Maturità 2018: appello di un maturando ai maturandi stressati (di già)

redazione
Di redazione

Ebbene, scontato ma non troppo, dopo il buongiorno di rito è stata pronunciata la fatidica frase: "Ragazzi, quest'anno avrete l'esame di maturità". Neanche il tempo di capire dove ci si trovi (tradotto: "perché questo non è il mio letto?") e cosa si stia facendo (dopo 3 mesi di sveglia all'una del pomeriggio, giusto in tempo per vedere i cartoni su Italia1, giustamente uno si domanda cosa siano e cosa si faccia alle 8 del mattino) e subito che i prof tirano fuori discorsi come tesina, programmi da finire, simulazioni delle prove d'esame... In pratica noi stiamo ancora cercando di capire come siamo sopravvissuti a Ferragosto 2017 e loro già stanno a giugno 2018 e guai a chi li ferma perché quest'anno non si può perdere nemmeno una lezione, non ci si può fermare un attimo...

Il peggior nemico

Appena entrati in classe già si sente quella fragranza di ansia con una nota di terrore e retrogusto di follia. Ed è questo il problema: l'ansia. Non si ha più il tempo di vivere la vita, godersi l'ultimo anno di scuola, stare in pace con se stessi e con gli altri. Ho imparato, guardando i maturandi degli anni precedenti, che stare tutto il giorno con la testa dentro i libri non può far altro che male perché ci si distoglie dalle cose davvero importanti come ad esempio avere una vita sociale. La parte difficile del quinto non è lo studio - perché mi hanno detto che non è niente di diverso da quello che hai dovuto fare nei 4 anni prima - ma la gestione dello stress.

La conclusione

È facile farsi prendere dallo sconforto pensando che l'ostacolo sia insormontabile, ma non è così perché se tutti (o quasi) ce l'hanno fatta vuol dire che non è impossibile. L'esame di per sé non è difficilissimo, il punto sta nel prenderlo nella giusta maniera. Cos'è alla fine l'esame? Non sono forse 4 mezze giornate di prove? Non è forse un punto di arrivo? O un punto di inizio? Magari è tutto questo, o niente di questo. È strano da dirsi, è un po' tutto e un po' niente: ha il significato che noi stessi vogliamo dargli, perché è semplicemente un evento che fa parte della nostra vita. Forse la prima di tante sfide che ci attendono. Non facciamoci rovinare l'esame da paure inesistenti e da false credenze. Tanto come fanno tutti, una volta superato ne parleremo come la cosa più sopravvalutata di questo mondo.

ErValio

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