Maturità: i metodi anti-copioni più assurdi del mondo

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Di redazione

metodi per copiare alla maturità tra tradizione e tecnologia

Ad ogni esame - anche alla Maturità 2017 - la parola d'ordine degli studenti è solamente una: copiare. Chi infatti non ha mai buttato l'occhio sul compito del secchione della classe o non ha portato con se bigliettini preparati con cura il giorno prima? Nessuno, ne siamo sicuri. Nonostante molte scuole italiane, tutte ormai, si siano attrezzate per evitare che gli studenti copino, i più preparati, in questo tipo di attività, riescono sempre a farla franca. Ma ci riuscirebbero in altri Paesi visti i metodi anti-copioni messi in atto?

Metodi anti-copioni negli altri Paesi del Mondo

In Etiopia ad esempio, per non far copiare gli studenti, viene tolto in maniera preventiva l’accesso ad internet in tutto il Paese. Il 30 maggio 2017, infatti, nessuno ha potuto collegarsi alla rete, lo scopo era evitare che venissero svelate le tracce d’esame come accaduto lo scorso anno. Nel 2016 mentre più di un milione di ragazzi affronta l’esame equivalente alla nostra maturità, degli attivisti hanno reso pubbliche le prove, e lo Stato si è trovato costretto a dover rimandare l'esame. L'accesso vietato ad internet ha creato disagi a tutti i cittadini che si sono trovati così a non poter comunicare con gli altri. Lo stesso metodo è stato adottato anche da Iraq e Algeria dove l'accesso ad internet è stato sospeso per quasi tre giorni interi. In Kenya invece, nonostante l'impossibilità di accedere alla rete, gli studenti sono riusciti a copiare lo stesso perchè qualcuno ha venduto loro le tracce d'esame. Dopo esser stati arrestati, la polizia ha sciolto il Board per la correzione degli esami e invalidato circa cinque mila test.

Cina: la vita dura dei copioni

La Cina invece non si accontenta di questo. Nella prima settimana di giugno circa nove milioni di studenti sostengono il Gaokao, un esame che influisce anche sulla scelta universitaria e quindi sulla vita del candidato. Le precauzioni prese per questa prova sono metal detector all’entrata di ogni aula edue droni per classe. Ma neanche questo ferma gli studenti. Qualcuno è addirittura arrivato a farsi sostituire da sosia. Lo Stato cinese è però pronto a rispondere rendendo obbligatorio il riconoscimento attraverso l'impronta digitale, e anche qui molti “furbetti” si sono attivati ingannando lo scanner con il dito avvolto nella pellicola. Il governo ha però subito trovato un rimedio, sottoponendo i candidati al riconoscimento facciale, scansione dell’iride e altre tecnologie biometriche e per essere del tutto tranquillo anche un prelievo di sangue, il dna non si può modificare.

Margherita Murizzi
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