Maturità 2016: 100 e lode, ne vale ancora la pena?

100 e lode

Essere un’eccellenza appaga mente, cuore e portafoglio. Ma senza esagerare. Perché se da un lato sono tante le università che, per esempio, prevedono alcune agevolazioni per chi si diploma alla Maturità con 100 e lode, dall’altro nel corso degli anni il premio previsto per gli stessi dal Ministero dell’Istruzione ha subito sforbiciate evidenti. Troppe lodi? Dati alla mano non si direbbe, anche se la polemica sulla generosità delle commissioni di Maturità al Sud si ripete costantemente. Ma andiamo con ordine.
Siamo nell’ormai lontano 2007 quando l’ex ministro dell’Istruzione, Giuseppe Fioroni, pensa che i super diplomati meritino un premio, un incentivo a continuare così, e la legge che lo stabilisce è la n.1 dell’11 gennaio di quell’anno. I diplomati alla Maturità con 100 e lode del 2007 sono quindi i primi a beneficiare di un premio che di ben 1000 euro, ma che con gli anni è stato non poco ridimensionato. Chi ha ottenuto il massimo dei voti nel 2010, solo tre anni dopo ha visto ridurre l’assegno a poco più della metà, 600 euro per la precisione.

L’anno successivo nasce Io Merito, il programma nazionale di valorizzazione delle eccellenze del Ministero, grazie al quale gli studenti che hanno conseguito la votazione di 100 e lode all'esame di Stato sono inseriti nell'Albo Nazionale delle Eccellenze, insieme a tutti gli altri che si sono distinti in competizioni e progetti internazionali. Ogni anno, in base ai fondi disponibili e al numero di beneficiari acclarato, il Miur stabilisce quanto denaro erogare ai ragazzi iscritti a questo registro. Quindi la torta va spartita in un numero di parti maggiore. Nel 2011, come l’anno precedente, il bonus corrisponde a 500 euro. Un po’ meglio va ai super diplomati 2012 che ricevano un bonus di 650 euro per il sudore versato sui libri, ma nel 2013 si torna ai più morigerati 500 euro. Il minimo storico si tocca nell’ultimo biennio, dove ai genietti vanno 450 euro.

MENO SOLDI, MENO 100 E LODE ALLA MATURITA' - Una riduzione del premio che negli ultimi anni è stata accompagnata da un giro di vite sulla concessione del 100 e lode. Alla Maturità 2012 per ottenere la lode bisognava raggiungere 100 punti senza l’aiutino dei crediti bonus (fino a 5) e una media voti superiore a 9 dal terzo in poi. Tuttavia in termini percentuali i super diplomati non sono cambiati drammaticamente: se nel 2007 erano lo 0,7%, nel 2009 erano lo 0,9%, nel 2012 lo 0,6% per poi ritornare lo 0,9 % nel 2015, ovvero 3896 persone per dare una idea delle cifre in ballo.

NORD E SUD: IL 100 E LODE VALE ALLO STESSO MODO? - Non sono nemmeno cessate le polemiche, che vedevano le regioni del Sud, mediamente più prodighe nell’elargire il massimo della votazione rispetto alle altre. Alla maturità 2015, Puglia, Campania e Sicilia sono state le tre Regioni con il più alto numero di 100 e lode in termini assoluti: 788 solo nella prima. I detrattori del 100 lode facevano notare che si trattava degli stessi studenti (in termini di campione statistico) che all’epoca della prova Invalsi di seconda superiore del 2011/2012 hanno contribuito a far ottenere risultati sotto la media alle regioni del Meridione.

E QUEST'ANNO? - In ogni caso i genietti del 2016 possono consolarsi con le agevolazioni che troveranno se, caso mai, volessero frequentare l’università. Sono diverse, infatti, quelle che prevedono qualche bonus per chi si diploma con il massimo dei voti. A Bologna e alla Statale di Milano l’anno prossimo l’esonero dalle tasse è totale. Alla Sapienza di Roma, i super diplomati sono esentati dal pagamento della prima rata universitaria, mentre all’Università di Padova hanno un esonero parziale dalle tasse. Un po’ peggio va a chi vuole immatricolarsi all’Università di Palermo dove al massimo si ottiene un rimborso della quota versata per sostenere il test d’ingresso del corso di studi scelti.

I 100 E LODE ALL'UNIVERSITA' - Ma quali sono questi corsi di studio in cui si riversano poi i 100 e lode? Stando ai dati riportati dal Focus sugli immatricolati 2015/2016 del Ministero dell’Istruzione, il 25% circa dei diplomati con il punteggio massimo all’università sceglie l’area di Ingegneria, seguito poi dal 15% di chi opta per quella Medica. Al terzo posto, ex aequo, ci sono poi l’area Scientifica e quella Economico – statistica scelta, in entrambi i casi, dall'11% circa di 100 e lode 2015.

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