La mafia
Psichismo mafioso ed educazione alla legalità
Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe
23 maggio 1992 - Il comitato dei genitori - Palermo
“Si può fermare un uomo ma la forza delle sue idee vive negli altri uomini” P. Borsellino
Sabrina Passari Cl. 5° E A.s. 2007/2008
Liceo Socio Psico Pedagogico - Alessandro Manzoni
- Definizione ed etimologia del termine mafia
- Storia
- Diritto
- Letteratura italiana
- Letteratura inglese
- Metodologia della ricerca
- Pedagogia
- Arte
- Bibliografia
Definizione ed etimologia del termine mafia
Termine diffuso ormai a livello mondiale con cui si indicano le organizzazioni criminali.
Il termine mafia ha diverse possibili origini etimologiche:
- Derivazione dalla parola araba Ma-Hias, spacconeria.
- Derivazione dalla parola araba muafak, protezione dei deboli.
- Secondo lo storico delle tradizioni popolari Giuseppe Pitrè, il termine era in uso nel gergo di un rione popolare di Palermo ed era sinonimo di bellezza, audacia e superiorità.
- Dopo il 1863, sulla scia del dramma dialettale I mafiosi di la vicaria di G. Rizzotto, il termine mafia entrò nell'accezione di uso comune.
- Solo nel 1865 fu usato dal prefetto di Palermo, Gualterio, nel suo significato più attuale per indicare un'insolita forma di associazione a delinquere.
Storia
1881-1900: Fasci siciliani
I Fasci siciliani possono considerarsi la prima forma di lotta organizzata di contadini e strati della piccola borghesia che si battono per il miglioramento delle condizioni di vita e per la partecipazione alla gestione degli enti locali e si scontrano con le istituzioni, con i proprietari terrieri e con i mafiosi.
1900-1915: le affittanze collettive
L'affittanza collettiva mira a sostituire gli affittuari delle terre con le cooperative contadine. Le affittanze si svilupparono in quattro regioni: Sicilia, Emilia, Piemonte e Lombardia. In Sicilia le cooperative contadine avevano lo scopo di sostituire i gabelloti, in gran parte mafiosi, e di gestire l'affitto di grandi tenute (i latifondi).
1915-1918: Prima guerra mondiale
La terra ai contadini
La guerra diede un duro colpo alle affittanze collettive, perché molti dei soci furono chiamati al fronte e l'accresciuta richiesta di beni alimentari avvantaggiò proprietari e gabellotti. Durante la guerra il governo prese l'impegno solenne di distribuire le terre ai lavoratori.
1919-1922: lotte contadine
Prima dell'avvento del fascismo
Dopo la guerra in Sicilia riprende il movimento contadino che si presenta con una pluralità di soggetti. I contadini occuparono le terre chiedendo l'espropriazione dei latifondi. Si innesca ancora una volta la violenza mafiosa. Negli anni precedenti l'avvento del Fascismo in Sicilia lotta contro la mafia e per la democrazia si mescolano. Il Fascismo si avvia a vincere e l'11 gennaio del 1923 con un decreto vengono revocate le concessioni dei latifondi alle cooperative contadine. Vengono sciolte tutte le organizzazioni non fasciste e dirigenti e militanti verranno condannati al carcere o al confino.
1922-1943: la mafia durante il fascismo
Cesare Mori
Con la mafia
Ai ferri corti
Mondadori
Il fascismo sgominò la mafia. Al centro dell'azione del fascismo contro la mafia fu Cesare Mori, denominato prefetto di ferro, con il compito di condurre la campagna per la purificazione fascista dell'isola. L'azione antimafia del fascismo si risolse in un'operazione a difesa della proprietà terriera.
1943-1946: sbarco anglo-americano
Gli Alleati sbarcarono in Sicilia il 10 luglio 1943 e la guerra nell'isola finisce un mese dopo. Si è attribuito notevole importanza al ruolo della mafia nello sbarco. I mafiosi riprendono le armi contro le organizzazioni contadine e i partiti di sinistra che si formano già nel 1944. Si costituiscono cooperative agricole di produzione e lavoro, di ispirazione socialcomunista o cattolica, per ottenere l'assegnazione delle terre incolte o mal coltivate. Ancora una volta la violenza mafiosa miete vittime tra i contadini.
1947-1950: rottura dell'unità antifascista - riforma agraria
Eccidio Portella della Ginestra
Primo maggio 1947
La violenza raggiunge il suo culmine con la strage di Portella della Ginestra del primo maggio 1947. Furono considerati responsabili della strage i banditi della banda Giuliano, mentre i mandanti sono rimasti ignoti. Dirigenti del movimento contadino continuano a cadere e prosegue la lotta per la riforma agraria, con l'occupazione delle terre e gli scioperi a rovescio. Con la legge regionale n. 104 del 27 dicembre 1950 viene varata la riforma agraria.
1950-1979: commissione parlamentare
Antimafia e delitti contro uomini e istituzioni
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tesina - Premio maturità 2008
Titolo: La mafia, psichismo mafioso ed educazione alla lega
Autore: Sabrina Passari
Descrizione: La mafia vista soprattutto da un punto di vista psicologico e pedagogico
Materie trattate: Storia, letteratura italiana, letteratura inglese, diritto, metodologia della ricerca, pedagogia, arte
Area: Umanistica
Sommario
Definizione ed etimologia del termine mafia
Mafia è un termine diffuso ormai a livello mondiale con cui si indicano le organizzazioni criminali.
Il termine mafia ha diverse possibili origini etimologiche:
- Derivazione dalla parola araba Ma-Hias, spacconeria, che sta in relazione con la spavalderia mostrata dagli appartenenti a tale organizzazione.
- Derivazione dalla parola araba muafak, protezione dei deboli.
Invece, secondo lo storico delle tradizioni popolari Giuseppe Pitrè, il termine era in uso nel gergo di un rione popolare di Palermo ed era sinonimo di bellezza, audacia e superiorità. Si tratterebbe di un termine della vecchia Sicilia, che dopo il 1860 perde il suo significato originario e positivo per assumerne un altro, poco chiaro ma comunque negativo, vicino al brigantaggio, al malandrinaggio.
Fu dopo il 1863, sulla scia del dramma dialettale "I mafiosi di la vicaria" di G. Rizzotto, che il termine mafia entrò nell'accezione di uso comune, mentre venne usato solo nel 1865 dal prefetto di Palermo, Gualterio, nel suo significato più attuale per indicare un'insolita forma di associazione a delinquere.