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Introduzione Storia Inglese Religione
Lettera di Einstein, la Seconda guerra mondiale, Mary Shelley - Frankenstein, papa Wojtyla
Filosofia Attualità Storia dell'arte Italiano
Immanuel Kant, ingegneria genetica, J. Louis Géricault, Leopardi
Latino Scienze della terra Fisica Matematica
Plinio il Vecchio, il buco nell'ozono, fisica nucleare, limiti - Weierstrass
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04/10/22, 00:48 introduzione
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[Latino] [Scienze della terra] [Fisica] [Matematica]
Introduzione
Lettera di Einstein
Il tema che ho scelto per il mio percorso sulle materie da noi studiate in questi anni di Liceo scientifico e approfondite in questo ultimo anno, è quello sui limiti della scienza con i vari collegamenti che esso comporta sia nelle materie umanistiche che in quelle scientifiche.
Questo argomento mi ha molto interessata in quanto gli studi scientifici da me intrapresi fino ad oggi, mi impongono di approfondire una questione molto sentita relativa al rapporto tra scienza e morale ed ai limiti stessi della scienza che soprattutto con gli avvenimenti recenti ha subito dure critiche dall’opinione pubblica internazionale.
Il rapido sviluppo della scienza ha sollevato e continua a sollevare una serie di problemi spinosi per gli strettissimi rapporti che lo legano a uno dei campi più delicati della morale.
Se da una parte si è assunto nei confronti della scienza un atteggiamento più cauto sia per quanto riguarda le sue possibilità conoscitive, sia per quanto riguarda i suoi esiti pratici, dall’altra si ritiene che la scienza e la tecnica, se ben dirette possono aiutare individui e popoli a raggiungere sempre migliori condizioni di vita.
Io, comunque, sono del parere che oggi, più di ieri è necessario ridimensionare la celebrazione della portata pratica della scienza, poiché essa può mettere nelle mani dell’uomo un potere gigantesco che rischia, se male usato, di annullare la vita sul nostro pianeta.
Gli effetti della bomba atomica (la cui costruzione venne a costare 2,5 miliardi di dollari) ne sono un esempio.
Come pure gli ultimi sviluppi raggiunti dalle scienze biomediche e soprattutto dall’ingegneria genetica, hanno riportato ed accentuato il distacco tra scienza e morale: la fecondazione artificiale, i trapianti di organi, l’eutanasia, la manipolazione dei caratteri ereditari, risultati questi che hanno favorito e favoriscono in alcuni settori della cultura un vero e proprio processo alla scienza e un rifiuto scientifico tecnologico, che nelle sue punte più estremistiche costituisce l’esatto e dogmatico rovescio delle mitizzazioni del secolo scorso.
Bisogna, insomma, convincersi della priorità dell’etica sulla tecnica, del primato delle persone sulle cose, della superiorità dello spirito sulla materia.
Con questo non significa che si deve mettere in discussione la ricerca scientifica in quanto tale, ma solo evitare che la scienza possa arrogarsi il diritto di “stravolgere” il corso dell’esistenza, o, asservita al volere dei vari capi di governo, procurasse armi sempre più nocive.
L’impegno degli scienziati deve essere, perciò, solo quello di esplorare sempre più a fondo l'affascinante mistero dell’uomo, di sventare le minacce che, purtroppo, incombono sul nostro pianeta in misura ogni giorno più grave.
Gli scienziati sono consapevoli delle dannose conseguenze dovute a un incontrollato utilizzo delle loro scoperte.
Infatti nel messaggio agli scienziati italiani scritto da Einstein viene sollevato questo problema:
“.... Vediamo oggi delinearsi, per l’uomo di scienza, un tragico destino. Sostenuto dalle sue aspirazioni alla chiarezza e all’indipendenza esteriore, egli ha, con uno sforzo quasi sovrumano, forgiato da se stesso le armi del suo asservimento sociale e dell’annientamento della sua personalità.
Egli deve piegarsi al silenzio di chi detiene il potere politico, ed è costretto, come un soldato, a sacrificare la propria vita, e ciò che è peggio, a distruggere quella degli altri, anche se è convinto dell’assurdità di un tale sacrificio.
Egli vede con assoluta chiarezza che la situazione determinata dalla storia, per cui soltanto gli stati possono disporre del potere economico e politico, e quindi anche di quello militare, deve condurre alla distruzione totale.
Egli è cosciente che l’uomo può essere ancora salvato soltanto cambiando i metodi della forza bruta con un ordine giuridico soprannazionale...”
Entro mura misteriose si perfezionano con fretta febbrile i mezzi di distruzione collettiva.
Se si raggiunge questo scopo, l’avvelenamento dell’atmosfera da parte della radioattività e, di conseguenza, la distruzione di qualsiasi forma di vita sulla terra, entrerebbero nel novero delle possibilità tecniche.
È tutto concatenato, in questo sinistro svolgersi d’avvenimenti.
Ogni passo si presenta come inevitabile conseguenza del precedente.
Al termine del cammino, si profila sempre più distinto lo spettro della distruzione completa.
Noi non possiamo cessare di ammonire ancora e sempre; non possiamo rallentare i nostri sforzi per dare coscienza alle nazioni del mondo, e soprattutto ai loro governi, dell’immagine del disastro che essi debbono esser certi di provocare se non cambieranno atteggiamento gli uni verso gli altri, e la loro maniera di concepire il futuro.
Il nostro mondo è minacciato da una crisi la cui ampiezza sembra sfuggire a coloro che hanno il potere di prendere grandi decisioni per il bene e per il male.
La potenza scatenata dall’atomo ha tutto cambiato, salvo il nostro modo di pensare, e noi stiamo scivolando così verso una catastrofe senza precedenti.
Perché l’umanità sopravviva un nuovo modo di pensare è indispensabile.
Allontanare questa minaccia è divenuto il problema più urgente del nostro tempo”.
In questo percorso ho approfondito questi argomenti sviluppando il pensiero che ogni singolo autore ha espresso sul concetto della scienza e dei suoi limiti.
In Inglese ho scelto Mary Shelley che con il suo romanzo Frankenstein mostra un primo esempio di scienziato che manipolando un essere vivente crea un mostro che sfugge al suo controllo e lo uccide.
In Italiano sono stata colpita dai versi de “La Ginestra” di Leopardi “Qui mira e qui ti specchia, - Secol superbo e sciocco” dove con un passo decisamente polemico, l’autore deride l’ingenua vanteria umana che crede nel magnifico progresso e si illude di sicure conquiste.
In Latino ho scelto la figura di Plinio il Vecchio, scrittore enciclopedico e naturalista del I secolo dopo Cristo, il quale in una sua opera afferma che la vita di quell’essere debole e fragile che è l’uomo può e deve essere migliorata, per mezzo dello studio della natura, ma senza che siano superati i limiti che la Natura stessa ha fissato.
In Fisica ho trattato gli studi sulla fissione nucleare, che se da una parte furono una grande scoperta per gli scienziati dell’epoca, dall’altra la loro applicazione pratica portò alla catastrofica realizzazione delle bombe atomiche.
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04/10/22, 00:48 introduzione
La Storia del ventesimo secolo ha risentito molto dello sfruttamento delle armi nucleari da quel fatidico 6 agosto 1945 quando scoppiò la prima bomba atomica su Hiroshima e mi è sembrato doveroso scegliere la seconda guerra mondiale come periodo storico da trattare.
In matematica ho individuato la storia degli studi di vari scienziati sull’introduzione del concetto matematico di limite.
Un argomento di grande attualità è il buco dell’ozono che si ricollega agli studi di Scienze della Terra sull’atmosfera minacciata dall’inquinamento frutto del progresso incondizionato dell’uomo.
Molti sono stati i filosofi che hanno approfondito i problemi tra scienza ed etica. Tra questi mi è sembrato più interessante la teoria Kantiana dell’esperienza pura.
In Storia dell’Arte ho associato la visione del quadro di Gericault “La zattera della Medusa” con l’immagine dell’uomo che sfida senza successo una natura superiore alle sue forze paragonata a quella dello scienziato sopraffatto dalla forza delle sue stesse scoperte.
Sulla base degli studi fin qui svolti posso concludere che qualsiasi scoperta scientifica sarà sempre legittima e ben accetta, a patto però, (da qui il mio concetto di limite della scienza) che non pretenda mai di assumere alcuna posizione di controllo o superiorità nei confronti della vita dell’uomo.
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04/10/22, 00:48 storia
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Storia
La Seconda guerra mondiale
6 agosto 1945. Una data indimenticabile per tutta l’umanità. Dagli studi sulla fissione nucleare si passò rapidamente all’applicazione pratica della potenza sviluppata dai neutroni.
In questo giorno gli Stati Uniti d’America lanciarono la prima bomba atomica su Hiroshima.
La vampata prodotta dallo scoppio fu percepita chiaramente da aerei in volo ad oltre 200 km dalla città colpita; una nube di vapori rosso-giallognoli dalla caratteristica forma di fungo si elevò in cielo per circa 10.000 metri; in un raggio di km. 1,6 dal punto centrale dello scoppio i 2/3 degli edifici esistenti andarono distrutti: rimasero in piedi solo le travature di quelli costruiti in cemento armato; quando la nuvola a fungo creata dalla bomba si dissipò 70.000 dei 343.000 abitanti giacevano morti per gravi ustioni; una parte dei 80.000 feriti morì successivamente per le irradiazioni e fino ai giorni nostri molte persone sono rimaste vittime delle conseguenze di quella esplosione.
Per la statistica la bomba atomica di Hiroscima era lunga sette metri e pesava 4 tonnellate e fu sganciata da un grosso bombardiere B/29 appositamente attrezzato (battezzato ENOLA GAY).
Da un punto di vista militare la seconda guerra mondiale si svolse rapidamente, soprattutto a causa dei nuovi mezzi di trasporto, di comunicazione e delle nuove armi messe a disposizione dalla scienza e dalla applicazione tecnica.
Nel Blitzkrieg (guerra lampo) tedesco la popolazione nemica veniva dapprima fiaccata con la propaganda e poi messa in fuga con i bombardamenti, in modo che ostacolasse i movimenti delle forze difensive mentre l’aviazione mitragliava le strade.
Per conquistare la Polonia ci volle meno di un mese; nell’aprile 1940 il Blitzkrieg colpì la Norvegia e la Danimarca; in maggio le forze tedesche marciarono verso l’Olanda e il Belgio sino alle coste della Manica e invasero la Francia che si arrese in giugno.
Nel giugno 1940 entrò in guerra anche l’Italia con Mussolini e le truppe italiane si spinsero dalla Libia verso Suez e dall’Albania penetrarono in Grecia ma con poco successo.
Allora intervenne Hitler occupando la Grecia, aggredendo la Jugoslavia e occupando il nord Africa.
All’Asse vittorioso si unirono Ungheria Romania e Bulgaria.
Dopo la caduta della Francia ci si aspettava che Hitler invadesse l’Inghilterra, ma le incursioni aeree non riuscirono a sconfiggere l’aviazione britannica poco numerosa ma efficiente e con un primo ministro Winston Churchill dotato di flessibile energia e di grandi capacità organizzative.
Allora Hitler nel giugno del ‘41 rivolse la sua attenzione a oriente invadendo la Russia.
Nel novembre del 1942 Hitler toccava l’apice del suo successo: la Germania occupava e controllava 16 paesi europei.
Nei paesi conquistati l’industria e l’agricoltura furono riorganizzate in modo da rispondere alle esigenze tedesche e centinaia di migliaia di operai furono deportati in Germania, mentre 5-6 milioni di ebrei venivano messi a morte organizzando il più grande sterminio della razza ebraica.
Gli Stati Uniti erano neutrali al conflitto e fornivano viveri e armi all’Inghilterra senza dichiarare guerra.
Ma nel dicembre 1941 con un’incursione aerea su Pearl Harbor (Hawaii) il Giappone affondò metà della flotta statunitense e gli Stati Uniti furono costretti ad entrare in guerra.
Entro il settembre 1943 le forze anglo-americane avevano allontanato gli eserciti dell’Asse dall’Africa ed erano sbarcati in Italia, mentre a Oriente l’Armata Rossa travolgeva il fronte tedesco.
Nel giugno del 1944 gli anglo-americani aprirono un secondo fronte in Normandia; nell’aprile del ‘45 si incontrarono con i Russi sull’Elba e il 30 aprile, mentre già le armate sovietiche erano a Berlino, Hitler si uccideva.
Per mettere fine al conflitto mondiale gli Americani decisero di utilizzare le armi atomiche di recente invenzione.
Dopo lo sgancio della bomba su Hiroshima, tre giorni dopo sganciarono un secondo ordigno ancor più potente sulla città di Nagasaki.
Il Giappone distrutto e annientato si arrese.
La seconda guerra mondiale era finita portandosi dietro tante vite umane innocenti e una minaccia che incombe tuttora sulla popolazione mondiale.
I terrificanti effetti delle armi atomiche inducono a considerare se non si sia raggiunto ormai quel limite di potenza oltre il quale la guerra si risolverebbe nella distruzione totale.
Sembra ormai che l’unica difesa possibile dagli apocalittici effetti dell’offesa atomica debba ricercarsi in un sicuro accordo internazionale il quale, col bandire dagli usi di guerra l’impiego delle bombe atomiche, assicuri la distruzione di quelle già costruite.
Il che è stato tentato, ma sin ora senza concreti risultati.
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04/10/22, 00:48 inglese
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Inglese
Mary Shelley - Frankenstein
Frankenstein is a Gothic novel written by Mary Godwin, the young daughter of the philosopher William Godwin, and wife of the poet Percy Bysshe Shelley.
The novel can be read as a forerunner of modern scientific experiments because it is about scientific research. But it poses a dramatic question. It is about the moral responsibility of the scientist when his discoveries go beyond his capacity of control, that is, when he explores the limits of human knowledge. M. Shelley has been able to predict clearly the consequences of immoral technological utilization so that her tale of horror can’t be considered merely as a fantastical ghost story, but rather as a profound understanding (insight) into the probable consequences of morally insensitive scientific research. M. Shelley warns the reader against the use of scientific intelligence “divorced from moral principles” (theme of morality).
Nowadays scientists and society in general are not interested in exploring nature but building a new artificial substitute for nature.
Recent research in genetic engineering and biochemistry, eugenics and extra-uterine fertilization have brought to light the opportunity to manipulate life-forms, something which was previously only reserved to nature and chance.
In her hovel, it seems as though M.S. has seen into the future. Her message is clear: a morally irresponsible scientific development can create a monster that can destroy human civilization itself.
The logical question one can ask is whether science is really going to improve the world.
Will our lives be better?
Apart from these questions it is important that we continually ask the right questions and supply the best answers.
It is our responsibility as humans.
Frankenstein
The novel is written in form of letters by the Captain of a ship to his own sister. In his letters the narrator tells the story of a strange man he has helped during a voyage to the North Pole.
The man - Victor Frankenstein - is taken aboard the ship and one day, before dying, tells the Captain his story.
He is a scientist from Geneva, Switzerland. He devotes himself to scientific studies, in particular the mystery of the origin of life and finally he discovers the cause of life.
He builds a creature assembling various parts that he takes from the bodies of dead people.
The creature begins to breathe and opens his eyes but he is so horrible that Frankenstein, terrified, escapes.
At first the monster shows love and generosity towards people but his love becomes hatred and violence when he is rejected because of his horrible appearance.
He lives in solitude and doesn’t bear the desolation of his life so he begins to hate his maker who has abandoned him.
He asks the scientist to give him a female companion.
At first Frankenstein agrees but soon after he realizes that he will probably make a second monster.
So he destroys the new being.
From that moment on, Frankenstein’s life is a nightmare.
The monster persecutes him and kills those that he loves. Frankenstein wants to destroy the creature, but he dies, consumed by the agony of his grief.
The monster sees his creator dead and kills himself.
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Tesina ipertestuale multidisciplinare
Il tema che ho scelto per il mio percorso sulle materie da noi studiate in questi anni di Liceo Scientifico e approfondite in questo ultimo anno, è quello sui limiti della scienza con i vari collegamenti che esso comporta sia nelle materie umanistiche che in quelle scientifiche.
Questo argomento mi ha molto interessata in quanto gli studi scientifici da me intrapresi fino ad oggi, mi impongono di approfondire una questione molto sentita relativa al rapporto tra scienza e morale ed ai limiti stessi della scienza che soprattutto con gli avvenimenti recenti ha subito dure critiche dall'opinione pubblica internazionale.
Il rapido sviluppo della scienza ha sollevato e continua a sollevare una serie di problemi spinosi per gli strettissimi rapporti che lo legano a uno dei campi più delicati della morale. Se da una parte si è assunto nei confronti della scienza un atteggiamento più cauto sia per quanto riguarda le sue possibilità conoscitive, sia per quanto riguarda i suoi esiti pratici, dall'altra si ritiene che la scienza e la tecnica, se ben dirette possono aiutare individui e popoli a raggiungere sempre migliori condizioni di vita.
Io, comunque, sono del parere che oggi, più di ieri è necessario ridimensionare la celebrazione della portata pratica della scienza, poiché essa può mettere nelle mani dell'uomo un potere gigantesco che rischia, se male usato, di annullare la vita sul nostro pianeta. Gli effetti della bomba atomica (La cui costruzione venne a costare 2,5 miliardi di dollari) ne sono un esempio. Come pure gli ultimi sviluppi raggiunti dalle scienze biomediche e soprattutto dall'ingegneria genetica, hanno riportato ed accentuato il distacco tra scienza e morale: la fecondazione artificiale, i trapianti di organi, l'eutanasia, la manipolazione dei caratteri ereditari risultati questi che hanno favorito e favoriscono in alcuni settori della cultura un vero e proprio processo alla scienza e un rifiuto scientifico tecnologico, che nelle sue punte più estremistiche costituisce l'esatto e dogmatico rovescio delle mitizzazioni del secolo scorso.
Bisogna, insomma, convincersi della priorità dell'etica sulla tecnica del primato delle persone sulle cose, della superiorità dello spirito sulla materia. Con questo non significa che si deve mettere in discussione la ricerca scientifica in quanto tale, ma solo evitare che la scienza possa arrogarsi il diritto di "stravolgere" il corso dell'esistenza, o asservita al volere dei vari capi di governo, procurasse armi sempre più nocive. L'impegno degli scienziati deve essere, perciò solo quello di esplorare sempre più a fondo l'affascinante mistero dell'uomo, di sventare le minacce che, purtroppo incombono sul nostro pianeta in misura ogni giorno più grave. Gli scienziati, sono consapevoli delle dannose conseguenze dovute da un incontrollato utilizzo delle loro scoperte.
Infatti nel messaggio agli scienziati italiani scritto da Einstein viene sollevato questo problema:
".... Vediamo oggi delinearsi, per l'uomo di scienza, un tragico destino. Sostenuto dalle sue aspirazioni alla chiarezza e all'indipendenza esteriore, egli ha, con uno sforzo quasi sovrumano, forgiato da se stesso le armi del suo asservimento sociale e dell'annientamento della sua personalità. Egli deve piegarsi al silenzio di chi detiene il potere politico, ed è costretto, come un soldato, a sacrificare la propria vita, e ciò che è peggio a distruggere quella degli altri, anche se è convinto dell'assurdità di un tale sacrificio. "Egli vede con assoluta chiarezza che la situazione determinata dalla storia per cui soltanto gli stati possono disporre del potere economico e politico, e quindi anche di quello militare, deve condurre alla distruzione totale. Egli è cosciente che l'uomo può essere ancora salvato soltanto cambiando i metodi della forza bruta con un ordine giuridico soprannazionale..."Entro mura misteriose si perfezionano con fretta febbrile i mezzi di distruzione collettiva. Se si raggiunge questo scopo, l'avvelenamento dell'atmosfera da parte della radioattività e, di conseguenza, la distruzione di qualsiasi forma di vita sulla terra, entrerebbero nel novero delle possibilità tecniche. E' tutto concatenato, in questo sinistro svolgersi d'avvenimenti. Ogni passo si presenta come inevitabile conseguenza del precedente. Al termine del cammino, si profila sempre più distinto lo spettro della distruzione completa. Noi non possiamo cessare di ammonire ancora e sempre; non possiamo rallentare i nostri sforzi per dare coscienza alle nazioni del mondo, e soprattutto ai loro governi, dell'immagine del disastro che essi debbono esser certi di provocare se non cambieranno atteggiamento gli uni verso gli altri, e la loro maniera di concepire il futuro. Il nostro mondo è minacciato da una crisi la cui ampiezza sembra sfuggire a coloro che hanno il potere di prendere grandi decisioni per il bene e per il male. La potenza scatenata dall'atomo ha tutto cambiato, salvo il nostro modo di pensare, e noi stiamo scivolando così verso una catastrofe senza precedenti. Perché l'umanità sopravviva un nuovo modo di pensare è indispensabile. Allontanare questa minaccia è divenuto il problema più urgente del nostro tempo".
In questo percorso ho approfondito questi argomenti sviluppando il pensiero che ogni singolo autore ha espresso sul concetto della scienza e dei suoi limiti.
In Inglese ho scelto Mary Shelley che con il suo romanzo Frankenstein mostra un primo esempio di scienziato che manipolando un essere vivente crea un mostro che sfugge al suo controllo e lo uccide.
In Italiano sono stata colpita dai versi de "la Ginestra" di Leopardi "Qui mira e qui ti specchia, - Secol superbo e sciocco" dove con un passo decisamente polemico, l'autore deride l'ingenua vanteria umana che crede nel magnifico progresso e si illude di sicure conquiste.
In Latino ho scelto la figura di Plinio il Vecchio, scrittore enciclopedico e naturalista del I secolo dopo Cristo, il quale in una sua opera afferma che La vita di quell'essere debole e fragile che è l'uomo può e deve essere migliorata, per mezzo dello studio della natura, ma senza che siano superati i limiti che la Natura stessa ha fissato.
In Fisica ho trattato gli studi sulla fissione nucleare, che se da una parte furono una grande scoperta per gli scienziati dell'epoca, dall'altra la loro applicazione pratica portò alla catastrofica realizzazione delle bombe atomiche.
La Storia del ventesimo secolo ha risentito molto dello sfruttamento delle armi nucleari da quel fatidico 6 agosto 1945 quando scoppiò la prima bomba atomica su Hiroshima e mi è sembrato doveroso scegliere la seconda guerra mondiale come periodo storico da trattare.
In matematica ho individuato la storia degli studi di vari scienziati sull'introduzione del concetto matematico di limite.
Un argomento di grande attualità è il buco dell'ozono che si ricollega agli studi di Scienze della Terra sull'atmosfera minacciata dall'inquinamento frutto del progresso incondizionato dell'uomo.
Molti sono stati i filosofi che hanno approfondito i problemi tra scienza ed etica. Tra questi mi è sembrato più interessante la teoria Kantiana dell'esperienza pura.
In Storia dell'Arte ho associato la visione del quadro di Gericault "La zattera della Medusa" con l'immagine dell'uomo che sfida senza successo una natura superiore alle sue forze paragonata a quella dello scienziato sopraffatto dalla forza delle sue stesse scoperte.
Sulla base degli studi fin qui svolti posso concludere che qualsiasi scoperta scientifica sarà sempre legittima e ben accetta, a patto però, (da qui il mio concetto di limite della scienza) che non pretenda mai di assumere alcuna posizione di controllo o superiorità nei confronti della vita dell'uomo.