Maturità 2017: tutti terrorizzati dalla seconda prova

Marcello G.
Di Marcello G.

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La uno, la due o la tre? Era questo il motto di un vecchio gioco televisivo, in cui si chiedeva al concorrente di turno di scegliere la busta con le domande. Ecco, la maturità in un certo senso assomiglia a quel quiz. Solo che, gli studenti, non hanno la possibilità di selezionare: le prove scritte le devono sostenere tutte e tre. E, in più, devono affrontarne una quarta: l’orale (qualcuno, pochi per la verità, addirittura una quinta). Magari potessero scartarne alcune, perché ci sono delle prove che proprio non piacciono. Anzi, che sono temutissime. È il caso della seconda prova, quella d’indirizzo, che negli ultimi anni sta diventando sempre più l’incubo dei maturandi. A dirlo una web survey di Skuola.net che, alla vigilia della maturità 2017, ha voluto tastare il polso degli studenti per verificarne lo stato d’ansia.

Maturità 2017, un terzo degli studenti teme la seconda prova

Praticamente 1 ragazzo su 3 – il 33% - ha indicato proprio la seconda prova come la più difficile da affrontare. A sorpresa, però, i più ‘impanicati’ non sono i maturandi del liceo scientifico (la matematica della maturità è storicamente materia ostica) ma quelli degli istituti tecnici; ma anche loro in seconda prova avranno molto a che fare con i numeri. Un dato che segna una discontinuità con il passato, visto che fino allo scorso anno al primo posto tra le prove più toste gli studenti mettevano l’orale. Oggi, invece, il colloquio si piazza al secondo posto (con il 29% dei voti). Abbastanza temuta, nella mente dei maturandi, anche la terza prova: è lei il vero ostacolo per il 25% degli intervistati.

La prova che fa andare peggio i maturandi? Di solito è proprio la seconda

Si vede che i ragazzi hanno iniziato a fare tesoro dell’esperienza di chi li ha preceduti. Basta leggere le statistiche sulla maturità 2016 per confermare i loro cattivi presagi. Facendo la media dei punteggi ottenuti nelle varie prove da tutti gli studenti di tutti gli indirizzi, il rendimento più basso si registra proprio nella seconda prova (11,2 punti su 15). Meglio, ma veramente di poco, sia la terza che la prima prova (rispettivamente 11,4 e 11,8 punti). Timori infondati, invece, quelli sull’orale visto in media i maturandi hanno preso 24,1 punti sui 30 a disposizione; un otto pieno.

Sull’orale i timori sono infondati: è la prova in cui si va meglio

Ma, forse, una risposta a questa discrepanza fra paure e realtà dei fatti c’è. Un conto è la fama che alcune prove storicamente hanno, un’altra cosa è l’effettiva difficoltà delle materie. Così, spostando leggermente il punto d’osservazione, non sempre le prove più temute sono quelle in cui gli studenti prevedono di prendere i voti peggiori. E, allora, tutto torna: in cima troviamo ancora una volta la seconda prova che, però, viene appaiata dal quiz di terza prova (entrambe al 35%). Prevedibile: le incognite sono maggiori. La conseguenza è che, il colloquio, scivola indietro (10%). Perché, a conti fatti, è questo il passaggio più facile di tutto l’esame.


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