Maturità 2017: come funziona l'ammissione agli esami di Stato

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

Siamo giunti al rush finale della corsa verso la Maturità: tra poco usciranno i nomi dei commissari esterni 2017 e i maturandi sono già all'erta per indovinare le possibili tracce maturità. Ma, sopratutto, in queste ultime settimane moltissimi studenti tenteranno l’impossibile per accaparrarsi quei 6 indispensabili per l’ammissione agli esami di maturità. Infatti, se negli anni precedenti, le pagelle disastrose non hanno costituito un problema e i corsi di recupero non hanno seminato troppo terrore, all’avvicinarsi dell’appuntamento con la Maturità la situazione cambia notevolmente. Non esistono seconde chance, per essere ammessi alla maturità bisogna avere la sufficienza in tutte le materie.

Requisiti di ammissione agli esami di Maturità
Sono ammessi agli esami di Stato gli alunni che abbiano conseguito una votazione finale non inferiore al 6 in ogni materia o gruppo di materie valutate con l’attribuzione di un unico voto. Anche la valutazione del comportamento, più nota come voto in condotta, non deve essere inferiore alla soglia del 6.

Ammissione alla maturità 2017: avere la sufficienza in tutte le materie


Insomma, è ufficialmente partita la maratona dei compiti scritti riparatori e delle interrogazioni di recupero, in cui si tenta disperatamente di dimenarsi tra i capricci della memoria e il cumulo delle difficoltà evitate nel corso dell’anno scolastico. Persino i più svogliati, nelle ultime settimane di lezione, iniziano a prendere confidenza con pagine di libri, matite ed evidenziatori per conquistarsi l'ammissione alla maturità. Certo, lo studio frettoloso non è la migliore delle soluzioni, ma a pochi giorni dagli scrutini finali è l’unica ancora di salvezza per non affondare definitivamente. Nel caso, piuttosto frequente, in cui non si riesca a dimostrare di aver trovato la stoffa dello studente brillante e disciplinato, per non dire del genio incompreso, in grado di recuperare un programma scolastico di un intero anno in pochi giorni, non resta che appellarsi alla indulgenza e alla generosità dei prof più umani per l'ammissione agli esami di maturità. Nella speranza che quest’ultimi riescano a convincere il resto del corpo docenti. Infatti, loro sono gli unici che potrebbero salvarvi...

Maturità: ammissione esami di Stato con insufficienze


Quando l’insufficienza resta ostinatamente protagonista del vostro rendimento è il consiglio di classe, prof di religione compreso, a decidere la vostra ammissione o non ammissione alla maturità. Il preside, secondo regolamento, ascolta i pareri, divergenti o meno, dei vari professori in merito allo studente, e in seguito pone in votazione l’ammissione o la non ammissione dell’allievo. Se l’esito della votazione dovesse risultare positivo, allora in maniera automatica tutte le insufficienze magicamente diverranno dei 6. Nel verbale si potranno trovare le motivazioni che hanno indotto alla scelta favorevole. Invece, in caso di parità, prevale la parola del Presidente del consiglio di classe che sarà determinante per la valutazione finale e per l'ammissione agli esami di Stato, positiva o negativa che sia. Infine, essendo il Consiglio di classe un Collegio perfetto, non è consentita l’astensione dal voto. Ogni docente deve partecipare alla votazione, adempiendo ai suoi doveri d’ufficio. Il Presidente del consiglio non vota due volte, ma in ogni caso, tra le due proposte avanzate, prevale quella a cui ha dato il suo voto di assenso. Nel caso in cui la maggioranza sia di parere negativo, non si è ammessi all'esame anche con un solo voto insufficiente. E purtroppo, non esiste come negli anni precedenti la sospensione di giudizio.

Margherita Paolini

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