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“Noi siamo quello che mangiamo” (Feuerbach)

Premessa

Basterebbe il comune buon senso per capire che il cibo deve nutrire, costruire il corpo e contribuire al benessere fisico e mentale giornaliero; sia che si necessiti perdere o mantenere il peso, sia che si voglia tonificare il fisico o raggiungere uno stato di benessere ottimale, le abitudini alimentari inadeguate possono pregiudicare qualunque sforzo.

Fin dall’antichità, il cibo ha sempre avuto un valore superiore al semplice gesto del mangiare; l’uomo antico, nel cibo, intravedeva la vita e la fecondità della madre terra che genera e nutre. Nel XX secolo, il mondo del business ha corrotto tutta la nostra realtà agricola ed alimentare, incentivando l’uso di specie selezionate (come gli OGM) e di prodotti chimici nella coltivazione (pesticidi, concimi, etc.), sollecitando una lavorazione e raffinazione industriale del cibo, che ha dato la possibilità ai consumatori di avere un’ampia varietà di cibi tutto l’anno a prezzi contenuti.

Il tutto però con un impatto disastroso sull’ambiente, sulla qualità del cibo che mangiamo e sulla salute; infatti, vari studi dimostrano che la moderna alimentazione ha determinato la comparsa di molti disturbi di salute (arteriosclerosi, artrosi, diabete, difficoltà digestive, ipertensione, obesità, sovrappeso, etc.).

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato che l’80% di queste problematiche derivano da una cattiva alimentazione.

Milioni di persone si sono rovinate o si stanno rovinando la salute a causa del cibo Fast-Food, delle bevande chimiche gassate e di altri tipi di intrugli alimentari; la potente industria alimentare bombarda giornalmente il consumatore con messaggi mirati a fargli apprezzare il peggior cibo del mondo.

Sbirciando nel carrello della spesa di una famiglia media, si nota subito come i principi di una alimentazione sana sono drasticamente ignorati a favore di ciò che costa meno ed è più facile da preparare e conservare, senza che ci si ponga il minimo problema sulla qualità e sulla genuinità del cibo.

Molti di noi si sovralimentano con cibi industriali scadenti, i cui processi di lavorazione comportano la perdita di importanti fattori nutrizionali; inoltre, la coltivazione e l’allevamento intensivo tengono in considerazione solo la quantità di cibo prodotto piuttosto che la qualità; come se non bastasse, la maggior parte degli alimenti e delle bevande che ingeriamo, giunge sulla nostra tavola contaminata da sostanze tossiche per l’organismo (conservanti, coloranti, edulcoranti, regolatori del sapore, pesticidi) che sono pericolosi per la nostra salute.

Molte persone seguono una alimentazione sbilanciata, rinunciando ad una o più categorie di cibi.

Al di là delle strategie di mercato che tentano di spacciare il cibo spazzatura come sano, al benessere dei consumatori viene data scarsa importanza.

Se vogliamo evitare che disordini alimentari facciano più vittime delle guerre, dobbiamo intervenire correggendo i comportamenti alimentari, soprattutto quelli dei bambini. Non dimentichiamoci che il bambino sano di oggi, sarà l’adulto sano di domani e l’anziano in buona salute del futuro.

La scelta di un’alimentazione sana ed equilibrata deve diventare un atto di responsabilità nei confronti di se stessi e del proprio benessere psico-fisico, se si aspira ad una vita qualitativamente buona ed esente da malattie.

Introduzione

L’Italia è famosa nel mondo per essere la grande patria della buona cucina, peccato però che gli italiani non sono stati educati bene alla corretta alimentazione; infatti oggi si preferiscono sempre di più i fast food o i cibi d’asporto ai nostri piatti tipici e tradizionali; il ragù alla bolognese viene via via rimpiazzato dal sugo pronto in scatola, la pizza napoletana si può comprare congelata, già preparata e, dopo qualche minuto nel forno a microonde, pronta da mangiare.

Quali sono le motivazioni che spingono il popolo italiano a scegliere cibi precotti o a lunga conservazione? Alcuni si lasciano influenzare dal prezzo; i prodotti scontati o in offerta sono i primi che spariscono dagli scaffali perché non sempre c’è l’occasione di poter acquistare dei prodotti di marca ad un prezzo più basso e quindi la si coglie al volo ma sono sicuramente il tempo, la comodità e l’aspetto, i tre fattori principali che influenzano le scelte di tutti i giorni delle persone.

Il tempo

Oggi si dedica sempre meno tempo per preparare un pasto completo, infatti, da un sondaggio condotto dalla Camera di Commercio di Milano, gli italiani impiegano poco più di mezz’ora ai fornelli. Per fare poca fatica e risparmiare tempo, si preferisce comprare piatti pronti, precotti o surgelati e lo dimostra il fatto che nel 2010 il numero di piccole aziende che producono questi prodotti, è aumentato circa dell’8.5% rispetto all’anno precedente.

Sempre più spesso, dedicarsi alla cucina è considerato tempo perso: alla preparazione di un pranzo intero vengono dedicati circa 34,9 minuti, mentre per la cena si sfiorano i 33.

«Quando si cucina a casa – spiega Giovanna Cecchetto che guida l’Associazione nazionale dietisti – si controlla meglio ciò che si mangia. Comunque sia è il caso di imparare a leggere bene le etichette dei prodotti. Preferire l’olio extra vergine di oliva e i grassi non idrogenati. Quelli idrogenati, infatti, non sostengono certo la prevenzione delle malattie cardiovascolari».

La cucina futurista

“Il Manifesto del Futurismo”

Il 20 febbraio 1909 Filippo Tommaso Marinetti pubblica “Il Manifesto del Futurismo” dando inizio a una delle più importanti avanguardie artistico-letterarie di inizio Novecento in Italia.

Animati da un sentimento di rivolta contro il passato, i futuristi avvertivano il bisogno di rinnovare, di rimodernare l’espressione artistica rendendola agile, dinamica, forte e veloce (“Ma noi non vogliamo più saperne, del passato, noi giovani e forti futuristi!”).

Questa innovazione era estesa a tutti gli ambiti della vita, compresa appunto l’arte culinaria. Secondo i futuristi, infatti, la cucina riveste un ruolo molto importante nella vita delle persone, tanto da dover essere equiparata alle arti più ‘nobili’, come la letteratura e le arti figurative.

Il cibo deve contraddistinguere il popolo che ne usufruisce: la cucina futurista deve impedire che l’Italiano diventi cubico massiccio impiombato da una compattezza opaca e cieca.

In altre parole, dal cibo dipende la forza di un popolo, e i futuristi credono fermamente che nella probabile conflagrazione futura vincerà il popolo più agile, più scattante [...] adatto ad una vita sempre più aerea e veloce.

Secondo il Manifesto della cucina futurista, scritto da Filippo Tommaso.

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Sintesi

Sintesi cattiva alimentazione tesina

La tesina di maturità descrive la cattiva alimentazione. L’Italia è famosa nel mondo per essere la grande patria della buona cucina, peccato però che gli italiani non sono stati educati bene alla corretta alimentazione; infatti oggi si preferiscono sempre di più i fast food o i cibi d’asporto ai nostri piatti tipici e tradizionali; il ragù alla bolognese viene via via rimpiazzato dal sugo pronto in scatola, la pizza napoletana si può comprare congelata, già preparata e, dopo qualche minuto nel forno a microonde, pronta da mangiare. Quali sono le motivazioni che spingono il popolo italiano a scegliere cibi precotti o a lunga conservazione? Alcuni si lasciano influenzare dal prezzo; i prodotti scontati o in offerta sono i primi che spariscono dagli scaffali perché non sempre c’è l’occasione di poter acquistare dei prodotti di marca ad un prezzo più basso e quindi la si coglie al volo, ma sono sicuramente il tempo, la comodità e l’aspetto, i tre fattori principali che influenzano le scelte di tutti i giorni delle persone. La tesina permette anche vari collegamenti interdisciplinari con le varie materie scolastiche.

Collegamenti

Cattiva alimentazione tesina

  • Italiano - La cucina Futurista, manifesto di F.T. Marinetti.
  • Filosofia - Feuerbach, noi siamo quello che mangiamo.
  • Biologia - Grassi buoni e grassi cattivi: è importante sapere quali tipi di grassi servono al nostro organismo.
  • Inglese - Oliver twist, la malnutrizione nelle case lavoro nell’età vittoriana.
  • Tedesco - Bitterschokolade, libro attuale di Mjriam Pressler sull’obesità.
  • Attualità - Expo2015 affronterà il problema della nutrizione del pianeta.
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