Aggressività fa rima con fragilità
Sono passati milioni di anni da quando l’uomo usava la clava per difendersi dagli animali feroci e dai suoi simili. Un arco temporale che ci ha portato ad essere i cosiddetti “animali culturali” per eccellenza.
I fatti di cronaca, sempre più frequenti, portano a fare qualche considerazione sull’aggressività che l’uomo moderno riversa contro i propri simili e contro se stesso. C’è sicuramente un malessere sociale che sembra legato alla sopravvivenza.
Ora che le necessità primarie sono generalmente soddisfatte l’uomo soffre dei condizionamenti sociali che lo vedono “vittima” di una vita carica di aspettative e di obiettivi difficili da raggiungere. L’aggressività emerge spesso attraverso manifestazioni estreme.
L’uomo si viene a trovare in una società in cui il benessere materiale è stato raggiunto con il consumo: l’uomo è troppo solo in mezzo alla gente e fatica a mantenere la sua immagine sociale che non gli appartiene. Un disagio psicologico che lo rende spesso isolato dalle regole di convivenza sociale.
Diamo uno sguardo più attento alla questione
La psicoanalisi, disciplina introdotta da Sigmund Freud, rappresenta un metodo per conoscere la mente e i fenomeni ad essa associati, ed è un metodo terapeutico.
Il principio fondamentale su cui la psicoanalisi si basa è quello per cui l’Io, ovvero la parte che conosciamo attraverso la nostra esperienza consapevole, rappresenta una parte della psiche umana.
L’inconscio viene concepito da Freud attraverso un modello neurofisiologico: si tratta di un sistema permeato dall’energia con cui l’individuo reagisce agli stimoli esterni.
Nell’inconscio vengono sepolte quelle esperienze che l’Io non è in grado di dominare e che si manifestano sotto varie forme. Il termine aggressività può significare allo stesso tempo il collegamento tra un’emozione ed uno stato psicologico.
Freud elaborò una complessa teoria dell’aggressività: per capire l’origine dell’aggressività, secondo lo psicanalista, bisogna partire dal concetto di pulsione. Quest’ultimo è infatti uno degli aspetti fondamentali della sua teoria.
Per pulsione, quindi, si intende la rappresentanza psichica di una fonte di stimolo in continuo flusso, il quale è prodotto da fattori isolati e provenienti dall’esterno.
In primo luogo, Freud vede la possibile origine dell’aggressività come conseguenza del mancato soddisfacimento di una pulsione. L’aggressione si mostra quindi come risposta in relazione all’impedimento di un comportamento al fine di raggiungere piacere e quindi evitare dispiacere.
L’aggressività, inoltre, si manifesta molto presto nel bambino, soprattutto nella forma del complesso di Edipo, in cui appare chiaro il desiderio di uccidere il padre, il quale viene visto dal bambino come un rivale che gli impedisce di raggiungere il soddisfacimento sessuale con la madre.
Ciò evidenzia il fatto che l’aggressività sia una componente sempre presente nello sviluppo di ogni bambino.
L’aggressività è vista da Freud come inizialmente posta al servizio della libido, ma a poco a poco essa si libera da questo “obbligo”, per essere posta in relazione con le pulsioni di autoconservazione, insieme dei bisogni legati alla conservazione della vita, quindi fame, sete ecc.
Solo successivamente Freud elabora una teoria delle pulsioni che preveda l’introduzione di una pulsione di morte, una permanente tendenza aggressiva.
La pulsione di morte è presente in ogni uomo e costituisce la spinta alla riduzione delle tensioni.
Introduzione tesina sull'aggressività
Questa tesina di maturità descrive l'aggressività. Sono passati milioni di anni da quando l’uomo usava la clava per difendersi dagli animali feroci e dai suoi simili. Un arco temporale che ci ha portato ad essere i cosiddetti “animali culturali” per eccellenza. I fatti di cronaca, sempre più frequenti, portano a fare qualche considerazione sull’aggressività che l’uomo moderno riversa contro i propri simili e contro sé stesso. C’è sicuramente un malessere sociale che sembra legato alla sopravvivenza. Ora che le necessità primarie sono generalmente soddisfatte l’uomo soffre dei condizionamenti sociali che lo vedono “vittima” di una vita carica di aspettative e di obiettivi difficili da raggiungere. L’aggressività emerge spesso attraverso manifestazioni estreme.
L’uomo si viene a trovare in una società in cui il benessere materiale è stato raggiunto con il consumo: l’uomo è troppo solo in mezzo alla gente e fatica a mantenere la sua immagine sociale che non gli appartiene. Un disagio psicologico che lo rende spesso isolato dalle regole di convivenza sociale. La tesina inoltre permette dei collegamenti con le altre materie di studio.
Collegamenti
Tesina sull'aggressività
- Filosofia - Freud e la psicanalisi.
- Storia - La Prima Guerra mondiale.
- Inglese - John Osborne.
- Biologia - La trisomia XYY.
- Sociologia - L'aggressività di gruppo.