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Introduzione

Parlando del progresso ci si chiede se esso implichi necessariamente benessere, purtroppo allo stato attuale viene a trovarsi un complesso sistema di luci ed ombre relative allo sviluppo, in quanto ai numerosi successi in campo scientifico spesso corrispondono numerosi svantaggi da pagare in nome del medesimo progresso.

La seconda rivoluzione industriale segna l’inizio dell’affermazione della scienza come unico strumento gnoseologico e conseguentemente la grande fiducia riposta nella ragione; in tale periodo la produzione industriale s’impenna a dismisura, la rete ferroviaria in poco tempo quintuplica la sua estensione, nascono strumenti di comunicazione di massa quali il telefono e il cinema e vengono compiuti i primi voli dai fratelli Wright. In tale clima si affermano le dottrine filosofiche positivistiche di cui Comte ne è il massimo esponente con la sua “religione della scienza”; contemporaneamente vengono impiegati nuovi materiali in architettura, ed esempi sono la Tour Eiffel ed il Palazzo di Cristallo. Il progresso scientifico nel corso degli anni raggiunge traguardi importanti per quanto riguarda lo studio ed il funzionamento del DNA ad opera di Watson e Crick grazie ai quali oggi è stato possibile all’uomo decodificare la mappa del genoma umano.

In tale contesto scientifico il mondo va incontro a sconvolgimenti socio-economici che vedono l’emarginazione del letterato. Nel panorama letterario italiano, l’intellettuale assume varie posizioni dinanzi a tale prospettiva: Verga ad esempio si chiude nel suo conservatorismo a dir poco reazionario, per cercare di arginare le spinte disgregatrici di un mondo ormai frenetico.

D’impostazione molto diversa è invece Svevo, che ha paura del progresso che ha alterato gli equilibri naturali prevedendo ne La Coscienza di Zeno la fine apocalittica della terra.

In campo internazionale, Hardy e Dickens sono i massimi esponenti di quel “social-criticism” che assume un posto di rilievo nelle loro opere fondamentali: rispettivamente “Jude the Obscure” e “Oliver Twist” e “Hard Time”. 1

La seconda rivoluzione industriale

1) Nei primi decenni del 900 si ha una trasformazione epocale nell’ambito industriale. L’industria, infatti, cambia radicalmente con un maggior impiego delle macchine, che provoca una maggiore disponibilità dei prodotti e dei materiali. Tale industrializzazione, però, caratterizza solo alcune aree del pianeta escludendo le regioni povere.

2) La distinzione tra la prima e la seconda rivoluzione industriale nasce dal fatto che la prima si basava sulla forza vapore e su materiali quali il carbone, invece la seconda sull’acciaio, la chimica, l’elettricità, ecc. Inoltre nella seconda rivoluzione industriale, la scienza viene applicata all’industria, quindi c’è un connubio vincente tra industria e scienza. In questo periodo le innovazioni più importanti sono: l’acciaio, che è una varietà superiore al ferro, il quale aveva dominato la scena nella prima rivoluzione industriale. L’acciaio presenta alcuni vantaggi. Esso, infatti, sa essere duro, elastico e plastico, quindi molto resistente a colpi e logoramenti. La chimica che a inizio secolo si va sviluppando nella fabbricazione del carbonato di sodio, dei composti organici e degli idrocarburi. Anche l’elettricità è simbolo del progresso e permette il trasporto dell’energia a distanza. Le caratteristiche essenziali di questa sono: la trasmissibilità e la flessibilità. La prima permette il trasporto di energia, la seconda la trasformazione in altre forme di energia. L’energia elettrica fu molto utile nelle industrie, soprattutto in quelle siderurgiche, divenendo una componente essenziale nella vita dell’uomo. Di conseguenza, si ha una maggiore rete commerciale e gli scambi internazionali triplicano. Questo porta ad un’espansione dell’economia dei paesi occidentali, quali l’Inghilterra, la Germania, la Francia che comporta un’egemonia su altri paesi, non solo di carattere coloniale, ma anche di carattere finanziario.

3) Dal 1850 al 1914, il mezzo di trasporto per eccellenza è il treno che in breve tempo permette di percorrere grandi distanze e di collegare vari paesi. Inoltre l’Europa intorno al 1870 è coperta da una fitta rete ferroviaria. Le più grandi reti ferroviarie si trovano negli Stati Uniti e in Russia con la Transiberiana. Mentre in Europa, abbiamo l’Orient Express, che collega Parigi a Costantinopoli.

4) Alla fine dell’800 le industrie cambiano il flusso di produzione. Il primo problema essenziale è quello di facilitare il flusso produttivo, infatti, in questo periodo cambiano le industrie chimiche, siderurgiche e le aziende alimentari. La soluzione trovata grazie alla realizzazione di montacarichi, elevatori e nastri trasportatori. Il secondo problema è quello di ricavare da ogni operaio una produzione maggiore. Entrano in campo due fattori:

  • 1) La produzione in serie.
  • 2) L’organizzazione scientifica.

5) All’inizio del 900 il primato economico europeo non è più esclusivamente nelle mani dell’Inghilterra, perché sale alla ribalta l’economia tedesca. In questo periodo, infatti, la Germania riesce ad avere una grande espansione economico-coloniale. Tra il 1875 e il 1895 le esportazioni tedesche aumentano del 30% e i materiali, quali ferro ed acciaio, penetrano in Australia, Cina, America Latina. Vi è ancora una netta superiorità della Germania nei settori industriali più moderni, rispetto agli altri paesi europei. Infatti l’Inghilterra, solo troppo tardi, si accorge della schiacciante potenza tedesca 3

Positivismo

L’ideologia che ha influenzato e supportato la seconda rivoluzione industriale è sicuramente il Positivismo, movimento filosofico e culturale teso ad esaltare la scienza e il progresso. Nato in Francia nella prima metà dell’ottocento si impose a livello europeo nella seconda metà del secolo. Il termine comparve per la prima volta nel “Catechismo degli industriali” di Saint Simon e venne utilizzato da Comte per indicare la propria dottrina incentrata appunto su ciò che è positivo, reale, effettivo, pratico, efficace ed utile. Per il positivismo la scienza è l’unica conoscenza possibile e il metodo sperimentale in quanto è l’unico valido, va esteso in tutti i campi del sapere, compresi anche quelli che riguardano l’uomo e la società. In effetti i positivisti ritengono che il progresso della scienza sia alla base di quello umano e rappresenti lo strumento più idoneo per una riorganizzazione globale della vita in società. Con tale progresso si potrà superare la crisi del mondo moderno o accelerarne lo sviluppo in modo sempre più rapido. Secondo Pietro Rossi “ciò che caratterizza il Positivismo ottocentesco è, in primo luogo, la consapevolezza di una profonda crisi storica che ha investito la società europea e che comporta una rottura irreparabile con il passato e le istituzioni tradizionali”. Inteso in questo modo il positivismo con Comte che ne è il padre ed iniziatore si pone soprattutto, in una prima fase, come proposta di superamento di una crisi socio-politica e culturale mentre nella seconda metà del secolo si presenta come riflesso e stimolo di un progresso in atto.

Si deve al decollo del sistema industriale, della scienza, della tecnica, degli scambi e delle estensioni del sapere su larga scala, la diffusione in Europa della cultura positivistica e di quel clima di generale fiducia nelle capacità dell’uomo e nelle potenzialità della scienza e della tecnica. Non per nulla negli ultimi decenni dell’ottocento divenne l’ideologia tipica della borghesia liberale dell’occidente con la quale, come ha affermato Geymonat, condivise la mentalità ottimistica circa la moderna società industriale e la tendenza politica riformistica nemica del conservatorismo. Enucleando i temi di fondo di questo movimento si può quindi affermare che esso ripone una fiducia illimitata nella ragione e nel sapere che esalta la scienza a scapito della filosofia il cui compito, lungi dal cercare le essenze, divenne quello di ordinare il quadro complessivo delle scienze o di proporre la sintesi unificatrice e generalizzatrice dei loro risultati. Come tutte le correnti della storia del pensiero, anche il Positivismo non è qualcosa di monolitico, poiché presenta un insieme pluriforme di autori e dottrine. Tradizionalmente si sono distinti due movimenti di fondo aventi Darwin come spartiacque: il Positivismo Sociale, tipico della prima parte del secolo e rappresentato soprattutto da Comte, e il Positivismo Evoluzionista rappresentato da Spencer. Oggi invece si tende più a parlare del Positivismo come un’atmosfera che all’inizio è caratterizzata soprattutto dal riferimento alla scienza come superamento della crisi moderna e che in seguito risulta improntata soprattutto alle scoperte biologiche di Darwin e alla sua teoria di evoluzione, teoria assunta a categoria interpretativa universale, valida per la storia delle galassie come per il divenire delle civiltà umane. 4

Interprete del Positivismo sociale, come si è detto, è Augusto Comte il quale ne “Il pensiero politico e le leggi della storia”, d’accordo con Saint Simon, giudica il mondo moderno un’epoca di disordine e di anarchia in cui due opposti partiti, quello restauratore e quello rivoluzionario, tentano invano di imporre un nuovo ordine sociale. Entrambi sono infatti caratterizzati dalla mancanza di principi metodici e dal carattere dogmatico delle loro critiche. Per uscire dallo stato di anarchia occorre invece passare dalla politica filosofica (teologico-reazionaria e metafisico-rivoluzionaria) alla politica scientifica o positiva, fondata sui metodi della scienza e sull’evoluzione storica della società umana. Quest’ultima, prodotto di un’evoluzione storico-sociale, espressa dallo studioso con la legge dei tre stati, è ricavata dallo studio della storia e dall’evoluzione dell’intelletto umano nelle sue sfere di attività. Secondo tale legge il progresso umano è passato attraverso tre tappe fondamentali successive: lo stato teologico-fittizio, lo stadio metafisico o astratto, lo stadio scientifico o positivo, come viene illustrato dal seguente schema.

Stadio, facoltà, oggetti di indagine, metodo di spiegazione e organizzazione politico-sociale

Teologico o fittizio: immaginazione; natura degli esseri, cause prime e finali; agenti divini (animismo, politeismo e monoteismo); monarchia teocratica e militare.

Metafisico o astratto: ragione speculativa; natura degli esseri, cause prime e finali; forze astratte, le “essenze”; sovranità popolare.

Positivo o scientifico: ragione scientifica; i fatti e le loro relazioni invariabili; leggi; regolamentazione della società industriale.

Infanzia: stadio teologico dell’individuo e dell’umanità.

Giovinezza: stadio metafisico dell’individuo e dell’umanità.

Maturità: stadio positivo dell’individuo e dell’umanità 5

Lo stadio positivo dell’umanità potrà dirsi completamente attuato quando tutte le attività umane avranno fatto proprio il metodo scientifico. Esso si è già da tempo imposto nella matematica, nell’astronomia e nella fisica, ma è del tutto assente dalla politica, dalla morale e dall’economia, ancora soggette alle superstizioni, ai pregiudizi e alle iniziative empiriche dei singoli e dei gruppi. Promuovere il passaggio allo stadio positivo di tutte le attività umane è appunto il compito della filosofia positiva: essa deve unificare tutti i risultati delle scienze particolari e poi indirizzarli alle realizzazioni della scienza della società che Comte chiama fisica sociale e sociologia. Tale scienza è la premessa di una futura società pacifica e altamente produttiva caratterizzata da una rigorosa divisione sociale dei compiti e governata da un’élite di scienziati e di tecnici.

Come ogni attività umana anche le scienze si sviluppano secondo la legge dei tre stadi. Non tutte le scienze però compiono tale processo contemporaneamente per la diversa complessità dei loro metodi ed oggetti. In generale raggiungono prima lo stadio positivo le scienze più semplici e più astratte come dimostra la storia del pensiero scientifico. Comte fornisce una classificazione generale delle scienze secondo il criterio evolutivo della complessità e particolarità crescente, come si evince dallo schema che si riporta:

Classificazione delle scienze

Fisica celeste.

Fisica inorganica: fisica terrestre.

Scienze astratte.

Attività umane: teoria, fenomeni generali; pratica, fenomeni particolari.

Scienze concrete: fisiologia.

Fisica organica: fisica sociale.

L’ordine logico delle scienze coincide con l’ordine storico del loro sviluppo e con l’ordine pedagogico del loro apprendimento 6

Da questa classificazione Comte esclude la matematica che, per il suo carattere di massima generalità e semplicità, svolge funzione introduttiva e serve di base a tutte le altre; la logica in quanto ogni scienza deve costruirsi da sé i propri precedenti metodologici e quindi la propria logica; la psicologia in quanto rientra nella biologia se suo oggetto sono i fenomeni psichici individuali, oppure nella sociologia se suo oggetto sono i comportamenti psichici generali. Comte si attribuisce il merito di aver condotto la scienza della società dallo stadio metodologico e metafisico a quello positivo. Tale scienza, come ogni altra, presenta un aspetto statico e uno dinamico, perciò egli distingue una sociologia statica che ha per oggetto la società vista come un tutto organicamente condizionato: i costumi, istituzioni, strutture economico-politiche intesi come fenomeni interconnessi che si influenzano vicendevolmente secondo un ordine e un peculiare consenso delle parti con il tutto. Quando tale ordine viene meno, la società entra in una fase critica che la sociologia statica non può più descrivere. Interviene allora la sociologia dinamica la quale studia la società sotto il profilo dell’idea di progresso oltre a quello di ordine. L’oggetto di tale scienza è pertanto il più complesso, il più concreto possibile e l’uomo giunge a padroneggiarlo solo alla fine della propria evoluzione, cioè nell’età dell’industrialismo scientifico appena inauguratosi. 7

Bergson

Interprete delle principali istanze della reazione al positivismo fu E. Bergson che contro lo scientismo di fine 800 rivendicò i valori dello spirito ed elaborò una metafisica evoluzionistica incentrata sulla spontaneità e sulla nascita del processo reale. Nell’opera “Evoluzione Creatrice” Bergson afferma che la vita naturale cresce come un fascio di steli, sviluppandosi in serie divergenti; essa, come un fuoco d’artificio, esplode in varie direzioni biforcandosi. La prima biforcazione dello “slancio vitale” determina la distinzione fra l’animale e la pianta: quest’ultima, chiusa nella notte dell’inconscio e dell’immobilità, arresta ben presto la propria evoluzione, mentre l’animale invece va oltre, grazie al movimento e all’istinto in varie direzioni: alcune feconde (vertebrati), altre non feconde (molluschi). L’istinto trova però un proprio limite nell’abitudine che costituisce l’essenza della materia. Bergson distingue l’istinto dall’intelligenza e dall’intuizione. Il primo produce da sé i propri strumenti ma trova il proprio limite in soluzioni automatiche. Da qui il sorgere dell’intelligenza umana capace di produrre strumenti inorganici in vista dell’azione. L’intelligenza avvia l’uomo sulla strada della coscienza e del concetto ma, costruendo categorie e schemi, si stacca dalla vita. L’estremo raffinato di questa attitudine è rappresentato dalla scienza. La facoltà invece che conserva il rapporto con la vita e, che nello stesso tempo conserva la chiarezza intellettuale, propria dell’intelligenza, è l’intuizione che Bergson paragona a quella simpatia mediante la quale ci si inserisce nell’interiorità di un oggetto per coincidere con ciò che c’è in esso di unico. In una parola con l’intuizione si coglie la vita nel suo slancio vitale. Ma il problema principale del pensiero di Bergson è quello del tempo trattato nel saggio “Sui dati immediati della coscienza”. In questa opera egli fa una distinzione fra il tempo della scienza e il tempo della vita. Il primo è costituito da una successione di istanti statici, tutti uguali, perfettamente distinti e reciprocamente esterni, paragonabili ad una collana di perle. Invece il tempo della vita è quello vissuto completamente dalla coscienza, è durata reale in cui lo stato psichico presente conserva il processo dal quale proviene ed è insieme qualcosa di nuovo. Il filosofo lo paragona ad un filo di lana che si avvolge su se stesso, infatti i nostri stati di coscienza si compenetrano dando vita ad un amalgama in continua evoluzione. 8

Popper

Con la caduta delle certezze assolute sulle quali si era basata la cultura dell’800 anche la scienza va in crisi, infatti, alla luce di nuove scoperte come quelle della geometria non euclidea e della teoria della relatività di Einstein, si comprende che anche il sapere scientifico non è assoluto e che le leggi che regolano i fenomeni non si possono definire una volta per tutte. Le teorie scientifiche devono essere ritenute delle semplici ipotesi o congetture destinate a rimanere tali.

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Sintesi

Tesina sul progresso della scienza tra '800 e '900

In questa tesina ho voluto fare una descrizione del progresso della scienza avvenuto negli anni che corrono tra '800 e '900

Materie trattate:

  • Fisica
  • Geografia astronomica
  • Italiano
  • Storia
  • Latino
  • Chimica
  • Inglese
  • Filosofia
  • Arte
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