Geografia astronomica
Evoluzione del Sistema Solare
Fisica
Einstein e la Relatività generale
Filosofia
“È mia
K. Popper
credenza che le nostre
scoperte siano guidate
dalla teoria… e non che
le teorie siano il
risultato di scoperte
dovute
all’osservazione. Infatti
l’osservazione tende,
dal canto suo, a essere
guidata dalla teoria.”
Storia dell’arte
Il Puntinismo
– “Un dimanche après-midi
Seurat Elisa Guglielmini 5B Scientifico
à l’Île de La Grande Jatte” Liceo Scientifico Montessori Da
Vinci. Porretta Terme BO
È un vero miracolo che i moderni sistemi pedagogici
non siano ancora giunti a soffocare
la sacrosanta curiosità umana;
perché essa è una piccola, delicata pianticella…
che ha soprattutto bisogno di libertà;
senza questa, va sicuramente verso la rovina
e la più completa distruzione.
A. Einstein
La creatività della scienza
di
Elisa Guglielmini
Classe VB Scientifico
Liceo Scientifico Montessori - Da Vinci
Porretta Terme (BO)
I primi modelli dell’universo
A partire fin dal IV secolo a.C., nella Grecia antica, i filosofi cominciarono a elaborare i primi modelli volti a spiegare la disposizione dei corpi celesti nel cielo.
L’universo degli antichi era unico in virtù della teoria dei luoghi naturali secondo cui ogni materia deve trovarsi concentrata in un determinato posto, chiuso poiché immaginato come una sfera limitata dal cielo delle stelle fisse oltre il quale non c’era nulla, neanche il vuoto ed essendo chiuso l’universo era anche finito. Inoltre era fatto di sfere concentriche intese come qualcosa di solido e di reale su cui erano incastonate le stelle e i pianeti.
Così la terra si trovava immobile al centro di tutto, mentre la Luna, il Sole e gli altri pianeti allora conosciuti (Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno) le ruotavano attorno disegnando orbite perfettamente circolari. Le stelle poi si trovavano infisse nella sfera celeste, tutte equidistanti dalla terra stessa. Questa teoria mostrò ben presto la sua fallibilità in quanto non riusciva a spiegare il
sembravano descrivere nel cielo degli ‘occhielli’.
moto retrogrado di alcuni pianeti che
Il modello eliocentrico di Aristarco
Nel 300 a.C. l’astronomo Aristarco propose il primo modello eliocentrico che fu criticato perché spostava la terra da una posizione preminente e perché di conseguenza si sarebbe dovuto osservare anche uno spostamento della posizione delle stelle che invece non ebbe riscontro.
Il sistema ad epicicli
L’ipotesi geocentrica fu ripresa in seguito da Ipparco, nel 150 a.C., il quale introdusse il sistema ad epicicli che fu diffuso e reso noto, 300 anni dopo da Tolomeo. Secondo questo modello i pianeti interni (Luna, Mercurio e Venere) compiono un epiciclo attorno al sole il quale compie un deferente attorno alla terra, trascinando i suddetti pianeti nel proprio moto.
Per quanto riguarda i pianeti esterni (Marte, Giove, Saturno) essi hanno il centro del loro epiciclo in un punto immaginario che compie un deferente attorno alla terra.
Il modello Tolemaico risultò valido per 15 secoli, fino alla Rivoluzione Copernicana.
La teoria di Copernico
Copernico elaborò di nuovo una teoria eliocentrica in cui i pianeti avevano orbite circolari e la terra, che ruotava su se stessa, era al centro della sfera lunare. Questo movimento genera il moto apparente attorno ad essa del sole, dei pianeti e delle stelle. Spostando il sistema di riferimento dalla terra al sole, Copernico fu accusato di mettere in dubbio le parole della Bibbia che invece ponevano l’uomo al centro dell’universo. Copernico, teorico e matematico, riteneva che la dottrina tolemaica
nell’idea eliocentrica e,
fosse troppo complessa. Così, cercando nei libri degli antichi, si imbatté
facendola propria, si convinse di poter semplificare il calcolo matematico dei movimenti celesti, anche se in realtà talvolta risultava più complessa di quella tolemaica.
Tesina - Premio maturità 2009
Titolo: Creatività della scienza
Autore: Guglielmini Elisa
Scuola: Liceo scientifico
Descrizione: come nascono le teorie scientifiche? Importanza dell'intuito e delle teorie elaborate creativamente. Quanto l'arte può essere influenzata dalla scienza.
A partire fin dal IV secolo a.C., nella Grecia antica, i filosofi cominciarono a elaborare i primi modelli volti a spiegare la disposizione dei corpi celesti nel cielo. L'universo degli antichi era unico in virtù della teoria dei luoghi naturali, secondo cui ogni materia deve trovarsi concentrata in un determinato posto, chiuso poiché immaginato come una sfera limitata dal cielo delle stelle fisse, oltre il quale non c'era nulla, neanche il vuoto; ed essendo chiuso, l'universo era anche finito. Inoltre era fatto di sfere concentriche intese come qualcosa di solido e di reale, su cui erano incastonate le stelle e i pianeti. Così la Terra si trovava immobile al centro di tutto, mentre la Luna, il Sole e gli altri pianeti allora conosciuti (Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno) le ruotavano attorno, disegnando orbite perfettamente circolari. Le stelle poi si trovavano infisse nella sfera celeste, tutte equidistanti dalla Terra stessa. Questa teoria mostrò ben presto la sua fallibilità in quanto non riusciva a spiegare il moto retrogrado di alcuni pianeti, che sembravano descrivere nel cielo degli “occhielli”.
Area: umanistica
Materie trattate: Geografia astronomica, Teorie sul sistema solare dai filosofi greci a Newton, Fisica, Einstein, Relatività generale, Filosofia, Popper, Falsificabilità delle teorie usando come esempio Newton e Einstein, Storia dell'arte, influenza della scienza nell'arte, Divisionismo scientifico o Puntinismo, Seurat, Una domenica pomeriggio all'isola della Grande Jatte, analisi del quadro.