Fiabe come specchio di vita, tesina

Tesina liceo scientifico sulle fiabe. Argomenti tesina: George Bernard Shaw, Silvina Ocampo, Sigmund Freud, Italo Calvino.

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Introduzione Fiabe come specchio di vita, tesina


Per definizione con il termine “fiaba” si intende un racconto fantastico in prosa di origine popolare,generalmente di lunghezza media-breve. In principio nella tesina mostro come le fiabe venivano tramandate oralmente e solo in un secondo momento ebbe luogo una loro trasposizione scritta. In ogni caso il genere fiabesco, nonostante si distingua in varie forme particolari come tutti i generi letterari, è identificabile sulla base di alcuni punti fondamentali.
I. L’indeterminatezza di personaggi, epoche e luoghi che raramente vengono descritti nel dettaglio o puntualizzati. Riguardo al tempo possiamo affermare inoltre che, oltre ad essere astorico (ossia a non essere posizionato specificatamente in un periodo storico), presenta una successione degli eventi irregolare, non assimilabile quindi al tempo scandito dalla lancetta di un orologio.
II. L’inverosimiglianza, in quanto i fatti che coinvolgono i personaggi sono inesistenti nella quotidianità e mediati da elementi fantastici, in primo luogo la magia.
III. Un dualismo morale che vede contrapporsi forze benigne e forze maligne, senza sfumature intermedie. Di conseguenza di solito i personaggi sono statici, nel senso che non cambiano durante la narrazione (chi è buono rimane buono e viceversa), e si assiste così alla stereo tipizzazione di certe figure.
IV. La ripetizione di alcuni motivi che addirittura si ritrovano in più fiabe.
V. L’apoteosi finale con cui i personaggi buoni vedono i loro sogni coronati e quelli cattivi vengono sconfitti una volta per tutte.
VI. Lo scopo didattico che, in maniera più o meno esplicita, mira a impartire una lezione etica e morale sul comportamento da condurre in una società. Capita poi di confondere la fiaba con la favola, ma in realtà sono due generi particolarmente diversi: infatti la favola, rispetto alla fiaba, è decisamente più breve, ha per protagonisti animali dai tratti antropomorfi e si basa su canoni realistici, eliminando la presenza di elementi fantastici.
Oggigiorno, quando pensiamo alla fiaba, ci viene spontaneo pensare al mondo dell’infanzia, quando i nostri genitori cercavano di farci addormentare raccontandoci di come Cenerentola riuscì a conquistare il suo principe o il Gatto con gli Stivali sconfisse l’orco cattivo. È un collegamento effettuato nella tesina di maturità, quello tra fiaba e infanzia, del tutto naturale, ma allo stesso tempo errato. In pochi sanno che la maggior parte delle fiabe che conosciamo sono in realtà nate per tutt’altre ragioni che intrattenere dei bambini. In molti si stupirebbero nel pensare che sono numerose le fiabe che sono state scritte come strumento di analisi e critica della società. L’esempio calzante, e che a parer mio si può considerare uno dei maggiori esponenti del genere fiabesco, è indubbiamente il francese Charles Perrault (1628-1704), che si dedica alla stesura di una raccolta di fiabe proprio con l’obbiettivo di rappresentare la Francia di Luigi XIV, noto anche come Re Sole. Ovviamente, affinché il pubblico di lettori sia il più vasto possibile, Perrault decide di trattare l’argomento inserendo nella narrazione elementi fantastici: in questo modo la lettura risulta innanzitutto piacevole e il lettore viene comunque messo a parte della realtà in cui vive, pregi e difetti inclusi.

Collegamenti

Fiabe come specchio di vita, tesina


Letteratura inglese - George Bernard Shaw.
Letteratura spagnola - Silvina Ocampo.
Filosofia - Sigmund Freud.
Letteratura italiana - Italo Calvino.
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