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Le fiabe

Percorso dall'infanzia alla maturità

Beatrice Moretti

V D, Liceo Classico Giulio Cesare 1

Argomenti trattati

La Sirenetta,

1) Letteratura italiana: - Hans Christian Andersen

Pirandello: Contrasto vita-forma

Alice nel Paese delle Meraviglie,

2) Filosofia: - Lewis Carroll

L'interpretazione dei sogni

Freud:

Hua Mulan,

3) Storia: - tradizione cinese “La Ballata di Mulan”

Le donne nelle due Guerre Mondiali

Aladino e la lampada meravigliosa,

4) Letteratura Greca: - Le Mille e Una Notte

da

Platone: Il mito della caverna

La Bella e la Bestia,

5) Letteratura Latina: - varie origini europee

Le Metamorfosi

Apuleio:

6) Fisica: - La Piccola Fiammiferaia, Hans Christian Andersen

Termologia e Termodinamica

7) Scienze: - Peter Pan, James Matthew Barrie

Le stelle

Le fiabe

Percorso dall'infanzia alla maturità

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Ho scelto questo argomento e questo tipo di progetto con l'intenzione di voler intraprendere un viaggio immaginario dalla mia infanzia e da ciò che è stato il primo mattone della mia cultura, cioè le fiabe e più in generale i racconti per l'infanzia con cui sono cresciuta, fino ad ora, momento della mia vita in cui mi rendo realmente conto di quanto il mio bagaglio culturale si sia arricchito in questi cinque anni di liceo.

Il nostro prof. di storia e filosofia, uno dei primi giorni di lezione di quest'anno, ci disse: “Per quanto riguarda l'argomento da scegliere per la tesina non dovete complicarvi la vita né pensare a qualcosa che lasci tutti a bocca aperta perché anche un tema relativamente banale può essere trattato in modo grandioso. Ma questo avviene solo se l'argomento che avete scelto vi appartiene, solo se è qualcosa che è legato a voi, alle vostre passioni e ai vostri interessi. Quindi indagate su voi stessi e fate capire quanto siete maturati.”

Ed è proprio questo discorso che, tornandomi in mente un bel giorno, mi ha fatto capire che non c'era nient'altro che potesse rappresentarmi se non ciò che è stata la mia passione fin da piccola.

Ero una di quelle bambine che hanno talmente tanta fantasia da vivere un po' in un mondo proprio: pensavo davvero che, come in Toy Story, i miei giocattoli la notte si svegliassero; credevo nell'esistenza di fate, folletti, gnomi e cercavo il più possibile di preservare il loro habitat naturale.

Con il tempo naturalmente sono cresciuta ed ora è giunto anche per me il momento di dimostrare di essere “matura” e cominciare una nuova fase della mia vita, ma non per questo dimentico ciò che mi ha caratterizzata fin dall'infanzia.

Per questo motivo ho deciso di valorizzarlo ulteriormente e di utilizzarlo come spunto per una riflessione che mi è stata possibile solo grazie alla profondità dei temi trattati in questa scuola.

Non mi resta quindi che accompagnarvi in questo viaggio immaginario.

Letteratura italiana

La Sirenetta

Per questa materia mi sono ispirata alla fiaba di Hans Christian Andersen.

In questa fiaba la protagonista è continuamente in cerca di una forma corporea che possa soddisfare le sue aspirazioni e il suo desiderio di avere un'anima e di poter vivere a lungo. Questa ricerca continua di se stessi e il tentativo di allontanarsi dai costumi della società e dalle maschere che altri ci portano ad indossare è uno dei temi fondamentali della letteratura pirandelliana alla cui base possiamo trovare il contrasto vita-forma e l'impossibilità di conciliazione tra esse.

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La sirenetta era sicuramente molto curiosa, ma pensava comunque di appartenere al proprio “mondo”, alla propria “società marina” se così possiamo definirla.

Una volta salita in superficie, all'età di quindici anni, si rese conto, invece, di sentirsi fortemente diversa da come la vedevano e consideravano amici e familiari: voleva essere umana e vivere in quel mondo così affascinante.

“Gli uomini le piacevano ogni giorno di più, e sempre più spesso […] desiderava salire e stare con loro: pensava che il loro mondo fosse molto più grande del suo: loro potevano navigare sul mare con le navi, arrampicarsi sulle alte montagne fin sopra le nuvole, e i campi che possedevano si estendevano con boschi e prati molto lontano, così lontano che non riusciva a vederli.”

Questa situazione della fiaba è facilmente riconducibile al tema ricorrente in Novelle per un anno: in questa raccolta il contrasto vita-forma è trattato in modo approfondito nella novella Il treno ha fischiato. Infatti, ad esempio, l'impiegato Belluca è ritenuto pazzo, ma egli non è né si sente tale. Dietro la sua forma, che gli altri vedono come “cristallizzata”, si nascondono il disagio e la sofferenza uniti dal desiderio di uscire da esse, di ricercare la propria autenticità.

Quando alla sirenetta viene detto che gli uomini sono immortali, il suo desiderio si fa sempre più forte e comincia a non riconoscersi minimamente nella sua forma fisica.

“«Perché non abbiamo un'anima immortale?» chiese la sirenetta tutta […] triste «io darei cento degli anni che devo ancora vivere per essere un solo giorno come gli uomini e poi abitare nel mondo celeste!»“

La piccola sirena è tanto disperata da recarsi dalla strega del mare per ottenere ciò che desidera e, anche a costo della perdita di qualsiasi tipo di possibilità di rivedere i propri genitori e rinunciando per sempre alla propria magnifica voce, riesce a portare a termine la sua impresa. Questo segna il momento di passaggio: non riconoscendosi più nel mondo in cui viveva decide di eliminare completamente qualsiasi possibilità di tornarvi pur di poter cambiare. Infatti il rapporto con i propri cari e le elevate capacità canore erano stati ciò che aveva caratterizzato maggiormente la sua vita come sirenetta e per liberarsi della forma fisica deve prima di tutto liberarsi di ciò attraverso cui gli altri la definiscono.

La scelta della sirenetta è una delle due diverse conseguenze che Pirandello ammette come possibili anche per l'uomo una volta che si è reso conto del conflitto tra la sua forma e il suo vero essere. Infatti, a quel punto, o accetta consapevolmente la maschera che gli è stata assegnata dalla società e sta al gioco delle parti assumendo un aspetto umoristico, ridicolizzando le convenzioni sociali, o si estranea dalla realtà, diventa “forestiere della vita”, scoprendo l'impossibilità di essere autentico agendo in quella forma.

Ed è proprio questo che la protagonista della fiaba decide di fare: decide di fuggire fisicamente dalla propria forma e, quindi, anche da tutto ciò che aveva caratterizzato la sua vita fino a quel momento. La fuga fisica dalla forma umana non è naturalmente possibile per l'uomo, ma è indicativo di quanto questo sentimento sia sentito anche da Andersen come filo conduttore della vita umana e anche di quanto l'autore della fiaba fosse conscio dell'incapacità reale dell'uomo di conciliare vita e forma.

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Anche Pirandello non credeva in questa possibilità: teorizza, infatti, l'incomunicabilità; questa sarebbe una conseguenza del relativismo che elimina totalmente la consistenza oggettiva della realtà trasformandola in una costruzione illusoria continua. Per questo, non c'è una verità assoluta, ma tante verità quante sono le persone: è impossibile, dunque, stabilire un'autentica comunicazione con gli altri.

Una volta che la sirenetta si trasforma in uomo si rende conto di quanto questa nuova realtà non soddisfi le sue aspettative e si pente della sua scelta:

“pensava alla sua morte e a tutto quel che avrebbe perso in questo mondo.”

Qui la protagonista della fiaba si rende conto che il principe non sa che è lei la ragazza che lo ha salvato dalla tempesta ed egli sposerà addirittura un'altra ragazza pensando che fosse lei la sua “eroina”.

La sirenetta capisce, quindi, di non essere riuscita a conquistarsi un'anima e una vita immortale a causa della sua incapacità di farsi capire dal principe: ciò è causato da un impedimento fisico, visto che la strega del mare le aveva tagliato la lingua, ma un'interpretazione più profonda ci permette di richiamare nuovamente il concetto di incomunicabilità pirandelliano. È proprio questa incapacità di stabilire un rapporto autentico con il principe che le impedisce di realizzarsi in una conciliazione di vita e forma.

Maschere

Possiamo ritrovare anche il tema delle maschere: la sirenetta non viene vista dal suo amato come la persona che realmente è a causa delle norme sociali e anche a causa di una sorta di imperativo che lo stesso principe si era dato; egli credeva, infatti, che non avrebbe mai potuto rivedere colei che lo aveva salvato e fatto innamorare e, per questo motivo, non riesce a capire di averla davanti ai suoi occhi. La sirenetta è quindi vista dagli altri come una bellissima ragazza muta e questa è la sua maschera, è il modo in cui gli altri la vedono e non c'è niente che lei possa fare per cambiare la sua condizione se non fuggire o fingere che vada bene così.

A questo punto succede qualcosa che ricalca totalmente il concetto di conflitto tra vitalismo e forma pirandelliano: le sorelle della ormai non più piccola sirena si recano da lei per consegnarle un pugnale e la informano che, se lo avesse conficcato nel cuore del principe che tanto amava, sarebbe tornata alla sua vita precedente, insieme a loro.

La protagonista si trova quindi ad un bivio: seguire le proprie passioni e non uccidere il suo amato o conformarsi alle richieste della società e porre fine alla vita del principe.

L'Umorismo (1908)

Pirandello nel suo saggio tratta proprio questo tema.

“Le forme in cui cerchiamo di arrestare, di fissare in noi questo flusso continuo, sono i concetti, sono gli ideali a cui vorremmo serbarci coerenti, tutte le finzioni che ci creiamo, le condizioni, lo stato in cui tendiamo a stabilirci. Ma dentro di noi stessi, in ciò che noi chiamiamo anima, e che è la vita in noi, il flusso continua, indistinto, sotto gli argini, oltre i limiti che noi imponiamo, componendoci una coscienza, costruendoci una personalità. In certi momenti tempestosi, investite dal flusso, tutte quelle nostre forme fittizie crollano miseramente.”

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Con queste parole Pirandello mette in rilievo il doloroso, ma inevitabile contrasto fra l'esigenza dell'uomo di dare una forma stabile alla propria vita, attraverso la conformazione a norme e convenzioni sociali, e il suo trovarsi inserito in un perenne fluire di sensazioni irrazionali e bisogni vitali che lo spingono a trasgredire le leggi.

Uno, nessuno e centomila

La fiaba nella sua integrità ci permette di fare un confronto con Uno, nessuno e centomila.

La sirenetta, dopo aver deciso di lasciare in vita il principe, si prepara ad andare incontro al suo destino, cioè diventare spuma, così come la strega del mare le aveva predetto. In realtà, succede qualcosa di completamente inaspettato: si trasforma in una “figlia dell'aria” e sente di essere finalmente riuscita a conciliare forma e vita. Ora nessuno la vedrà e l'addio all'esistenza precedente è completato.

Anche il protagonista di Uno, nessuno e centomila, Vitangelo Moscarda, segue un percorso simile. È considerato dai compaesani e dalla moglie in due modi diversi e lui stesso ha un pensiero di se stesso diverso da quello che gli altri hanno di lui. Allo stesso modo, la sirenetta viene considerata dai suoi familiari una creatura marina e una cantante splendida, mentre per il principe è una bella ragazza muta, al contrario di ciò che lei pensa di sé tanto che si getterà in una disperata ricerca della forma fisica a lei più consona.

Così come la sirenetta anche Vitangelo Moscarda, tormentato dal pensiero di chi egli sia veramente e volendo sottrarsi alle forme che gli altri gli hanno imposto, incomincia a dare segni di squilibrio: la sirenetta aveva dato via i suoi “beni” più cari, la voce e la famiglia, mentre lui regala per eccesso di bontà una casa ad un artista e perde la moglie che cerca, addirittura, di farlo interdire.

Nasce poi un'ulteriore situazione che avvicina la sirenetta e il protagonista del romanzo pirandelliano: Vitangelo cerca di baciare l'amica della moglie, Anna Rosa, che è venuta in suo soccorso dopo che è stato abbandonato, ma questa rifiuta e gli spara. A questo punto egli potrebbe lasciare che venga condannata per tentato omicidio e cercare di ricostruire la sua vita, ma decide di scagionarla proprio come la sirenetta aveva fatto con il principe nonostante egli si fosse sposato con un'altra donna.

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Quindi, così come la piccola creatura marina in conclusione si ritrova libera come “figlia dell'aria”, anche Vitangelo Moscarda, alla fine del romanzo, si sente finalmente svincolato da ogni problema e turbamento andando a vivere nell'ospizio per cui aveva contribuito alla costruzione.

Anche la sirenetta attraversa le tre fasi: è uno quando ancora si vede come la vedono le persone a lei vicine, è centomila quando capisce che non c'è conciliazione tra come lei pensa di essere vista e come gli altri realmente la vedono: comincia qui la ricerca di se stessa; è nessuno anche fisicamente, quando diventa parte delle milioni di particelle dell'aria e si spoglia di tutte le maschere finendo col vivere in completa simbiosi con la natura, senza nome e senza identità.

Il massimo di “nullità” finisce col coincidere con il massimo di libertà e di disponibilità dell'individuo verso una nuova dimensione spazio-temporale, fuori di ogni compagine sociale. I due protagonisti trovano finalmente appagamento nella gioiosa partecipazione alla vita della natura che è vista come consolatrice e rigeneratrice. Vivere a contatto con essa e dissolversi in essa, morendo e rinascendo ad ogni attimo, come se si fosse senza memoria, significa esistere senza più identità né maschere.

Perché muojo ogni attimo, io, e rinasco nuovo senza ricordi: vivo e intero, non più in me, ma in ogni cosa fuori.

[Uno, nessuno e centomila; libro VIII, capitolo IV]

Dall'analisi psicologica che Pirandello ci presenta dei suoi personaggi non può che venire spontaneo il riferimento a Freud, fondatore della psicoanalisi.

Filosofia

L'approfondimento di questa materia mi è stato suggerito da un romanzo per l'infanzia di Lewis Carroll, Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie.

La storia narra, infatti, del sogno particolarmente strano della piccola Alice che si ritrova catapultata in un mondo dei contrari, dei capovolgimenti e della bizzarria. Inoltre, la protagonista del romanzo durante la sua avventura comincia spesso a parlare da sola e, a volte, si può avvertire una sorta di sdoppiamento di personalità, quasi come se fossi isterica (“infatti questa strana bambina pretendeva alle volte d'essere due persone”); ed è proprio quest'ultima patologia ad aver dato il via alla riflessione di Freud.

Il motore dei sogni, secondo Freud, sono i desideri inconsci, e questo è il pilastro su cui si basa la sua teoria. Tali desideri, appunto inconsci e non accessibili all'Io, operano all'interno della psiche umana; durante il sonno rafforzano i loro effetti per via della minore attività della coscienza e hanno dunque l'occasione di emergere sotto forma di immagine onirica. Il sogno è l'appagamento di un desiderio rimosso e risalente all'infanzia, ma un appagamento “allucinatorio”, cioè ottenuto immaginando, come in una rappresentazione teatrale, la realizzazione di quel desiderio. Nella vita quotidiana tutti sperimentiamo questo tipo di soddisfacimento: non potendo realizzare un desiderio nella realtà, ce lo immaginiamo realizzato nella fantasia, ad esempio nel sogno ad occhi aperti. Freud afferma proprio che qualcosa di simile avviene anche nelle fiabe, nei miti, nelle opere d'arte e nelle credenze religiose: la vita futura in cui i buoni sono premiati e i cattivi puniti è l'esempio più evidente e universale di un desiderio frustrato nella realtà, ma soddisfatto nella fantasia.

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Il problema dei sogni è che sono strani e incoerenti e devono essere quindi interpretati. La dimostrazione palese di questa problematica è Alice nel Paese delle Meraviglie. La protagonista del romanzo, infatti, si trova continuamente davanti a situazioni e personaggi estremamente bizzarri: prime fra tutti le ripetitive trasformazioni da piccolissima a grandissima, le apparizioni dello Stregatto e il carattere enigmatico del Bianconiglio. Leggendo il romanzo si trova anche un altro lato in comune con la teoria freudiana: il sogno della ragazza è fortemente influenzato dalla realtà. Alice parla spesso del suo gatto Dina e delle azioni che compie durante la giornata, cita eventi storici e ricorda lezioni di grammatica e letteratura; come quando, incerta di come si dovesse parlare ad un topo, riporta alla mente ciò che aveva letto nel libro di grammatica latina del fratello: il topo – del topo – al topo – il topo – o topo!

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Sintesi

Introduzione fiabe tesina

Ho scelto, nella mia tesina di maturità, questo argomento e questo tipo di progetto con l'intenzione di voler intraprendere un viaggio immaginario dalla mia infanzia e da ciò che è stato il primo mattone della mia cultura, cioè le fiabe e più in generale i racconti per l'infanzia con cui sono cresciuta, fino ad ora, momento della mia vita in cui mi rendo realmente conto di quanto il mio bagaglio culturale si sia arricchito in questi cinque anni di liceo.

Il nostro professore di storia e filosofia uno dei primi giorni di lezione di quest'anno ci disse: “Per quanto riguarda l'argomento da scegliere per la tesina non dovete complicarvi la vita né pensare a qualcosa che lasci tutti a bocca aperta perché anche un tema relativamente banale può essere trattato in modo grandioso. Ma questo avviene solo se l'argomento che avete scelto vi appartiene, solo se è qualcosa che è legato a voi, alle vostre passioni e ai vostri interessi. Quindi indagate su voi stessi e fate capire quanto siete maturati.”

Ed è proprio questo discorso che, tornandomi in mente un bel giorno, mi ha fatto capire che non c'era nient'altro che potesse rappresentarmi se non ciò che è stata la mia passione fin da piccola.

Ero una di quelle bambine che hanno talmente tanta fantasia da vivere un po' in un mondo proprio: pensavo davvero che, come in Toy Story, i miei giocattoli la notte si svegliassero; credevo nell'esistenza di fate, folletti, gnomi e cercavo il più possibile di preservare il loro habitat naturale.

Con il tempo naturalmente sono cresciuta ed ora è giunto anche per me il momento di dimostrare di essere “matura” e cominciare una nuova fase della mia vita, ma non per questo dimentico ciò che mi ha caratterizzata fin dall'infanzia.

Per questo motivo ho deciso di valorizzarlo ulteriormente e di utilizzarlo come spunto per una riflessione che mi è stata possibile solo grazie alla profondità dei temi trattati in questa scuola. Non mi resta quindi che accompagnarvi in questo viaggio immaginario.

come inventare una fiaba

Collegamenti

Tesina sulle fiabe

  • Italiano - La Sirenetta, Pirandello.
  • Filosofia - Alice nel Paese delle Meraviglie, Freud.
  • Storia - Hua Mulan, Ruolo delle donne nel corso delle due guerre mondiali.
  • Latino - La Bella e la Bestia, Le Metamorfosi di Apuleio.
  • Greco - Aladino e la lampada meravigliosa, Il mito della caverna di Platone.
  • Fisica - La piccola fiammiferaia, termologia e termodinamica.
  • Scienze - Peter Pan, le stelle.
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