Tracce prima prova Maturità 2018: 5 possibili temi su Foscolo

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Di lucy.t.997

Ugo Foscolo: uno dei principali poeti neoclassici e preromantici nostrani, tanto studiato ma non sempre apprezzato da noi studenti. E se fosse proprio lui il mostro sacro della letteratura con cui ci si dovrà cimentare in prima prova maturità 2018?
Ovviamente non lo sapremo prima del 20 giugno, ma onde evitare lacune, ecco cinque possibili temi maturità in cui si potrebbe incappare in linea con quella che è la poetica foscoliana.

1. Amore per la patria

Sempre tenendo bene in conto che Foscolo è comunque vissuto nel periodo preunitario, quindi parlare di patria potrebbe essere prematuro, tuttavia, questo concetto con Foscolo prende un altro significato.
La sua prima patria è Zante. Vi è nato, è un luogo dal quale lui sente un richiamo materno molto forte, legato sia alle sue origini sia alle origini classiche della mitologia e della bellezza che a lui stavano tanto a cuore. Questo richiamo è talmente forte da spingerlo a dedicarle uno dei suoi sonetti più famosi: A Zacinto.
La seconda patria è Venezia, la prima città in cui si trasferisce dopo Zante e verso la quale prova un sentito attaccamento. Ma nei suoi scritti, in riferimento a Venezia, Foscolo si esprime con profondo sdegno e amarezza per la vicenda che vede la sua città finire nelle mani degli austriaci in seguito a dei trattati con l’Austria asburgica. Questo suo sentimento negativo si può evincere dalle Ultime Lettere di Jacopo Ortis, quando appunto tratta di questa vicenda con toni amari e risentiti.

2. Religione delle illusioni

Essendo seguace dell’illuminismo e quindi abbracciando anche la teoria materialistica, Foscolo si rende conto che quelle che lui chiama illusioni, ovvero la Tomba, l’Amore, la Bellezza e la Poesia, non esistono realmente. Nonostante questa forte presa di coscienza, lui si rende altresì conto che senza di esse l’uomo non riuscirebbe a superare le tragedie e le ingiustizie della vita, e quindi finisce lui stesso per credervi. Una su tutte è la più importante per lui poeta, ovvero la Poesia. Con questa nuova consapevolezza, nei Sepolcri lui supera il suo pessimismo materialistico tramite la fede nelle Illusioni, credendo fortemente che lasciando come testamento un’opera di tale bellezza, lui possa diventare immortale ed eterno come i grandi poeti classici che studiava e amava tanto.

3. Mito dell’Ellade

Abbiamo appunto parlato del suo attaccamento a Zante, ma il legame tra Foscolo e la Grecia è molto più profondo. Lui, ricorrendo spesso alla mitologia classica, vede nella Grecia non solo la sua origine, ma la serenità che non è riuscito a trovare in Italia a causa delle guerre e dei conflitti che imperversavano lungo la penisola. In lui quindi si trova un neoclassicismo molto spiritualizzato, non strettamente legato alla sfera archeologica, come era per il resto dell’Europa in quel periodo. Foscolo quindi accetta il recupero di elementi classici come la sacralità della bellezza e dell’armonia, ma soprattutto è grande sostenitore del mito greco del poeta, della poesia come imperituro segno che può in qualche modo mettere un freno al tempo e alla morte stessa.

4. L’arte non fine a se stessa

Tramite la vicinanza con Alfieri, inizia a crescere in lui il concetto dell’arte non solo come forma di bellezza, ma anche come impegno civile. Era stato così anche per Parini, infatti questi tre intellettuali sono i riferimenti letterari presi dal Risorgimento per unire la patria. L’impegno civile è preso con molta serietà e passione, spingendo lo stesso Foscolo addirittura ad arrivare alla decisione di esiliarsi da solo poiché incapace di sopportare la presenza straniera a Milano. L’esilio lo spinse a scrivere e a stampare Discorsi sulla Servitù d’Italia, pubblicato poi postero.

5. L’amore e la donna

Ormai dato per scontato che l’impegno civile è fortemente presente nella poetica foscoliana, cosa succede quando a questo sentimento si aggiunge l’amore?
Ebbene, la risposta è contenuta nelle Ultime Lettere di Jacopo Ortis, nelle quali, oltre all’amarezza per la critica situazione in cui verte Venezia, il nostro eroe deve fare i conti con la passione che lo travolge in seguito all’incontro con una donna. Ed è proprio la donna che spesso ricorre nella poesia di Foscolo. Una donna idealizzata e angelizzata, in linea con la poetica dantesca, ma con una nota di malinconia. Infatti questa bellezza assoluta è contestualizzata in chiave materialistica come un qualcosa di effimero e fugace: è del poeta il compito di perpetuare quella bellezza in modo da renderla immune al tempo. Oltre alle Ultime lettere di Jacopo Ortis, questa sua dedica alla bellezza femminile è presente sia nelle Grazie che nelle Odi.

Lucilla Tomassi
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21 novembre 2018 ore 15:00

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