Boccelli Gabriele 5BR 2012-2013
La crisi del 1929 e le ripercussioni in Italia
Tesina per esame di stato, anno 2012-2013
Classe 5^BR
Alunno Boccelli Gabriele
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Boccelli Gabriele 5BR 2012-2013
Indice
1. Introduzione ........................................................................................................ 03
2. Storia .................................................................................................................. 04
Gli anni 20, i “Roaring Twenties” (Anni Ruggenti)......................................................... 04
1. Lo scoppio della crisi e la caduta di Wall Street, 1929................................................ 04
2. Gli effetti immediati della grande crisi in Italia.......................................................... 04
3. “Quota ‘90”........................................................................................................... 05
3 - 1 Indipendenza economica dall’estero....................................................................... 06
3 - 2 Stato imprenditore e banchiere ............................................................................. 06
3 - 3 I.R.I.................................................................................................................. 07
3 - 4
Conclusione .............................................................................................................. 07
4.
3. Scienza delle finanze – Finanza neutrale e funzionale .................................................. 09
Il ruolo dello stato in economia .................................................................................... 09
1. La finanza neutrale ................................................................................................. 09
2. La finanza funzionale ............................................................................................... 09
3.
4. Diritto – Plebiscito del ’29 e caratteristiche odierne voto ............................................. 12
Plebiscito del 1929 e evoluzione del suffragio in Italia ................................................... 12
1. Il voto oggi ............................................................................................................. 13
2.
5. Inglese – Riassunto ................................................................................................. 14
6. Bibliografia ............................................................................................................. 16
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Introduzione ¹
Ho scelto quest’argomento soprattutto in considerazione dell’attualità che, a causa della situazione di crisi generalizzata che da qualche anno ormai sta attanagliando l’economia mondiale, purtroppo riveste.
In effetti, le prospettive, in particolare per noi giovani, non sono molto incoraggianti e richiamano alla mente la situazione di grande difficoltà verificatasi con la crisi del ’29.
In questo breve studio ho voluto esaminare, in modo particolare, il momento storico dell’epoca e le soluzioni messe in atto per cercare di risollevare la situazione.
Per confermare l’attualità del tema indico schematicamente le analogie e differenze che ho riscontrato paragonando il 1929 alla crisi attuale:
Analogie
- Eccesso di liberismo
- Mercato sopravvalutato (ma nel 1929 il fenomeno era maggiore)
- Politica monetaria troppo accomodante all’origine della crisi
- Crollo delle commodities
- Crollo dell’attività industriale
Differenze
- Sostegno al sistema bancario (nel 1929 sono fallite tantissime banche)
- Forte piano di stimolo e di sostegno all’economia, con taglio tassi, sospensione pagamento rate, rinegoziazione prestiti ecc.
- Il protezionismo al momento non è così evidente.
- A livello globale non abbiamo assistito ad un crollo verticale del commercio. Il nuovo polmone economico del BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) e dei paesi emergenti compensa in parte la frenata dei paesi tradizionalmente più avanzati (USA, Paesi UE in genere).
Di seguito passo all’illustrazione dell’argomento.
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Storia
1. Gli anni 20, i “Roaring Twenties” (Anni ruggenti)
Nel primo dopoguerra l’economia degli Stati Uniti ebbe un forte incremento, dovuto anche alla grande richiesta d’investimento che veniva dall’Europa per la ripresa delle varie potenze che avevano partecipato al primo conflitto mondiale. Infatti, in America dal 1922 al 1929, la produzione industriale aumentò del 64%, la produttività del lavoro del 43%, i profitti del 76% e i salari del 30%. La forte differenza tra l’aumento dei profitti e della produzione con quello dei salari creò un evidente squilibrio nella distribuzione dei redditi, a ciò si aggiunse un fattore psicologico trainante: la convinzione che fosse possibile un arricchimento facile attraverso audaci attività speculative. Per questo motivo un numero sempre crescente di “investitori” s’indebitava presso le banche convinto di realizzare un grande guadagno finanziario. Ma la continua corsa agli acquisti comportò un aumento indifferenziato dei prezzi (inflazione) e del valore dei titoli di borsa non supportato dai dati reali dell’economia che invece registrava un calo della produzione. Nell’ottobre del ’29 gli investitori più scaltri e accorti si resero conto che questa speculazione avrebbe, di fatto, portato al crollo delle azioni e, conseguentemente, della borsa.
2. Lo scoppio della crisi e la caduta di Wall Street, 1929
Proprio il tentativo di fuggire dalla “bolla speculativa”, con lo smobilizzo d’ingenti investimenti, accelerò il crollo di Wall Street che avvenne il 24 ottobre 1929 (i forti ordini di vendita di titoli causarono l’azzeramento del valore di molti di essi). Il crollo della borsa non fu quindi altro che la conferma dei problemi che si erano venuti a formare negli USA causati principalmente dalle relazioni economiche e finanziarie internazionali del primo dopoguerra. La prima guerra mondiale frammentò l’equilibrio monetario all’interno dell’Europa, infatti, durante il conflitto molti stati avevano ecceduto nell’emissione di carta moneta con conseguente svalutazione (solo gli Stati Uniti mantennero inalterata la convertibilità del dollaro in oro - Gold Standard).
L’America divenne il paese più prospero del mondo e concesse prestiti ai paesi europei nel dopoguerra. La maggiore beneficiaria fu la Germania, che poté riprendersi rapidamente dal collasso del marco. Nell’autunno del ’29 la crisi che colpì gli Stati Uniti si propagò a macchia d’olio anche in Europa, a causa della forte dipendenza finanziaria dagli USA stessi. 4
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3. Gli effetti immediati della grande crisi del 1929 in Italia
In Italia gli effetti della crisi del 1929 si inseriscono in un rallentamento generale della vita economica determinato anche dalla politica deflazionista inaugurata da Mussolini nel 1926 e definita, con esplicito riferimento al gergo militare, ’Quota 90’. Le conseguenze della crisi economica internazionale furono, come altrove, dirompenti: la produzione industriale subì una contrazione media del 15%-25% (con punte superiori al 30% nei comparti tessile, metallurgico e meccanico), furono ridotti gli stipendi di industria, commercio e agricoltura, il primo dicembre 1930 fu annunciata anche la riduzione del 12% dei salari di tutti gli impiegati dello Stato. I consumi e il mercato interno si contrassero di conseguenza. Le esportazioni, già in crisi per effetto di ’Quota 90’, furono colpite definitivamente, e s’interruppe il flusso dei capitali internazionali. Lo stato fascista reagì sia cercando di rompere i rapporti di dipendenza economica dall’estero, sia rafforzando, con una vera e propria svolta dirigista, il proprio intervento nell’economia. Di conseguenza, lo stretto rapporto tra potere politico, industria e banche, ereditato dall’economia dell’Italia liberale fu rafforzato: con la creazione dell’I.M.I. e dell’I.R.I. il fascismo fece dello Stato il maggiore imprenditore e banchiere italiano, divenendo proprietario di oltre il 20% dell’intero capitale azionario nazionale.
3.1 ‘Quota 90’
Nel 1922, fino al 1925, il fascismo adottò una politica liberistica (attenuando il controllo dello Stato affermatosi durante la guerra in alcuni settori dell’economia) finalizzata al mantenimento del consenso al regime
Introduzione Italia e crisi del 1929 - Tesina
Ho scelto quest’argomento soprattutto in considerazione dell’attualità che, a causa della situazione di crisi generalizzata che da qualche anno ormai sta attanagliando l’economia mondiale, purtroppo riveste.
In effetti, le prospettive, in particolare per noi giovani, non sono molto incoraggianti e richiamano alla mente la situazione di grande difficoltà verificatasi con la crisi del 1929. In questa tesina ho voluto esaminare, in modo particolare, il momento storico dell’epoca e le soluzioni messe in atto per cercare di risollevare la situazione.
Per confermare l’attualità del tema indico schematicamente le analogie e differenze che ho riscontrato paragonando il 1929 alla crisi attuale:
Analogie
- Eccesso di liberismo
- Mercato sopravvalutato (ma nel 1929 il fenomeno era maggiore)
- Politica monetaria troppo accomodante all’origine della crisi
- Crollo delle commodities
- Crollo dell’attività industriale
Differenze
- Sostegno al sistema bancario (nel 1929 sono fallite tantissime banche)
- Forte piano di stimolo e di sostegno all’economia, con taglio tassi, sospensione pagamento rate, rinegoziazione prestiti.
- Il protezionismo al momento non è così evidente.
- A livello globale non abbiamo assistito ad un crollo verticale del commercio. Il nuovo polmone economico del BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) e dei paesi emergenti compensa in parte la frenata dei paesi tradizionalmente più avanzati (USA, Paesi UE in genere).
La tesina di maturità permette inoltre di collegare questo argomento con le altre materie scolastiche.
Collegamenti
Italia e crisi del 1929 - Tesina
Storia - Riassunto generale dagli anni '20 in America alle ripercussioni in Italia nel '31.
Scienza delle Finanze - Finanza neutrale e funzionale.
Diritto - Plebiscito del '29 e caratteristiche del voto oggi.
Inglese - Riassunto generale.