Liceo classico G. Perticari
Sezione scienze del linguaggio
Anno scolastico 2012/2013
Titolo dell’elaborato:
“The Adventures of Alice in Wonderland: una rilettura contemporanea”
Studente: Veronica Crognaletti
Indice
1. Introduzione 3
2. The Adventures of Alice in Wonderland – il background
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2.1 L’origine 7
2.2 Charles Lutwidge Dogson 9
2.3 Background storico e sociale 10
2.4 Il nonsense ed il problema della traduzione
3. Matematica fiabesca 13
3.1 Il perché dei riferimenti matematici 14
3.2 Alcuni esempi
4. Viaggio alla scoperta dell’inconscio 16
4.1 Simbolismo e contenuto latente 18
4.2 L’importanza del Tempo
5. Storie a confronto 19
5.1 Versioni cinematografiche 20
5.2 Il cartone Disney: differenze con il romanzo e curiosità 22
5.3 Il film di Tim Burton: differenze con il romanzo e curiosità
6. Riferimenti bibliografici 23
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1. Introduzione
“Così se ne restò lì a occhi chiusi, quasi credendosi nel Paese delle Meraviglie, pur sapendo che le sarebbe bastato riaprirli e tutto sarebbe ridiventato la prosaica realtà...[...] Infine, si immaginò come questa sua stessa sorellina sarebbe diventata anche lei una donna adulta, nei tempi a venire; e come durante gli anni più maturi avrebbe serbato il cuore semplice e affettuoso della sua infanzia; e come avrebbe riunito intorno a sé altri bambini, e avrebbe fatto a sua volta brillare di desiderio i loro occhi con molti racconti strani, forse perfino il sogno del Paese delle Meraviglie di tanto tempo prima; e come avrebbe diviso tutti i loro semplici dolori e goduto di tutte le loro semplici gioie, nel ricordo della sua
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fanciullezza, e dei felici giorni d’estate.”
La scelta di questo breve estratto è legata ad una chiave di lettura del romanzo che mette in risalto il progresso umano – prima ancora che intellettuale – che Alice compie grazie alla sua avventura nel Paese delle Meraviglie. Alice è una bambina che si oppone ai costumi e alle usanze del suo tempo, desidera un altro punto di vista, un “Paese delle Meraviglie” dove possa crescere. Questo mondo non è, però, solo frutto della sua fantasia e del suo desiderio di non perdere la curiosità e la semplicità, ma è anche un modo per farla crescere secondo i cardini di una vita adulta.
Alla luce del concetto di maturità, “The Adventures of Alice in Wonderland” è un viaggio alla scoperta del proprio inconscio e delle proprie emozioni ed un passaggio dalla fanciullezza all’età adulta. Allo stesso tempo, però, Lewis Carroll si serve della figura di Alice per attuare una satira contro la società e per rivoltarsi contro la ragione – che troppo spesso invade la sfera sentimentale ed emozionale. Il romanzo vuole essere un invito a non perdere quei sentimenti e quei valori che hanno caratterizzato la nostra infanzia.
Non importa che età avete,
se siete importanti
o insignificanti: 2
tutti tornate ad essere bambini. 3
Sebbene questo testo possa apparentemente sembrare un semplice prodotto di letteratura per l’infanzia, leggendolo attentamente si possono trarre preziosi considerazioni di carattere matematico, psicologico/filosofico e semiotico. 4
2. “The Adventures of Alice in Wonderland”: il background
2.1 L’origine
“The Adventures of Alice in Wonderland” è un’opera letteraria pubblicata nel 1865 – in piena età vittoriana – dal matematico e scrittore inglese Charles Lutwidge Dogson, conosciuto con lo pseudonimo di Lewis Carroll.
Per tutto l’aureo pomeriggio
Galleggiammo beati
Avendo incauti entrambi i remi
Alle bimbe affidati,
Le cui manine ora pretendono
Guidare i nostri fati.
Crudele Trio! Così esigevi
Nell’ora del languore
Una novella da un respiro
Privo d’ogni vigore.
E come opporsi alla richiesta
Di tre voci sonore?
“Comincia!” fa imperiosa
Prima, la più esigente;
Con garbo poi Secunda si augura
“Che ci siano nonsensi”;
“Non t’interrompo” dice Tertia:
Vuole esser diligente.
E quindi scende giù il silenzio.
Sulle ali del pensiero
Verde nel sogno la bambina
La terra del mistero,
Con gli animali che le parlano... 5
E sembra quasi vero.
E sempre quando inaridita
Parea l’ispirazione
E lui tentava di sospendere
Stanco, la narrazione:
“Domani il resto...” “Oggi è domani!”
Era l’implorazione.
E così delle Meraviglie
La Terra fu creata,
Con i suoi mille fatti strani...
A storia terminata
Si voga allegri verso casa.
Finita è la giornata.
Alice! Accogli questa fiaba
E con gentile mano
L’intreccio di ricordi e sogni
Riponilo, ma piano,
Come del pellegrino i fiori
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Che vengon di lontano.
L’origine del libro è oramai divenuta quasi leggendaria: nel proemio dell’opera, “Meriggio Dorato” Carroll rievoca appunto quel “pomeriggio dorato” del 1862 – probabilmente era il 4
luglio – quando con l’amico Reverendo Robinson Duckworth portò le tre incantevoli sorelline Liddell a fare una gita in barca sul Tamigi. “Prima” era la sorella maggiore, Lorina Charlotte, di tredici anni. Alice Pleasance, di dieci anni, era “Secunda” e la sorella più piccola, Edith, di otto anni, era “Tertia”. Fu proprio in quell’occasione che Lewis Carroll raccontò loro “la fiaba delle avventure di Alice sottoterra”. Ben venticinque anni dopo Carroll scrisse: “una delle mie piccole ascoltatrici domandò che la storia venisse scritta per lei [...] E così, per il piacere di una bambina che amavo (non ricordo alcun altro motivo), 6
stesi manoscritto, e illustrai con rozzi disegni di mia mano [...] il libro che ho recentemente
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pubblicato in facsimile.”
I carrolliani si sono interrogati parecchio se Carroll fosse “innamorato” della vera Alice. Si sa che il principale hobby di Carroll – quello da cui derivano le sue gioie più grandi – era intrattenere bambine: “Amo i bambini (eccetto i maschi).” Egli riteneva estremamente belli i corpi nudi delle bambine e, se capitava, li ritraeva o fotografava – naturalmente col permesso delle madri. È probabile che le bambinette di Lewis Carroll lo attirassero precisamente perché con loro egli si sentiva sessualmente protetto. Nell’Inghilterra vittoriana c’era la tendenza ad idealizzare la bellezza e la purezza virginale delle bambine: di certo questo rese più facile a Carroll il dare per scontato che la sua propensione per loro avvenisse su di un alto piano spirituale. Una lunga teoria di bambine bellissime passò, quindi, per la vita di Carroll, ma nessuna riuscì a prendere il posto del suo primo amore, Alice Liddell. “Ho avuto ventine di amichette dai tuoi tempi”, le scrisse dopo le sue nozze, “ma non sono mai state la stessa cosa.”
Alice Liddell; foto di archivio 7
2.2 Charles Lutwidge Dogson
Charles Lutwidge Dogson nacque nel Cheshire il 27 gennaio 1832. La famiglia era del nord dell’Inghilterra, pur avendo discendenza irlandese. Anglicana e conservatrice, la maggior parte dei Dogson apparteneva ad una delle due professioni tipiche della borghesia medio-alta dell’epoca, l’esercito e la Chiesa. Nei primi anni della sua vita, Charles studiò a casa, con un precettore. A dodici anni Charles fu mandato a studiare presso una scuola privata a Richmond, dove pare si sia trovato a suo agio. Decisamente meno felice fu il periodo trascorso alla Rugby School, nonostante Charles primeggiasse dal punto di vista scolastico.
Dodgson lasciò la scuola di Rugby nel 1850, iscrivendosi nel gennaio successivo alla vecchia scuola di suo padre, la Christ Church di Oxford; vi era entrato da appena due giorni quando ricevette la notizia che sua madre era morta. Nonostante ciò Charles non si lasciò distrarre dai suoi studi: era eccezionalmente dotato e perciò ricevette anche numerosi riconoscimenti formali per i suoi notevoli risultati, tra cui la cattedra in matematica. Dogson, meglio conosciuto come Lewis Carroll, divenne, dunque, quello schivo ed eccentrico scapolo che insegnava matematica al Christ Church di Oxford. Gli piaceva molto giocare con la matematica, con la logica e le parole, scrivere nonsense, ma il suo passatempo preferito era passare del tempo in compagnia di bambinette attraenti.
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Introduzione Alice nel paese delle meraviglie tesina
“Così se ne restò lì a occhi chiusi, quasi credendosi nel Paese delle Meraviglie, pur sapendo che le sarebbe bastato riaprirli e tutto sarebbe ridiventato la prosaica realtà...[...] Infine, si immaginò come questa sua stessa sorellina sarebbe diventata anche lei una donna adulta, nei tempi a venire; e come durante gli anni più maturi avrebbe serbato il cuore semplice e affettuoso della sua infanzia; e come avrebbe riunito intorno a sé altri bambini, e avrebbe fatto a sua volta brillare di desiderio i loro occhi con molti racconti strani, forse perfino il sogno del Paese delle Meraviglie di tanto tempo prima; e come avrebbe diviso tutti i loro semplici dolori e goduto di tutte le loro semplici gioie, nel ricordo della sua fanciullezza, e dei felici giorni d’estate.”
La scelta di questo breve estratto è legata ad una chiave di lettura del romanzo che mette in risalto il progresso umano – prima ancora che intellettuale – che Alice compie grazie alla sua avventura nel Paese delle Meraviglie. Nella tesina voglio mostrare come Alice è una bambina che si oppone ai costumi e alle usanze del suo tempo, desidera un altro punto di vista, un “Paese delle Meraviglie” dove possa crescere. Questo mondo non è, però, solo frutto della sua fantasia e del suo desiderio di non perdere la curiosità e la semplicità, ma è anche un modo per farla crescere secondo i cardini di una vita adulta.
Alla luce del concetto di maturità, “The Adventures of Alice in Wonderland” è un viaggio alla scoperta del proprio inconscio e delle proprie emozioni ed un passaggio dalla fanciullezza all’età adulta. Allo stesso tempo, però, Lewis Carroll si serve della figura di Alice per attuare una satira contro la società e per rivoltarsi contro la ragione che troppo spesso invade la sfera sentimentale ed emozionale. Il romanzo vuole essere un invito a non perdere quei sentimenti e quei valori che hanno caratterizzato la nostra infanzia.
"Non importa che età avete, se siete importanti o insignificanti: tutti tornate ad essere bambini"
Sebbene questo testo possa apparentemente sembrare un semplice prodotto di letteratura per l’infanzia, leggendolo attentamente si possono trarre preziose considerazioni di carattere matematico, psicologico/filosofico e semiotico. La mia tesina di maturità inoltre permette anche vari collegamenti interdisciplinari.
Collegamenti
- Filosofia - Freud e l'importanza del sogno; accenno all'importanza del tempo.
- Italiano - Un cenno alle "centomila maschere" di Pirandello e le caratteristiche del romanzo nonsense.
- Storia ed Inglese - L'età vittoriana e lo sviluppo del romanzo.
- Matematica - I quaternioni e la critica alla società vittoriana.
- Linguaggi multimediali - Le trasposizioni cinematografiche del romanzo.