Maturità 2019, la hit parade delle ansie dei maturandi

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Di Redazione

La maturità 2019 si avvicina sempre di più e con questa anche le preoccupazioni si fanno sentire in crescendo. Complici anche le ultime modifiche comunicate dal ministero, gli studenti stanno entrando nel panico e non sanno più a che santo votarsi.
Le ansie che più delle altre stanno avendo la meglio sulla nostra psiche già provata sono sicuramente queste.

Le tre buste dell'esame orale

E' forse la novità che spaventa di più i maturandi. All'orale ci verranno sottoposte 3 buste contenenti domande dalle quali dovremo iniziare il nostro colloquio. Queste domande riguarderanno tutte le materie sia esterne che interne. Sembra quasi che quest'esame sia diventato un talk show. Scossa?! Va beeeeene.

La seconda prova mista

Altra modifica dell'esame molto temuta dagli studenti è la seconda prova mista. Questa nuova combinazione ha più lati negativi che positivi. Il primo è sicuramente l'assenza di prove degli anni precedenti. Infatti l'unico esempio di prova che abbiamo è stato pubblicato dal Miur nello corso dicembre. E poi ovviamente il dover studiare nelle modalità d'esame due materie invece di una. Che sia una compensazione per l'assenza della terza prova?

Cittadinanza e costituzione all'orale

Notizia uscita poco dopo l'inizio di scuola è appunto la possibilità di esaminare i maturandi all'orale sulla costituzione Italiana e sulle attività di Cittadinanza. La preoccupazione nasce dal fatto che molte poche classi nel corso di 5 anni hanno mai affrontato l'argomento, e viste tutte queste novità il tempo per iniziare a studiare una cosa mai discussa prima, è davvero poco.

Poco tempo per prepararsi

Le modifiche relative la seconda prova sono state comunicate a gennaio, come d'altronde negli anni precedenti. Il problema è che da settembre a gennaio, gli studenti si sono esercitati con prove e simulazioni degli anni passati, che ma questa volta le modalità sono diverse. Quello che spaventa i maturandi è proprio il tempo, che sembra non bastare mai, e in questo caso particolarmente. D'altronde si tratta di 4 mesi di esercitazioni "esatte" rispetto a un anno scolastico che molti pensavano di avere a disposizione.

I sempre temuti commissari esterni

Evergreen delle ansie degli studenti del quinto anno sono i commissari esterni. A volte l'uscita delle materie affidate ai commissari esterni può tranquillizzare, altre volte invece può contribuire ad aumentare le preoccupazioni. E se è pignolo? E se interroga in modo diverso dal mio prof? E se è fissato con le date e i nomi e io non me le ricordo mai? Queste sono bene o male le domande più frequenti dei maturandi. Per conoscere i nomi di questi commissari tuttavia, dovremo aspettare fino a fine maggio o inizi di giugno. Quindi è meglio mettersi l'anima in pace, studiare e prepararsi al peggio!

L'alternanza all'orale

Il fatto di dover parlare dell’alternanza durante il proprio colloquio orale, potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio. Per chi ha vissuto nel corso del triennio un’esperienza formativa continua ed efficace, non dovrebbe essere difficile parlare del proprio percorso. “L’interrogazione” sull’alternanza diventerebbe una chiacchierata. Diversa è la storia per chi ha fatto molti corsi diversi e spesso dispersivi. Potrebbe essere difficile radunare tutte le idee e portare avanti un discorso unitario.

Le modifiche in prima prova

Le modifiche di quest’anno hanno toccato anche la prima prova. Infatti dal fascicolo è stato eliminato il saggio breve, sostituito dal testo argomentativo, che si differenzia dal saggio breve per la presenza di un solo documento di spunto. Inoltre la tipologia A, quella riguardante l’analisi del testo è stata ampliata. Infatti non è presente solo una traccia ma ben due da cui poter scegliere. Per chi aveva puntato sul tema storico, brutte notizie! Questo infatti è stato eliminato dalle scelte all’interno del fascicolo.

Il peso aumentato dei crediti scolastici

Questo può essere interpretato sia come un vantaggio, sia come una difficoltà in più. Alcuni infatti potrebbero aver ricevuto meno crediti durante il triennio con la speranza di puntare tutto sullo studio volto all’esame. Con la riforma, i crediti scolastici contribuiranno al 40% del voto finale del nostro esame. Chi invece ha sempre studiato con assiduità e costanza avendo sempre conseguito punteggi alti, sarà premiato da queste nuove modalità.

Niente tesina

Ultima delle ansie più frequenti, ma non per importanza, è l’assenza della tesina. Quest’ultima era vista dagli studenti come un porto sicuro, un modo per iniziare il colloquio sentendosi un po’ più a proprio agio ripetendo qualcosa di cui si ha la conoscenza certa. Questo poteva essere anche un modo per farsi conoscere (per quanto possibile in 10 minuti di esposizione) dalla commissione esterna.

Susanna Galli

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20 febbraio 2019 ore 15:30

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