La matematica
La matematica, considerata nel modo giusto, possiede… una bellezza suprema: una bellezza
fredda e austera, come quella della scultura, priva di richiamo per le parti della nostra natura,
priva degli sgargianti ornamenti della pittura o della musica, eppure di una bellezza sublime, e
capace di una severa perfezione quale soltanto l’arte più grande può rivelare. Il puro spirito di
gioia, l’esaltazione, il senso di qualcosa di più umano che è la pietra di paragone della massima
eccellenza, si trova nella matematica non meno che nella poesia. Bertrand Russell
Nonostante l’opinione comune, per quanto giustificata possa esser in relazione
all’insegnamento della matematica che si fa nelle scuole, la decisione del profano di ignorare la
matematica è sbagliata. L’argomento non si esaurisce in una serie di tecniche. Queste sono, di
fatto, l’aspetto meno importante e sono altrettanto poco adeguate a rappresentare la
matematica quanto un miscuglio di colori è adeguato a rappresentare la pittura. Le tecniche
sono la matematica spogliata di motivazione, ragionamento, bellezza e significato.
La matematica non è fine a se stessa: uso fondamentale della matematica, che ha acquistato
rilievo eccezionale in tempi moderni, è stato quello di fornire un’organizzazione razionale dei
fenomeni naturali. I concetti, metodi e conclusioni della matematica sono il sostrato delle
scienze fisiche. La matematica ha restituito la vita alle ossa aride di fatti sconnessi e,
agendo come tessuto connettivo, ha legato serie di osservazioni staccate in corpi di scienza.
Anche studi puramente astratti, e non solo quelli motivati da esigenze scientifiche e tecniche,
si sono dimostrati di grandissima utilità. La scoperta delle sezioni coniche (parabole, ellissi e
iperboli) per duemila anni è stata considerata nulla di più dell’“inutile divertimento di un
cervello speculativo”, ha reso possibile in secoli recenti la moderna astronomia, la teoria
del moto dei proiettili e la legge gravitazionale universale.
Le applicazioni della matematica sono notevoli e alcune anche molto conosciute: solamente
osservando la natura ne troviamo tantissima, un esempio siamo noi umani, in quanto il nostro
corpo ha come caratteristica evidente la simmetria che è un concetto matematico. Un altro
esempio, magari meno conosciuto, è la struttura olocristallina delle rocce magmatiche
intrusive: queste rocce si sono formate nella crosta terrestre, ossia il magma si è raffreddato
lentamente e gli elementi di cui è composto hanno il tempo necessario per distribuirsi in
maniera ordinata (formando appunto dei cristalli). Un altro campo in cui possiamo trovare
molta matematica è l’informatica, un esempio è la crittografia che si fonda sull’uso di un
problema complesso, ovvero un’operazione matematica semplice da eseguire ma dal cui
risultato è difficile risalire agli argomenti della stessa. L’esempio classico è il problema della
fattorizzazione di un numero (trovare i numeri primi che lo producono se moltiplicati tra loro,
ad esempio è facile moltiplicare 17*23 ottenendo 391, ben più difficile è per esempio
fattorizzare il numero 377 nei fattori primi 13 e 19) usata nel primo e più famoso sistema
crittografico a chiave pubblica: RSA. Le conoscenze di matematica pura sviluppate dall’uomo
negli ultimi secoli hanno reso sempre più efficiente fattorizzare, ma nessuno è mai riuscito a
far fare quel “salto” che porta il problema da complesso a non essere più complesso, il
problema diventa quindi intrattabile per numeri oltre una certa dimensione, attualmente per la
crittografia RSA vengono considerati “sicuri” numeri di almeno 300 cifre (chiavi da 1024 bit e
oltre). Altro esempio di problema complesso è il logaritmo discreto, usato nella nascente
crittografia ellittica.
È meno nota invece l’applicazione della matematica nella Divina Commedia e come si sono
sviluppate le filosofie della matematica soprattutto dopo la crisi dei fondamenti.
La matematica nella Divina Commedia
Paradiso, XIII, 96-102
Non ho parlato sì, che tu non posse Non ho parlato in modo così oscuro, che tu
ben veder ch’el fu re, che chiese senno non possa capire che egli fu il re che chiese
acciò che re sufficiente fosse; (a Dio) la saggezza per poter essere un
sovrano capace di adempiere il suo ufficio,
non per sapere il numero in che enno non per sapere quante sono le intelligenze
li motor di qua su, o se necesse motrici dei cieli, o per conoscere se una
con contingente mai necesse fenno; premessa necessaria e una contingente
portano ad una conclusione necessaria;
non, si est dare primum motum esse,
o se del mezzo cerchio far si pote né per sapere se è possibile (est)
triangol si ch’un retto non avesse. ammettere che esista (nell’universo) un
moto primo dal quale dipendono tutti gli
altri, o per conoscere se in un semicerchio
si possa iscrivere un triangolo che non sia
rettangolo.
Dove siamo
San Tommaso ha già narrato al poeta la vita di san Francesco, e si accinge a sciogliere l’altro
dubbio, suscitato in lui quando, parlando di Salomone, aveva detto: “a veder tanto non surse il
secondo”. Egli gli spiega che lui crede in Adamo e in Cristo sia stata infusa da Dio tanta
sapienza quanta può esser concessa alla natura umana, e perciò ti meravigli che io abbia detto
che Salomone non ebbe chi lo uguagliasse in sapienza, e successivamente gli rammenta di
stare bene attento a quello che dirà poiché la sua opinione e le sue parole si incontreranno. Le
creature incorruttibili e le corruttibili non sono che il riflesso di quella idea (il Verbo divino),
che Dio genera con l’atto d’amore, perché la luce del Verbo divino, che deriva dal Padre senza
separarsi né dal Padre né dallo Spirito Santo, raccoglie e concentra spontaneamente i suoi
raggi, come in altrettanti specchi, nelle nove gerarchie angeliche, pur rimanendo sempre una.
Da queste gerarchie tale luce discende di cielo in cielo fino agli elementi del mondo sublunare
attenuandosi fino al punto da non produrre che cose corruttibili e di breve durata, cioè le
cose generate, organiche od inorganiche. La materia di queste cose generate, e il cielo che con
la sua influenza la informa, possono trovarsi in varia condizione, e perciò tale materia, sotto il
suggello dell’Idea divina, risplende più o meno; per cui avviene che alberi della stessa specie
producano frutti buoni o cattivi, e che gli uomini nascano con diverso ingegno. Se la materia si
trovasse nella condizione più conveniente e il cielo operasse con tutta la sua virtù, si
manifesterebbe nelle cose tutta la luce dell’Idea divina, ma la natura presenta tale luce
sempre imperfetta, come l’artista che pur avendo disposizione all’arte, non riesce nell’opera
sua perché gli trema la mano. Ma se Dio, per mezzo dello Spirito Santo, crea direttamente,
nella cosa creata si ha tutta la perfezione possibile; e poiché in tal modo fu creato Adamo e fu
resa madre della Vergine, ha ragione Dante di credere che la natura umana non fu mai e non
sarà mai così perfetta come lo fu in Adamo e in Cristo. Quanto a Salomone, bisogna riflettere
quale era la condizione di lui e quale fu la cagione che lo spinse a domandare a Dio il dono della
sapienza. Egli era re e chiese a Dio il senno necessario per governare il popolo e non per
conoscere la teologia, l’astrologia, la metafisica o la matematica.
Qualche breve commento
Dante opera in queste terzine una distinzione fra la sapienza propria del re, che deve
governare il suo popolo secondo giustizia, e il sapere teologico, logico, metafisico, geometrico:
Salomone chiese a Dio la saggezza politica e, in questo campo, non ci fu nessuno che lo
eguagliasse. La discussione sulla sapienza di Salomone serve per altro al poeta per ampliare e
precisare il suo concetto di sapienza, estendendolo alla sapienza dell’agire, segnandone nel
contempo i confini: piena è la sapienza solo di Adamo e di Cristo-uomo; non quella di qualsiasi
altro uomo.
Il riferimento
Esaminiamo le due affermazioni di carattere scientifico:
- È possibile che vi sia un moto primo, cioè a sua volta non causato da un altro moto;
- È possibile che esista un triangolo inscritto in una semicirconferenza ma non rettangolo.
Ebbene, Dante le prende come esempi palesi di qualche cosa di falso perché contraddicono alla
modalità della necessità logica:
- Se c’è un moto, allora c’è anche necessariamente qualche cosa che l’ha generato, una causa
- Se un triangolo è inscritto in una semicirconferenza, allora necessariamente quel triangolo è
rettangolo cioè ha un angolo retto.
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Matematica
Con questa tesina ho voluto analizzare alcuni ambiti in cui troviamo la matematica, come la natura, la tecnologia e la Divina Commedia in modo particolare. In seguito ho trattato delle varie filosofie della matematica, in quanto reputo importante conoscerle.
Materie trattate
- Matematica
- Scienze della Terra
- Italiano
- Filosofia