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Gabriele Torri

F Liceo scientifico

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a

Lorenzo Mascheroni

Anno scolastico 2007-08

Artisti allo specchio

Breve percorso tra chi ha fatto arte sulla propria vita o della vita la propria arte. Maurits Escher, Drawing Hands, 1948

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Indice

  • Premessa…………………………………………………………….....Pag. 3
  • La creazione artistica……………………………………………...…..Pag. 4
  • Le avanguardie storiche…………………………………………........Pag. 4
  • L’artista come soggetto nel Novecento………………………….......Pag. 5
  • Luigi Pirandello..……………………………………………………..Pag. 5
  • Italo Svevo, la coscienza di Zeno......………………………………..Pag. 6
  • Bergson, Il tempo e la memoria ……………………………..............Pag. 9
  • Il racconto in prima persona: viaggio nell’esotico e nella mente .Pag. 10
  • Evoluzione storica del racconto in prima persona…………………..Pag. 11
  • Quando il personaggio crea l’autore………………………………….Pag. 11
  • Oscar Wilde: Il ritratto di Dorian Gray....……………………………..Pag. 12
  • Bibliografia……………………………………………………………....Pag. 14

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Premessa

Uno dei soggetti più interessanti per un artista è se stesso, nel corso della storia molti hanno provato a raccontarsi e analizzarsi, ma è nel Novecento che grazie alle teorie psicanalitiche e a particolari condizioni storiche e sociali si sono raggiunti i risultati più interessanti.

Il mio percorso vuole analizzare il pensiero di alcuni autori, italiani e stranieri, che hanno sviluppato la propria opera in quella direzione tra i quali Pirandello, Svevo e Wilde.

Quello che presento è però una mia interpretazione personale della loro opera, e non pretende quindi di essere né completa né assoluta, ma solo un punto di vista.

Un significato assoluto di opere così complesse non credo nemmeno si possa trovare, come è dimostrato dal dibattito critico ancora aperto e vivace.

Interpretazioni diverse non si escludono a vicenda, ma si esaltano dimostrando la stratificazione di significato ottenuta dall’autore.

Citando Oscar Wilde “La diversità di opinioni intorno a un’opera d’arte dimostra che l’opera è nuova, complessa e vitale”. 3

La creazione artistica

Lo sviluppo della mia tesi comincia con la nascita dell’opera d’arte, infatti è proprio lì che il rapporto tra l’artista e l’opera è massimo.

In questo processo possiamo riconoscere tre fasi: una di analisi in cui l’autore raccoglie e sviluppa le idee, una di sintesi, il colpo di genio in cui l’artista effettivamente crea e infine la fase di produzione materiale dell’opera. L’importanza delle tre componenti varia molto a seconda dell’arte presa in considerazione, del periodo storico e dalla sensibilità personale dell’artista.

Ad esempio, pensando all’arte figurativa, possiamo osservare un’evoluzione storica che va dal simbolismo medioevale (in cui prevale la fase di analisi) all’arte rinascimentale (ricerca della perfezione formale) per arrivare all’arte moderna in cui ciò che conta non è più la forma ma il messaggio.

Uno dei periodi più interessanti è il ‘900, in cui questa distinzione non solo viene reinterpretata, ma tende a diventare sempre più labile: la forma diventa essa stessa frutto di ragionamento e intuizione, l’intuizione viene rappresentata (pensiamo alle epifanie di Joyce) e le opere tendono a diventare sempre più stratificate e aperte.

In un contesto di questo genere di fatto le alternative sono due: percorrere le strade della sperimentazione formale (in questo campo ebbero grande importanza le avanguardie storiche) oppure porre l’individuo al centro della propria indagine.

Le avanguardie storiche

Le avanguardie storiche furono un fenomeno di grande importanza e diffusione nato all’inizio del XX secolo. Il termine avanguardie deriva dal linguaggio militare e rappresenta la voglia di questi artisti di trovare nuove forme espressive e rompere con la tradizione.

I vari gruppi spesso non si limitavano a una sola forma espressiva, ma comprendevano artisti di ogni tipo, pensiamo ad esempio al gruppo Die Brücke che radunò i primi espressionisti quali Ernest Ludwig Kirchner, Erich Heckel ed Emil Nolde ma che permetteva l’ingresso anche ai non artisti; o al futurismo che oltre a comprendere pittori, architetti e scrittori teorizzò addirittura una nuova concezione del mondo e della società.

Generalmente la produzione artistica era regolata dai manifesti di carattere ideologico o tecnico in cui venivano esposti i presupposti teorici comuni al gruppo.

Questa caratteristica di collettivizzazione dell’arte rende questo genere di artisti poco interessanti rispetto al mio percorso; infatti l’aderenza al manifesto, dando dei riferimenti comuni, esalta l’artista non per la sua vicenda biografica ma per la capacità di esprimere il messaggio comune in modi nuovi e creativi.

Marcel Duchamp, L.H.O.O.Q., Ready – made rettificato

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L’artista come soggetto nel Novecento

La situazione culturale d’inizio Novecento tuttavia non può essere limitata alla nascita delle avanguardie e alla sperimentazione formale: la rivoluzione fu notevolmente più profonda e radicale ed ebbe origine principalmente dagli studi rivoluzionari sulla psiche compiuti da Sigmund Freud. Egli smontò infatti la concezione dell’uomo come unico e compatto svelando, invece in esso una complessità intrinseca.

Oltre al grandissimo interesse nato nei confronti del mondo onirico che interessò ogni tipo di artista (pensiamo ai pittori surrealisti o a Joyce che scrisse Finnegan’s Wake per ricreare il mondo della notte e quindi del sogno), un risvolto di massima importanza della rivoluzione psicanalitica si ebbe nel genere del romanzo, che con Svevo e Pirandello raggiunse in Italia altissimi livelli.

Questi due autori strutturano i propri romanzi in forma di romanzo di formazione introducendo in esse il loro pensiero filosofico e la loro esperienza personale al fine di sviscerare la natura della mente umana.

Luigi Pirandello

Il fulcro del pensiero di Pirandello può essere riassunto con il titolo di uno dei suoi romanzi: “Uno, nessuno e centomila”.

L’uomo non è unitario, ma è un individuo diverso per i centomila che lo vedono e, nonostante per se stesso sembra uno solo, in realtà è nessuno, poiché quello che credeva essere se stesso in realtà è una maschera, una rappresentazione che non coincide con la realtà.

Le soluzioni a questo dilemma sono per l’autore due: accettare la propria maschera e continuare a vivere la propria vita o abbandonarla e prendere atto dell’inesistenza di un’identità.

In quest’ultimo caso le conseguenze sono tragiche: Vitangelo Moscarda, il protagonista di uno, nessuno e centomila

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Sintesi

Tesina - Premio maturità 2008

Titolo: Artisti allo specchio

Autore: Gabriele Torri

Descrizione: il mio percorso parla principalmente di alterego letterari e del rapporto che questi hanno con gli autori attraverso riflessioni e interpretazioni.

Materie trattate: italiano, inglese, arte, storia, filosofia

Area: umanistica

Sommario

Uno dei soggetti più interessanti per un artista è se stesso, nel corso della storia molti hanno provato a raccontarsi e analizzarsi, ma è nel novecento che grazie alle teorie psicanalitiche e a particolari condizioni storiche e sociali si sono raggiunti i risultati più interessanti.

Il mio percorso vuole analizzare il pensiero di alcuni autori, italiani e stranieri, che hanno sviluppato la propria opera in quella direzione tra i quali Pirandello, Svevo e Wilde.

Quello che presento è però una mia interpretazione personale della loro opera, e non pretende quindi di essere né completa né assoluta, ma solo un punto di vista.

Un significato assoluto di opere così complesse non credo nemmeno si possa trovare, come è dimostrato dal dibattito critico ancora aperto e vivace.

Interpretazioni diverse non si escludono a vicenda, ma si esaltano dimostrando la stratificazione di significato ottenuta dall'autore, citando Oscar Wilde: «La diversità di opinioni intorno a un'opera d'arte dimostra che l'opera è nuova, complessa e vitale».

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