Spazi vettoriali e sottospazi
Il concetto di spazio vettoriale nasce nel contesto della geometria dei vettori:
L’esempio più semplice immaginabile di spazio vettoriale è rappresentato proprio dallo spazio dei vettori geometrici, rappresentati da segmenti orientati che hanno un punto di applicazione ed un punto finale, direzione e verso.
Le più semplici operazioni che si possono fare tra i vettori geometrici sono quelle che si ritrovano nella definizione astratta di spazio vettoriale:
Definizione
Sia V un insieme non vuoto; V si dice spazio vettoriale su K se esistono:
- Un’operazione binaria interna, denotata con +: V × V → V.
- Un prodotto per scalari denotato con ·: K × V → V.
Tali per cui valgano le seguenti proprietà:
1) v1 + v2 = v2 + v1 per ogni v1, v2 ∈ V.
2) v1 + (v2 + v3) = (v1 + v2) + v3 per ogni v1, v2, v3 ∈ V.
3) Esiste 0 ∈ V tale per cui v + 0 = v per ogni v ∈ V.
4) Per ogni v ∈ V esiste −v ∈ V tale per cui v + (−v) = 0.
5) (λ1 + λ2) · v = λ1 · v + λ2 · v per ogni λ1, λ2 ∈ K e per ogni v ∈ V.
6) λ · (v1 + v2) = λ · v1 + λ · v2 per ogni λ ∈ K e per ogni v1, v2 ∈ V.
7) λ1 · (λ2 · v) = (λ1λ2) · v per ogni λ1, λ2 ∈ K e per ogni v ∈ V.
8) 1 · v = v per ogni v ∈ V.
Nel seguito per semplicità verrà omesso l’uso del · per denotare il prodotto per scalare esterno; in ogni caso sarà chiaro quale sia lo scalare e quale sia il vettore.
Esempio
R è chiaramente uno spazio vettoriale su R rispetto alle usuali operazioni di somma e prodotto.
Sia dato l’insieme R2 = R × R = {(x, y): x, y ∈ R}; allora è uno spazio vettoriale su R ponendo
(x1, x2) + (y1, y2) = (x1 + y1, x2 + y2), λ(x1, x2) = (λx1, λx2)
0 = (0, 0), −(x1, x2) = (−x1, −x2).
La semplice verifica può essere svolta per esercizio; in modo analogo l’insieme Rn = R × · · · × R, n volte, ha una naturale struttura di spazio vettoriale su R ponendo
(x1, · · ·, xn) + (y1, · · ·, yn) = (x1 + y1, · · ·, xn + yn), λ(x1, · · ·, xn) = (λx1, · · ·, λxn).