Davide Fortino 5°C IIS Marie Curie Collegno
Liceo Scientifico Anno 2011/2012 2
Indice
Cap. 1 Introduzione pag. 4
Cap. 2 Definizione di I.A. pag. 5
-2.1 Cos’è l’intelligenza? pag. 6
Cap. 3 L’inizio della rivoluzione informatica pag. 8
-3.1 Transistor pag. 10
Cap. 4 L’I.A. moderna: l’incertezza, il connessionismo e la pag. 11
robotica
Le reti neurali
-4.1 pag. 13
L’I.A. nella letteratura
-4.2 pag. 14
L’I.A. a casa nostra
-4.3 pag. 16
Conclusioni
Cap. 6 pag. 17
Bibliografia pag. 18 3
1. Introduzione
L’obiettivo di questa tesina è quello di sfatare alcuni luoghi comuni che si sono creati nel tempo riguardanti l’intelligenza artificiale e di rispondere ad alcune delle domande più frequenti...
Molti di questi pregiudizi si sono creati a causa della letteratura e del genere della fantascienza, in cui spesso si vede la creazione di macchine in grado di pensare e di agire in base alle proprie emozioni. Tra gli esempi più significativi troviamo l’opera di Isaac Asimov, uno dei precursori di questo genere. Inoltre analizzeremo le analogie tra intelligenza creata artificialmente e intelligenza naturale o umana. Sebbene l’intelligenza artificiale sia incredibilmente diffusa nei più svariati campi, la maggior parte delle persone non percepisce le reali capacità di quest’ultima e non conosce gli utilizzi della stessa persino nell’ambito della propria casa.
Esistono dei limiti che l’intelligenza artificiale non può oltrepassare?
Per rispondere a questa domanda prenderemo in considerazione la spaccatura tra intelligenza artificiale debole e intelligenza artificiale forte che divide da decenni gli scienziati e i letterati.
Qual è lo scopo dell’intelligenza artificiale?
Non tutti sanno che uno dei campi sui cui si combatté la seconda guerra mondiale fu quello tecnologico, è infatti in quegli anni che furono creati i primi computer. Inizialmente l’intelligenza artificiale fu creata per scopi bellici, ma una volta finito il conflitto fu riadattata. 4
2. Definizione di I.A.
“È intelligenza artificiale quel settore dell’informatica che cerca di riprodurre nei computer quel tipo di comportamenti che, quando sono assunti dagli esseri umani, vengono generalmente considerati frutto della loro intelligenza”.
(Marvin Minsky, 1956)
L’Intelligenza Artificiale nasce ufficialmente negli anni 50 con la redazione di un documento, a seguito di un seminario tenutosi al Dartmouth College di Hannover, in cui si descriveva il progetto di poter ricreare l’Intelligenza in un essere artificiale. Il termine stesso, Artificial Intelligence, pare sia stato coniato da un giovane professore di matematica, John McCarthy, nel tentativo di trovare un’etichetta accattivante e appetibile per supportare la richiesta dei fondi da destinare all’organizzazione del seminario che avrebbe dovuto studiare delle tecniche per “riprodurre l’intelligenza” in un essere non umano. Ecco come suonava tale richiesta:
“Proponiamo che uno studio (di due mesi, con dieci uomini) dell’intelligenza artificiale venga condotto durante l’estate del 1956 al Dartmouth College di Hannover, New Hampshire. Lo studio procederà sulla base della congettura che, in linea di principio, ogni aspetto dell’apprendimento o di qualsiasi altra caratteristica dell’intelligenza possa venir descritto in modo così preciso da mettere una macchina in grado di simularlo”
La richiesta fu finanziata dalla fondazione Rockfeller e il seminario vide la partecipazione, tra gli altri, di Marvin Minsky, Allen Newell, Herbert Simon. 5
2.1 Cos’è l’intelligenza?
L’Intelligenza Artificiale è una disciplina che ha come obiettivo la creazione di macchine in grado di pensare ed agire come gli esseri umani.
Il suo obiettivo, tuttavia, non è solo quello di imitare l’intelligenza umana o di produrne una copia. L’IA vuole creare originali, cioè macchine dotate di mente. La mente umana sarebbe il prodotto di un complesso insieme di calcoli eseguiti dal cervello. Vedremo ora che cosa sono l’Intelligenza Artificiale forte e l’Intelligenza Artificiale debole. La distinzione fra IA forte e debole riguarda il modo di concepire l’IA. Partiamo da questo: gli scienziati hanno cercato di dimostrare che l’intelligenza umana funziona secondo dei procedimenti simili a quelli delle macchine. La distinzione fra queste nasce proprio da ciò. Secondo la concezione forte ogni operazione della nostra mente è riducibile ad un calcolo. Essa presuppone che un calcolatore, quando sia programmato opportunamente, possa essere dotato di un’intelligenza vera non distinguibile da quella umana e di altri stati cognitivi uguali a quelli degli esseri umani. Di conseguenza i sostenitori di questa scuola di pensiero ritengono che un computer possa essere una macchina dotata di mente.
umana. Per di più, l’abilità di gioco viene appresa dal programma scontrandosi con avversari umani.
Il test di Turing è molto semplice. Una persona scrive su dei bigliettini delle domande da inviare a due soggetti diversi in un’altra stanza per comprendere quali di questi è una persona e quale la macchina. In una delle stanze è situata una macchina, nell’altra stanza si trova invece la persona. Entrambe rispondono alla domanda dell’esaminatore stampando su un biglietto una risposta. I biglietti sono infine riconsegnati all’esaminatore. Al termine del ciclo delle domande l’esaminatore deve scoprire in quale delle due stanze si trova la macchina.
L’esperimento viene poi ripetuto sostituendo la macchina con una persona a cui è affidato il compito di mentire alle domande. L’esaminatore deve cercare di capire quale delle due persone sta mentendo e quale invece sta rispondendo sinceramente alle domande.
Il test di Turing è considerato superato soltanto se il numero di volte in cui l’esaminatore individua la macchina è pari al numero di volte in cui l’esaminatore scopre la persona che mente. Al momento nessuna macchina è mai riuscita a superare il test di Turing sull’intelligenza artificiale. 7
3. L’inizio della rivoluzione informatica
valvole che faceva uso del sistema binario, ultimato però solo al concludersi della guerra. Il fatto che non dovesse più essere usato per scopi militari permise agli americani di modificare ENIAC e di utilizzarlo per varie sperimentazioni di tipo scientifico. Con l’inizio della Guerra Fredda infatti la scienza, l’informazione e la conoscenza assunsero un ruolo ancora più importante, e scopo degli U.S.A. era detenere il primato anche in questi campi, non solo in quello militare.
Al progetto ENIAC si unirono nuovi scienziati e ricercatori, tra cui John Von Neumann, ideatore del modello logico funzionale alla base di tutti i calcolatori odierni.
- Storia: Seconda guerra mondiale
- Italiano: Pirandello
- Inglese: Mary Shelley (Frankenstein)
- Scienze: Sistema nervoso
- Fisica: Circuito elettrico e semiconduttori