Francesco Bertoldi
Autore
Studenti prima dell'esame orale di Maturità

L’orale di Maturità 2026 cambia assetto da diversi punti di vista. 

Si parte con una riflessione dello studente sul proprio percorso scolastico. Prima delle domande sulle materie, il candidato è quindi chiamato a spiegare cosa ha imparato nei cinque anni di scuola e in che modo è cambiato nel tempo, anche alla luce delle esperienze documentate nel Curriculum dello studente.

Da lì il colloquio prosegue sulle quattro discipline d’esame, include la discussione delle esperienze di PCTO e la verifica delle competenze di educazione civica. Per poi arrivare, infine, alla revisione delle prove scritte.

L’obiettivo della prova resta la valutazione complessiva del profilo dello studente: conoscenze, capacità di argomentare, autonomia e responsabilità dimostrate nel percorso di studi.

Indice

  1. Come si svolge l’orale: la fine dello spunto iniziale
  2. Le quattro materie: cosa significa “interrogazione” oggi
  3. Quando si svolge e quanto dura
  4. Curriculum dello studente e Capolavoro: come entrano in gioco
  5. Scena muta volontaria: perché non è un’opzione
  6. Punteggio dell’orale e bonus: cosa cambia davvero
  7. Commissione d’esame: chi decide e come
  8. PCTO ed Educazione civica: parti strutturali dell’orale
  9. Programmi e domande: il limite è il Documento del 15 maggio
  10. Il 6 in condotta e l’elaborato aggiuntivo

Come si svolge l’orale: la fine dello spunto iniziale

L’orale non parte più da un materiale preparato dalla commissione. Non c’è un testo, un’immagine, un documento da analizzare per “rompere il ghiaccio”.

L’avvio è affidato allo studente, che apre il colloquio con una riflessione sul proprio percorso scolastico e personale. È un cambio netto: la commissione osserva come prendi la parola, come costruisci un discorso, come dai senso ai cinque anni appena conclusi.

I collegamenti interdisciplinari non sono vietati, ma non sono più il centro dell’esame. Se emergono, devono essere funzionali al discorso.

Le quattro materie: cosa significa “interrogazione” oggi

Le materie oggetto del colloquio sono quattro, stabilite a fine gennaio per ciascun indirizzo.

Il colloquio si profila dunque come un confronto articolato che tocca tutte e quattro le discipline, verificando:

  • padronanza dei contenuti;

  • uso dei metodi disciplinari;

  • capacità di argomentare in modo personale;

  • capacità di collegare conoscenze senza forzature.

Non basta “sapere”: conta come ragioni, come rispondi, come tieni insieme i pezzi.

Quando si svolge e quanto dura

L’orale inizia di norma dal lunedì successivo alle prove scritte, quindi intorno al 22 giugno, e prosegue fino a luglio.

La chiusura dipende dal numero di candidati: nelle commissioni più affollate può andare oltre metà mese.

La durata media di un colloquio è tra i 40 e i 60 minuti

Curriculum dello studente e Capolavoro: come entrano in gioco

Il Curriculum dello studente non è decorativo. Il decreto dice chiaramente che la commissione ne tiene conto per valutare maturità, autonomia e responsabilità.

Esperienze scolastiche, attività extracurricolari, certificazioni: tutto contribuisce a costruire il profilo complessivo.

Il Capolavoro, invece, non è oggetto d’esame. Non si presenta, non si discute formalmente. Questo non significa che sia inutile: può diventare, a discrezione dello studente, un riferimento concreto nella riflessione iniziale, un modo per parlare di competenze, metodo di lavoro, difficoltà affrontate. 

Scena muta volontaria: perché non è un’opzione

L’esame di Maturità è valido solo se tutte le prove vengono svolte, colloquio compreso.  Chi sceglie la scena muta volontaria viene bocciato automaticamente

Questo vuol dire che anche se parti da un voto superiore al 60, tacere al colloquio equivale a non sostenere l’esame.

Punteggio dell’orale e bonus: cosa cambia davvero

Il colloquio vale 20 punti, come le altre prove.

Il bonus finale, inoltre, cambia in modo sostanziale:

  • passa da 5 a 3 punti

  • è accessibile solo a partire da 90/100

Non è automatico. La commissione lo assegna solo se il percorso complessivo è coerente e solido. L’orale pesa molto in questa valutazione.

Commissione d’esame: chi decide e come

La commissione è composta da 5 membri:

  • 2 commissari interni

  • 2 commissari esterni

  • 1 presidente esterno

La valutazione è collegiale. Nessun commissario decide da solo. Il presidente coordina e garantisce equilibrio, ma il punteggio dell’orale viene attribuito da tutta la commissione nello stesso giorno del colloquio.

PCTO ed Educazione civica: parti strutturali dell’orale

Il colloquio include:

  • l’analisi delle esperienze di PCTO, tramite una breve relazione o un elaborato multimediale;

  • la verifica delle competenze di educazione civica, sulla base del curricolo d’istituto e del Documento del consiglio di classe.

Fanno parte della valutazione complessiva della maturità dello studente.

Programmi e domande: il limite è il Documento del 15 maggio

Le domande devono rispettare il Documento del 15 maggio. Programmi, contenuti, metodologie, progetti svolti: quello è il perimetro. La commissione non può uscire da lì.

Se una cosa non è stata trattata nel percorso effettivo della classe, non può diventare oggetto di valutazione.

Il 6 in condotta e l’elaborato aggiuntivo

Per chi arriva all’esame con 6 in condotta, il colloquio comprende anche la trattazione di un elaborato critico su cittadinanza attiva e solidale, assegnato dal consiglio di classe.

È obbligatorio e si aggiunge al resto del colloquio. Non sostituisce nulla, si somma.

 

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