Maturità 2016, i metodi più incredibili contro i copioni

Marcello G.
Di Marcello G.

copiare alla maturità

Si avvicinano gli esami di maturità e gli studenti affilano le armi. Perché a volte simulazioni, appunti, ripassoni generali non bastano ad affrontare serenamente le prove scritte. È sempre meglio elaborare una strategia alternativa,come quella di copiare. In principio erano foglietti pieni di formule, stralci di traduzioni, riassunti nascosti nei luoghi più impensabili. Oggi, invece, la tecnologia ha facilitato il compito agli aspiranti "copioni". Basta avere uno smartphone e il gioco è fatto: qualche secondo di navigazione e si possono avere tutte le risposte desiderate. L’importante, però, è non essere beccati; i professori cercano di rimanere aggiornati elaborando contromosse per fermare i furbetti ma, contro i millennials, è una battaglia persa in partenza. I numeri lo dimostrano.

Secondo un sondaggio condotto l’anno scorso da noi di Skuola.net, infatti, durante la maturità 2015, circa uno studente su tre ha ammesso di aver copiato durante la prova più ostica e temuta: la seconda prova.

Anche per copiare bisogna studiare. Guarda il video.

LO SMARTPHONE ARMA PREFERITA DA CHI COPIA - Il mezzo prediletto da cui attingere informazioni? Naturalmente Internet, con il 14 % dei copioni (1 su 7) che ha confessato di essere riuscito ad usare il proprio smartphone durante l’esame. In barba alle regole del Miur che impongono la consegna dei cellulari prima dell’inizio delle prove. Ma non mancano i nostalgici che si sono affidati ai vecchi metodi: il 12% ha detto di aver ricevuto suggerimenti dai compagni di classe mentre il 7% di loro ha deciso di andare sul sicuro affidandosi al più classico dei foglietti.
Segue la stessa tendenza la terza prova, il quizzone, dove gli studenti che hanno copiato durante l’esame di Stato 2015 sono stati uno su quattro. Nel 16% dei casi utilizzando la navigazione web del proprio smartphone (alcuni dicono di averlo fatto mentre erano comodamente seduti al banco. Due “copioni” su cinque hanno invece preferito i più tradizionali bigliettini, mentre il 44% si è fatto passare il compito direttamente dai suoi compagni. Naturalmente a incidere sul tasso di copiatura tramite terzi contribuisce in maniera a volte determinante la materia. Nel caso della seconda prova sono stati soprattutto gli studenti del liceo classico a passarsi la versione, sicuramente più facile da far girare tra i banchi rispetto a formule matematiche o a una relazione che presuppone un ragionamento individuale.

LE CONTROMOSSE PROPOSTE IN ITALIA - In un quadro del genere i commissari non possono che tentare di correre ai ripari. Qualche anno fa addirittura l'associazione nazionale presidi lanciò una proposta che ha fatto molto discutere: installare dei rilevatori di telefonini nelle scuole per evitare che venissero introdotti di nascosto dispositivi in grado di connettersi sul web. Un’idea subito accantonata vista la difficile realizzazione, per motivi sia organizzativi sia economici. Ma se in Italia si rimane al vecchio metodo della "passeggiata" dei commissari tra i banchi (che a volte chiudono un occhio), altrove la lotta è decisamente più aspra.

ALL'ESTERO LE PROVANO TUTTE - E le soluzioni molto fantasiose per combattere i copiatori professionisti. Ecco qualche esempio riportato da Education Dive:

- Negli Stati Uniti, ad esempio, Pearson Education – tra le più importanti case editrici specializzate nel campo dell’istruzione - ha elaborato delle linee guida che permettano ai docenti di monitorare i profili social degli studenti che hanno sostenuto un determinato esame. Una soluzione che, però, ha lasciato perplessi ragazzi e genitori. Sollevando anche dubbi sul rispetto della privacy.

copiare alla maturità


- Sempre negli U.S.A., la Scuola di Business dell’Università della Florida centrale ha recentemente dotato l’aula riservata ai test di un sistema di monitoraggio anti-copiatura: telecamere ambientali per controllare movimenti strani, 228 computer a incasso che impediscono di fare fotografie agli schermi e un software che osserva da remoto gli schermi delle postazioni pc. E gli inventori giurano, nel tempo, si sono verificato solo 14 casi sospetti su 64mila esami svolti.

- Dalla Thailandia, invece, arriva la soluzione più a basso costo mai sentita: il copricapo creativo. Una sorta di “segnalatore anti-truffa”. Niente di più che una serie di fogli di carta applicati sulla testa degli studenti che impediscono le occhiate furtive a destra e sinistra. Una pratica diventata virale sul web grazie a un post Facebook. Sempre in Thailandia un’altra foto ha recentemente mostrato studenti con una scatola di cartone in testa. Segno che da quelle parti la fantasia non manca.

- Mentre in Cina il controllo arriva dal cielo; con un drone a sei eliche in grado di rilevare gli impulsi provenienti dai dispositivi mobile. Un esperimento testato durante gli esami di ammissione all’università in due centri della città di Luoyang.

Ora però è il turno degli italiani. Il 22 giugno, giorno della prima prova, è sempre più imminente. E se i commissari non vorranno avere la sensazione di essere stati fregati per l’ennesima volta è bene che s’inventino qualcosa di veramente efficace. Il nuovo nemico si chiama smartwatch.

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