Nel seguente appunto vedremo come risolvere un equazione di secondo grado nel caso più generale possibile, focalizzando lo studio poi su quello che si ottiene quando l'equazione viene ridotta a forma normale, ovvero nella forma:
Le equazioni di secondo grado
Le equazioni di secondo grado, un modo semplice per scoprirle, dove la variabile, di solitoLa prima cosa da fare è riconoscerle, nonostante i vari modi in cui possono apparire. Per esempio:
Esiste una formula per risolvere le equazioni di secondo grado ma prima bisogna preparare l'equazione.
Per risolverla, bisogna prima fare tutti i calcoli possibili per semplificare, per poi renderli in forma normale.
Ma cosa significa "forma normale"?
Per "forma normale" s'intende mettere le variabili/coefficienti in ordine decrescente, quindi da 2 a 0.
Possiamo riassumere dicendo che una equazione è in forma normale se:
- al secondo membro c'è sempre lo zero;
- le potenze sono ordinate in modo decrescente;
- ogni potenza compare una volta sola.
Un altro passaggio prima di iniziare a risolverle, è mettere tutte le variabili/coefficienti al primo membro, per poi mettere al secondo membro (ossia dopo l'uguale )lo zero.
Dopo bisogna che i coefficienti/variabili le trasformi in A,B e C, affinché
Da qui si può partire con le formule, sono due infatti, perché sono (quasi sempre) due le soluzioni.
Eccole qui, rispettivamente, con
Quando la quantità sotto radice è negativa, diremo che l'equazione non ammette soluzioni reali. Quando invece la quantità sotto radice è uguale a 0, le soluzioni sono reali e coincidenti. Infine, se l'argomento della radice è strettamente positivo diremo che le soluzioni sono reali e distinte.
Si danno le ultime dritte: la divisione (in tutte e tre le formule) parte da -B, e non dalla radice, fare attenzione! Quindi bisogna dividere tutto il numeratore per il denominatore