Francesco Bertoldi
Autore
Studentessa all'esame orale di Maturità

Il nuovo orale della Maturità 2026 segna una discontinuità netta con gli anni precedenti. Niente più spunto iniziale scelto dalla commissione, niente “percorso” costruito sul momento per tenere insieme tutto: il colloquio ruota attorno a quattro materie precise, in linea con una commissione ridotta a cinque membri, e diventa una prova strutturata, obbligatoria e non aggirabile.

La domanda che circola tra gli studenti è cruciale: sarà un’interrogazione classica, materia per materia? La risposta è più articolata di un semplice sì. 

Il decreto del 29 gennaio 2026 parla chiaramente di “domande e approfondimenti” sulle discipline d’esame, ma inserisce queste fasi dentro un colloquio scandito, con passaggi obbligati e una logica diversa rispetto al passato. 

Qui mettiamo ordine, chiarendo cosa succede davvero e cosa cambia rispetto all’anno scorso.

Indice

  1. Le 4 materie: i commissari fanno domande come a un’interrogazione?
  2. È solo un’interrogazione? No: il colloquio ha più fasi precise
  3. Cosa cambia rispetto all’orale 2025

Le 4 materie: i commissari fanno domande come a un’interrogazione?

Sì, i commissari faranno domande, e non è un dettaglio. Il decreto parla esplicitamente di “proposte di domande e approfondimenti sulle quattro discipline” individuate a livello ministeriale. Questo significa che ogni materia viene verificata nei suoi contenuti e metodi.

Non è più il candidato a “portare” l’argomento iniziale e orientare il colloquio: sono i docenti a entrare nel merito, valutando conoscenze, capacità di argomentazione e uso consapevole degli strumenti disciplinari.

Detto in altro modo: non è più un colloquio costruito attorno a un tema, ma una verifica guidata sulle materie d’esame.

È solo un’interrogazione? No: il colloquio ha più fasi precise

Qui sta il punto che spesso sfugge. Il nuovo orale non si riduce a una sequenza di domande stile interrogazione, anche se quella è la parte più evidente. Il decreto ne definisce la struttura:

  • Apertura con una breve riflessione del candidato sul proprio percorso scolastico e personale, anche alla luce del Curriculum

  • Domande e approfondimenti sulle quattro materie, per verificare contenuti, metodo, capacità critica e maturità

  • Discussione delle esperienze di PCTO, tramite relazione o elaborato multimediale

  • Verifica delle competenze di educazione civica

  • Discussione delle prove scritte

I collegamenti interdisciplinari non spariscono, ma perdono centralità: non sono più l’asse portante del colloquio, bensì uno strumento che può emergere se utile a sostenere un ragionamento, non per tenere insieme tutto artificialmente.

Cosa cambia rispetto all’orale 2025

Il confronto con l’anno scorso fa emergere diverse differenze sostanziali:

  • Le materie sono solo quattro, in coerenza con una commissione più snella

  • Scompare lo spunto iniziale proposto dalla commissione

  • Il colloquio è obbligatorio: la scena muta come forma di protesta non è ammessa e comporta la non validità dell’esame

  • I collegamenti non sono più il fulcro della prova

  • L’orale vale sempre 20 punti, ma diventa una verifica molto più diretta delle competenze disciplinari

Non è un orale “più lungo”, ma più controllato e non aggirabile.

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