontana dall’essere capace di generare da sé e ospitare la vita. Al punto che proprio la filosofia sperimentale di Newton finisce per far dipendere la realtà fisica dall’azione divina.

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L’universo prospettato da Newton risulta così essere denaturalizzato in quanto gli sono negate le due prerogative essenziali che rendono possibile concepirlo come totalità biocosmica puramente naturale: l’autarchia ontologica e la capacità di generare da solo la varietà delle cose in esso ospitate.

Con Kant mondo e cosmo sono invece diretta conseguenza di una nebulosa caotica iniziale, la cui rotazione generò le galassie, i pianeti e gli elementi dell’universo, (secondo l’ipotesi ripresa da Laplace). Kant ritiene che questa complessa cosmologia altro non sia che l’effetto dell’iniziale creazione divina delle particelle elementari e delle leggi naturali.

L’uomo, in questo contesto, non è più concepito né come creazione di un Dio-persona della tradizione biblica, né come prodotto dell’evoluzione naturale, ma bensì come un “Io” posto fra Dio e natura;

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il mondo, proprio allo sguardo di un simile uomo, è destinato a diventare un universo spiritualizzato.

I principi della Filosofia, III

Cartesio,

6 “Questa elegantissima compagine di Sole, pianeti e comete non potè nascere

7 Scolio Generale

senza il disegno di un ente intelligente”, Newton,

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Sintesi

Tesina - Premio maturità  2009

Titolo: La Natura tra evoluzione e umana saggezza

Autore: Casula Giovanni

Descrizione: lanalisi intende presentare, con lausilio di un testo che ho avuto modo di leggere durante il corrente anno scolastico (la natura dopo darwin di orlando franceschelli, edizioni donzelli 2007), la cronologia filosofica che precede lapprodo a

Materie trattate: Filosofia, Letteratura Italiana, Letteratura Latina, Geografia Astronomica, Storia Dell'Arte

Area: umanistica

Sommario: Filosofia: Naturalisti greci, Platone, Aristotele, S. Agostino, Tommaso d'Aquino, Cartesio, Newton, Spinoza, Hume, Darwin Letteratura italiana: Giacomo Leopardi Letteratura Latina: Lucio Anneo Seneca Geografia Astronomica: Evoluzione delle stelle Storia dell'Arte: Frank Lloyd Wright

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