Pero Claudia A.S. 2017/2018
I Limiti: analisi della funzione matematica
Per capire i limiti, c’è prima da prendere in analisi il concetto d’intervallo a cui esso può appartenere o meno.
Un intervallo è un sotto-insieme di numeri reali e, geometricamente, corrisponde ad una semiretta (nel caso
sia un intervallo illimitato) o ad una retta (intervallo limitato). Oltre a queste caratteristiche, esso può essere
chiuso (se gli estremi appartengono all’intervallo) o aperto (se essi non vi appartengono). Come mostrato:
Esempi di intervalli limitati:
Da queste quattro tipologie si possono ricavare le caratteristiche degli intervalli: gli estremi (a, b),
b−a b+a
l’ampiezza (b – a), il raggio ( ), il centro ( ).
2 2
Esempi di intervalli illimitati:
Uno dei due estremi dei limiti è a, poiché +∞ e -∞ non sono numeri reali e sono esclusi
dall’intervallo.
Analizzando i punti di un intervallo, possiamo avere dei numeri classificati come “intorno”. Un intorno completo di x 0
(numero reale) è un intervallo qualunque di I (x ), così definibile:
0
¿ δ δ
dove e sono numeri reali, come mostrato nell’esempio:
( ) =¿ −δ + ¿
I x x ; x δ 1 2
0 0 1 0 2
=δ
δ (x )
I
Nel caso in cui , x sarà un punto medio. Si avrà che l’intervallo aperto ha un centro x e raggio
0 0
δ 0
1 2 δ – si tratta di un introno circolare, così definibile:
¿ 1
( ) =¿ −δ +δ ¿
I x x ; x
δ 0 0 0
Gli intorni, inoltre, possono essere di due tipi:
¿
( )
+¿ =¿ + ¿
x x ; x δ
1. x :
Destro di intervallo ;
0 0 0
0 ¿
I δ
¿
( )
−¿ =¿ −δ ¿
x x ; x
2. x :
Sinistro di intervallo .
0 0 0
0 ¿
I δ
Vi sono anche intorni d’infinito: { }
∈
¿ <a
x R : x
1. Intorno di meno infinito: un intervallo aperto illimitato inferiormente: ;
(−∞ )=¿−∞ ¿
I ; a
{ }
∈
¿ x R : x> b
2. Intorno di più infinito: un intervallo aperto illimitato superiormente: ;
( )=¿
+∞ +∞ ¿
I b ;
1 Da ricordare che: l’intersezione e l’unione di più intorni completi di x sono intorni completi di x .
0 0 1
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3. Intorno di infinito: unione tra l’intorno di -∞ e di +∞, ossia:
{ }
( )=I (−∞ ) ( )= ∈
+∞ >b
I ∞ U I x R : x< a V x ;
¿ +¿
4. x
Intorno circolare di infinito: intorno di , cioè con .
[ ] ¿
( )=¿−∞ ∈
I ∞ ;−c U c ;+ ∞¿ c R
0 c
Non tutti gli insiemi sono intervalli ma anch’essi possono essere limitati o illimitati. Un insieme numerico
∁
F R è detto: α
Superiormente limitato: si può determinare un numero reale (detto maggiorante di F) tale che
∀ ∈
x ≤ α x F 2
, se appartiene all’insieme è detto anche massimo – vi è un estremo superiore
(sup ) di E tale che il suo numero reale M:
E ∀ ∈
x E
≤ 3
x M , con
∀ ∃ ∈ −ε)
ε>0 x E x>(M
tale che ;
β
Inferiormente limitato: si può determinare un numero reale (detto minorante di F) tale che
∀ ∈
x ≥ β x F 4
, se appartiene all’insieme è detto anche minimo – vi è un estremo inferiore di E
tale che il suo numero reale L:
∀ ∈
x E
≥ 5
x L , con
∀ ∃ ∈
>0 )
ε x E x<(L+ε
tale che ;
6
Limitato : se è contenuto da un intervallo limitato – F è limitato se il numero reale k è tale che
| | ∀ ∈
x ≤k x F .
Un insieme numerico finito è sempre contenuto in un intervallo limitato. Tuttavia, vi sono anche altri insiemi:
∀ ∃ ∈
m∈ R x F
Illimitati superiormente: se vi è un numero reale m rispetto cui F è maggiore, cioè tale
che x > m; ∀ ∃ ∈
m∈ R x F
Illimitati inferiormente: vi è un numero reale m a cui F è inferiore, cioè tale che x < m;
Illimitati: l’insieme è limitato sia superiormente che inferiormente.
7
Prendendo, ora, in esame la funzione y = f(x) , come mostrata nel grafico: 8
x = 3
Per meglio capire la funzione, consideriamo il seguente esempio, con l’obiettivo di studiarla vicino al punto :
0
2 −6
2 x x { }
( ) D=R− 3
=
y=f x , .
x−3
Poiché f(x) non è definita in 3, non è possibile considerare f(3). È necessario, quindi, studiare la funzione quando si
tabella
approssima a quel dato valore, di conseguenza diamo ad x un tot. valori che si avvicina a 3 .
2 Se non è vuoto, oltre alle altre caratteristiche, esiste ed è sempre unico.
3 M è un maggiorante di E.
4 Se non è vuoto, oltre alle altre caratteristiche, esiste ed è sempre unico.
5 L è un minorante di E.
6 Un intervallo limitato non è un insieme finito, in quanto non è costituito da un numero finito di elementi.
7 Definita nell’insieme D e studiandola nel caso in cui i suoi valori tendano ad x – dal grafico si vede che la funzione,
0 ∉
x D
avvicinandosi ad x , f(x) si avvicina anche ad l (che non coincide con f(x ) poiché .
0 0 0
8 Poiché i punti devono essere quanto più possibile vicini ad x l’ideale sarebbe che la funzione sia definita in questi punti: x deve
0 0
punto d’accumulazione
essere un per D. 2
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x 2,9 2,99 2,999 3,001 3,01 3,1
→ ←
3
f(x) 5,8 5,98 5,998 6,002 6,02 6,2
→ ←
?
Poiché all’avvicinarsi di x a 3, f(x) si avvicina a 6, se preso un qualunque valore di x in un intorno di 3 sempre minore,
allora f(x) si trova in un intorno di 6 sempre minore. Esaminato attraverso un qualunque intorno circolare, invece, di 6
≠ 3) avranno un’immagine di f(x)
ε
di ampiezza I (6), vi sarà sempre un intorno di 3 i cui punti x (con x
ε contenuta nell’intorno I (6), poiché soddisfano la disequazione
ε
| | | | | |
( )−6
2 −3 (
(x−3) 2 x x x−3)
2 x
−6
2 x x
| |
( )−6 <ε −6 <
f x ε
<ε
→ → → →
< ε
x−3
x−3
x−3 | |
( ) (x−3)
2 x−6 < ε
x−3
prendendo in considerazione la condizione d’esistenza, semplifichiamo
ε ε ε
| |
| | | | < <
x−3 3− x<3+
< <
2 x−6 ε 2 x−3 ε
→ → →
2 2 2
quindi, le soluzioni della disequazione saranno i punti dell’intorno
¿ ε ε ε
Supponendo che = 1, il grafico sarà così rappresentabile:
( ) =¿ ¿
I 3 3− ; 3+
2 2 ( ) =6
lim f x
Per x che tende a 3, f(x) ha limite 6: .
x→ 3 9
Premesse ed esempio fatto, è possibile stabilire che si ha un limite finito di una funzione f(x) – con x tendente ad
| |
( )−l <
f x ε
x e, per limite, numero reale l – se si può determinare un intorno completo I di tale che , cioè
x
0 0
( )=l
lim f x . Per essere valido, la condizione f(x) deve essere definita in tutti i punti dell’intorno I( ), escluso al
x
0
x → x 0 più :
x 0
| |
( ) ( )
( )=l ( )
∀ ∃ ∀ ∈
>0 −l <ε
lim f x se ε I x : f x , x I x , x ≠ x .
0 0 0
x → x 0
x x .
10
Nel caso in cui appartenga al dominio di f e coincida anche con il limite di f(x) si dice che f è continua in
0 0
Geograficamente parlando, le funzioni continue avranno un grafico la cui curva è senza interruzioni (retta o parabola).
Per calcolare il limite è sufficiente calcolare il valore della funzione nel punto dato – per una funzione f(x) = 2x
lim 2 x=2∗7=14 11
continua nel punto 7: . Essa, a seconda dei suoi componenti, è classificabile in:
x→ 7 =k
lim k
1. Funzione costante: f(x) = k è continua in tutto R – ;
x → x 0
2
( )=3 −2
2. Funzione polinomiale: è continua in R (generalmente sono tutte continue,
f x x x+5
specialmente le potenze di x);
9 Che esiste solo se esistono i suoi limiti sinistro e destro e coincidono.
10 È continua nel suo dominio D, se risulta continua in ogni punto di D.
11 Vedi pag. 5 per lo svolgimento. 3
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{ }
∪
+¿ 0
√
3. Funzione radice quadrata: , definita in , è continua per ogni x reale positivo o nullo;
y= x ¿
R
sin x cos x
4. Funzioni goniometriche: sono continue sia che , come anche le loro derivanti;
x
5. Funzione esponenziale: , con a > 0 è continua in tutto R;
y=a
y=log x ≠ +
6. Funzione logaritmica: , con a > 0, a 1, definita in tutto R .
a
Anche i limiti necessitano di una loro classificazione: ve ne sono per eccesso o difetto, sinistri o destri:
+¿ ¿
( )=l
12
Limite per eccesso : nel caso in cui f(x) tende a l per eccesso si ha un limite , con
lim f x
x → x 0
aggiunta condizione f(x) > l; −¿ ¿
( )=l
13
Limite per difetto : nel caso in cui f(x) tende ad l per difetto si ha un limite , con
lim f x
x → x 0
aggiunta condizione f(x) < l;
+¿ ( ) =l
x → x f x
0
Limite destro: nel caso in cui un limite si verifichi per ogni x appartenente all’intorno
¿
lim
¿ ¿
destro di x , cioè ;
¿ +δ ¿
x ; x
0 0 0
−¿ ( ) =l
x → x f x
0
Limite sinistro: nel caso in cui un limite si verifichi per ogni x appartenente
¿
lim
¿ ¿
all’intorno sinistro di x , cioè .
¿ −δ ¿
x ; x
0 0 0
Se, invece, i valori della funzione crescono sempre di più, si dice che la funzione f diverge positivamente e tende a
+∞. Si ha un limite +∞ per x che tende ad x se la funzione f(x) – definita in un intervallo [a; b], ma non definita con
o
x interno allo stesso intervallo – tenderà a +∞ se per ogni numero reale positivo M è determinabile un intorno
0 completo di I di x , tale che f(x) > M:
0
( ) ( )
( )=+ ( )>
∀ ∀ ∈
>
lim f x ∞ se M 0∃ I x :f x M , x I x , x ≠ x .
0 0 0
x → x 0
Nel caso opposto, si dice che la funzione f diverge negativamente. Si ha un limite -∞ per x che tende ad x se una
0
funzione f(x) – definita in un intervallo [a; b], ma non definita con x interno allo stesso intervallo – tenderà a -∞ se per
0
ogni numero reale positivo M è determinabile un intorno completo I di x , tale che f(x) < M:
0
( ) ( )
( )=−∞ ( )
∀ ∃ ∀ ∈
>0 <
lim f x se M I x : f x M , x I x , x ≠ x .
0 0 0
x → x 0
Prendendo in considerazione sia una funzione divergente positivamente che una negativamente, è possibile dire che
( )=∞
lim f x
→
non esiste un limite, ad esempio, per x 0: .
x → x 0
Tra le applicazioni a livello grafico dei limiti, rientra la determinazione degli asintoti, in questo caso, verticali. Se
( ) =+∞
lim f x ,−∞ oppure ∞ allora si ha che x = c è un asintoto verticale che possono essere anche infiniti.
x→ c
Spostando l’ottica, su un limite finito di una funzione per x che tende a +∞, i valori di x saranno sempre maggiori,
superando un qualunque numero reale positivo c. Si ha una funzione f(x) – definita in un intervallo illimitato a destra –
che tende al numero reale l per x tendente a +∞, quando si può determinare un intorno I di +∞ tale che
| |
( )=l ( )−l
∀ ∃c ∀
> >0 < >c
lim f x se ε 0 : f x ε , x
| |
( )−l ∈
<
f x ε per ogni x I : .
x →+∞
Con un limite finito di una funzione con x che tende a -∞, in questo caso, si ha una funzione f(x) – definita in un
intervallo illimitato a sinistra – con limite reale l per x tendente a -∞, quando si può trovare un intorno I di -∞ tale che
12 Valido anche per x → +∞, basta considerare l’intorno di +∞.
13 Valido anche per x → -∞, basta considerare l’intorno di -∞. 4
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| |
( )−l ∈
<
f x ε per ogni x I :
| |
( )=l ( )−l
∀ ∃ ∀
>0 <ε
lim f x se ε c>0 : f x , x← c .
x →−∞
Entrami i casi possono essere sintetizzati se si considera un intorno di ∞ determinato dalle x per le quali |x| > c, ossia
x<−c V x> c , con c numero reale casuale.
( )=q ( )=q
lim f x lim f x
Proseguendo con la determinazione degli asintoti orizzontali i oppure o, ancora,
x →+∞ x →−∞
( )=q
lim f x allora si ha che y = q, che è un asintoto orizzontale. Esso può essere destro o sinistro ed inoltre, la
x→∞ distanza di un punto P da un asintoto orizzontale tende a 0 quando x tende a +∞, -∞, ∞.
Una funzione diverge positivamente in due casi:
1. Limite +∞ di una funzione per x che tende a +∞, se in una funzione f(x) – definita in un intervallo illimitato
a destra – per x che tende a +∞ si può definire un intorno I di +∞ per ogni numero reale positivo M:
( )=+∞ ( )
∀ ∃c ∀
>0 >0 > >c
lim f x se M : f x M , x ;
x →+∞
2. Limite +∞ di una funzione per x che tende a -∞, se in una funzione f(x) – definita in un intervallo illimitato
a sinistra – per x che tende a -∞ si può definire un intorno I di -∞ per ogni numero reale positivo M:
( )=+ ( )
∀ ∀
> >0 >
lim f x ∞ se M 0∃ c :f x M , x← c .
x →−∞