Distopia e manipolazione mentale - Tesina

Tesina di maturità per liceo scientifico. Argomenti tesina maturità scientifica: la distopia, la manipolazione mentale, The Hunger Games.

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  • 26-06-2013
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Sintesi Distopia e manipolazione mentale - Tesina

Chi non ha mai sentito parlare di controllo e manipolazione delle menti umane? Credo quasi nessuno. In fondo è uno dei più grandi problemi che vengono affrontati quotidianamente dai grandi sociologi della nostra epoca e che ha ricevuto non poche voci critiche ed analisi comparate. Fatta tale premessa, passo a presentare alla commissione d'esame tale tesina che mira ad esaminare, a partire da un film rilasciato recentemente nelle sale cinematografiche, il famoso The Hunger Games, il forte potere di condizionamento che i mass media e alcuni regimi politici riescono ad esercitare sulla mente e sulla vita quotidiana. Un controllo che è stato portato alle estreme conseguenze dai regimi totalitari del 1900 e che, alla caduta di questi ultimi, è stato portato avanti da un nuovo potente strumento invasivo: la televisione.
È proprio grazie a quest’ultima che il “quarto” potere, la stampa, si è ulteriormente rafforzato fino ad infiltrarsi nelle vite di ciascuno di noi. Non tutti se ne rendono conto: c’è chi pensa che la televisione sia un mezzo per realizzare, seppure in modo molto limitato, l’ubiquità che nelle grandi religioni è tipica solamente di Dio, nel senso che essa si presenta come uno strumento capace di tenere l’individuo informato su tutto e su tutti. Dall’altro lato la televisione viene pensata dalla stragrande maggioranza della popolazione come un fine nella propria vita, un oggetto senza il quale non si può andare avanti, indispensabile e necessario.
Ma ci soffermiamo, all'interno della mia tesina di maturità veramente abbastanza a riflettere su quali siano, oltre agli indubbi vantaggi, gli svantaggi connessi a tale strumento mediatico? Cosa comporti in termini non solo economici, ma anche morali e spirituali l’utilizzo acritico del mezzo televisivo che -non a caso- il filosofo Karl Popper definiva, in un suo celebre ed agile libro, una “cattiva maestra”? Nessuno certo può negare che la televisione servi a rilassare dopo una giornata lavorativa impegnativa o che sia utile per capire cosa stia succedendo nelle altre parti del mondo. Ciò non toglie che occorra esercitare sempre su di essa uno “sguardo” critico, cercando di cogliernel’innegabile lato “oscuro”, che la televisione peraltro condivide con quasi tutti i beni di consumo più diffusi. Infatti la TV è uno dei pochi strumenti capace di introdurre in ciascuno di noi idee e modelli di pensare e di vivere, in grado di condizionare profondamente anche i nostri comportamenti abituali, confezionando e proponendo idee ed immagini sul mondo che tendono ad imprimersi con forza, con un nuovo sigillo di verità (“l’ha detto la TV!”),riorientando e mutando radicalmente le nostre credenze e abitudini di vita.
Basta ricordare ciò che diceva Pasolini: “niente di più feroce della banalissima televisione”. Niente di più vero: in apparenza la televisione sembrerebbe uno strumento innocuo e libero nell’utilizzo, che si limita a mostrarci quali sono i beni che maggiormente si vendono sul mercato, quali sono gli eventi che avvengono in politica, quali sono i film di maggior fama. In realtà occorrerebbe ricordarsi più frequentemente che le forze che stanno dietro ai media e che ne organizzano il messaggio, sono da noi del tutto incontrollabili. La manipolando è sempre dietro le porte, anche nei più innocui programmi d’intrattenimento: la stessa scelta delle notizie produce, per logica conseguenza escludente, la messa in sordina di fatti ed eventi che si ritengono non particolarmente significativi, secondo l’ottica dominante, o addirittura pericolosi se fatti circolare dal mezzo di comunicazione di massa nell’opinione pubblica. Il potere dei vecchi e dei nuovi media è tale, oggi, da poter fare “il buono e cattivo tempo” in politica ed in economia, orientando i consumi privati e le scelte collettive, dove investire i propri risparmi come anche – per esempio- dove andare in vacanza o come trascorrere il tempo libero e, soprattutto, come decidere del giusto e dell’ingiusto.
Intrappolato in un eterno presente, l’uomo contemporaneo subisce l’effetto di uniformizzazione e di conformismo tipico di questa fase di rapida modernizzazione che viene chiamata “globalizzazione”.In questa “modernità liquida”, come il sociologo Zygmunt Bauman l’ha acutamente definita, tutto tende a perdere consistenza e spessore: il passato, inteso come risorsa di esperienze significative essenziali per il futuro, viene ora dimenticato in un angolo tendendo a ridursi, come memoria individuale e collettiva, ad un tempo brevissimo dell’ordine di un paio di giorni, mentre il pensiero del futuro tende a limitarsi all’immediato tornaconto e alla disponibilità ad un modello di vita estremamente competitivo.
Collegamenti
Distopia e manipolazione mentale - Tesina

Cinema: Presentazione del film "The Hunger Games".
Storia: Distopia e Totalitarismo.
Inglese: George Orwell, "1984".
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