
Il “ Made in Italy ” oltre ad essere un’indicazione di provenienza riguardante l’origine di un prodotto (in questo caso italiana), è, secondo uno studio di mercato pubblicato dal magazine Forbes, censito al 7º posto in termini di reputazione tra i consumatori di tutto il mondo. Rappresenta la creatività, la qualità e l’italian life style nei settori dell'abbigliamento, arredamento, automazione meccanica, bigiotteria, argenteria, pelletteria, industria cinematografica e dell'agroalimentare. Tuttavia il “Made in Italy” necessita di definizioni, tutele giuridiche e regole; un esempio classico di questo è il problema sempre più forte della contraffazione e delle truffe.
Made in Italy: le norme e le leggi da rispettare
Un prodotto può infatti essere considerato “Made in Italy” solo se è stato realizzato in Italia oppure ha subito la sua ultima trasformazione lì. In caso il prodotto presenti questo marchio pur non essendo stato prodotto in Italia, secondo la legge 350/2003 (27 dicembre 2003), chiunque abbia scritto l'informazione sbagliata sull'etichetta rischia la reclusione fino ad un anno. In quanto esso costituisce una falsa indicazione considerabile reato.
Curiosità sul nostro marchio: il Made in Italy nel mondo
Ecco invece alcune curiosità che non tutti conoscono sul “Made in Italy”:
Ludovica Iannelli