Maturità 2016, è ora di scegliere: meglio il percorso o la tesina?

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

Uno dei dilemmi più grandi degli studenti alle prese con il loro esame di Maturità è quello di presentarsi con una tesina di maturità o con un percorso. Ma per migliaia di maturandi questo è il momento ideale per progettare un perfetto piano di studi, a partire dalla scelta della tesina o del percorso, anche se molti dei ragazzi non sa ancora bene se indirizzarsi verso un tesina o un percorso. I programmi di studio sono ormai ultimati e, di conseguenza, si ha a disposizione un buon bagaglio di argomenti da passare al vaglio. Affrontata questa operazione, bisogna necessariamente sciogliere il nodo tra tesina e percorso, anche ascoltando i pareri dei propri prof. Ma come mai la tesina è la scelta preferita dagli studenti? In primo luogo, perchè consente di esercitarsi ed incominciare a memorizzare un discorso articolato potendo contare sul ragionamento scritto.

Lo spauracchio di moltissimi studenti è infatti quello della scena muta di fronte ai commissari esterni maturità 2016. In questo senso la tesina obbliga lo studente a elaborare dei punti, collegarli mentalmente, quindi sviluppare un'esposizione discorsiva che aiuta moltissimo a fissare nella mente ciò di cui si sta parlando. Inoltre, si possono prevedere le eventuali domande e, quindi, fissare, attraverso la scrittura, tutte le possibili argomentazioni. Insomma, l'elaborato scritto sembrerebbe proprio rappresentare per i più ansiosi un valido supporto di riferimento nel corso del colloquio: le immagini, le mappe, le cartine sono, all’occorrenza, una fonte di spunto per ritrovare il filo del discorso, approfondire un concetto ed evitare un imbarazzante silenzio nel caso in cui si siano esauriti i riferimenti.
Tuttavia, anche la tesina ha i suoi punti deboli. Infatti, questa nella maggior parte dei casi si rivela un lavoro inutile, in quanto a stento visionata dai professori e spesso neanche utilizzata come riferimento, se non per una prima parte per l’avvio delle domande. Inoltre, si può correre il rischio di cadere in un discorso monocorde, lungo e noioso. Per questo può accadere che l’insegnante, un po’ annoiato, decida di spezzare la monotonia del colloquio attraverso domande che si allontano dall’argomento prescelto dal candidato.

Come cavarsela con i commissari esterni

MEGLIO IL PERCORSO? - In questo senso, il percorso maturità negli ultimi anni sta recuperando terreno rispetto alla tesina. Infatti, sembra essere un lavoro di gran lunga più adatto a sostenere un colloquio dell'esame di Stato. Il percorso, prevedendo solo una mappa concettuale del discorso che si articolerà in sede d’esame, richiede una certa dimestichezza nel presentare l’argomento prescelto e una buona capacità di collegamenti con le altre materie. L’attitudine a trovare con naturalezza riferimenti di varia natura rappresenta un valore aggiunto. Il percorso consente allo studente di fissare in mente quelle che saranno le linee guida del suo ragionamento, nella consapevolezza che l’improvvisazione, se ben padroneggiata, può giocare a suo vantaggio. Bisogna poi considerare che, qualora il percorso venga anche presentato con supporti digitali, come per esempio una presentazione in Power Point, è comunque un riferimento per chi temesse di avere qualche problema di esposizione.

Margherita Paolini

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