Estratto del documento

Bruno Munari

Maria Rosaria Aloise

Istituto Canossino B. Melzi

Anno scolastico 2007/08, classe V Egeria

Tutor di riferimento: Prof.ssa Castiglioni Antonella.

Indice

Paragrafo Contenuto Pagina

Introduzione Introduzione alla Tesina 3

Paragrafo 1 Bruno Munari 4

1.1 La vita 4

1.2 Il concetto di fantasia 5

1.3 La creatività 6

1.4 Il metodo 7

1.5 Da cosa nasce cosa: “Libri Illeggibili” 11

1.6 I “Prelibri” per l’infanzia 13

1.7 I laboratori munariani 15

Paragrafo 2 Il Disegno

2.1 Orientamenti del 1991 per la scuola materna 18

2.2 Definizione di disegno 20

William Blake 21

Paragrafo 3 Life and education 21

3.1

3.2 Works and dual vision of life 22

3.3 Imagination 22

3.4 Interest in children 23

3.5 Conclusion 24 2

Introduzione alla tesina

Per il centenario della nascita di Bruno Munari ci sono tuttora numerose mostre in corso; una tra queste si è tenuta a Milano nella Rotonda di via Besana, una vecchia chiesa sconsacrata, dal 24 ottobre 2007 al 10 febbraio 2008. Sono venuta a conoscenza di questo artista grazie alla mia professoressa di educazione all’immagine che mi ha consigliato di approfondire l’argomento.

Seguendo il suo consiglio, prima di recarmi alla mostra, mi sono documentata su libri scritti da Munari. L’argomento ha destato in me curiosità e interesse. Alla mostra, dedicata a Munari, ho potuto osservare la sua manualità e la sua creatività. Ho deciso di dedicare la tesina a un personaggio come Munari, perché si è interessato al tema dell’infanzia cercando di attuare un metodo che stimoli fantasia sia nei più piccoli che nei più grandi. Il primo paragrafo della tesina è dedicato alla vita dell’autore; parlando delle sue numerose invenzioni di stampo futurista, viene fatta una breve introduzione su cos’è il futurismo e dove si sviluppa principalmente.

Successivamente verrà approfondito il concetto di fantasia secondo Munari, portando alcuni esempi ideati da lui e realizzati secondo la mia immaginazione sul modello dell’artista. Nel terzo paragrafo verrà analizzato il concetto di creatività e dell’importanza di un metodo adeguato da trasmettere ai bambini con lo scopo di ampliare la loro fantasia. Il quarto paragrafo è tutto dedicato al metodo di Munari: egli si rivolge a bambini di quattro, cinque, sei anni. Inoltre l’autore fa uno studio approfondito sulla struttura del libro; realizza libri senza parole scritte ma che lasciano spazio all’immaginazione dei bambini. Questi “prelibri” per l’infanzia hanno lo scopo di stimolare i sensi del bambino con l’esperienza pratica. A questo proposito verrà fatto un breve collegamento all’attivismo pedagogico, riferendomi in particolare a Dewey il quale punta tutto sull’esperienza pratica e quindi “sull’imparare facendo”. Infine verrà approfondito uno dei tanti laboratori per l’infanzia realizzato da Bruno Munari e alcune attività svolte dai bambini all’interno di esso. La mia tesina è accompagnata da alcuni elaborati pratici realizzati da me secondo il metodo dell’autore; verrà fatta quindi una breve distinzione tra i vari materiali utilizzati; ne esistono quattro tipi:

  • Materiali strutturati.
  • Materiali semi-strutturati.
  • Materiali non strutturati.
  • Materiali di recupero.

Il tutto sarà collegato alla grafomotricità poiché alcuni materiali stimolano la coordinazione e la precisione della mano sviluppandone la manualità fine. Un altro collegamento di pedagogia è il disegno. Nei suoi laboratori Munari fa ampio uso del disegno ma rivolge delle critiche all’attuale metodo con il quale le maestre insegnano ai bambini disegnare nelle scuole materne. L’ultimo collegamento è dedicato a William Blake, ai suoi disegni e all’interesse per l’infanzia. 3

Bruno Munari: giocare con l’arte

1.1 Vita dell’autore

Munari, nato a Milano il 24 ottobre del 1907, è stato uno dei massimi protagonisti dell’arte, del design e della grafica del XX secolo. Egli ha dato contributi fondamentali in diversi campi dell’espressione visiva, come la scultura e la pittura, ma anche in quella non visiva, come la scrittura, la poesia ma specialmente la didattica con una ricerca pedagogica sul tema del gioco, dell’infanzia e della creatività.

Nel Novecento Munari è stato una delle figure italiane più importanti. Contribuisce pienamente al movimento futurista inventando nel 1930 le “macchine aeree” e nel 1933 le “macchine inutili”, cioè oggetti appesi dove tutti gli elementi sono in rapporto armonico tra loro, per misure, forme e pesi. Il futurismo è stato il movimento artistico italiano del XX secolo che, influenzando la pittura, la letteratura e la musica, ha proposto valori quali l’amore per la velocità e per la tecnologia.

Intorno al 1940 Bruno Munari lavorò come grafico presso l’editore Mondadori e contemporaneamente iniziò ad appassionarsi al tema dell’infanzia scrivendo libri dedicati a suo figlio Alberto. Negli anni Sessanta diventano sempre più frequenti i viaggi in Giappone da cui ricava insegnamenti importanti per la sua didattica.

Nel 1974 Munari, collaborando con due architetti milanesi, fu il coordinatore del marchio della regione Lombardia che ha origine da un’incisione rupestre.

Nel 1977, grazie al suo interesse costante verso il mondo dell’infanzia, crea il primo laboratorio per bambini in un importante museo di Milano: la Pinacoteca di Brera. Dopo vari e importanti riconoscimenti in onore alle sue opere numerosissime, Munari muore a 91 anni nella sua città natale.

Oggi si può conoscere meglio il pensiero di questo autore grazie all’iniziativa di alcuni collaboratori, seguaci di Munari, che hanno deciso di istituire delle mostre in suo ricordo. 4

1.2 Il concetto di fantasia secondo Munari

La fantasia ci induce a considerare come ogni cosa può essere vista anche in altri modi; per esempio se si osserva una comune forchetta, la si può considerare come una piccola mano con le sue dita, il palmo e l’avambraccio fino al gomito.

Un altro oggetto realizzato da Munari per “far giocare” la fantasia è la Pennellessa: se si esamina attentamente l’immagine si può facilmente immaginare che i peli lunghi siano capelli, accompagnati lateralmente da due treccioline con un piccolo nastro colorato; inoltre la femminilità della pennellessa è data anche dal manico, le cui linee sinuose ricordano i fianchi di una donna.

La pennellessa

Nella sua vita, Munari, si occupa soprattutto d’infanzia, fondando degli appositi laboratori nei quali i bambini potevano esprimere pienamente il loro pensiero creativo. 5

1.3 Il concetto di creatività

La creatività, come uso finalizzato della fantasia e dell’invenzione, si forma e si trasforma continuamente. Secondo Munari essa esige un’intelligenza pronta e flessibile, una mente libera da stereotipi e da preconcetti, che sappia modificare le proprie opinioni qualora se ne presenti una migliore. Un individuo creativo aggiorna e allarga continuamente le proprie conoscenze in ogni campo, è in continuo progresso, riceve e trasmette la propria creatività alla comunità. Noi siamo responsabili in prima persona della crescita culturale della collettività perché tutto dipende da quello che noi diamo alla comunità.

Munari, al quale sta molto a cuore il tema dell’infanzia, si preoccupa della società in quanto in essa crescono e si formano i bambini, importante risorsa per il futuro della comunità: è giusto quindi che i bambini crescano con una mente creativa, libera da stereotipi, poiché tutto ciò che un fanciullo memorizza resterà nella sua mente e formerà la sua personalità. L’individuo in età infantile non deve essere soffocato da imposizioni e neppure costretto a copiare dei modelli.

Secondo Munari, uno dei modi che impedisce al bambino di sviluppare la propria creatività consiste nel far fare un disegno su un tema uguale per tutti, da realizzare con strumenti uguali per tutti come tempere o pennarelli. Talvolta la maggior parte delle insegnanti forniscono del materiale ai loro alunni, non ne danno nessuna spiegazione sull’utilizzo e senza alcun aiuto permettono ai bambini di farne uso libero. Secondo la pedagogia munariana, il metodo adottato da queste insegnanti, basato sull’assoluta libertà, non permette innanzitutto ai bambini di allargare le proprie conoscenze ma specialmente non sviluppa e non stimola la fantasia. Infatti, quasi tutti i bambini di tutto il mondo, dipingono le stesse cose utilizzando tecniche simili.

Munari sente il bisogno di ideare un metodo che aiuti i bambini a stimolare la creatività: il metodo si basa su dei giochi attraverso i quali bambini possano imparare qualcosa di nuovo, possano impadronirsi di tecniche nuove e possano capire le regole del linguaggio visivo. Ogni opera d’arte contiene un messaggio: Munari non si preoccupa di recepirne il messaggio ma vuole estrapolare dall’opera stessa le tecniche e le regole su cui si basa; queste regole, semplificate da Munari, verranno trasmesse ai bambini con lo scopo di ampliare la fantasia di ogni singolo individuo. 6

1.4 Il metodo

Munari si è impegnato assiduamente nella continua ricerca di un metodo che stimoli attivamente la creatività del bambino. Ecco alcuni esempi:

9. Il primo consiste nel fornire al bambino dei fogli di carta di misure e di forme molto diverse come quadrate, triangolari, ovali, irregolari, romboidali e di ogni forma strana che si possa ottenere strappando della carta; possono essere fogli grandi, grandissimi e piccoli o piccolissimi.

I bambini scelgono il foglio preferito e disegnano o dipingono con qualsiasi mezzo quello che la forma del foglio suggerisce loro. Secondo alcuni esperimenti effettuati in Italia e in altri paesi, questo esercizio sembra stimolare molto la produzione di immagini diverse dal solito.

Effettivamente può essere evidente come un foglio stretto e lungo, visto orizzontalmente dal bambino, possa far venire in mente tutto ciò che assomiglia a quella forma: un serpente.

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Sintesi

Tesina - Premio maturità  2008

Titolo: Giocare con l'arte

Autore: Rosy Aloise

Descrizione:

Materie trattate:

Area: umanistica

Sommario:

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