Arte interattiva e Sachiko Kodama
Nicolas Nemni
Indice
1. Introduzione 3
2. Teoria dell’arte interattiva 3
2.1 Origini 3
2.2 Concetti 5
2.2.1 Interattività 5
2.2.2 Discontinuità 7
2.2.3 Disseminazione 9
2.2.4 Nuova critica 10
3. Sachiko Kodama 11
3.1 Vita 11
3.2 Protrude Flow 11
3.2.1 Funzionamento 12
4. Bibliografia 13
Nicolas Nemni – Arte interattiva e Sachiko Kodama – pagina 2
1. Introduzione
All’interno di questa tesina, attraverso la descrizione preliminare dei presupposti teorici e pratici dell’arte interattiva, metterò in luce l’attività di Sachiko Kodama, un’artista giapponese contemporanea, la quale è attualmente una delle maggiori esponenti di quest’arte. In particolare analizzerò un’opera intitolata “Protrude Flow”, che mette in luce tutti gli aspetti fondamentali di questo nuovo tipo di espressione.
2. Teoria dell’arte interattiva
2.1 Origini
Fu Hegel, all’inizio dell’Ottocento a dichiarare la “morte dell’arte”, in altre parole il cambiamento del valore che l’arte aveva avuto dai tempi degli antichi egizi fino ai romantici. L’arte non è più un modo di vivere la vita perché essa non è più in grado, secondo Hegel, di trasmettere i messaggi che lo Spirito ci vuole comunicare. Da ciò il conseguente distacco dell’arte come forma rappresentativa della realtà circostante, e dell’impossibile capacità di capirne i valori assoluti. La previsione di Hegel si rivelerà veritiera fino ad oggi. La “morte” avviene compiutamente agli inizi del Novecento con i movimenti di avanguardia, che cercano di rappresentare la realtà e oltre: si pensi a Picasso, Klimt e Kandinsky. Dopo i movimenti di avanguardia iniziò un periodo di stallo artistico a causa delle due guerre mondiali.
Nel secondo dopoguerra si è avuta un’enorme crescita economica in tutto il mondo, pur essendo generalmente frenata dalla guerra fredda, a causa della ricostruzione. Diretta conseguenza di questa nuova disponibilità di capitali, è stato un nuovo corso dell’arte, che ha preso strade inesplorate, aperte all’inizio del secolo dai movimenti di avanguardia.
Nuove porte erano state aperte dalle recenti scoperte in ambito scientifico, come può essere l’invenzione del cinema, che, inventato già alla fine dell’Ottocento, ha in questo periodo i suoi anni d’oro. Un’altra scoperta fondamentale furono i cosiddetti calcolatori, che diventeranno poi i personal computer. Mentre il resto dell’umanità pensava a come utilizzare queste nuove scoperte per migliorare, o peggiorare, la vita di tutti i giorni, gli artisti cercavano in esse nuove metodologie di espressione.
Il tema ricorrente è qui lo stretto legame tra scienza e arte. Infatti, il sapere e la tecnica, sono strettamente legati giacché quest’ultima è la conseguenza del progresso scientifico. Quindi l’arte non può prescindere dalla conoscenza, in quanto è quest’ultima che genera le tecniche di cui l’arte in una determinata civiltà si evolve.
Nicolas Nemni – Arte interattiva e Sachiko Kodama – pagina 3
Il concetto di arte legata alla scienza è stato coniato da Leonardo da Vinci: il Maestro infatti, essendo anche scienziato, considerava le sue opere d’arte come degli esperimenti scientifici, in cui tentava di rappresentare la realtà che studiava di giorno in giorno, come il volo degli uccelli, la natura e la biologia. In seguito il tema è stato ripreso dagli impressionisti i quali cercavano di dipingere la luce e i suoi effetti sui corpi. Un altro esempio è rappresentato dalle avanguardie e nella fattispecie dai futuristi italiani, ad esempio in Boccioni, che cercava di rappresentare il moto, in “Forme uniche della continuità nello spazio”, oppure in Balla, nel “Dinamismo di un cane al guinzaglio”.
A confermare lo stretto legame scienza-arte è anche la durata direttamente proporzionale tra le correnti artistiche e le nuove scoperte scientifiche. Si pensi, infatti, alla durata millenaria dell’arte egizia e alla durata di qualche decennio delle correnti artistiche contemporanee, comparandole al progredire delle conoscenze scientifiche nel tempo: si hanno due grafici sovrapponibili che procedono a ritmo esponenziale.
L’arte interattiva non nasce dal nulla, ma è una serie di continue evoluzioni del rapporto tra arte e scienza. Questo rapporto, dopo la seconda guerra mondiale si concretizza nell’arte video. L’arte video consta di installazioni in cui si sfrutta l’apparecchio multimediale della televisione, in tutti i modi possibili. Da notare è inizialmente lo scetticismo da parte del mondo artistico di usare la televisione come tela poiché ritenuta un mezzo con funzioni troppo futili per poter diventare arte, tuttavia vinceranno questa nuova battaglia, i sostenitori della televisione anche come mezzo per fare arte. Le prime installazioni video sono registrazioni che vogliono comunicare un messaggio; sono tuttavia diverse da un film poiché non si parla di registrazioni che comunicano una storia, ma cercano di trasmettere un messaggio o un’emozione. Un’altra differenza tra film ed arte video è la disposizione dell’apparecchio televisivo: esso non ha la semplice funzione di rappresentazione, ma viene messo in stretto contatto con l’ambiente circostante.
Un ulteriore progresso dell’arte video è la creazione di installazioni video in diretta, ovvero che prendevano un’immagine proveniente istantaneamente da una telecamera e la modificavano in modo arcaico scombinandone i colori, o le forme. Già in questo caso si può intravvedere una sorta d’interattività, di partecipazione all’opera da parte dello spettatore. Portando all’estremo questo concetto si approda nell’arte interattiva.
Lo sviluppo dell’arte interattiva avviene inizialmente in America attorno agli anni settanta, i cui pionieri “Machine Vision” – Steina e Woody Vasulka - 1976
Nicolas Nemni – Arte interattiva e Sachiko Kodama – pagina 4
sono Byron Krueger e Lynn Hershman. In Italia l’arte interattiva arriva nel 1985 con Piero Gilardi, ed un rilevante ritardo, giustificato dall’arretratezza tecnologica del nostro paese. L’arte interattiva si sviluppa maggiormente nei paesi più scientificamente avanzati, infatti, al giorno d’oggi, i maggiori esponenti dell’arte interattiva sono principalmente giapponesi, e tra questi anche Sachiko Kodama.
2.2 Concetti
L’arte interattiva, che si concretizza in installazioni interattive, è un tipo di arte in cui scompare la distanza che storicamente ha contraddistinto il rapporto tra opera d’arte e spettatore. L’arte interattiva è individuata da tre caratteristiche guida: l’interattività, la discontinuità e la disseminazione.
2.2.1 Interattività
Alcuni tendono ad identificare erroneamente Arte Elettronica, Computer Art, Arte Virtuale, ed Arte interattiva tutte in un unico blocco. Anche se questi tipi di arte si sviluppano in un continuo intreccio sempre più stretto, questi tipi di arte hanno ognuno il proprio ambito principale: prendendo in esame l’arte interattiva, si considera un fenomeno artistico in cui la caratteristica predominante è l’interazione con il pubblico.
La partecipazione dello spettatore è talmente importante, che un’opera interattiva non può esistere senza l’apporto del pubblico, infatti, essa produce significato unicamente al momento della partecipazione. Se lo spettatore rimane immobile e passivo, nulla accade.
Tesina - Premio maturità 2008
Titolo: Arte interattiva e Sachiko Kodama
Autore: Nicolas Nemni
Descrizione: introduzione ai concetti dell'arte interattiva e presentazione di un'artista contemporanea della corrente. Sito web: http://nmn.im/tesina (altro materiale, presentazione e video)
Materie trattate: arte, fisica, filosofia (cenni), matematica/logica
Area: scientifica
Sommario
1. Introduzione
All'interno di questa tesina, attraverso la descrizione preliminare dei presupposti teorici e pratici dell'arte interattiva, metterò in luce l'attività di Sachiko Kodama, un'artista giapponese contemporanea, la quale è attualmente una delle maggiori esponenti di quest'arte. In particolare analizzerò un'opera intitolata "Protrude Flow", che mette in luce tutti gli aspetti fondamentali di questo nuovo tipo di espressione.
2. Teoria dell'arte interattiva
2.1 Origini
Fu Hegel, all'inizio dell'Ottocento, a dichiarare la "morte dell'arte", in altre parole il cambiamento del valore che l'arte aveva avuto dai tempi degli antichi egizi fino ai romantici. L'arte non è più un modo di vivere la vita perché essa non è più in grado, secondo Hegel, di trasmettere i messaggi che lo Spirito ci vuole comunicare. Da ciò il conseguente distacco dell'arte come forma rappresentativa della realtà circostante, e dell'impossibile capacità di capirne i valori assoluti. La previsione di Hegel si rivelerà veritiera fino ad oggi. La "morte" avviene compiutamente agli inizi del Novecento con i movimenti di avanguardia, che cercano di rappresentare la realtà e oltre: si pensi a Picasso, Klimt e Kandinsky. Dopo i movimenti di avanguardia iniziò un periodo di stallo artistico a causa delle due guerre mondiali.
Nel secondo dopoguerra si è avuta un'enorme crescita economica in tutto il mondo, pur essendo generalmente frenata dalla guerra fredda, a causa della ricostruzione. Diretta conseguenza di questa nuova disponibilità di capitali, è stato un nuovo corso dell'arte, che ha preso strade inesplorate, aperte all'inizio del secolo dai movimenti di avanguardia.
Nuove porte erano state aperte dalle recenti scoperte in ambito scientifico, come può essere l'invenzione del cinema, che, inventato già alla fine dell'Ottocento, ha in questo periodo i suoi anni d'oro. Un'altra scoperta fondamentale furono i cosiddetti calcolatori, che diventeranno poi i personal computer. Mentre il resto dell'umanità pensava a come utilizzare queste nuove scoperte per migliorare, o peggiorare, la vita di tutti i giorni, gli artisti cercavano in esse nuove metodologie di espressione.