Maturità 2017: gli indizi che in prima prova uscirà un'autrice donna

Marcello G.
Di Marcello G.

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Se ne parla da anni, in alcune occasioni sembrava una cosa quasi sicura, qualcuno si stupisce che nessuno ci abbia mai pensato. Eppure è così: non è mai uscito un autore donna come protagonista dell’analisi del testo, tipologia A di prima prova di Maturità. La storia recente ci dice che vanno per la maggiore dei nomi classici – Pirandello, Montale, Dante, Ungaretti – e solo ogni tanto si azzardano personaggi più moderni (come avvenuto l’anno scorso con Umberto Eco). Ma un’autrice proprio mai. Ora, però, il vento sembra essere cambiato. Il 2017 potrebbe essere finalmente l’anno buono. Per carità, sono solo sensazioni. Ma alcuni indizi portano in quella direzione.

Il nuovo ministro e la sua storia

Lo spunto più importante per sostenere che nella prova d’italiano uscirà un’autrice donna va trovato negli ultimi cambiamenti al ministero dell’Istruzione. Con l’avvento del governo Gentiloni è cambiato il ministro. Anzi, LA ministra, come pretende di essere chiamata Valeria Fedeli. Non perde occasione per sottolinearlo, bacchettando se necessario i giornalisti che continuano a mettere davanti al suo nome la versione al maschile. Se ciò non bastasse, è sufficiente andarsi a leggere la storia della ministra, le sue lotte per la parità di genere, per i diritti delle donne, per le pari opportunità.

Quel particolare nei discorsi della Fedeli

Per i più scettici, poi, ci sono tutti i discorsi e gli interventi di Valeria Fedeli dal giorno del suo insediamento a Viale Trastevere in poi, nonché le comunicazioni ufficiali. Ovunque, si può leggere o ascoltare la dicitura "le studentesse e gli studenti". Più esplicita di così? L’universo femminile è al centro dei pensieri della ministra. Valorizzare le donne sembra una vera e propria priorità. Così, questa volta, un’autrice potrebbe avere la precedenza su un autore.

Il premio Nobel mancante

Non è successo poche volte che per l’analisi del testo della prima prova di maturità venga scelto un premio Nobel. L’Italia, infatti, su questo punto ha molte frecce al suo arco. Così il Miur non si è lasciato sfuggire l’occasione proponendo quasi tutti gli autori del ‘900 insigniti del prestigioso riconoscimento, come Pirandello, Montale e Ungaretti. Manca all’appello Dario Fo, l’ultimo Nobel in ordine di tempo. Per questo in molti lo danno in pole position, anche perché è recentemente scomparso e il caso Eco (nel 2016) insegna. Ma soprattutto è stata dimenticata l’unica donna italiana ad aver ricevuto il Nobel per Letteratura: Grazia Deledda. Sara arrivato il suo momento?

L’anno della Poesia?

Nel 2016 è stato il turno di un saggio di Umberto Eco: un brano di prosa. Non è da escludere quindi che, per alternare i generi, tra pochi giorni ai maturandi potrebbe essere chiesto di analizzare dei versi. E, anche in questo caso, c’è una donna pronta per l’occasione: Alda Merini. È forse la poetessa più rappresentativa della seconda metà del ‘900, scomparsa non da tantissimi anni, con alle spalle un vissuto affascinante che si presta benissimo ad un’analisi approfondita. L’identikit perfetto per un autore da prima prova. Anzi, per un’autrice.
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