Liceo statale delle Scienze Sociali “Carlo Montanari”
Anno scolastico - classe Quinta Es
2007/2008
La dimensione etica tra politica e religione
Argomento interdisciplinare preparato da
Riccardo Bertolini
Indice
Mappa concettuale di riferimento.....................................................pag.3
Introduzione – Cos'è la dimensione etica............................................pag. 4
Letteratura italiana:
“De Monarchia” di Dante Alighieri......................................................pag. 6
Riferimenti al “Purgatorio – Canto XVI” di Dante Alighieri.................pag. 9
Diritto ed Economia - Storia
Rapporto Chiesa-Stato secondo la Costituzione...............................pag. 12
I patti lateranensi e la loro revisione...................................................pag. 14
Difesa dell'etica nella società: propositi e contraddizioni.........................pag. 16
Filosofia:
Voltaire: confronto con la chiesa cattolica............................................pag. 19
Sociologia:
Religione e capitalismo di Max Weber.................................................pag. 22
Karl Marx e “l'oppio dei popoli”............................................................pag. 25
Biologia – Attualità
La procreazione medicalmente assistita..............................................pag. 28
Legislazione in Italia riguardo la fecondazione assistita e opinioni.....pag. 32
Inglese:
“Christianity influences in the social ethics”.....................................pag. 36
Fonti e Bibliografia / Ringraziamenti..........................................................pag. 38/39
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Mappa concettuale di riferimento
Cos'è la dimensione etica e
la sua relazione con la Chiesa
Può essere studiata osservando
Gli autori più significativi I dibattiti attuali e
che hanno trattato l'argomento dichiarazioni rilasciate in merito
Diritto/Economia e Storia
Rapporti Chiesa/Stato
Dante Alighieri: secondo la costituzione e
De Monarchia e Canto XVI Purgatorio i Patti Lateranensi
Voltaire: A difesa dell'etica
Confronto con la chiesa cattolica Interventi: propositi e contraddizioni
Max Weber: Biologia e Attualità
Religione e capitalismo Procreazione e legislazione a carico
Karl Marx: Christianity influences
“L'oppio dei popoli” in the social ethics
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Introduzione – Che cos'è la dimensione etica
« (Per etica si intende) la capacità degli esseri umani di farsi guidare da distinzioni tra
bene e male, giusto e ingiusto, virtuoso e vizioso la quale è radicata nella loro natura
biologica. Se così è, allora l’etica non è altro che una pratica volta a risolvere le questioni
di interazione privata e pubblica tra gli uomini e su questa terra […] Per il non credente, il
premio per la sua condotta morale deriverà principalmente dalla consapevolezza di aver
»
fatto ciò che è bene, giusto e doveroso
(Eugenio Lecaldano, “Un'Etica senza Dio”, LaTerza 2006)
Rogo di una strega, stampa del XVI secolo; le donne accusate erano punite
perché la stregoneria presunta era contrastante con la morale religiosa
dell'epoca
L'etica (il termine deriva dal greco ossia “condotta”, “carattere”) è
ἦθος,
quella branca della filosofia che studia i fondamenti oggettivi e razionali che
permettono di distinguere i comportamenti umani in buoni, giusti, o
moralmente leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti cattivi o moralmente
inappropriati. Si può anche definire l'etica come la ricerca di uno o più criteri
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che consentano all'individuo di gestire adeguatamente la propria libertà;
essa è inoltre una considerazione razionale, dei limiti entro cui la libertà
umana si può estendere.
Alla base di ciascuna concezione dell'etica sta la nozione del bene e del
male, della virtù ed una determinata visione dell'uomo e dei rapporti umani.
Tali idee sono spesso correlate ad una particolare religione, o comunque ad
una ideologia; l'etica a base religiosa infatti, fissa norme di comportamento
che pretende valide per tutti, mentre l'etica laica non mira ad imporre valori
eterni e si dimostra solitamente attenta alle esigenze umane che tengano
conto delle condizioni e delle trasformazioni storiche.
La citazione all'inizio di questo paragrafo riprende ciò che scrive Eugenio
Lecaldano, docente universitario dell'università “La Sapienza” di Roma,
riguardo la possibile esistenza di un'etica (a livello sociale) privata di ogni
suo componente religioso. Egli si interroga sull'importanza di un sistema
teista nella società contemporanea, in cui è in atto una pesante
secolarizzazione di ogni aspetto della vita quotidiana e della cultura.
La domanda che sorge spontanea è: “La dottrina cattolica può spingere uno
stato ad adeguarsi assecondando l'etica e la morale che essa insegna?
Qual è il limite che coloro che non seguono tale ideologia religiosa possono
tollerare?”
Benedetto XVI, in un discorso del 12 novembre 2005, ha specificato quale
posizione la Chiesa Cattolica deve prendere all'interno dello Stato italiano e,
indirettamente, a livello internazionale.
«È importante indicare l’intrinseca dimensione etica di ogni decisione politica [...] la
missione religiosa universale della Chiesa non permette che essa sia identificata con un
particolare sistema politico, economico o sociale, tuttavia allo stesso tempo, questa
missione serve come fonte di impegno, direzione e forza».
Impegno, direzione e forza vengono indicati come caratteristiche
fondamentali della missione che la Santa Chiesa intende prefiggersi di
portare a termine. 5
Etica quindi deve rispecchiare un'ideologia laica e universale, oppure
appoggiarsi ai dogmi teocratici? Utilizzando un percorso interdisciplinare,
comprendente diversi autori di diverse epoche diverse, intendo fornire più
dati possibili affinché sia agevolato il raggiungimento di una individuale e
personalissima considerazione finale sull'argomento trattato.
Letteratura italiana
“De Monarchia” di Dante Alighieri
Nato a Firenze sotto il segno astronomico dei gemelli, quindi tra il 21 maggio
e il 21 giugno del 1265, Dante morì a Ravenna, dopo un esilio quadrilustre,
la notte fra il 13 e il 14 settembre 1321. Visse dunque 56 anni; età non
breve, ma di fronte alla quale la sua multiforme operosità poetica, letteraria,
civile, appare senz'altro prodigiosa, se si pensi che per la maggior parte
essa va sicuramente collocata negli anni fortunosi e travagliati dell'esilio.
Essenziale sarà Beatrice, sia nella poetica che nella vita privata, l'angelo che
opera la conversione spirituale di Dante sulla terra, lo studio psicologico che
compie il poeta sul proprio innamoramento. L'amore per Beatrice sarà il
punto di partenza per la formulazione del dolce stil novo, nuova concezione
dell'amor cortese sublimata dalla sua intensa sensibilità religiosa, peraltro
sensibilmente presente nella sua più grande opera poetica, la Commedia e
nella Vita Nuova. Altre importanti opere del poeta sono Le Rime, una
raccolta di circa cinquanta componimenti poetici, Il Convivio, affascinante
prosa in volgare con l'intento pedagogico di insegnare come si esercita l'
attività pubblica e civile, il De vulgari eloquentia scritto in latino, finalizzato a
discutere dell'utilità e versatilità del volgare, fondamentale vista la facile
comprensione dai non letterati. Infine, Dante Alighieri scrisse il De
monarchia, il suo scritto più interessante e attinente all'argomento che mi
pongo ad affrontare. 6
Con questo testo il poeta volle intervenire in uno dei temi più “caldi” della
sua epoca: il rapporto tra l’autorità laica (rappresentata dall’imperatore) e
l’autorità religiosa (rappresentata dal Papa). Ormai è noto quale fosse il
punto di vista di Dante su questo problema, poiché durante la sua attività
politica egli aveva lottato per difendere l’autonomia del comune fiorentino
dalle pretese temporali di papa Bonifacio VIII.
Secondo la cronologia più accreditata, il de Monarchia fu composto negli
anni 1312-13. L’opera si articola in tre libri: nel primo Dante afferma la
necessità di un Impero universale e autonomo, e riconosce questo impero
come unica forma di governo capace di garantire unità e pace. Nel secondo
riconosce la legittimità del diritto dall'impero da parte dei Romani; nel terzo
libro Dante dimostra che l'autorità del monarca è una volontà divina, e quindi
dipende da Dio ma non per questo è soggetta all'autorità del pontefice.
Domenico di Michelino "Dante e i regni dell'oltretomba" (1465)
Il tema del rapporto papa e imperatore viene affrontato nello specifico nell'
ultimo libro dove Dante, anzitutto, condanna la concezione teocratica (per
teocrazia si intende una forma di governo in cui il potere politico stabilito su
base religiosa) del potere elaborata dalla Chiesa romana e solennemente
ribadita attraverso la bolla Unam Sanctam del 1302, ove Bonifacio VIII indica
il potere temporale e quello spirituale come due spade, in cui tra le due
prevale in forza la seconda. La concezione teocratica assegnava la pienezza
dei poteri al Papa, la cui autorità era superiore anche a quella
dell'imperatore: questo significava che il Papa era legittimato ad intervenire
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anche negli affari che di norma competevano all’autorità laica. A questa
concezione teocratica Dante oppone l’idea che l’uomo persegue
essenzialmente due fini: la felicità della vita terrena e quella della vita eterna.
Mentre al Papa spetta la conduzione degli uomini alla vita eterna (in cui
Dante riconosce comunque il fine più alto), all’imperatore spetta, invece, il
compito di guidarli alla felicità terrena. Ne deriva perciò l'autonomia della
sfera temporale, di competenza dell'imperatore, rispetto alla sfera spirituale,
di competenza del Papa. L’autorità del pontefice non deve influenzare quella
dell'imperatore nello svolgimento dei suoi compiti.
A
“Mplius, si Ecclesia virtutem haberet auctorizandi romanum Principem, aut haberet a
Deo, aut a se, aut ab Imperatore aliquo aut ab universo mortalium assensu, vel saltem ex
illis prevalentium: nulla est alia rimula, per quam virtus hec ad Ecclesiam manare
”
potuisset; sed a nullo istorum habet: ergo virtutem predictam non habet.
(De Monarchia – Libro III, capitolo XIII)
O
“Oltre a questo, se ella chiesa avesse virtù di dare autorità al prencipe romano, o e[lla]
l’avrebbe da Dio, o da essé, o da altro inperadore, o da tutto el consentimento de’ mortali,
o dalla maggiore parte: non c’è altra via per la quale questa virtù possa essere venuta
.”
alla chiesa; ma da nessuno di costoro ha questo: adunque non l’ha inn–alcuno modo
(De Monarchia - trad. Marsilio Ficino – 1468)
Nel De Monarchia Dante abbraccia la teoria dell'epoca del Sole e della
Luna: essa era una concezione politica medievale che vedeva il papa come
la principale autorità terrena e come la fonte del potere di tutti i regnanti.
Secondo questa teoria, il papa e l'imperatore del Sacro Romano Impero i
due poteri universali sulla Terra sarebbero stati come il Sole e la Luna nel
cielo. Come, infatti, il Sole emette luce propria, mentre la Luna riflette la sua
luce, così il papa, essendo vicario di Cristo, brillerebbe di luce propria
illuminando l'imperatore. Questa concezione era dovuta al fatto che nel
Medioevo (ma anche per tutta l'eternità) si considerasse l'autorità dei
sovrani terreni come derivante direttamente da Dio e non come espressione
di una volontà umana.
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Riferimenti al “Purgatorio – Canto XVI” di Dante Alighieri
Dante esplica la propria convinzione politica non solo nel De monarchia, ma
anche in altre sue opere, tra le quali l'illustre Commedia. Composta da tre
cantiche (Inferno, Purgatorio e Paradiso) è una delle più importanti
testimonianze letterarie della civiltà medioevale e una delle più grandi opere
della letteratura universale, conosciuta e studiata in tutto il mondo.
Il canto sedicesimo del Purgatorio si trova alla metà esatta dell'intera Divina
Commedia (Inferno, Purgatorio e Paradiso); infatti di 100 è il 50esimo canto.
Marco Lombardo, illustrazione di Gustave Doré
Esso prende luogo sulla terza cornice del Purgatorio, dove espiano i peccati
le anime degli iracondi; la loro punizione consiste nel vagare avvolti da un
fumo denso, acre e irritante, che annebbia loro la vista. In loro si osserva il
contrappasso poiché in vita furono "accecati" dall'ira. Non potendo
distinguere alcunché con la vista, Dante si affida al suo udito, e infatti per
mezzo di esso il poeta ode delle voci che, con uguale tonalità, cantano
assieme preghiere 9
rivolte alla misericordia e alla pace. Mentre Virgilio, la guida di Dante e il
poeta stesso tentavano di muoversi con difficoltà, percepiscono uno spirito
che li insegue: esso rivela di essere Marco Lombardo, uomo di corte del XII
secolo, conoscitore delle regole del mondo e cultore delle virtù morali.
Egli, dopo aver indicato ai poeti la strada corretta per raggiungere la cornice
successiva, chiede a Dante di pregare per lui affinché possa, rapidamente,
accedere al Paradiso: dopo aver assicurato di farlo, dichiara di avere un
duplice dubbio: è l'influsso degli astri o una natura insita nell'animo a
controllare le azioni degli uomini, che in quest'epoca (il 1300) sembrano
colme di disonestà? Da questi interrogativi Lombardo afferma che l'autorità
(o natura) in questione è corrotta, essendo commistionata a quella papale;
poiché quest'unione è forzata (infatti il papa detiene a forza il potere
temporale), essa è inevitabilmente destinata a produrre conseguenze
infauste. Ecco dunque la formulazione della famosa dottrina dei due soli: il
potere imperiale e quello papale sono come due soli, ossia sono entrambi
voluti da Dio, ma separati e indipendenti l'uno dall'altro. Questa è una
precisazione della teoria abbracciata inizialmente da Dante, e che espone
nel trattato De Monarchia, dove invece parlava di un sole e di una luna: il
sole rappresenta il papa, al quale Dio conferisce sia il potere spirituale, sia
quello temporale; il pontefice poi conferisce quest'ultimo all'imperatore,
simboleggiato dalla luna che, infatti, brilla della luce riflessa del sole. Questa
differenza è giustificata non dalla ritrattazione di Dante sul tema, ma dalla
riformulazione della struttura dell'allegoria astrale. Lombardo conclude il suo
discorso affermando che la Chiesa, se vuole sia il potere spirituale sia quello
temporale, che devono restare distinti, è destinata a cadere nel fango e a
sporcare se stessa e il suo potere.
Indipendentemente da quello che è il pregio formale di queste pagine, il
canto XVI è di grande interesse per la definizione del punto di vista del
Poeta sui rapporti tra Chiesa e Impero, sempre che si accetti la tesi,
avanzata dalla maggior parte degli interpreti ed accuratamente svolta in uno
studio del Maccarrone.
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Tesina - Premio maturità 2008
Titolo: La dimensione etica tra politica e religione
Autore: Riccardo Bertolini
Scuola: Liceo delle scienze sociali
Descrizione: L'etica (il termine deriva dal greco ἦθος, ossia "condotta", "carattere") è quella branca della filosofia che studia i fondamenti oggettivi e razionali che permettono di distinguere i comportamenti umani in buoni, giusti, o moralmente leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti cattivi o moralmente inappropriati. Si può anche definire l'etica come la ricerca di uno o più criteri che consentano all'individuo di gestire adeguatamente la propria libertà; essa è inoltre una considerazione razionale dei limiti entro cui la libertà umana si può estendere.
Alla base di ciascuna concezione dell'etica sta la nozione del bene e del male, della virtù ed una determinata visione dell'uomo e dei rapporti umani. Tali idee sono spesso correlate ad una particolare religione, o comunque ad una ideologia; l'etica a base religiosa infatti fissa norme di comportamento che pretende valide per tutti, mentre l'etica laica non mira ad imporre valori eterni e si dimostra solitamente attenta alle esigenze umane che tengano conto delle condizioni e delle trasformazioni storiche.
La citazione all'inizio di questo paragrafo riprende ciò che scrive Eugenio Lecaldano, docente universitario dell'università "La Sapienza" di Roma, riguardo la possibile esistenza di un'etica (a livello sociale) privata di ogni suo componente religioso. Egli si interroga sull'importanza di un sistema teista nella società contemporanea, in cui è in atto una pesante secolarizzazione di ogni aspetto della vita quotidiana e della cultura.
La domanda che sorge spontanea è: "La dottrina cattolica può spingere uno stato ad adeguarsi assecondando l'etica e la morale che essa insegna? Qual è il limite che coloro che non seguono tale ideologia religiosa possono tollerare?" Benedetto XVI, in un discorso del 12 novembre 2005, ha specificato quale posizione la Chiesa Cattolica deve prendere all'interno dello Stato italiano e, indirettamente, a livello internazionale.
Materie trattate: inglese (christianity influence in the social ethic), letteratura italiana (Dante), biologia (la procreazione), diritto (Patti lateranensi), storia (rapporti Chiesa-Stato), filosofia (Voltaire, Marx), sociologia (Weber)
Area: umanistica
Bibliografia: Lecaldano, E. (2006) Un'etica senza Dio, laTerza editore; Alighieri, D. (1920) De Monarchia, Olschki editore; Alighieri, D. (2008) La Divina Commedia, Polistampa editore (La traduzione di Marsilio Ficino è stata reperita al sito www.wikipedia.it); Le statistiche a pag. 12 sono state raccolte da www.camera.it; (a cura di) Ferrari, G. (2008) Codice Civile, Hoepli editore; Benedetto XVI (2007) Sacramentum Caritatis, Editrice Vaticana; Marx, K. (1927) Critica della filosofia hegeliana del diritto pubblico, Bompiani editore