Tesina d’esame
Esami di Stato Terza Media
A.S. 2012/13
Scuola Media Lorenzo Da Ponte
Davide Parpinello Classe 3^F
10/05/2013
Tesina d’esame Davide Parpinello 10/05/2013
Tesina d’esame
Esami di Stato Terza Media [1]
Cap. 1 Storia dell’Arte – La scuola del Bauhaus
Nel 1914 l’architetto Walter Gropius fonda a Weimar l’accademia di Belle Arti, rinominata in Bauhaus (in tedesco, “casa del costruire”). Vennero selezionati 207 studenti e scelsero come docenti alcuni esponenti delle correnti artistiche d’avanguardia, tra cui Kandinskij, Klee e van der Rohe. Iniziò così un’esperienza tra le più significative del 20° secolo.
Logo del Bauhaus
Soprattutto perché questa scuola era molto innovativa, ed educava ai principi teorici e alle forme pratiche di arte e architettura.
In un primo corso di sei mesi gli studenti imparavano i materiali, le forme naturali e geometriche. In seguito c’era una fase di laboratorio come scultura e ceramica e infine una fase di esperienza nei cantieri edili. Lo scopo della scuola del Bauhaus era raggiungere una sintesi di arte, artigianato e industria per soddisfare la società, creando prodotti funzionali, di alto valore qualitativo ed estetico. Questi prodotti, frutto di un’attenta progettazione, hanno dato un contributo fondamentale al moderno design industriale, e alcuni di essi sono ancora in produzione.
Per raggiungere questo obiettivo si teneva un insegnamento di altissimo livello, basato sulla teoria dei colori, delle forme, sullo studio dei materiali, con una preparazione pratica degli alunni. Inoltre tra il 1921 e il 1929, Oskar Schlemmer copre le cattedre di disegno, scultura, pittura murale e teatro. Si può così realizzare il progetto dell’arte totale.
Sede del Bauhaus di Weimar
Nel 1925 la scuola si trasferì nella sede di Dessau progettata da Gropius seguendo l’architettura razionalista. Questa sede è composta da tre volumi distinti con ognuno una specifica funzione, che sono attraversati da ampie finestre continue per sfruttare l’illuminazione naturale. I diversi nuclei scolastici sono collegati da un parallelepipedo allungato.
L’organizzazione dei corsi
Il programma scolastico del Bauhaus prevedeva un insegnamento strutturato in tre fasi.
La prima fase
La prima fase era un corso preparatorio di sei mesi. Qui gli allievi studiavano le caratteristiche dei materiali, del colore, delle forme naturali e geometriche e le leggi della percezione visiva. I docenti erano: Itten, che elaborò la teoria del colore, Kandinskij che scrisse il libro “Punto, Linea, Superficie” e Paul Klee che teneva lezioni sulla teoria della forma e della figurazione.
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Sede del Bauhaus di Dessau
La seconda fase
La seconda fase, con una durata di tre anni, impegnava l’allievo in attività di laboratorio (falegnameria, metallurgia, tessitura, fotografia, stampa, scultura, ceramica e pubblicità) dove si apprendevano le caratteristiche tecniche e di lavorazione dei materiali. Gli oggetti prodotti venivano venduti grazie ad un apposito catalogo.
La terza fase
Nella terza ed ultima fase si studiava la progettazione architettonica, con esperienza nei cantieri edili. Inoltre prevedeva anche la reciprocità tra i linguaggi visivi, musicale, di teatro e danza.
Le finalità
In quegli anni in Germania c’era una grave crisi dovuta alla guerra, per questo, elevare la qualità della produzione serviva a rendere il paese più competitivo. Le finalità di questa scuola furono:
- Nelle arti visive abbandonare ogni aspetto ottocentesco;
- Nella produzione di oggetti superare la distinzione tra arte e artigianato, riunendo l’arte, l’artigianato e l’industria. Per ciò vengono adottati nuovi criteri nella produzione di oggetti, che devono avere una forma collegata alla loro funzione.
La scuola venne chiusa nel 1933 dai nazisti. Dopo la chiusura molti docenti si stabilirono a Parigi, in Svizzera o negli Stati Uniti, dove trasmisero le teorie di Gropius, soprattutto in campo architettonico (architettura razionale). Gli oggetti e le forme elaborate in quegli anni sono molto apprezzati e utilizzati ancora oggi.
Foto dell’epoca dei docenti del Bauhaus
Lampada da tavolo progettata da allievi del Bauhaus
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Cap. 2 Storia – Il Nazionalsocialismo (o Nazismo)
La Germania del dopoguerra
Alla fine della Prima Guerra Mondiale, in Germania si istituì una repubblica, con Costituzione democratica, dove i cittadini votavano il Parlamento e il Presidente della Repubblica, che nominava il cancelliere.
La situazione era disastrosa: lo scontento della piccola borghesia fece crescere le organizzazioni di destra e, nel 1929, arrivò dall’America una grave crisi economica. Gli Stati Uniti quindi ritirarono i capitali investiti in Germania costringendo le aziende a licenziare gli operai. Ci fu così una disoccupazione di massa, che spinse i Tedeschi ad appoggiare la destra più estrema.
Hitler al potere
Adolf Hitler in alta divisa
Da questa situazione ne approfittò Adolf Hitler, leader del Partito nazionalsocialista fondato nel 1919. Con un’astuta propaganda si presentò come salvatore della patria e, dopo aver ricevuto la maggioranza dei voti nelle elezioni del 1932, venne nominato cancelliere nel 1933 dal presidente della repubblica Hindenburg.
Il programma politico di Hitler
Nel 1921 Hitler organizzò le SA (= reparti d’assalto), delle formazioni che intimorivano con la violenza i partecipi ai partiti di sinistra. Nel 1923, cercando di imitare i fascisti italiani, organizzò un colpo di stato a Monaco, ma venne rinchiuso per due anni in prigione. Lì, scrisse il suo programma con il titolo di Mein Kampf (“La mia battaglia”).
Hitler credeva nella razza ariana, superiore alle altre, alla quale appartenevano i Tedeschi. Il loro compito era il dominio sulle razze inferiori, facendo diventare loro servi la razza slava e annientare gli Ebrei.
La svastica, simbolo del Nazismo
Infatti Hitler pensava che gli Ebrei erano responsabili di molti mali come il comunismo, perché molte personalità comuniste erano ebree e il capitalismo, poiché alcuni importanti banchieri erano ebrei.
Dal consenso alla dittatura
Il programma politico di Hitler suscitò vasti consensi tra i grandi industriali e alla popolazione venivano offerti capri espiatori contro cui sfogarsi. Giunto al potere diede fuoco al Reichstag (la sede del Parlamento) dando la colpa ai comunisti.
In pochi mesi il Nazismo divenne l’unico Partito ammesso; vennero sciolti anche i sindacati; vennero abolite le libertà; fu istituita la pena di morte. Quando nel 1934 scomparve Hindenburg, Hitler prese il potere nominandosi Führer (= duce) e proclamò il Terzo Reich (= impero).
Per gli oppositori venne aperto il primo campo di concentramento, a Dachau.
Le persecuzioni contro gli Ebrei
Entrata del campo di Auschwitz in una foto dell’epoca
In poco tempo cominciarono le persecuzioni contro gli Ebrei. Nel 1933 venne proibito loro di svolgere le libere professioni; poi nel 1935 gli venne negata la cittadinanza e il matrimonio con gli Ariani. Tra l’8 e il 9 Novembre 1938 ci fu la “notte dei cristalli”, durante la quale in tutta la Germania vennero infrante le vetrine ebree.
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Molti Ebrei vennero uccisi o chiusi in campi di concentramento. La “soluzione finale”, ovvero lo sterminio degli ebrei, era quindi possibile.
Gli strumenti del regime
Il regime hitleriano usava efficaci strumenti repressivi. Il suo braccio armato erano le SS (= squadre di protezione) che nel 1934 si affiancarono alle SA. Era molto importante anche la Gestapo, una polizia segreta che individuava oppositori al regime ed ebrei.
Inoltre lo Stato, decise di “nazificare” le scuole e la gioventù, perché tutti obbedissero al Führer, di controllare i giornali e le radio con il Ministero della Propaganda, e impose alle Chiese di sostenere le idee del Nazismo.
La politica economica del Nazismo
Il successo economico del regime favorì in gran parte il consenso al Nazismo, che appoggiò il grande capitale monopolistico e rese obbligatori i trust, perché le industrie non si facessero concorrenza.
Le terre andarono in mano a pochi proprietari terrieri, cosa che favorì l’instaurazione di un’economia pianificata. Il fine di questa economia era la preparazione per la guerra, con la quale Hitler contava di costruirsi un vasto impero.
Simbolo delle SS
In poco tempo, la disoccupazione, uno dei problemi principali del dopoguerra, scomparì.
La resa della Germania e la fine del Nazismo
Nel Marzo del 1945, verso la fine della Seconda Guerra Mondiale, gli Alleati entrarono in Germania. Pochi giorni prima che entrassero a Berlino (30 Aprile 1945), Hitler si uccise nel suo bunker, e una settimana dopo, il 7 Maggio 1945, la Germania diede la resa, comportando quindi la fine del Nazismo.
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Cap. 3 Geografia – Israele e Palestina
Israele: dati essenziali
| Forma di governo | Repubblica |
| Capitale | Gerusalemme (733’300 ab.), non riconosciuta ONU |
| Moneta | Shequel |
| Lingua | Ebraico e arabo |
| Superficie (km2) | 20’700 |
| Popolazione (ab.) | 7'418'400 (2013) |
| Densità (ab/km2) | 365 ab./km2 |
Il territorio
È formato da una fascia costiera pianeggiante, mentre all’interno si trova un altopiano che scende a est verso la valle del fiume Giordano. Il clima è temperato sul mare e tropicale-desertico nelle zone interne.
Il Giordano
È l’unico fiume di Israele, attraversa il lago di Tiberiade e sfocia nel Mar Morto, un lago a 395 m sotto il livello del mare. Lungo il suo corso si trova l’unica zona con vegetazione del Paese.
Confini
- Nord: Libano
- Sud: Egitto
- Est: Siria, Giordania
- Ovest: Egitto, bagnato dal Mar Mediterraneo
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La gente, le città, la vita
Lo stato di Israele è nato nel 1948, quando l’ONU decise di creare due stati in Palestina: uno ebraico dove accogliere gli Ebrei europei decimati dalla shoah e uno arabo per i palestinesi, con Gerusalemme sotto l’amministrazione diretta dell’ONU.
Il muro del Pianto a Gerusalemme
Oggi l’Israele è l’unico stato nato nella Palestina ed è abitato principalmente da ebrei.
Il tenore di vita è alto, il reddito è buono e sono disponibili servizi socio-sanitari. Il problema fondamentale dello stato è però il conflitto con i palestinesi e la minaccia di attacchi terroristici da parte di estremisti.
La capitale di Israele è Gerusalemme che non è riconosciuta dall’ONU; altre città importanti sono Tel Aviv-Giaffa e Haifa.
Sviluppo e risorse
Israele è una delle nazioni più avanzate in economia della regione, con un’industria diversificata e impianti ad alta tecnologia. Il settore più sviluppato è quello informatico con parchi tecnologici di aziende mondiali.
Il commercio è sviluppato anche se la bilancia commerciale è in passivo e il turismo, diretto soprattutto a Gerusalemme, è molto importante per l’economia. Il territorio non è adatto all’agricoltura, però le tecniche avanzate permettono di sfruttare l’acqua disponibile.
La “Terra promessa”
- 14 Maggio 1948: Israele dichiarò la propria indipendenza. Questa decisione portò a una guerra con i Paesi arabi vicini che furono sconfitti;
- 1956, 1967, 1973: Israele vince altre tre guerre;
- 1967: Israele occupa il Sinai, Gaza, la Cisgiordania e la Siria;
- 1978: Israele firma una pace con l’Egitto e vengono riconosciuti i diritti dei palestinesi e la loro autonomia;
- 1982: Israele occupa la fascia meridionale del Libano;
- 1987: Intifada (“rivolta delle pietre”) nel Gaza e in Cisgiordania.
- 1993-95: Riconosciuta l’Autorità Nazionale Palestinese (ANP), guidata da Arafat;
- 4 Novembre 1945: assassinio di Rabin, principale artefice della svolta;
Stretta di mano di Arafat e Rabin
- 2000: nuova Intifada che produsse sanguinosi attentati palestinesi e azioni repressive israeliane.
Di conseguenza venne costruito un muro di sicurezza in Cisgiordania e vennero abbandonati i territori occupati;
- 2006: nuovo conflitto armato con il Libano, concluso da una risoluzione dell’ONU che ha mandato un contingente di pace in zona;
- Fine 2008 – inizio 2009: violenti scontri armati nei territori.
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Palestina: carta d’identità della Palestina
Uno Stato fantasma
| Superficie | 6’257 km2 |
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